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Speech del Presidente provvisorio della Camera dei Deputati

plc-camera.JPGdi Pierluigi Castagnetti

Camera dei Deputati, 29 aprile 2008

ONOREVOLI COLLEGHI! E’ tradizione ormai consolidata che il presidente provvisorio, prima di dare avvio ai lavori della nuova Camera, rivolga all’Assemblea un breve indirizzo di saluto.
Nell’attenermi a questa prassi, desidero innanzitutto rivolgere, a nome della Camera dei deputati, un deferente saluto al Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, unitamente ai sentimenti della gratitudine di noi tutti per il Suo costante richiamo ai valori della Carta costituzionale come fondamento dell’unità e dell’identità della comunità nazionale.
Convinto di interpretare il sentimento dell’Assemblea, rivolgo un saluto affettuoso e grato al presidente della Camera della passata legislatura on. Fausto Bertinotti, insieme ad un augurio personale per le sue future attività, nella certezza che non farà mancare il suo prezioso contributo di esperienza e di sensibilità democratica al dibattito politico del nostro paese.
Questa XVI legislatura ha inizio nell’anno in cui celebriamo il 60° anniversario dell’entrata in vigore della Carta Costituzionale, che custodisce i principi fondanti sui quali il Paese ha costruito un lungo cammino di pace, di progresso e di benessere.
Ricordiamo altresì un evento che ha segnato – drammaticamente – la storia della nostra Repubblica: mi riferisco all’assassinio, per mano delle Brigate Rosse, dell’onorevole Aldo Moro e dei cinque agenti della sua scorta, di cui ricorre il 30° anniversario.
Tali eventi si intrecciano per varie ragioni con la vita dell’istituzione parlamentare, non solo perché in questa sede venne approvata la nostra Costituzione, ma nondimeno perché ci ricordano che la libertà e la democrazia di questo paese ci sono state affidate in consegna da quanti hanno lottato per conquistarle e successivamente per difenderle, anche a costo della vita.
Insieme all’onorevole Moro sentiamo il dovere di rendere omaggio alla memoria di centinaia di italiani: cittadini comuni, uomini politici, magistrati, docenti universitari, sindacalisti, dirigenti d’azienda e – ultimi ma non ultimi – agenti di polizia e carabinieri, vittime innocenti delle stragi e del terrorismo.
Il sessantesimo anniversario della Costituzione, che ha fissato nel lavoro l’elemento fondativo della Repubblica, ci richiama inoltre con particolare intensità a rivolgere il nostro pensiero ed il nostro omaggio a tutte le vittime del lavoro, che hanno purtroppo segnato, con l’intensificarsi di una tragica sequenza, anche il più recente periodo. Nel rinnovare ai loro familiari i sentimenti della più sincera solidarietà e vicinanza di tutta l’Assemblea, ritengo sia dovere del Parlamento individuare soluzioni tempestive ed efficaci per ovviare ad un fenomeno così grave e doloroso.
Ma oggi, 29 aprile, è un giorno in cui ricorre un altro anniversario che vogliamo ricordare. Nel 1945, in questo stesso giorno, le truppe statunitensi liberarono con una operazione militare drammatica il campo di concentramento di Dachau. Farne memoria da parte nostra significa ribadire l’impegno solenne contro ogni forma di razzismo e di negazione della dignità umana.
Porgo ora un cordiale benvenuto a tutte le deputate e i deputati che entrano a far parte di questa Assemblea per la prima volta e un caloroso saluto ai colleghi che già ne sono stati membri in precedenti legislature.
Conosco il sentimento di stupore e di emozione presenti nell’animo di chi entra per la prima volta in questa Aula. A tutti, ai colleghi neoeletti e a quelli riconfermati, l’augurio di conservare e di recuperare il sentimento del primo giorno: ci aiuterà a tenere alto il prestigio di questa istituzione e a preservare sempre la consapevolezza della nostra responsabilità di dover rappresentare – in questo tempio della sovranità popolare – i cittadini, al di là dei diversi meccanismi elettorali.
La composizione della nuova Assemblea è mutata rispetto alla precedente sotto diversi profili. Vi è innanzitutto il dato anagrafico che registra un abbassamento dell’età media degli eletti: circa il 14 per cento dei deputati eletti ha meno di 39 anni.
Ma rilevo con particolare soddisfazione l’incremento della rappresentanza femminile che, sulla base dei dati delle proclamazioni, risulta circa del 22 per cento. Meno che nei parlamenti del nord Europa, ma più che nelle Assemblee parlamentari, ad esempio, di Francia e Regno Unito.
Si tratta del dato percentuale più alto nella storia della Repubblica italiana, a conferma di una tendenza alla crescita costante, sebbene ancora troppo contenuta, della presenza delle donne in Parlamento. Una partecipazione che sicuramente influirà positivamente sulla qualità e – io penso anche – sul clima dei lavori parlamentari.
Un elemento di novità particolarmente significativo è poi legato alla mutata composizione politica della nuova Camera che, per effetto delle dinamiche aggregative che hanno segnato il sistema dei partiti, delle soglie di sbarramento previste dalla legge elettorale e delle scelte sovranamente espresse dal corpo elettorale, sarà verosimilmente connotata dalla presenza di un numero assai ridotto di gruppi parlamentari.
Gli elementi che ho richiamato rappresentano evidenti segnali di cambiamento nel modo di essere della rappresentanza nazionale, chiamata nel suo insieme, per quanto possibile, ad un particolare impegno nell’ascoltare anche le ragioni di quanti, a sinistra e a destra dello schieramento, non trovano oggi nel parlamento una propria diretta espressione.
Da ultimo vorrei rilevare che il dato della partecipazione al voto il 13 e 14 aprile – mantenutosi su livelli assai consistenti – smentisce in parte i timori diffusi sull’atteggiamento di generale sfiducia e disaffezione nei confronti dell’istituzione parlamentare: un atteggiamento che pure esiste nel paese e che certamente ha trovato alimento decisivo tra l’altro, ma non solo, nel dibattito pubblico sui costi della politica, che ha investito anche il Parlamento con toni spesso assai aspri.
Si tratta di un tema che non ha ovviamente perso attualità e che richiama anzi, con forza, la nostra responsabilità di parlamentari nell’individuare risposte concrete, proseguendo lungo il percorso avviato nella XV legislatura con il contributo di tutte le forze politiche.
In questo spirito, rinnovo a voi tutti il mio augurio di buon lavoro e dichiaro quindi aperti i lavori della XVI legislatura.

4 commenti per
“Speech del Presidente provvisorio della Camera dei Deputati”


  1. Discorso di altissimo profilo.
    Noi elettori del PD abbiamo bisogno di politici come Lei che vivono il presente, il riferimento è all’intervista di questa mattina che ho seguito alla Tv, senza dimenticare il passato.
    Sentitamente La ringrazio.


  2. Caro Pier, nel farti gli auguri per un proficuo lavoro nella nuova camera non posso non dirmi dispiaciuto perchè avrei voluto che fossi tu a presiedera. Sarebbe stato certamente il coronamento giusto di un’attività politica meritevole sotto ogni punto di vista. Mi spiace anche che tocchi a te proclamare domattina un presidente con una storia politica a rovescio che ci porta tanto indietro nel tempo. Speriamo bene.Carlo


  3. salve le segnalo che il suo blog è stato aggregato in http://mappademocratica.net
    alla pagina http://it.mappademocratica.net/camera

    nel caso ci fossero problemi e non volesse aderire all’iniziativa non esiti a contattarmi

    Giacomo


  4. Un discorso di notevole spessore, sarebbe stato bello che lei fosse presidente anche per i prossimi 5 anni, una garanza in più per la Camera e non solo.

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