Due giorni di dibattito in memoria Gorrieri e Dossetti
Bologna, 27 nov. (Apcom) – Oggi sono riconosciuti come quelli che “difendono i valori”, ma un tempo i cattolici impegnati in politica facevano progetti e portavano un contributo personale al futuro del paese. “Quando non erano moderati” i cattolici contavano di più; ai nostri giorni, invece, rischiano di rimanere ai margini dei partiti e dei palazzi istituzionali. In memoria di Pietro Scoppola (scomparso un anno fa), di Ermanno Gorrieri e di don Dossetti, i cattolici italiani si danno appuntamento, domani e sabato, a Modena per il convegno organizzato dalla Fondazione Ermanno Gorrieri.
Il titolo “Quando i cattolici non erano moderati” fa riferimento al movimento cattolico democratico e riformista che ebbe proprio nel modenese Gorrieri e in Pietro Scoppola due dei suoi esponenti più appassionati. L’obiettivo delle due giornate di studio è interrogarsi su come l’impegno cattolico in politica sia passato “dalla cultura del progetto alla difesa dei valori”.
Interverranno storici, giornalisti ed esponenti politici come Pier Luigi Bersani, Pierluigi Castagnetti, Fulvio De Giorgi, Guido Formigoni, Paola Gaiotti, Agostino Giovagnoli, Alberto Melloni, Valerio Onida, Marco Politi, Paolo Pombeni, Paolo Prodi, Giuseppe Ruggieri, David Sassoli, Bruno Tabacci, Giuseppe Tognon, Giorgio Tonini e Grazia Villa.
“Non è un’occasione per fondare un movimento – precisa Alberto Melloni, segretario della Fondazione per le scienze religiose Giovanni XXIII – piuttosto un momento per guardare al passato per trovare slancio e riprendere quello stile che era tipico dei cattolici negli anni passati. La società è cresciuta anche grazie al loro contributo e s’impoverirebbe se venisse a mancare il loro apporto”.
Alla tavola rotonda intitolata “Dalla cultura del progetto alla difesa dei valori: un progresso?” in programma domani pomeriggio sono attesi i parlamentari Pier Luigi Bersani, Pierluigi Castagnetti, Bruno Tabacci, Giorgio Tonini e la presidente dell’associazione “La rosa bianca” Grazia Villa.
da Il Sole 24 ORE del 15 novembre 2008
Le grandi questioni che affollano questo nostro tempo allontanano comprensibilmente l’attenzione dell’opinione pubblica italiana dal dibattito istituzionale.
E’ già stata dimenticata la proposta Fini – D’Alema di istituire una bicamerale per l’attuazione del federalismo. Non parliamo poi della polemica sollevata pochi giorni fa dallo stesso presidente Fini quando ha dichiarato “deprecabile” l’ipotesi che il governo ponesse la fiducia per approvare la legge finanziaria, ipotesi che lo stesso presidente leghista della Commissione Bilancio on. Giorgetti aveva bollato come un’altra “prova di arroganza verso il parlamento”.
(ANSA) – ROMA, 11 NOV – ‘Io credo che Obama si limitera’ ad abrogare alcune leggi che erano state approvate strumentalmente dall’amministrazione Bush, ma non credo che adottera’ una strategia zapateriana, e dunque credo che i cattolici non debbano preoccuparsi’. Lo afferma Pierluigi Castagnetti, deputato del Pd, ai microfoni di Radio Radicale.
‘ Del resto – spiega – lui ha avuto un sostegno molto importante dai cattolici americani e penso che al di la’ le sua convinzioni personali terra’ conto anche di questo. Credo che ci sia da essere contenti perche’ alla presidenza Usa c’e’ un uomo che non crede pregiudizialmente allo strumento della guerra, che anzi ritiene si debba lavorare per evitarla, una strategia assolutamente piu’ vicina alle aspettative del mondo cristiano rispetto a quella di Bush’.
(ANSA) – ROMA, 11 NOV – ‘E’ illusorio’ rinviare a dopo le elezioni europee la decisione del Pd sulla sua collocazione europea. Lo dice Pierluigi Castagnetti, parlando con i cronisti a Montecitorio.
‘Veltroni e Franceschini hanno pattuito di rinviare la scelta sulla collocazione europea del partito – riferisce Castagnetti – a dopo il voto. Secondo me poi, c’e’ la riserva mentale di Fassino e D’Alema, che sono convinti di portarci in questo modo dentro la famiglia socialista, seppur con una maquillage al nome del gruppo. Un po’ come e’ avvenuto quando il Ppe ha accolto i Conservatori inglesi’.
Secondo Castagnetti, tuttavia ‘e’ illusorio pensare di riuscire a rinviare la decisione a dopo le elezioni. Nella campagna elettorale saremo incalzati su questo e sara’ un motivo di debolezza non saper dare una risposta certa’.
Castagnetti ribadisce che per i cattolici democratici del Pd ‘non ci puo’ essere la mera confluenza nel Pse’. Noi abbiamo piu’ volte avanzata una proposta di mediazione, che pero’ non puo’ essere ulteriormente mediata, vale a dire che che il Pd non entri nel Partito socialista europeo e semmai concordi una forma federata col gruppo parlamentare socialista a Strasburgo, con una nostra identita’ distinta. Sarebbe l’unione dei distinti – sorride Castagnetti – di cui parla San Paolo’.
(ANSA) – ROMA, 11 nov – ‘A me il modello Trento piace, nel senso che auspicherei che l’Udc fosse disponibile, non solo a Trento, ad una alleanza organica con il Pd, sia pure attraverso forme mediate. Pero’ onesta’ impone di dire che e’ un successo soprattutto di Dellai e del suo modello di governo. Tant’e’ che il suo risultato va ben oltre i quozienti del Pd e dei suoi tradizionali alleati e pure oltre l’apporto dell’Udc’. Lo ha Pierluigi Castagnetti, deputato del Pd nel corso di un’intervista a Radio Radicale parlando del risultato elettorale in Trentino.









Scritto da Pierluigi Castagnetti e archiviato in Dichiarazioni
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