GRASSI: IN MOLTE ALTRE CITTA’ IN MAGGIORANZA SENZA PROBLEMI
(DIRE) Bologna, 30 ago. – Rifondazione comunista insiste sul “problema Cofferati” a Bologna. Se l’ex segretario Cgil ha affermato che “con il Prc oggi e’ impossibile scrivere un programma”, (di fatto escludendo Rifondazione da ogni ipotesi di alleanza con il Pd in vista delle amministrative del 2009), quello “e’ un problema che riguarda solo Cofferati, che abbiamo sempre criticato; in molte altre citta’ siamo in maggioranza senza problemi”, ha replicato infatti Claudio Grassi, ex parlamentare reggiano, membro del comitato nazionale Prc ed esponente della mozione dell’ex ministro Paolo Ferrero al recente congresso del partito.
Durante un dibattito alla Festa del Pd di Reggio Emilia con il presidente Sd, Claudio Fava, ed il parlamentare Pd Pierluigi Castagnetti, Grassi ha dunque respinto la tesi della presunta “allergia” di Rifondazione ad assumersi responsabilita’ di governo. Insomma, ha lasciato intendere Grassi ricordando il comportamento di Rifondazione nell’ultimo governo Prodi (come il travagliatissimo ’si’ alla missione italiana in Afghanistan”), la vera questione e’ piuttosto quella dell’anomalia Cofferati, il sindaco di centrosinistra che per primo ha instradato il Partito democratico sui temi della legalita’ e della sicurezza.
(ANSA) – FIRENZE, 27 AGO – ‘Per la Costituzione il dialogo non e’ una concessione, ma e’ obbligatorio’. Cosi’ il vicepresidente della Camera dei Deputati Pierluigi Castagnetti e’ intervenuto oggi ad un dibattito sulla Costituzione alla festa nazionale del Pd a Firenze, a cui ha partecipato anche l’ex presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro.
‘Oggi – ha proseguito Castagnetti – si fa della stucchevole letteratura sul ‘dialogo’, stucchevole perche’ la politica e’ il luogo del dialogo per definizione: se non c’e’ dialogo non c’e’ politica, c’e’ solo prepotenza. Non serve il dialogo fra Chiti e Formigoni qua alla Festa di Firenze se poi si dice, ’se non siete d’accordo, si va avanti’: allora – ha continuato – si rivela una certa concezione del dialogo, la liberta’ per l’opposizione di votare a favore della proposta della maggioranza’.
‘Per prima cosa – ha quindi aggiunto a proposito del dialogo sulle riforme – serve la disponibilita’ a decidere l’agenda delle urgenze: non e’ possibile che in ogni Paese si parli della crisi del Caucaso, e qui la priorita’ sia non la riforma della Giustizia ma la divisione delle carriere in magistratura che sarebbe la prima emergenza indicata dal presidente del Consiglio, e la seconda e’ il federalismo, mentre le famiglie hanno difficolta’ enormi. L’urgenza e’ l’impoverimento delle famiglie, la situazione della scuola, la sicurezza, il pubblico impiego con i contratti non rinnovati: dovremmo discutere di questo, e non ci sottrarremo a nessun confronto’.
‘Per il Pd – ha concluso Castagnetti – ci deve essere un’agenda diversa. Non quella della maggioranza, ma quella dei problemi dei cittadini italiani’.
da Europa del 19 agosto 2008
Come ogni anno, anche in questo cinquantaquattresimo anniversario della morte parliamo di Alcide De Gasperi.
Ricordarlo, senza trascinarlo strumentalmente nel presente, serve anche al presente. Serve ai politici di oggi come forma di “autocoscienza comparata”, e serve ai giovani di oggi per “scoprire” un ideale di uomo politico realmente esistito e, dunque, possibile anche oggi.
(ANSA) – ROMA, 14 AGO – ‘Diciamoci la verita’, cari amici cattolici del centrodestra e del centrosinistra, il bersaglio nemmeno tanto implicito di Famiglia Cristiana siamo noi. E’ inutile polemizzare su una parola, una immagine o una citazione degli editorialisti della rivista che, da tempo per la verita’, ha deciso di essere coscienza critica del potere. Forse perche’ piu’ pochi ancora lo sono’. Lo afferma Pierluigi Castagnetti, presidente della Giunta per le autorizzazioni della Camera.
‘Puo’ darsi – prosegue – che la colpa, come dice Tremonti, sia del dilagante pensiero unico ‘mercatista’, oppure della paura di parte del ceto politico di pronunciare parole e giudizi anticonformisti, sta di fatto che la cultura cristiana in questo paese sta rivelandosi sempre piu’ come la cultura dell’alterita’ e della difesa dell’uomo. Altro che cattocomunismo! Solo le ‘anime belle’ – aggiunge – possono pensare che il cristianesimo sia una mera cultura etica per di piu’ circoscritta all’area delle relazioni sessuali e famigliari. Il cristianesimo e’ fede e termine di paragone, e’ pensiero ‘altro’, organico e scomodo, particolarmente sensibile ai sintomi anche piu’ flebili di derive che possono degenerare e diventare imprevedibili e ingovernabili’.
‘I cattolici in politica – aggiunge ancora – quelli che condividono responsabilita’ di governo in particolare e non di meno quelli che stanno all’opposizione, dovrebbero essere le sentinelle piu’ sensibili e alzare conseguentemente la voce di fronte a ogni rischio di degrado civile e morale. Se non lo fanno e’ evidente che la stampa che vuole essere la voce del rigore culturale ed etico che dovrebbe essere di tutti i cristiani, interviene per supplenza. E’ dunque per tutti noi – conclude Castagnetti – e al posto di cio’ che non sappiamo fare noi, che Famiglia Cristiana e altre riviste cattoliche continuano a parlare chiaro e forte. Sara’ bene che almeno cominciamo a rendercene conto. E a trarne le conseguenze. Di cristiani conformisti e impauriti la politica italiana non sa che farsene’.
Intervento dell’On. Pierluigi Castagnetti durante la commemorazione del Pres. Aldo Moro
Livorno, 9 maggio 2008
Sono molto grato a Giorgio Kutufà per avermi offerto una occasione straordinaria. Credo che tutti abbiamo vissuto l’intensità di queste ore, a partire dalla celebrazione eucaristica, con il discorso del vescovo Monsignor Giusti per finire con questo ricordo che è una vera e propria lezione, partendo appunto dall’eredità di Aldo Moro, di Monsignor Ablondi. In queste ultime settimane è uscito il libro di Anna Chiara Valle “Parole, opere ed omissioni” in cui è ricordata la particolare partecipazione, in quei 55 giorni di prigionia di Aldo Moro, di Monsignor Ablondi, ma oggi abbiamo capito che quella offerta di “scambio di prigionieri” non era un episodio estemporaneo, c’era in quel gesto di generosità, fatto insieme ad altri due confratelli Vescovi, la consapevolezza di ciò che ha significato quella vicenda per la democrazia italiana ma nondimeno per la chiesa italiana.









Scritto da Pierluigi Castagnetti e archiviato in Dichiarazioni
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