LETTERA BIPARTISAN PER CHIEDERE UN INCONTRO AL MINISTERO
(DIRE) Bologna, 29 gen. – La crisi della Mariella Burani Fashion Group unisce i parlamentari emiliani che scrivono al ministro dello Sviluppo economico, Claudio Scajola per chiedergli di convocare una riunione sull’azienda. Angelo Alessandri (Ln), Leana Pignedoli (Pd), Emerenzio Barbieri (Pdl), Albertina Soliani (Pd), Pierluigi Castagnetti (Pd), Renzo Lusetti (Udc) e Maino Marchi (Pd) oggi, in una lettera a Scajola, parlano delle “condizioni preoccupanti” e della “notevole incertezza” che i 2.000 lavoratori stanno vivendo.
Femca Cisl e Filtea Cgil, proseguono i parlamentari, hanno avanzato una richiesta al ministero dello Sviluppo Economico per la convocazione di una riunione in cui fare il punto della situazione e individuare i possibili interventi per salvaguardare l’azienda e l’occupazione. I parlamentari rilanciano la richiesta sperando che possa trovare una positiva risposta al piu’ presto.
Oggi anche la presidente della Provincia di Reggio Emilia, Sonia Masini, in una nota afferma di seguire “con apprensione” la vicenda dell’azienda e si mette a disposizione per eventuali interventi per la salvaguardia dei posti di lavoro.
COMPROMESSO FRANCESCHINI-MARINI,RIMANGONO RIVISTE E FONDAZIONE (ANSA) – ROMA, 27 GEN – Gli ex popolari del Pd non ricostituiranno una loro corrente, come chiedeva Franco Marini, ne’ si scioglieranno immediatamente, come proponeva Dario Franceschini, ma continueranno a fare un’attivita’ culturale attraverso la Fondazione ‘Persona, comunita’, democrazia’, e le due riviste oggi esistenti, ‘Quarta fase’ e ‘Enneeffe’.
E’ questo il compromesso raggiunto ieri sera in una affollata riunione svoltasi in una sala delle Fondazione Memmo a Roma.
L’incontro era la prosecuzione di un precedente appuntamento svoltosi una settimana prima, durante il quale Franco Marini aveva sostenuto la necessita’ di ricostituire la corrente degli ex popolari, in questo sostenuto da Beppe Fioroni e altri parlamentari come Gero Grassi o Giorgio Merlo. A sancire la nascita della corrente sarebbe stato un convegno, il 5 e 6 febbraio a Roma. Parere diametralmente opposto quello di Dario Franceschini, che invece chiedeva di sciogliere del tutto la componente e di lavorare dentro Area Democratica, cioe’ l’aggregazione nata al congresso a sostegno della sua candidatura. Quella riunione era stata aggiornata di una settimana.
All’appuntamento di ieri sera si sono presentati una ottantina di parlamentari, venti dei quali erano iscritti a parlare. Ma dopo l’intervento di Antonello Giacomelli, ha preso la parola Sergio D’Antoni: ‘e’ inutile che continuiamo questa liturgia – ha detto – quando sappiamo bene che oggi e’ gia’ stato raggiunto un accordo tra Franceschini, Fioroni e Marini’.
Un applauso generale ha approvato.
Hanno allora parlato Fioroni e poi Franceschini che hanno spiegato il compromesso. La corrente non verra’ ricostituita; quanto al convegno del 5 e 6 febbraio esso slitta ‘per motivi tecnici’ a data da stabilire. Franceschini ha invitato i popolari a impegnarsi in Area Democratica che, viste le difficolta’ e i tentennamenti del partito, rimane un punto fermo. Area democratica, ha detto esplicitamente Franceschini, non sara’ una Federazione di componenti, e infatti i fassiniani, i veltroniani o i liberal non stanno costituendo le proprie correnti. E se e’ vero che Veltroni sta lavorando a una sua Fondazione, questo e’ uno strumento culturale ben diverso; d’altra parte, ha ricordato Franceschini, i popolari una Fondazione gia’ ce l’hanno, ed e’ ‘Persona, comunita’, demcorazia’, presieduta da Pierluigi Castagnetti.
Insomma niente corrente, hanno concordato Fioroni e Franceschini, mentre Franco Marini assentiva in prima fila, ma rimarra’ in piedi la ‘rete’ di rapporti e relazioni, specie sul territorio, che hanno i popolari. Per le iniziative culturali ci si avvarra’ quindi della Fondazione di Castagnetti e delle riviste ‘Enneeffe’, di Lucio D’Aubaldo, e ‘Quarta Fase’, presieduta da Antonello Giacomelli e con Gero Grassi come Amministratore. Con esse si terranno vivi i valori tipici del cattolicesimo democratico, come il solidarismo, il personalismo cristiano e la sussidiarieta’.
Intervista di Nicola Maranesi
da La Discussione del 27 gennaio 2010
Onorevole Pierluigi Castagnetti, la sorte del segretario Pd è appesa all’esito delle regionali?
<<Non so cosa possa succedere dopo le elezioni ma il nostro obiettivo non è quello di ricambiare il segretario, almeno non il mio. Dobbiamo puntare a una stabilizzazione del quadro dirigente e credo che la vittoria netta al congresso legittimi Bersani a proseguire sulla sua strada>>.
Il cima nelle ultime settimane, però, è andato deteriorandosi.
<<Il Pd continua a vivere uno stato di crisi profonda alla luce del quale vorrei che si superassero rapidamente le divisioni tra maggioranza e minoranza. Dirò una banalità, ma siamo tutti sulla stessa barca e abbiamo tutti l’interesse che la barca riprenda a veleggiare>>.
(ANSA) – ROMA, 25 GEN – ‘Quando il risultato e’ 73% per Vendola e 27% per Boccia si capisce la distanza dei dirigenti’.
E’ la critica che il deputato Pierluigi Castagnetti rivolge al vertice del partito dopo la sconfitta di Francesco Boccia alle primarie pugliesi. Castagnetti vede una incoerenza nella strategia di allargamento all’Udc, perseguita con determinazione in Puglia ma non nel Lazio dove ‘i dirigenti non si sono posti il problema dell’ammutinamento dei cattolici del Pd’.
(ANSA) – ROMA, 21 GEN – No alla ricostituzione di una componente degli ex popolari: a dirlo e’ stato Dario Franceschini, nel corso di una riunione svoltasi nella tarda serata di ieri, a cui hanno partecipato i parlamentari di Quarta Fase, l’associazione che raduna i cattolici-democratici del Ppi.
La riunione e’ iniziata molto tardi, alle 22,30, perche’ i senatori sono stati impegnati nel voto in aula sulla relazione del ministro della Giustizia Alfano.
E proprio l’ex presidente del Senato, Franco Marini, ha lanciato la proposta a cui sta lavorando da alcune settimane: costituire una componente autonoma degli ex popolari, ora confluita in Area Democratica, assieme ad altre componenti come quelle dei fassiniani, dei veltroniani, dei miglioristi, dei liberal. Anche Beppe Fioroni si e’ pronunciato a favore della costituzione della componente, ma all’interno di Area democratica, come pure aveva detto al convegno di Cortona a meta’ dicembre. Il ragionamento di entrambi e’ che se il Pd di Bersani si sposta a sinistra e cerca un’interlocuzione privilegiata con l’Udc, per i cattolici diventa giocoforza necessario rafforzare anche organizzativamente la propria presenza nel partito.
Decisamente contrari Pierluigi Castagnetti, ultimo segretario del Ppi, e presidente della Fondazione ‘Persona, comunita’, democrazia’; con lui anche Antonello Soro, Gianclaudio Bressa, Giampiero Bocci, Antonello Giacomelli e diversi altri senatori e deputati.
Lo stop e’ arrivato anche da Dario Franceschini il quale ha sottolineato che la ragione di Quarta Fase era proprio quella di portare al confronto politico-culturale le altre culture riformiste, cosa che si sta realizzando in Area Democratica.
Tornare nell’orto, pur nobile, del cattolicesimo democratico significa tradire la sua stessa ispirazione. E poi c’e’ la Fondazione di Castagnetti che puo’ lavorare all’elaborazione piu’ culturale. In ogni caso, ha tagliato corto Franceschini, se si tentasse di ricostituire un’area degli ex Ppi autonoma, si arriverebbe alla conta, e Franceschini si e’ detto certo del prevalere delle proprie posizioni.
Resta da vedere quali saranno ora le decisioni di Marini e Fioroni, che stavano lavorando a un convengo, il 5 e 6 febbraio, proprio per lanciare la nuova componente.









Scritto da Pierluigi Castagnetti e archiviato in Dichiarazioni
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