Roma, 31 mag. (Adnkronos) – “L’aggressione israeliana in acque internazionali alle navi con aiuti umanitari dirette alla popolazione palestinese deve essere condannata in modo risoluto dalla comunita’ internazionale”. Lo afferma il parlamentare del Pd Pierluigi Castagnetti, secondo il quale il governo italiano “deve attivarsi immediatamente in sede comunitaria europea e presso le Nazioni Unite”.
“Il numero dei morti di cui si ha notizia in queste prime ore, in continua crescita, conferma infatti -aggiunge Castagnetti- che si e’ trattatto di un’azione militare oltreche’ ingiustificabile sotto tutti i profili del diritto internazionale di una smisurata potenza e ferocia”.
OFFENSIVA CONTRO L’AUTORE DELLA CIRCOLARE SU DICHIARAZIONI ALLA STAMPA
Bologna, 25 mag. – (Adnkronos) – Il ministro dell’Istruzione Maria Stella Gelmini rimuova Marcello Limina dall’incarico di direttore dell’Ufficio scolastico regionale dell’Emilia Romagna. La richiesta, giunta sui banchi del Parlamento, e’ avanzata dal Pd che ha portato a Roma il caso emiliano. Al centro della bufera, infatti, Limina e’ finito per aver mandato nell’aprile scorso una circolare in cui diffida dirigenti e insegnanti dal rendere sulla stampa dichiarazioni di critica “con toni talvolta esasperati e denigratori – scrive lo stesso Limina – che possano ledere l’immagine dell’ Amministrazione pubblica” e li invita pertanto a “rapportarsi con i loro superiori gerarchici nella gestione delle relazioni con la stampa”.
Su questa vicenda sono intervenuti alla Camera i deputati del Pd Pierluigi Castagnetti e Maino Marchi, sostenendo che “tale circolare, recante indicazioni sulle dichiarazioni a mezzo stampa del personale scolastico configura inequivocabilmente un’intimidazione volta a impedire un dibattito serio sulle conseguenze dei provvedimenti governativi gia’ emanati e quelli in corso di attuazione, e persino una corretta informazione agli studenti e alle loro famiglie da parte del personale scolastico che sono docenti e cittadini della Repubblica italiana”.
Castagnetti e Marchi chiedono dunque al ministro Gelmini “se non ritenga di intervenire sul predetto direttore regionale, spesso oggetto di critiche per il suo operato eccessivamente zelante, quantomeno per indurlo a ritirare la circolare e a sanzioni contro i destinatari, oggettivamente increduli e sconcertati”.
(AGI) – Roma, 22 mag. – Sul palco e’ quasi un minuetto: Franceschini loda Bersani, D’Alema loda Franceschini, Bersani ringrazia tutti. Nessuno critica nessuno, apertamente; l’unica eccezione e’ per Pietro Ichino, che sul lavoro ha chiesto piu’ coraggio e l’adozione del contratto unico e viene pacatamente rimbrottato dall’ex Cisl Franco Marini. L’assemblea programmatica del Pd sancisce la pace tra i big del partito, anche se e’ una pace con alcune condizioni. Innanzitutto e’ necessitata dalla contingenza. Spiegava ieri Pierluigi Castagnetti: “con la crisi economica e politica che c’e’ nel Paese sarebbe una schizofrenia imperdonabile se ci dividessimo”. Poi la pace e’ sulle linee politiche espresse, e infatti ieri Walter Veltroni ha apprezzato la relazione del segretario per quel che ha detto, ma ha notato che molto non e’ stato detto.
Il clima e’ comunque positivo. Il leader di Area dem Franceschini assicura che quella di oggi “non e’ una tregua, il partito e’ unito”. “Belle parole, giusto” commenta D’Alema.
Alla fine Bersani conclude soddisfatto: “sono stati due giorni belli, la prospettiva politica e’ contendibile”. Il segretario porta a casa sei documenti su Lavoro (l’unico su cui non c’e’ stata unanimita’ perche’ l’area Marino, Ichino in testa, si e’ astenuta), Giustizia, Europa, Universita’, Green economy e Riforme istituzionali che, spiega, “saranno gli strumenti che diamo al Pd per aprire il confronto con la societa’”. Anche Enrico Letta e’ contento, e si toglie qualche sassolino dalla scarpa criticando quei “soloni che ci criticano”. Pensa a Di Pietro e Santoro, che spesso vorrebbero una linea piu’ radicale, ma lui spiega che il riformismo si fa un passo dopo l’altro.
di Pierluigi Castagnetti
da Europa del 21 maggio 2010
Da qualche settimana il Tg di Emilio Fede si occupa con particolare insistenza del funzionamento del sistema sanitario con notizie, interviste, commenti, più o meno tutti finalizzati a far passare una “morale”: questa sanità, che noi paghiamo tre volte, con le tasse, con i contributi e con i tickets, non funziona…! Batti, ribatti, e ribatti ancora, il messaggio entra nella testa anche di chi è più riluttante. Non è difficile intuire cosa stia covando sotto la cenere. Allacciamo le cinture e attendiamo il botto !
Intanto noi all’Assemblea nazionale sul tema del lavoro cerchiamo di trovare una mediazione fra le nostre quattro proposte di legge e il decalogo di Stefano Fassina. Sono due modi diversi di fare politica e di costruire consenso.
Gli slogan che verranno proposti all’assemblea su Etica pubblica, Istituzioni, Università, Lavoro, Green economy, Giustizia ed Europa per “preparare giorni migliori per l’Italia”
(AGI) – Roma, 21 mag. – “Apprezzabile”. Il giudizio sul discorso di Bersani accomuna tutta Area democratica, tutte le sue componenti. Ma chi piu’, chi meno, avanza qualche perplessita’, di merito e di metodo. Nella complessiva pax tra maggioranza e minoranza, resta un po’ di brace sotto la cenere.
C’e’ chi nota comunque delle criticita’. Paolo Gentiloni spiega che se e’ apprezzabile il fatto che si e’ messa la crisi economica al centro della relazione, sarebbe stato ancora piu’ apprezzabile “mettere piu’ coraggio nelle nostre scelte”. E il veltroniano Giorgio Tonini ritiene che ancora c’e’ piu’ opposizione che alternativa nelle proposte del Pd, anche se e’ stato positivo aver messo da parte il tema delle alleanze come tesi centrale. Sempre puntuto Beppe Fioroni, pur lodando la concretezza del segretario, chiede che chi ha idee diverse non venga considerato un pericoloso danneggiatore del partito, ne’ una minaccia. Spiega alla fine Pierluigi Castagnetti: “Bersani e’ stato saggio a cambiare registro, sarebbe stata una schizofrenia imperdonabile per un grande partito continuare a parlare di noi mentre c’e’ fuori una crisi economica fortissima”. Dunque l’unita’ di oggi e’ necessitata anche dalla crisi che c’e’ nel Paese, che impone di sfumare le divisioni interne. Ma i nodi irrisolti da mesi restano: “una tentazione appenninica sarebbe letale, ma il tema c’e’ ed aleggia. Oggi pero’ Bersani ha cambiato registro e non ha parlato della ditta. E’ stato saggio” conclude Castagnetti. “Una buona base di discussione”. Anche Walter Veltroni ‘promuove’ Bersani, anche se nota qualche ‘non detto’: “non c’e’ niente che non abbia condiviso. Ci potevano forse essere delle cose in piu’, ma quelle dette le condivido”.









Scritto da Pierluigi Castagnetti e archiviato in Dichiarazioni
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