sab
26
lug '03

L’Ulivo e l’Europa: dai DS più coraggio

D'Alema-FassinoEuropa 26 luglio 2003

D’Alema ha il pregio della chiarezza, oltre a quello esibito e non esclusivo dell’intelligenza.
Nell’intervista al Corriere ha posto a Prodi alcune condizioni su cui, come fatto da tutti quelli che l’hanno commentata, anch’io decido consapevolmente di sorvolare poiché ritengo più importante soffermarmi sulla sua proposta all’Ulivo di approdo nel gruppo parlamentare del Pse.
Dico subito che c’è modo e modo di bloccare un percorso, questo sicuramente è un modo efficace.
Penso infatti che la lista unica dell’Ulivo alle europee ha senso solo se nasce attorno a un’idea precisa di Europa comunitaria e all’ambizione di produrre un fatto nuovo nel parlamento europeo dove, come tutti sanno, sta sopravvivendo un bipolarismo d’antant.

mar
22
lug '03

Tra i punti della proposta di Prodi ce n’è uno che riguarda Follini

FolliniEuropa 22 luglio 2003

Una bella lista alle europee con Berlusconi, Castagnetti, Follini, Mastella? “È un’ipotesi del terzo tipo, dell’irrealtà, direi che è impossibile”, taglia corto Gerardo Bianco.
Perché mai? Dopotutto si tratta di elezioni europee e il riferimento al Ppe dovrebbe giustifcare la stranezza di una tale lista. Ma il Ppe, aggiunge Bianco in un’altra intervista, “sta assumendo sempre più le caratteristiche di una forza senza identità e senza ruolo “. Ecco, tra i meriti della proposta di Prodi di una lista unitaria dell’Ulivo vi è quello di avere indotto Marco Follini a una controproposta che aiuta a far luce sulle tante contraddizioni che si annidano in questo delicato passaggio elettorale europeo.

sab
19
lug '03

“Prodi ci chiama a dire quale Europa vogliamo”

ProdiL’Unita 19 luglio 2003

Intervista a Pierluigi Castagnetti di Aldo Varano

ROMA – Prodi propone una sola lista dell’Ulivo alle europee. I Ds sono d’accordo. A Pierluigi Castagnetti, capogruppo della Margherita alla Camera, chiedo: non ci sono quindi problemi?
Problemi e difficoltà ci sono e vanno affrontati. Prodi mi pare abbia voluto ricordare a tutti che le elezioni europee questa volta non sono di ruotine. Si svolgeranno in uno dei momenti più difficili e decisivi per il futuro dell’Europa. O l’Europa va avanti o arretra. Elettori e partiti devono votare per una Europa diversa.
Cioè il centro della proposta Prodi è l’Europa e non l’Italia?
Certo. Anche se con quella intervista si rivolge ai partiti italiani. Li sollecita a non usare le elezioni europee per regolare la contabilità elettorale interna.

dom
13
lug '03

Berlusconi “tira a campare” ai danni del paese

SilvioAvvenimenti 13 luglio 2003

Sappiamo che la crisi della maggioranza non assumerà i caratteri, come sarebbe ovvio e normale, di una crisi di governo. Almeno fino a gennaio. C’è di mezzo il semestre di presidenza italiana dell’Unione europea, ciambella a cui Berlusconi si aggrappa per ritardare il d-day nella sua alleanza.
Rinviare del resto è caratteristica berlusconiana per eccellenza: basta andare con la memoria ai due anni di governo e, a parte le leggi pensate e imposte per favorire la soluzione dei problemi giudiziari del premier e dei suoi amici, ci si accorge che non una “grande riforma” è giunta in porto, non una azione qualificante è stata compiuta o completata e nonostante il propagandistico refrain di Berlusconi il bilancio – come provato nei giorni scorsi dall’economista Tito Boeri – è desolatamente, per la destra, in rosso.

gio
10
lug '03

Berlusconi inadatto a giudare il Governo e la destra

Berlusconi fa le cornaEuropa 10 luglio 2003

In un paese normale, oggi il presidente del consiglio avrebbe rassegnato le sue dimissioni.
In un paese normale, oggi si sarebbe aperta una formale crisi di governo. In un paese normale la maggioranza parlamentare avrebbe, con senso di responsabilità e dignità, preso atto di non essere più tale. In un paese normale, poi, il capo del governo avrebbe spedito subito a casa un sottosegretario, come il leghista Stefani, che con le sue insulse dichiarazioni sta provocando tanti danni all’immagine ed all’industria turistica.
In un paese normale.
Ma l’Italia della destra, l’Italia di Berlusconi, normale non è. Settecento giorni di governo – o di malgoverno – hanno fatto precipitare l’Italia in una crisi economica (aggravando gli indubbi elementi negativi di carattere internazionale) che ci sospinge indietro di qualche lustro.