di Pierluigi Castagnetti
Roma, Camera dei Deputati, 26 febbraio 2010
CASTAGNETTI – Al Ministro dell’istruzione pubblica, dell’università e della ricerca scientifica. Per sapere, premesso che:
- la situazione delle scuole primarie e secondarie in Italia è drammatica, sia dal punto di vista dell’organizzazione didattica sia dal punto di vista del personale sia, ancora, sotto l’aspetto dell’edilizia e delle strutture;
- migliaia di lavoratori precari sono inseriti provvisoriamente nelle strutture scolastiche per brevi periodi e senza garanzie di continuità né per se medesimi né per i primi ed essenziali fruitori del servizio, vale a dire le famiglie e gli alunni;
- i finanziamenti per le supplenze sono stati sostanzialmente azzerati. Ne deriva che, tranne che per i casi di supplenze annuali, le sostituzioni giornaliere o settimanali non sono retribuite con fondi ministeriali ma rimesse alle valutazioni di autonoma gestione dei singoli istituti scolastici. A questi, tuttavia, non sono mai forniti i fondi necessari sicché i supplenti semplicemente non vengono chiamati. La conseguenza è che in caso di malattia o altro legittimo impedimento dell’insegnante le classi rimangono scoperte. Talora succede anche che le classi vengano smembrate temporaneamente e vari gruppi di alunni della classe smembrata siano sic et simpliciter associati ad altre classi, quale che sia l’età degli alunni della classe di destinazione e la materia che in quel momento vi viene insegnata. Sono anche episodi accertati nelle scuole medie che gruppi di alunni vaghino per i corridoi alla ricerca della classe nella quale sostare per le ore di ‘buco’. Ovviamente queste situazioni non sono di responsabilità dei dirigenti scolastici che in mancanza di finanziamenti sono totalmente privi di mezzi per far fronte alle emergenze;
- il quadro è ulteriormente peggiorato dalla situazione dell’edilizia scolastica e della manutenzione degli immobili. Pur appartenendo la materia alla competenza degli enti locali, la riduzione drastica e immotivata dei trasferimenti dallo Stato fa sì che comuni e province non riescano a svolgere i loro compiti in modo adeguato: i plessi scolastici sono fatiscenti, presentano quasi sempre porte ammaccate, con i cardini allentati, muri sbeccati, finestre rotte, servizi igienici inservibili. I tagli del Governo sono arrivati a privare i bidelli della scorta di segatura per i giorni di pioggia, sicché gli alunni entrano negli istituti bagnando completamente i pavimenti e rendendoli insicuri;
- tutto ciò appare all’interrogante totalmente in contrasto con lo spirito dell’articolo 34 della Costituzione, specialmente nei suoi commi secondo e quarto, nei quali si prescrive l’effettività del diritto allo studio;
- la situazione descritta, assolutamente conclamata, è peraltro contraria al senso stesso di una collettività, al buon andamento della vita civile e alle speranze di futuro delle giovani generazioni -:
quali iniziative intenda assumere per avviare a soluzione le carenze di organico nelle scuole italiane;
se creda che i provvedimenti sinora assunti nei confronti dei lavoratori precari della scuola siano conformi ai principi costituzionali e comunque rispondenti alle esigenze delle famiglie italiane;
se ritenga che le risorse destinate alla scuola pubblica siano sufficienti a garantire alle future generazioni l’istruzione e la formazione necessaria per una crescita e uno sviluppo pieno della loro personalità;
se creda di aver conseguito sinora risultati soddisfacenti nell’affrontare le croniche carenze strutturali ed edilizie della scuola pubblica italiana.







Scritto da Pierluigi Castagnetti e archiviato in Discorsi
Invia ad un amico
|
Stampa
Nessun commento | Scrivi |
Lascia un commento
A capo e separazione tra i paragrafi automatici, l’indirizzo e-mail non è mai mostrato, codice HTML consentito:
<a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>