mar
29
lug '08

Non vergognarsi del Vangelo

vangelo.jpgdi Pierluigi Castagnetti

Giacomo Galeazzi su “La Stampa” di sabato 12 luglio, nell’articolo “Milano, la rivincita dei cattocomunisti” ha passato in rassegna gli attacchi alla curia ambrosiana ed al settimanale “Famiglia Cristiana” da parte di alcuni importanti cristiani laici (per la verità uno sarebbe anche sacerdote, e un altro anche uomo di governo in carica) per le posizioni assunte sulle vicende delle impronte ai rom e della chiusura della moschea di Viale Jenner.
Confesso che tali posizioni – che mi erano sfuggite – mi hanno colpito non per il merito, legittimamente discutibile, ma per la violenza verbale così forte e intimidatoria da fare impallidire le polemiche anticlericali dei Radicali di casa mia.

lun
28
lug '08

FINANZIARIA, PARLAMENTARI REGGIANI PD: NON AIUTA LE FAMIGLIE

(DIRE) Reggio Emilia, 28 lug. – Bocciata anche la riduzione dei mutui per la casa: “si tratta di una finta riduzione, le rate saranno piu’ lunghe, alla fine dovranno comunque essere pagate” dice Marchi. Stesso discorso per la “Robin Hood tax”: banche, assicurazioni e petrolio compenseranno la tassazione con un rialzo dei prezzi per i cittadini. Nella lista nera del Pd anche tasse, crescita e spesa pubblica passando per svuotamento dei fondi per Casa e infrastrutture. Sulle tasse, “dopo la promessa in campagna elettorale di abbassarle al 40% ci ritroviamo con una pressione fiscale al 43% fra cinque anni, pari a quella attuale”.
La crescita media triennale e’ stimata dell’1,2% e la spesa pubblica “va bene come quantita’ ma molto poco e’ stato fatto sulla ’spending review’ e sulla valorizzazione del patrimonio immobiliare”. Sulla casa parentesi tutta reggiana, con l’accusa ad Angelo Alessandri (Lega Nord), presidente della commissione parlamentare competente in materia “che non ha speso una parola per i tagli ai finanziamenti per l’Erp che rischiano di bloccare anche a Reggio Emilia gli interventi in corso”.
In chiusura “fritto misto” di tagli a scuola, sanita’, forze dell’ordine, infrastrutture e soprattutto agli Enti locali che per il vicepresidente della Camera Pierluigi Castagnetti “hanno esaurito la loro capacita’ di tenuta”. Ultima battuta sul federalismo fiscale, piu’ che altro una previsione: “Partira’ male perche’ partira’ con meno risorse per Regioni e Enti locali” prevede il Pd.

ven
25
lug '08

GOVERNO: BERLUSCONI SI LODA E S’IMBRODA DA SOLO

(ANSA) – ROMA, 25 LUG – ‘Berlusconi perde il pelo ma non il vizio: si loda e si imbroda tutto da solo’. Cosi’ Pierluigi Castagnetti commenta le parole del Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, sul ‘mantenimento di tutti gli impegni senza l’aiuto delle opposizioni’.
‘La verita’ – prosegue Castagnetti – e’ che in questi primi mesi il Governo si e’ interessato prioritariamente degli interessi personali del premier, su cui Berlusconi non poteva certo pretendere la complicita’ delle opposizioni. Ma i veri problemi del paese sono altri e non sono stati ne’ risolti ne’ affrontati da questa prima batteria di decreti approvati con voti di fiducia apposti con l’intenzione esplicita di impedire il dibattito parlamentare e dunque anche la minima possibilita’ di apporto delle opposizioni. Questa deriva presidenzialista sta vanificando il ruolo del Parlamento ed espone la stessa maggioranza alla possibilita’, ampiamente verificata, di varare provvedimenti assolutamente inadeguati ad affrontare la gravita’ della situazione’.
‘I tagli apportati alla sicurezza, alla scuola, alla sanita’ e al mezzogiorno mostrano una gravissima estraneita’ dell’esecutivo rispetto ai veri problemi delle famiglie italiane che stanno vivendo una erosione grandissima del potere d’acquisto delle retribuzioni, degli stipendi e delle pensioni.
Se le opposizioni fossero state messe nelle condizioni di potere contribuire – conclude – e’ certo che questi provvedimenti, e in particolare la manovra finanziaria, sarebbero stati ben diversi e piu’ efficaci’.

gio
24
lug '08

PD: CATTOLICI NON CI PENALIZZANO VOTANO COME GLI ALTRI

(ASCA) – Roma, 24 lug – ‘Non c’e’ traccia consistente e significativa nei comportamenti elettorali della ‘differenza cristiana’, anzi il quadro che ci consegnano i dati elettorali e’ quello ‘di un voto cattolico cosi’ di popolo che non si distingue dal resto del popolo’. Lo sottolinea in un intervento sul quotidiano Europa, l’ex segretario dei Popolari e deputato del pd, Pier Luigi Castagnetti, commentando la ricerca sul voto cattolico presentata nei giorni scorsi dai ‘Coraggiosi’ di Francesco Rutelli e dal gruppo dei ‘teo-dem’, giungendo pero’ a conclusioni diverse dall’appello identitario.
‘Cio’ non significa che, per quanto ci riguarda, si sia indebolita la nostra funzione all’interno del Pd e Francesco Rutelli ha ragione a dire che i cattolici debbono sentirsi a loro agio in questo partito’ sottolinea Castagnetti, ma quando si evoca l’identita’ pluralistica del Pd ‘alludiamo non alla pluralita’ delle correnti (gli amici di Tizio o di Caio) ma alla pluralita’ della cultura’. E non a caso ‘l’unica cultura politica cristianamente ispirata che ha segnato positivamente la storia italiana e europea e’ stata quella del cattolicesimo democratico, le altre, come quella dei cosidetti teo-con importata negli anni recenti dall’America, a me pare che danni ne abbiano gia’ combinati abbastanza. Anche alla Chiesa’.
Il Pd in ogni caso per Castagnetti, ‘ha ragione a essere soddisfatto perche’ nonostante i radicali e nonostante tante polemiche su temi delicati, continua a ricevere grosso modo un terzo dei voti dei cattolici praticanti’.
Dalla ricerca illustrata da Pagnoncelli ‘emerge con maggiore nettezza un dato gia’ conosciuto e cioe’ che i cattolici si sono orientati nella scelta elettorale seguendo criteri prevalentemente politici, analogamente alla generalita’ degli altri cittadini, solo una piccola minoranza dichiara di aver seguito come criterio per il voto le cosiddette questioni eticamente sensibili, su cui da anni insiste giustamente il magistero ecclesiale’.

gio
24
lug '08

MANOVRA: GOVERNO ‘ABROGA’ PRIORITA’ MERIDIONE

(ANSA) – ROMA, 24 LUG – ‘Non possiamo assistere silenti all’abrogazione dalle priorita’ del paese della questione meridionale’. Cosi’, intervenendo in aula alla Camera il deputato del Pd, presidente della giunta per le autorizzazioni a procedere, Pierluigi Castagnetti, che invita il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, ‘ad assumersi le sue responsabilita’ comprendendo che se non cresce il Mezzogiorno non cresce l’Italia’. ‘In questa manovra – prosegue Castagnetti – non c’e’ traccia del Mezzogiorno, se non in negativo, e la cosa e’ tanto piu’ grave dal momento che tutti gli indicatori economici meridionali sono in peggioramento: dai dati sull’occupazione, alla crescita del Pil, alla dotazione infrastrutturale. Il messaggio che questa manovra da’ agli italiani e’ ‘arrangiatevi, pensateci da soli’ un messaggio che al Sud rischia di trasformarsi in un ‘rompete le righe’ in un invito a rivolgersi alla piu’ grande industria dell’arrangiamento che e’ la criminalita’ organizzata’. ‘La manovra distoglie 29,2 mld di euro che erano destinati a precisi interventi di rilancio del mezzogiorno per convogliarli, rifiutando ogni impegno sulla ripartizione regionale, su non definiti interventi infrastrutturali. Che significa – afferma ancora Castagnetti – concentrare tutto sul ponte sullo stretto, quell’opera infrastrutturale che serve solo a dare lustro al governante ma che non serve a far crescere il mezzogiorno’.
‘Il governo – conclude – continua a sentire il Mezzogiorno come una zavorra e non come una risorsa da valorizzare per attivare dinamiche di crescita da estendere a tutto il Paese. E in questo contesto anche parlare di federalismo fiscale rischia di trasformarsi in una presa in giro delle regioni meridionali’.