mer
29
gen '03

Una buona cosa per l’Italia che dobbiamo amare

ItaliaGazzetta del Mezzogiorno 29 gennaio 2003

Nei giorni scorsi, alla Camera, abbiamo approvato in maniera unitaria in prima lettura la legge che punta alla valorizzazione dei piccoli comuni, con meno di cinquemila abitanti, che compongono il settanta per cento dei comuni italiani.
Nella primavera del 1941 due grandi intellettuali italiani, Pietro Pancrazi e Pietro Calamandrei, occupavano le loro domeniche di guerra viaggiando in treno per le cento città d’Italia e poi, per lettera, si scambiavano impressioni, sensazioni e suggestioni. Di ritorno da una visita a Recanati, Calamandrei scrive all’amico: . Gli risponde Pancrazi: .

sab
18
gen '03

Non dimenticare don Sturzo, non rassegnarsi alla normalità della guerra

Don SturzoIl Popolo – 18 gennaio 2003

“La guerra non è fatale, non è necessaria, ma è volontaria, sono gli uomini, determinati uomini, pochi o molti, i responsabili della guerra, anche quando dicono di non volerla”.
“La responsabilità di una guerra è sempre soggettiva, di coloro che la promuovono e vi contribuiscono nella misura che ciò venga fatto, volontariamente e con una visione del fine”.
E’ questa la tesi centrale del libro di Sturzo “La Comunità internazionale e il diritto di guerra” dedicato al tema della guerra pubblicato Londra nel 1929.
E’ possibile dimostrare l’eliminabilità della guerra?, si chiese già nel 1928. Per dare una risposta ricorreva a vari precedenti storici: la schiavitù, la struttura feudale, la poligamia, istituti che si riteneva insuperabili e che invece lo divennero.

ven
17
gen '03

Premdete il petrolio ma lasciateli in pace…

Bambini in Iraq“PACIFISTA” è diventato un offesa…

La Rinascita – 17 Gennaio 2003 

Mentre Bush conta le ore che lo dividono dall’attacco all’Iraq, nel mondo cresce il numero di quanti si oppongono alla guerra. Un contributo importante in queste settimane è arrivato dal mondo cattolico che con le tante marce organizzate alla fine dell’anno passato e con le parole dirette del Papa ha in più occasioni manifestato la sua scelta di pace. Si riscopre così quell’antica vocazione che attraverso don Primo Mazzolari e Giorgio La Pira ha caratterizzato per decenni le coscienze dei credenti impegnati nella politica. Una tradizione che vive nell’impegno di quell’associazionismo cattolico in prima fila nella lotta contro la guerra.

mer
15
gen '03

“Non lasciamo solo il Papa”

GPIICorriere della Sera 15 gennaio 2003
Lettera al Corriere della Sera in risposta a Ernesto Galli Della Loggia

Caro direttore, sono rimasto colpito, come credo molti altri lettori, dalle critiche rispettose ma severe che il prof. Galli della Loggia ha rivolto nei suoi ultimi due editoriali al Papa sul tema della pace. Mi sorprende la sua sorpresa. Che il Capo della Chiesa di Roma così come quello della Chiesa anglicana e diversi Patriarchi di quella ortodossa dicano le stesse parole per scongiurare la guerra in Iraq, a me pare normale. Il Papa non parla di «Arafat per fare dimenticare Ratzinger», ma parla di Arafat per coerenza con i principi di cui parla Ratzinger. Sarebbe, dunque, sorprendente il silenzio della Chiesa: non è dopotutto il presunto silenzio della Chiesa in un periodo storico recente a essere ancora oggi severamente indagato dagli studiosi? Ma, si obietta, questo parlare della Chiesa e dei cristiani contro la guerra avviene soprattutto quando c’è di mezzo l’America, come è dimostrato, al contrario, dai silenzi sulle stragi in Cecenia e a Timor Est.