di Pierluigi Castagnetti
Roma, Camera dei Deputati, 26 febbraio 2010
Il sottoscritto chiede di interpellare il Ministro degli Affari esteri, per sapere- premesso che:
- nella città di Mosul, in Iraq, è in atto una vera e propria strage di cristiani;
- da ultimo, il giorno 23 febbraio scorso, un commando è entrato nella casa di Aishwa Marosi, cristiano, uccidendo lui e i suoi due figli, portando a otto il numero delle vittime negli ultimi dieci giorni;
- a causa del terrore seminato tra la popolazione siro-cristiana di Mosul è in atto un vero e proprio esodo di centinaia di famiglie, determinando una condizione di vera e propria emergenza umanitaria, come denunciato il 25 febbraio scorso dal vescovo caldeo di Mosul mons Shimoun Nona ( successore di Mons Paulos Faraj Rahho, assassinato da estremisti islamici nel 2008);
- tale campagna di terrore sembra finalizzata, con la complicità del governo di Baghdad, a trasferire la residua popolazione cristiana a una sorta di confino nella piana di Ninive e, nell’immediato, a impedire loro nei fatti di poter partecipare alle elezioni politiche del prossimo 7 marzo;
- il Segretario di Stato della Santa Sede, Cardinale Tarciso Bertone, ha scritto il 2 gennaio scorso una lettera di protesta al premier irakeno Al Maliki;
- i vescovi cristiani di Mosul ( mons. Emile Shimoun Nona, arcivescovo caldeo-cattolico mons. Georges Casamoussa, arcivescovo siro-cattolico, e mons. Gergorios Salibò, arcivescovo greco-ortodosso) hanno scritto analoga lettera al governatore della regione e al premier Al Maliki;
- Mar Ignazio Giuseppe III, Patriarca della Chiesa di Antiochia dei Siri cattolici ha pure scritto una lettera di denuncia al primo ministro irakeno Nuri al Maliki in cui tra l’altro afferma:
«i cristiani vengono uccisi, immolati e attaccati nelle strade, nelle scuole e anche nelle proprie case, ciò avviene solamente a causa della loro appartenenza religiosa che è differente da quella della maggioranza che vive in quella città». Mar Ignazio manifesta poi il suo stupore per le «scuse dei responsabili del Governo che appaiono come una complicità al piano di svuotare Mosul dai cristiani che vi abitano da secoli e dove le pietre delle costruzioni spruzzano ancora oggi il sudore dei loro padri»;
- se non ritenga di assumere una iniziativa urgente e determinata nei confronti del governo presieduto da Nuri Al Maliki, evidentemente responsabile quantomeno di non riuscire a impedire le violenze nei confronti della popolazione cristiana di Mosul;
- se non ritenga di intervenire con uguale determinazione nei confronti del governo degli Stati Uniti, che continua ad avere una consistente presenza militare in qul paese, senza riuscire ad esercitare alcuna deterrenza nei confronti di questo vero e proprio genocidio della popolazione cristiana.







Scritto da Pierluigi Castagnetti e archiviato in Discorsi
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