mar
26
set '06

ULIVO: CASTAGNETTI, NON CI FAREMO ASSIMILARE DAI DS NEL PD

UNA TRE GIORNI A CHIANCIANO SU CATTOLICIDEMOCRATICI E PD (ANSA) – ROMA, 26 SET – Pongono ‘condizioni’: la loro eredita’, la tradizione e la storia del cattolicesimo democratico, ‘non entrera’ nel progetto del partito democratico per essere assimilata, come e’ successo ai cristiano sociali, o ai laburisti e ai repubblicani che nel congresso di Firenze sono semplicemente ‘entrati’ nei Ds. Noi vogliamo un incontro, non l’assimilazione’. E’ Pierluigi Castagnetti, Dl, vicepresidente della Camera, a chiarire, durante la conferenza stampa a Montecitorio di presentazione dell’incontro organizzato a Chianciano dal 29 settembre al primo ottobre dall’associazione ‘I Popolari’, dove sono attesi anche il presidente del Consiglio Romano Prodi e il vicepremier Francesco Rutelli, come i cattolici democratici che intendano dare il loro contributo alla nascita della casa comune dei riformismi della sinistra italiana.
Una casa comune, appunto, ‘in cui – ribadisce Castagnetti – la nostra tradizione incontra quella socialdemocratica e quella liberaldemocratica, paritariamente’. Per riportare il discorso nei termini del dibattito corrente, questo significa che ‘non si puo’ partire, come fanno alcuni nei Ds, dicendo pregiudizialmente che la collocazione europea del Pd deve essere il Pse. Bisogna cercare una casa nuova per un soggetto nuovo. Io sono uscito dal Ppe e ho elaborato il mio lutto. Ora sta a loro superare i loro problemi identitari elaborando il loro lutto’.
Il problema e’ che sin dall’inizio la questione e’ stata impostata male: ‘Io non ho il problema di morire socialdemocratico – chiarisce l’esponente della Margherita – e, personalmente, se l’approdo fosse stato il Pse dopo una discussione seria, dopo che ognuno avesse accettato veramente di partire da zero, l’avrei accettato. Ma non e’ andata cosi’, i Ds hanno opposto da subito una rigidita’ che non possiamo accettare’.
Ma i problemi, per gli eredi del Partito Popolare, sono anche altri. Innazitutto c’e’ il nodo dei tempi di costruzione del Pd: ‘Mi sembra – dice Castagnetti – che ci siano due modi per non volere il Partito democratico, il primo dicendo chiaramente che non lo si vuole, il secondo dicendo che lo si deve fare domattina. Sostanzialmente e’ uguale’. Perche’ i tempi, invece, sono ‘necessariamente’ piu’ lunghi, ‘forse, si potrebbe ipotizzare che ci vorranno ancora un paio d’anni’.
In secondo luogo c’e la questione del rapporto con le altre anime del cattolicesimo italiano: ‘A noi interessa che si veda che i cattolici in Italia non stanno tutti e solo nel centrodestra, per questo abbiamo bisogno di piu’ visibilita”. C’e’ anche un problema di rapporti con altri cattolici della Margherita che non aderiscono all’iniziativa di Chianciano? ‘La posizione di Bianco e Monticone e’ chiara e legittima – dice il vicepresidente della Camera -: hanno perplessita’ sul progetto del Pd, come lo avevano anche su quello della Margherita’.
Quanto all’iniziativa dei senatori Paola Binetti, Luigi Bobba ed Emanuela Baio Dossi, che organizzano un convegno a meta’ ottobre sotto l’etichetta ‘Teodem’, Castagnetti assicura che non ci sono ‘frizioni’ perche’ ‘loro’ sono invitati da ‘noi’ e viceversa. La ‘loro’ e’ un’iniziativa solo culturale, la ‘nostra’ anche politica.
Durante la tre giorni di Chianciano si parlera’ anche di politica estera, mercato, giustizia sociale, con il ministro per la Faiglia Rosy Bindi, il presidente del Senato Franco Marini e lo storico Pietro Scoppola. A concludere i lavori saranno invece Giuseppe Fioroni, Dario Franceschini ed Enrico Letta: per tema, di nuovo, ‘Cattolici democratici e partito democratico’.(ANSA).