Intervista di Sonia Oranges
Il Riformista del 08 febbraio 2009
Che il Pd sarebbe arrivato spaccato al voto sul fine vita, era cosa nota. Ma difficilmente la componente cattolica dei democrat avrebbe immaginato di arrivarci a denti stretti e con l’amaro in bocca, consapevole che l’irrinunciabile libertà di coscienza nel voto stavolta è come un boomerang. <<Le dichiarazioni di Berlusconi a Cagliari contro il Capo dello Stato, la Costituzione e il signor Beppino Englaro sono vergognose e confermano che il conflitto aperto sul caso Englaro prescinde dalla reale volontà di fare sopravvivere Euana>>, dichiarava ieri Pierluigi Castagnetti, deputato Pd e Presidente della fondazione “White” che riunisce molti dei cattolici attivi a sinistra.
Lei come voterà?
Prima di tutto voglio leggere il testo su cui sono chiamato a votare. Io ovviamente risponderò alla mia coscienza. Di certo troverò il modo di denunciare l’enorme strumentalizzazione che Berlusconi ha fatto di questa vicenda, senza rispetto per la persona e della famiglia, con un’asprezza che ha determinato un conflitto istituzionale senza precedenti, laddove invece era fondamentale collaborare. Io mi assumerò la mia responsabilità di parlamentare. Avevo già maturato un orientamento sul fine vita, che valorizzava la distinzione dell’idratazione e dell’alimentazione dalle terapie. La scienza non ci ha dato una risposta unanime in proposito, e io ritengo che il mio dovere sia di stare dalla parte della vita. Ma intendo esprimere tutta la mia indignazione per il modo in cui il premier ha gestito questo caso, per la sua irresponsabilità. Certo che sono tormentato, tutti noi credenti lo siamo. Da un lato siamo consapevoli della gravità dello scontro istituzionale, ma dall’altro non possiamo assumere posizioni diverse da quelle dettate dalla nostra coscienza.
Veltroni ha parlato del dovere della laicità nelle decisioni politico-istituzionali.
Io ho un atteggiamento assolutamente laico. Nelle differenti scelte presenti nel Pd si specchiano le differenti visioni che persino la stessa scienza ci sottopone. Anzi, le posizioni differenti tra i democratici dimostrano la serietà con cui affrontiamo questioni così serie, da sollevare le inquietudini di tutti i cittadini pensanti, laddove altri hanno scelto la strada dell’imbarbarimento e della radicalizzazione. Tutti sanno che nel Pd prevale l’opinione che l’alimentazione sia assimilabile a una cura. Ma al tempo stesso i democratici rifiutano l’uniformità di coscienza. Lo stesso non può dirsi nel centrodestra. Noi la vita la difendiamo anche votando contro l’identificazione degli immigrati o contro quella scellerata guerra in Iraq per cui Berlusconi ancora deve chiedere scusa. Nel centrodestra la difesa della vita è un valore solamente in alcune circostanze.
Ma quale è allora l’obiettivo del premier?
Imbarbarire il confronto. Inutile che poi invochi il dialogo su una questione posta in questi termini. Sta lavorando per delegittimare il Colle, verificando se ci sono le condizioni per qualche nuovo appello al popolo. I populisti fanno così. Ci aspettano settimane drammatiche. Vede, Sacconi o la Roccella hanno seguito un percorso tormentato ma coerente. Berlusconi no, fino a pochi giorni fa la questione non lo preoccupava. Perché non l’ha affrontata in tempo utile? Perché ha atteso l’ultimo momento? Il premier ha in mente di rompere tutti gli assetti istituzionali, e usa una vicenda drammatica per ben altri fini. Guardi, anche la Chiesa ci sta andando cauta, in realtà. Sono certo che anche loro sono preoccupati e cercano di capire cosa voglia ottenere Berlusconi, al di là del caso di Eluana che avrebbe invece diritto a non essere trascinata in questa guerra irresponsabile.
15 commenti per
“Indignato dal premier ma è mio dovere stare dalla parte della vita”
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Se vuole bene al PD, si metta da parte insieme alla Binetti e a Enrico Letta….VERGOGNA
Il suo dovere è stare dalla parte della libertà di autodeterminazione delle persone. Lei vuole imporre il suo credo a me, che ho un credo diverso.
Lei sarà complice di un disegno autoritario.
[...] che voteranno sì, insieme alla folta pattuglia di cattolici (Paola Binetti, di ritorno da Lourdes, Pierluigi Castagnetti) – motivano il no prima di tutto per ragioni politiche, il rischio di un no esplicito, ha [...]
Ecco, appunto, l’hai detto te stesso alla fine dell’articolo: e’ una guerra irresponsabile.
L’unica mossa vincente e’ non partecipare.
Ma l’intelligenza, politica soprattutto, non sembra essere piu’ di moda…
Stumentalizzare non è mai costruttivo …la vita (se non è accanimento teurapetico e su questo manca ancora una legge) va difesa comunque e sempre, non “a singhiozzo” come fanno ora in Tv certi personaggi politici che si “stracciano le vesti”, a cominciare dai tanti morti sul lavoro (3 al dì) i quali aspettano anche loro decreti e ddl ed a volte almeno un annuncio su media…
dobbiamo ringraziare persone come castagnetti che non hanno paura di dire la loro opinione e che rispondono alla loro coscienza. Sui temi etici è giusto il voto di coscienza. Il PD è un partito libero che non impone. dall’altra parte abbiamo la monarchia assoluta con i sudditi che rispondono sempre “sì” al capo, a prescindere. Questa è la differenza!! il rispetto delle opinioni altrui senza anatemi.
Bisogna solo rendersi conto che la cosa fondamentale è il rispetto per le posizioni altrui. Penso che Castagnetti abbia fatto bene. Per i cristiani la vita va difesa a prescindere.
Sono indignato dalle strumentalizzazioni della destra, dalle vergognose calunnie di piccoli personaggetti che riscoprono il valore della vita quando fa comodo, e non esitano un secondo a mandare a morire i soldati in guerre senza senso.
Grazie Castagnetti, uomo vero che sta dalla parte della vita sempre. Se il PD non valorizza queste posizioni, allora si condannera’ all’irrilevanza per sempre. Davvero qualcuno vuole regalare tutti i voti dei cattolici alla destra? Mi sembra una follia, Castagnetti continui cosi’.
Quando una questione etica diventa un fatto politico è facile che il discrimine tra i valori si presenti molto netto e divida oltremodo le coscienze, invitando ad alzare i toni anche quando occorrerebbe lasciare spazio ad un rispettoso e responsabile silenzio.
Grazie comunque a Castagnetti perchè al termine di questo calvario, non solo umano ma anche giudiziario, ha assunto un orientamento chiaro a sostegno delle ragioni della vita e della speranza.
Apprezzo il deputato Castagnetti nella sua lucidità di uomo e cristiano. E’ sicuramente più importante salvare una vita piuttosto che salvare solo un’idea politica.
Ora so di chi fidarmi e di chi no.
Grazie lo stesso.
A margine invio anche il commento di mio figlio di 12 anni mentre guardava la TV:
“Guarda papà cosa c’è scritto sull’insegna della clinica La Quiete di Udine:
<>.
Ma che servizio???… l’hanno uccisa…. anche gli adulti dicono bugie!!!”
noi cattolici siamo per la vita, e va bene, ma viviamo in mezzo al mondo, in mezzo ad altri uomini che possono non pensarla come noi, dobbiamo pur tener conto delle loro idee, non possiamo pretendere di fare leggi
non mediate. non possiamo pretendere che tutti siano dei santi disponibili a vivere un fine vita intubati e torturati. credo che il paziente, i famigliari, i medici possano insieme trovare una soluzione dignitosa e condivisa. non mi sarei mai aspettato da uomini di chiesa certe parole, certe frasi, certe azioni che hanno ferito e umiliato una povera famiglia disperata.
soprattutto dai vescovi, dal giornale dei vescovi: questo è il modo più rapido per allontanare dalla chiesa i dubbiosi, quelli in cerca di un rifugio e di parole buone, di misericordia e di pietà.
sono veramente sconcertato dalla violenza
usata a sproposito. non possimo pensare
che tutti siano santi, in grado di sopportare
intubazioni, sopra-sotto,e situazioni penose.
dobbiamo tener conto di questo e la soluzione
impostata dal dr. marino la ritengo corretta, non obbliga e non vieta in modo assoluto. da questa esperienza ho capito che la chiesa può sbagliare ma chi fa le leggi e siede in parlamento nel pieno rispetto della priopira coscienza,
non può dimenticare gli altri uomini di buona volontà che non sono cattolici.
Caro Pierluigi,
La pace è finalmente scesa su Eluana Englaro con la liturgia esequiale celebrata oggi nella chiesetta di Paluzza e la sepoltura nel vicino piccolo cimitero. Il tenace e sofferto amore di un padre e la compassione di giudici hanno voluto che fosse spento il soffio vitale di un organismo in stato vegetativo permanente, lungo un percorso non segnato nel nostro ordinamento giuridico. Per il padre la giustizia imponeva che fosse così restituita la libertà a quel “purosangue della libertà”, quale egli vedeva e amava sua figlia e per cui l’amore gli imponeva di dedicare tutte le sue forze. I giudici, dopo vari percorsi negativi per il padre, alla fine gli concessero l’autorizzazione a staccare il sondino naso-gastrico, attraverso il quale si alimentava quell’esile soffio vitale.
La corte costituzionale, nel dichiarare in modo ineccepibile inammissibili i conflitti di attribuzione proposti da entrambe le camere, ha aggiunto questa considerazione a ben vedere non necessaria, ma certamente impegnativa: «… la vicenda processuale che ha originato il presente giudizio non appare ancora esaurita, e [che] d’altra parte, il Parlamento può in qualsiasi momento adottare una specifica normativa della materia, fondata su adeguati punti di equilibrio fra i fondamentali beni costituzionali coinvolti». I disegni di legge, di maggioranza e di opposizione in discussione e le mozioni discusse e votate al senato non consentono la procedura adottata.
A me pare, dunque, che ti assumevi la responsabilità di imboccare i percorsi tracciati nell’ordinamento in coerenza col comando evangelico di dare a Cesare quello che è di Cesare. Di ciò desidero dartene atto con gratitudine e amicizia.
Antonio
condivido l’intervento di frank. piu’ pacatezza, piu’ attenzione alle ragioni degli altri, ma soprattutto piu’ rispetto di una famiglia travolta dal dramma sarebbero stati piu’ utili a tutti.
io mi riconosco nelle posizioni di quei cattolici che mettono la carita’ cristiana davanti ai principi astratti e stanno dalla parte di chi soffre. Eluana come la sua famiglia.
Caro Pierluigi,
mi spiace, ma non sono d’accordo con te. Berlusconi ha fatto la cosa giusta con il decreto legge, Napolitano è responsabile della morte di Eluana. La vita come ha scritto monsignor Betori nell’intervista al Corriere della sera del 9.2 è più importante di tutto. E’ incredibile che questa non sia stata la tua posizione, che ti vanti di aver votato contro la guerra (pienamente legittima) per restituire la sovranità al Kuwait. Purtroppo la lontananza del ceto politico ex Dc ed ex popolare schierato a sinistra dal popolo italiano è totale!
Caro Pierluigi,
credo che indipendentemente da come la si pensi si DEBBA avere rispetto per le istituzioni e per la costituzione.
Quello di Berlusconi è stato il tentativo di strumentalizzare l’opinione pubblica depistandola per deleggittimare in una sola volta l’istituzione della Giustizia, il Presidente della Repubblica e la Costituzione. Istituzioni sulle quali ha giurato!
Ha tentato, addirittura, di agire retroattivamente su una sentenza già passata in giudicato. Le sue parole per strumentalizzare l’opinione pubblica sono state oltremodo oltraggiose, quando ha detto che Eluana era una persona che avrebbe potuto avere figli. La verità è che Eluana, donna completamente paralizzata per la colonna vertebrale spezzata, avrebbe potuto forse fungere da incubatrice, un orrore che ricorda momenti terribili della nostra storia. Da questa frase Berlusconi ha dichiarato la sua idea di famiglia e di genitori. Questo dovrebbe far riflettere tutti noi italiani che diamo alla famiglia un valore davvero molto alto.
C’è da meditare sui motivi che portano una persona come Berlusconi a strumentalizzare fatti di cronaca di questo tipo.
P.S. io ricordo un grande uomo di fede davvero incorllabile che avrebbe potuto sciegliere tutte le clinche migliori, i medici migliori e le tecniche più all’avanguardia, che alla fine si è affidato al Signore nella sua stanza. Questa persona è stata Papa Giovanni Paolo II.