(ANSA) – ROMA, 9 GIU – Il Pd ha bisogno di un congresso ‘fondativo’, in cui ’si parli e si discuta’ e si elabori una ‘proposta politica forte’ con cui presentarsi al Paese che ‘e’ profondamente cambiato’. Lo dice Pierluigi Castagnetti, parlando con il cronista a Montecitorio.
‘Serve un congresso in cui si parla, delle assise che siano davvero fondative del partito. Alle primarie non si e’ discusso, e cosi non si e’ parlato all’Assemblea costituente con 3.000 persone. Serve non un palazzetto dello sport in cui si applaude, ma un luogo dove ci si confronta e si parla’.
‘Dobbiamo affrontare di petto la realta’ – prosegue l’esponente del Pd – il Paese non ci si fila, siamo completamente fuori da giochi. L’Italia e’ profondamente cambiata e noi non abbiamo una proposta forte da offrire. Siamo sopravvissuti, e’ vero, ma ormai ci vota solo un elettorato residuale delle vecchie forze che hanno dato vita al Pd. Cosi si sopravvive, ma non si vince’.
Secondo Castagnetti, quindi, l’oggetto del congresso non e’ solo una questione di rinnovamento della classe dirigente: ‘abbiamo un segretario di 50 anni – sottolinea – non un vecchio. Nel Pdl hanno dirigenti piu’ vecchi e che sono in campo da piu’ tempo, ma non si pongono questo problema. Evidentemente hanno una proposta, magari cattiva, con cui pero’ parlano al Paese. Per il Pd la questione e’ capire questa Italia ed elaborare una proposta politica forte con cui tornare a parlare al Paese. Se al congresso siamo in grado di fare questa elaborazione – conclude sorridendo Castagnetti – sono pure disposto a votare Marini e D’Alema’.
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Scritto da Pierluigi Castagnetti e archiviato in Dichiarazioni
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