mer
23
dic '09

Uomini prima che cittadini

immigrati1di Pierluigi Castagnetti

da Europa del 23 dicembre 2009

Il dibattito che si è svolto ieri alla camera per avviare l’esame della legge sulla cittadinanza è servito ad evocare un briciolo di attenzione su un problema grosso come il mondo. La rimozione di questo problema, purtroppo, è infatti diventato il campo su cui si gioca, soprattutto in Italia, la competizione politica.
La palla scelta per questo gioco è la paura. La paura prodotta dai diversi, soprattutto da quanti appaiono – per colore della pelle, istruzione, costumi – diversi da sé.
La paura dei cittadini residenti ed elettori. La paura oggettiva per gli atti di criminalità agiti o convenzionalmente attribuiti ai cittadini stranieri.
La paura giusta per la incolumità propria e dei propri beni. La paura alimentata intenzionalmente, e non, da una informazione che non si interroga più sulla propria responsabilità e sulle proprie potenzialità.
La paura cavalcata dalla politica che da tempo ha smesso di fare i conti con le proprie responsabilità e potenzialità.
La paura dei partiti che per avere rinunciato a strumentalizzare la paura dei cittadini, temono di subirne le conseguenze sul piano elettorale.

mar
22
dic '09

Cittadinanza. Dibattito alla Camera

stor_5134223_08010di Pierluigi Castagnetti

Roma, Camera dei Deputati, 22 dicembre 2009

Nei pochi minuti a mia disposizione posso solo esprimere un paio di pensieri, per evocare un briciolo di attenzione su un problema grosso come il mondo. La rimozione di questo problema, purtroppo, è diventato il campo su cui si gioca, soprattutto in Italia, la competizione politica.
La palla scelta per questo gioco è la paura.
La paura prodotta dai diversi, soprattutto da quanti appaiono – per colore della pelle, istruzione, costumi – diversi da sé.
La paura dei cittadini residenti ed elettori.
La paura oggettiva per gli atti di criminalità agiti o convenzionalmente attribuiti ai cittadini stranieri.

ven
18
dic '09

I cattolici democratici in compagnia dei “diversi da se”

med_0e604e809db4923c11e3539f5dae3ea4di Pierluigi Castagnetti

tratto da “Cristiano Sociali news”

Il nostro problema è descritto da questa circostanza: in uno dei periodi più bui della vita della repubblica, il Pd brancola alla ricerca di un punto luce che non riesce a trovare. Dovremmo rappresentare l’alternativa, cioè tutto il contrario di quello che c’è, ma balbettiamo.
Forse sono troppo severo avendo l’impressione che dopo le primarie, belle agonisticamente pur senza l’entusiasmo delle precedenti, continuiamo a guardarci l’ombelico.
Bersani che ha oggettivamente stravinto la gara, non è ancora riuscito a trovare il passo: è presto, è vero, ma i tempi premono purtroppo per noi.
Personalmente sto passando, come tanti altri per la verità, queste prime settimane post-gara in giro per l’Italia per cercare di confermare tanti amici nella fede (come si dice), per convincerli che ne vale la pena, che ce la faremo, che la scommessa del Pd non è stata sbagliata ma deve solo essere completata e che seguire Rutelli e Dellai non porta da nessuna parte.

ven
18
dic '09

Pd: più politica e spiritualità

assemblea_pddi Pierluigi Castagnetti

tratto da ENNE EFFE

“La vertigine dell’incompiuta, il senso di angoscia: diventerà mai un’opera finita ? O comunque sarà una Pietà Rondinini della politica, oppure solo una prova, scarto più o meno di autore ?”.
Comincia così, parlando del Pd, la recensione di Alberto Orioli (Il Sole – 24 Ore, 25 ottobre 2009) dei libri recentemente scritti da Rutelli, Bindi, Jacoboni e Caporossi.
E’ oggettivamente poco simpatico affrontare il tema proprio ora, a poche settimane dall’inizio della segreteria di Pier Luigi Bersani. Eppure la questione sta esattamente in questi termini, a prescindere dal segretario uscito dalle primarie.
Cercare di indagare le ragioni dell’insuccesso diventa, dunque, ineludibile, per poter procedere.
“Amalgama mal riuscito” disse a suo tempo Massimo D’Alema. Amalgama, appunto.

mer
16
dic '09

Disarmare le coscienze

18_01_01di Pierluigi Castagnetti

da Europa del 16 dicembre 2009

Lo “strappo” di Fini ieri alla Camera, ineccepibile sotto il profilo istituzionale eppure gravido di significato e conseguenze politiche, sposta giustamente l’attenzione su ciò che accadrà nei prossimi giorni nella maggioranza e nel paese. E’ del tutto evidente che la situazione politica sta scivolando verso sbocchi imprevedibili che trascendono oggettivamente la vicenda di piazza Duomo. Vale però la pena tornare su di essa, non solo perché questo dibattito ci accompagnerà lungo tutta la durata della imminente campagna elettorale per le regionali (e forse per le politiche) ma perché quella vicenda evoca una frattura profonda nell’anima del paese (inteso come popolo), senza la sanazione della quale le cose possono solo peggiorare ulteriormente.