Giacomo Galeazzi su “La Stampa” di sabato 12 luglio, nell’articolo “Milano, la rivincita dei cattocomunisti” ha passato in rassegna gli attacchi alla curia ambrosiana ed al settimanale “Famiglia Cristiana” da parte di alcuni importanti cristiani laici (per la verità uno sarebbe anche sacerdote, e un altro anche uomo di governo in carica) per le posizioni assunte sulle vicende delle impronte ai rom e della chiusura della moschea di Viale Jenner.
Confesso che tali posizioni – che mi erano sfuggite – mi hanno colpito non per il merito, legittimamente discutibile, ma per la violenza verbale così forte e intimidatoria da fare impallidire le polemiche anticlericali dei Radicali di casa mia.
Quando l’aggressione a un cardinale o a una rivista del mondo cattolico proviene dalla destra sembra però non rilevare più di tanto, neppure per chi avrebbe titolo per intervenire a difesa dell’aggredito.
Ma è su un altro punto ancora che desidero soffermarmi. E precisamente sulla tesi sostenuta da uno degli interpellati secondo cui sarebbero stati i “soliti pacifisti, disobbedienti e terzomondisti usciti a pezzi dalle urne” ad affidare ai Paolini e alla Chiesa milanese una manovra contro il governo per reagire in modo “artificioso, astioso e verticistico allo spostamento dell’elettorato cattolico verso il centrodestra”. Lasciando perdere le facezie sui presunti mandanti e destinatari di tali posizioni, è più interessante discutere del fatto che sarebbe il comportamento elettorale (dei cattolici) a delegittimare le posizioni e i giudizi in direzione contraria della Chiesa. Il voto non solo decide chi deve governare ma, come stiamo vedendo anche nel dibattito di queste settimane, deciderebbe anche le questioni giudiziarie di chi governa e ora si pretenderebbe persino la linea del magistero ecclesiale.
E’ solo il caso di ricordare che anche in altri tempi, per la verità e per nostra fortuna incomparabili con gli attuali sotto il profilo della violenza antidemocratica, la maggioranza dei cattolici italiani, gerarchia compresa, si orientò a destra, ma alla fine l’onore della cosiddetta cristianità fu salvato da quanti dissentirono.
Se la forza della Chiesa fosse misurata dalla coerenza dei comportamenti personali ed elettorali dei credenti, probabilmente dovrebbe cessare di annunciare il Vangelo e fare magistero.
Pur non essendo un moralista non rinuncerò però, per compiacere a questi signori, a stupirmi invece della acquiescenza e dei silenzi anche di taluni ambienti ecclesiastici ma non solo, rispetto ad alcune odierne derive etiche che, al di là della rilevanza penale, descrivono lo squallore di certo ceto dirigente del paese.
Così come non rinuncio a stupirmi di talune contorsioni dialettiche di chi, come il presidente dei giuristi cattolici così sempre netto e indiscutibile quando discetta di etica sessuale, cerca di giustificare in linea di principio le impronte ai bambini rom. Ripeto, su questo tema è giusto discutere ed avere opinioni politiche anche diverse, ma le posizioni di principio dovrebbero appartenere all’area, come si dice oggi, della non negoziabilità.
Il problema peraltro, al fondo, a me pare ancora altro. Riguarda cioè la mancanza di rigore e di carità nel dibattito fra credenti laici, e spesso anche fra presbiteri, poichè la durezza dello scontro politico degli ultimi anni ha finito non di rado per accecare anche chi non avrebbe dovuto e potuto.
Proprio sulla vicenda dei rom su “La Stampa” sono apparse prese di posizione da parte di voci laiche (tra le altre voglio ricordare quelle di Arrigo Levi, Barbara Spinelli e Barbara Palombelli) che dovrebbero fare arrossire tanti credenti.
E’ per questo che considero una grazia il fatto che in giro si trovino ancora cristiani, laici e sacerdoti, che sentono il dovere e il piacere di “non vergognarsi del Vangelo” (Rm. 1,16), qualunque cosa pensino e dicano i loro detrattori.
4 commenti per
“Non vergognarsi del Vangelo”
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finalmente! sei il primo (almeno nel nostro mondo) a criticare l’intervento del Presidente dei giuristi cattolici che ritiene che prendere le impronte ai rom non sia una discriminazione. E pensare che alla Settimana Sociale dei Cattolici questo signore ci intratteneva sulla necessità di contrastare uno Stato che si intromette nella vita delle persone, decidendo su cosa è vita e su cosa è morte; però poi ha queste uscite sconvenienti e, a me sembra, poco cristiane. Comunque, bravo Pierluigi
Carlo – Casale Monf.
Al di là della fede che possiamo fare?
Lasciare che Gesù attraversi la nostra tempesta
http://nicoladon.blogspot.com/
“Fascismo” è quando si tappa la bocca alla dialettica, quando non si risponde in merito al “problema sollevato” ma si cerca di distruggere l’interlocutore allo scopo di soffocarne le ragioni: non importa se si usa
” l’olio di ricino” o la “calugna” dei mezzi di informazione,
il risutato finale non cambia.
Chiamare quelli di FAMIGLIA CRISTIANA cattocomunisti, senza invece approfondire le critiche sollevate,
E’ BELLO E BUONO!
PS:
l’Italia è al 40° posto nelle classifiche mondiali della indipendenza della informazione, fuori dalla
Europa insieme ai paesi del terzo e quarto mondo.
(SVEGLIATEVI!!)
“Fascismo” è quando si tappa la bocca alla dialettica, quando non si risponde in merito al “problema sollevato” ma si cerca di distruggere l’interlocutore allo scopo di soffocarne le ragioni: non importa se si usa
” l’olio di ricino” o la “calugna” dei mezzi di informazione,
il risutato finale non cambia.
Chiamare quelli di FAMIGLIA CRISTIANA cattocomunisti, senza invece approfondire le critiche sollevate,
E’ FASCISMO BELLO E BUONO!
PS:
l’Italia è al 40° posto nelle classifiche mondiali della indipendenza della informazione, fuori dalla
Europa insieme ai paesi del terzo e quarto mondo.
(SVEGLIATEVI!!)