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20
feb '08

PD-RADICALI: SECCO NO DA CASTAGNETTI

(AGI) – Roma, 20 feb. – Mentre Goffredo Bettini formalizzava la
proposta del Pd ai Radicali, al coordinamento nazionale del
partito Pierluigi Castagnetti prendeva la parola per esprimere
tutta la sua contrarieta’ all’ipotesi di accordo tra i due
partiti. Un intervento di 5 minuti, raccontano alcuni dei
presenti, caratterizzato dai toni aspri e duri usati da
Castagnetti per motivare il suo ‘no’ all’ingresso del partito
di Pannella nelle liste dei Democratici.
    Neanche il segretario del Pd, Walter Veltroni, ha usato
toni morbidi e accomodanti – riservati invece per la
dichiarazione davanti alle telecamere – sulla trattativa in
corso, ma ha comunque ribadito l’auspicio a che si arrivi alla
fine ad un’intesa.
    Ma, avrebbe messo in guardia il leader dei Democratici, non
si puo’ arrivare alle calende greche. Perche’, ha spiegato, la
campagna elettorale e’ iniziata ufficialmente e chi c’e’ c’e',
chi non c’e', amen. In altre parole, il Pd non e’ disposto ad
aspettare ancora: una volta formalizzata la proposta, per voce
di Bettini, i tempi sono strettissimi e la risposta deve
arrivare a breve. Affermazione confermata nella nota diffusa
nel pomeriggio, nella quale Bettini conclude: “I tempi
stringono. Veltroni infatti sta gia’ incontrando da giorni
decine di migliaia di cittadini, il confronto elettorale e’
entrato nella sua fase piu’ intensa. Spero quindi che la
conclusione di questo nostro confronto con il Partito Radicale
avvenga nelle prossime ore”. In generale, i vertici del Pd sono
favorevoli all’accordo, anche a seguito di alcuni sondaggi
diffusi, che darebbero ad esempio sicuro il Piemonte proprio
grazie ai radicali. E oggi, Castagnetti a parte, pochi sono
intervenuti per dire la loro sulla questione: Barbara
Pollastrini avrebbe spiegato di essere favorevole all’ingresso
dei Radicali, purche’ pero’ la trattativa, nel bene e nel male,
termini presto. Contraria, invece, l’ex Ppi Patrizia Toia.
Lasciando la riunione, Castagnetti ha spiegato i suoi dubbi,
concentrati soprattutto sul ‘danno’ che l’ingresso dei Radicali
arrecherebbe al voto dei moderati-cattolici. Insomma, l’accordo
con i Radicali toglierebbe consensi anziche’ portarli. Inoltre,
per Castagnetti c’e’ il pericolo che l’ingresso dei radicali
riaccenda le polemiche tra laici e cattolici nel partito,
facendo fare un passo indietro alla perfetta sintesi raggiunta
nel manifesto dei valori del Pd.
    Parisi, ha invece spiegato che avrebbe preferito la
soluzione dell’apparentamento, cosi’ come e’ stato deciso nel
caso dell’idv di Di Pietro, chiedendo anche ai Radicali di
sottoscrivere il programma che, a quel punto, diventa
vincolante. “L’apparentamento consentirebbe ad entrambi piu’
liberta’”. Inserendoli nelle liste del Pd, invece, si rischia
da un lato di “annacquare la nostra proposta e, dall’altro, si
rischia che sparisca il loro valore aggiunto”.