il Popolo 10 agosto 2002
E’ sconcertante che la discussione in atto negli Stati Uniti tra Dipartimento di Stato e Pentagono riguardi il “come” e non il “perché” dell’attacco ormai deciso all’Iraq. Ed è non meno sconcertante che anche tra gli alleati occidentali al massimo si discuta della “condizione” ( hanno detto Schroeder e Chirac e oggi anche Blair) e non delle ragioni dell’attacco.
Perché lo si deve o lo si vuole fare? Per completare il lavoro iniziato dieci anni fa da Bush padre, si dice. Oppure: per evitare che Saddam sviluppi sistemi distruttivi di massa, cioè un attacco preventivo.







Scritto da Pierluigi Castagnetti e archiviato in Articoli
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