DOCUMENTO ‘I POPOLARI’,NO CORRENTI MA QUESTIONE CATTOLICA ESISTE
(ANSA) – ROMA, 30 LUG – Una competizione ”non lacerante”
tra i quattro candidati provenienti dal Ppi alla leadership del
Partito democratico. E’ quella che chiede Pierluigi Castagnetti
che, presentando il documento dell’associazione ‘I Popolari’ in
vista delle primarie del 14 ottobre, invita Ds e Margherita a
”fare i conti” con il rischio che una parte del mondo
cattolico, ”un nuovo blocco sociale”, possa non riconoscersi
nel nascente soggetto riformista, o comunque guardare con
diffidenza alla coalizione di centrosinistra. Solo se il Pd e il
suo futuro segretario daranno risposte soddisfacenti alla
”nuova questione cattolica”, si potra’ evitare la nascita di
una corrente di coloro che provengono dalla storia del Ppi.
Il contributo presentato oggi dal vicepresidente della Camera
e’ dunque quello de ‘I Popolari’, l’associazione che e’
depositaria delle conclusioni dell’ultimo congresso del Ppi.
”La presenza alle primarie del 14 ottobre – si legge – di ben
quattro candidati che provengono dalla tradizione del
cattolicesimo democratico (Dario Franceschini in coppia con
Walter Veltroni, Rosy Bindi, Enrico Letta e Mario Adinolfi) puo’
essere vista come un punto di debolezza, poiche’ di
frammentazione, o come un punto di forza, poiche’ espressione di
una capacita’ matura e libera di partecipare al ‘gioco della
democrazia’. L’associazione e’ fiduciosa che il pluralismo delle
candidature rappresenti una ricchezza e un completamento, e si
impegna a lavorare perche’ la competizione non sia lacerante,
soprattutto in periferia dove sono piu’ alte la sensibilita’ e
la domanda di unita”’
Dopo due passaggi sulla necessita’ di un modello
organizzativo del Pd basato su ”autentica democrazia interna”,
e sulla precisazione che il 14 ottobre si elegge il segretario e
non il candidato premier del centrosinistra, il documento passa
ad affrontare la nuova questione cattolica: ”Non e’ questione
confessionale, ma questione democratica. Una parte importante
dell’area sociale che si e’ soliti definire mondo cattolico e’
oggi piu’ diffidente verso il centrosinistra. Esiste un’ area
sempre piu’ strutturata (che secondo Castagnetti potrebbe
rappresentare circa il 15/20% dell’elettorato), che negli ultimi
anni e’ andata compattandosi intorno al progetto culturale e
alla cosidetta ‘questione antropologica’ proposti dalla Chiesa
italiana. Una sorta di ‘nuovo blocco sociale’ con cui non e’
possibile rifiutarsi di fare i conti”. C’e’ il rischio, viene sottolineato
nel documento, che questo mondo si senta poco rappresentato
dalla coalizione di centrosinistra, cosi’ come c’e’ il rischio
che a sinistra” il tema della laicita’ venga assunto in termini
pregiudiziali e in certa misura ideologici”. Insomma, ricorda
Castagnetti, sarebbe miope far finta che non ci siano stati il
referendum sulla legge 40 o il Family day, o far finta che alle
Politiche del 2006 una parte consistente del mondo cattolico si
sia allontanata dall’Unione. Il Pd, insiste, ”non puo’ non
tenere conto” di tutto cio’, deve necessariamente porsi il
problema di assumere un atteggiamento ”di comprensione e di
attenzione” verso le istanze e i valori della tradizione
cattolico-democratica.
Tutto questo dovra’ trovare rappresentanza nelle elezioni
primarie, e i cattolici democratici – e’ l’avvertimento di
Castagnetti – ”devono indurre tutto il Pd ad assumere
iniziative sulle questioni sollevate”. Per il momento, e’
scritto nel documento, e’ prematuro parlare oggi di una corrente
cattolico democratica nel Pd e lo stesso Castagnetti assicura di
”non voler neppure prendere in considerazione” l’eventualita’.
Ma se le risposte che il nuovo partito dara’ a tutta la
questione non dovessero essere soddisfacenti, la nascita di una
corrente per pesare di piu’ sarebbe inevitabile.
In ogni caso a oggi la preoccupazione principale del
vicepresidente della Camera e’ proprio quella di non dividere e
lacerare irrimediabilmente i cattolici che entrano nel Pd.
Proprio per questo Castagnetti non vuole anticipare ora per chi
votera’ alle primarie e proprio per questo assicura che il
documento che sta preparando il ministro dell’Istruzione Beppe
Fioroni (anche lui ex Ppi) ha le stesse preoccupazioni e non e’
in contrasto con il contributo presentato oggi.
”Sicuramente – conclude Castagnetti – la campagna elettorale
per le primarie lascera’ strascichi, ma io sono convinto che la
scomposizione che si e’ verificata con le quattro candidature,
si potra’ ricomporre dopo le primarie del 14 ottobre”.(ANSA).
Scritto da Pierluigi Castagnetti e archiviato in Articoli
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