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Elezioni europee, teniamo le preferenze

icommissione_big.jpgdi Pierluigi Castagnetti

Roma, Camera dei Deputati, 30 settembre 2008

Intervento alla I Commissione Affari Costituzionali della Camera

Modifiche alla legge 24 gennaio 1979, n. 18 concernente l’elezione dei membri del parlamento europeo spettanti all’Italia.
C. 22 Zeller, C. 646 Cicu, C. 1070 Palomba, C. 1449 Gozi, C. 1491 Bocchino e C. 1507 Soro.
(Seguito dell’esame e rinvio).
La Commissione prosegue l’esame del provvedimento, rinviato, da ultimo, nella seduta del 23 settembre 2008.

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EUROPEE: ABOLIZIONE PREFERENZE E’FURTO DEMOCRAZIA

(ANSA) – ROMA, 30 set – ‘L’abolizione delle preferenze sarebbe un furto di democrazia. Gli elettori si sentono sempre piu’ spogliati delle loro prerogative democratiche nella scelta dei rappresentanti, che sono sempre piu’ i rappresentanti di chi li ha designati e sempre meno i rappresentanti dei cittadini e dei territori’. Lo afferma Pierluigi Castagnetti, vice presidente della Camera intervenendo in commissione Affari costituzionali di Montecitorio.
‘L’abolizione delle preferenze – prosegue – sarebbe un furto di potere democratico che dopo il porcellum diverrebbe totale e definitivo e configurerebbe, e’ il caso di denunciarlo senza timidezza, un pericoloso snaturamento della democrazia del Paese’.
‘La soglia elettorale – sottolinea ancora – e’ un falso problema: non e’ necessaria nessuna soglia perche’ se va ridotta la frammentazione al Parlamento europeo, questo non dipende certo dalla legge italiana. Ma se va scelta una soglia per noi va bene il 3%’.
‘Sul metodo usato dal governo – dice ancora – e’ grave che ancora una volta si prefigura l’approvazione della legge elettorale con i soli voti della maggioranza. Le regole del gioco vanno scritte insieme, come ha ribadito il presidente della Repubblica in piu’ occasioni, e non e’ democraticamente accettabile che per i timori di Silvio Berlusconi, che ha paura che i suoi candidati possano prendere meno voti di quelli di An, il nostro Paese – conclude – sia sottoposto ad un ulteriore profondo strappo istituzionale’.

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EUROPEE: RIFORMA NON PUO’ AVVENIRE A MAGGIORANZA

(ANSA) – ROMA, 30 SET – ‘Serve un approfondimento e la riforma non puo’ avvenire a maggioranza perche’ si tratta delle regole del gioco e vanno fatte insieme’. Lo ha detto in commissione Affari Costituzionali della Camera, l’ex vicepresidente della Camera, Pierluigi Castagnetti (Pd), intervenendo nella discussione generale sulla riforma della legge elettorale europea.
Il parlamentare democratico ha difeso le preferenze e ha sottolineato che, a suo avviso, non e’ necessaria nessuna soglia perche’ ’se va ridotta la frammentazione al Parlamento europeo, questo non dipende dalla legge italiana’, ma ’se va scelta una soglia per noi va bene il 3%’.
Castagnetti ha inoltre attaccato: ‘togliere le preferenze sarebbe un furto di democrazia’. E ha sottolineato, riferendosi alla crisi economica internazionale, come ‘proprio in un momento in cui ci attendiamo provvedimenti difficili e impopolari da parte dell’Unione Europea’ vanno lasciate le preferenze per evitare che ‘i cittadini non sentano di aver scelto i loro rappresentanti’ perche’ questo ‘rendera’ le cose piu’ difficili anche al governo di turno’.

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set '08

PD: SU TEMA LAICITA’ SERVONO ‘NUOVI TOGLIATTI E DOSSETTI’

(ANSA) – ROMA, 30 SET – Il Pd deve affrontare il tema della laicita’ con ‘pragmatismo’, non limitandosi al principio della liberta’ di coscienza che frenerebbe in partenza l confronto tra laici e cattolici, ed accettando il rilievo che discorso religioso nello spazio pubblico, perche’ esso adoperi argomenti comprensibili ai non credenti: e’ quanto e’ emerso nel dibattito sulla laicita’ organizzata dall’Associazione PeR (Persone e Reti), che riunisce i cattolici vicini a Francesco Rutelli; e al convegno Pierluigi Castagnetti ha sottolineato la necessita’ che ci siano nuovi esponenti che, come Dossetti e Togliatti nel 1946, siano in grado di far superare le ‘reciproche diffidenze’.
Il manifesto, presentato da PeR, propone una ‘moderna laicita” che non sia intesa sul modello francese, come ostilita’ dello Stato verso la religione, bensi’ come un metodo di confronto: tutti, anche i credenti, devono argomentare i loro discorsi con argomenti razionali, comprensibili a tutti e non appellandosi alla fede.
Ernesto Galli della Loggia ha lanciato il sasso nello stagno: dopo aver osservato che la Chiesa ha affrontato il confronto con la modernita’, ha chiesto perche’ nella base elettorale del Pd ci sia aumentato il laicismo.
Pierluigi Bersani ha sottolineato che ’se non troviamo il modo di confrontarci e di trovare sintesi, mettiamo in discussione l’obiettivo stesso del Pd, che e’ l’incontro tra culture diverse’. La via da lui indicata per chi fa politica e non filosofia, e’ quella del ‘pragmatismo’. ‘Non lasciamoci condizionare dai sassi che teologi e filosofi ci lanciano’.
Compito di un partito, ha detto Bersani, ‘e’ quello di indicare la strada della convivenza’; e allora ‘la liberta’ di coscienza e’ si’ la premessa, ma non possiamo fermarci ad essa’. Punto, questo, sottolineato anche da Paolo Gentiloni: ’se ci fermiamo ad essa, saremmo nell’anticamera del relativismo’, mentre compito della politica e’ trovare soluzioni piu’ condivise possibili.
Bersani suggerisce un’approccio ‘pragmatico’, partendo dalla presa d’atto che ‘la frontiera tra etica pubblica e diritti civili e’ mobile. Venti anni fa – ha osservato lo stupro era un reato contro la morale, oggi contro la persona’. Bersani invita non solo a cercare sintesi ma anche a individuare un metodo, per esempio ‘adottando un metodo di decisioni rafforzate perche’ siamo sul terreno del fallibile’. Insomma su certi temi attenzione al principio di maggioranza (come invece aveva sostenuto Emmanuele Emanuele): ‘nessuna maggioranza – ha detto Vannino Chiti – puo’ opprimere i diritti culturali o religiosi di una minoranza’.
Bersani ha pure fatto un appello partendo dal fatto che il cristianesimo e’ alla base dell’antropologia religiosa e di quella umanistico-socialista: ‘quando sento parlare di principi non negoziabili, mi spavento: se non negoziamo noi che abbiamo un umanesimo simile, cosa faranno nel frattempo in quei laboratori dove non vige un umanesimo sapienzale?’.
Pierluigi Castagnetti ha riferito un episodio della Costituente che solo recentemente gli storici stanno approfondendo: un incontro tra Giuseppe Dossetti e Palmiro Togliatti, in cui il primo convinse il secondo a far votare al Pci l’articolo della costituzione sul concordato ‘e a fargli capire che bisognava investire sulla ricchezza del cattolicesimo italiano’. ‘Allo stesso modo noi – ha aggiunto Castangetti – dobbiamo abbandonare le reciproche diffidenze. e dare valore ai reciproci approcci umanistici; dobbiamo mettere da parte le diffidenze verso reciproche diffidenze o verso il ritorno al passato. Ma servono interlocutori che facciano questo, come Dossetti e Togliatti’.
Enrico Letta ha sottolineato la necessita’ per il Pd di accettare la rilevanza pubblica del discorso religioso, come prima aveva sottolineato anche Chiti. ‘Nella koine’ del popolo italiano – ha detto Letta – c’e’ la storia del cattolicesimo: se noi vogliamo entrare nel cuore della maggioranza degli italiani, dobbiamo entrare in sintonia con questa koine”.
Nel trarre le conclusioni Paola Binetti ha sottolineato il principale problema ancora aperto nel Pd: ‘c’e’ ancora una dialettica forte tra il principio della vita e quello della liberta”.

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set '08

PD: NE’ CORRENTE NE’ TEODEM, E ‘PER’ RILANCIA SU LAICITA’

(AGI) – Roma, 30 set. – “Ascolto e’ la massima espressione della laicita’”. Cosi’ Paola Binetti tenta una sintesi del lungo dibattito che si e’ svolto questa mattina al Palazzo della Minerva sulla laicita’. L’occasione e’ la presentazione di ‘Un manifesto per una moderna laicita’, dell’associazione ‘PeR’ (Persone e Reti) che raccoglie i cattolici del Pd vicini a Francesco Rutelli. L’intento e’ dimostrare che e’ possibile una convivenza dentro il Partito democratico tra cattolici e non cattolici. Ma Binetti ci tiene anche a dire: “Il laico credente pero’ non si deve sforzare di essere laico al punto da dimenticare di essere credente”.
E’ il battesimo di ‘PeR’. E Luigi Bobba ribadisce che non si tratta di una corrente: “Il dibattito corrente si’-corrente no – dice – e’ un dibattito stantio e un po’ stucchevole” e spiega che ‘PeR’ “non e’ la reincarnazione dei teodem, termine che io stesso ho coniato e che ha avuto una certa fortuna: no, non e’ la reincarnazione anche perche’ noi siamo cristiani e piuttosto crediamo nella resurrezione – ironizza – ma non e’ una reincarnazione, casomai e’ un oltrepassamento”. E ci tiene a sottolineare che questa associazione “non vuole rinchiudersi nella nicchia dei temi etici, ma ci interessiamo a tutti i temi in dimensione globale”.
Ma Pierluigi Castagnetti risponde con una frecciata: “Ho letto il manifesto e lo condivido. Sarei pronto a sottoscriverlo, se la firma non comportasse automaticamente trovarsi dentro una corrente…”. E ancora aggiunge: “Vedo con amarezza il fatto che i cattolici nel Pd faticano a trovarsi insieme nello stesso partito. Sara’ ancora piu’ difficile trovarsi con chi sta dall’altra parte”. Detto questo, pero’, riconosce che “almeno nel Pd si discute” diversamente che altrove. Certo nel manifesto, osserva, “oltre alla parola laicita’ doveva esserci anche quella dell’autonomia”.
Il tema, dunque, e’ la laicita’ in Italia. Ernesto Galli della Loggia sostiene che “la laicita’ non significa piu’ porre il problema Stato-Chiesa, ma e’ il rapporto tra cristianesimo e modernita’”. Pierluigi Bersani sottolinea che il nostro e’ uno “Stato laico perche’ non e’ ne’ confessionale ne’ etico. E noi – dice – facciamo un partito che riconosce questo. Il Pd non e’ ne’ laico ne’ religioso, ma propone un quadro dentro un pluralismo”, l’obiettivo e’ trovare una sintesi. E’ difficile ma i problemi “vanno risolti per via pragmatica, non in via di principio”. E prosegue: “C’e’ da discutere e trovare sintesi, ma anche un metodo. Mi spaventa sentir usare la parola ‘non negoziabile’”.