AUTORIZZAZIONE PROCEDERE,NESSUNA DECISIONE. ATTI TORNANO PERUGIA (di Enzo Quaratino) (ANSA) – ROMA, 19 OTT – E’ ormai scontro tra la Camera dei Deputati e il Tribunale dei Ministri di Perugia sulla richiesta di autorizzazione a procedere nei confronti dell’ex ministro delle infrastrutture e dei trasporti Pietro Lunardi.
La Camera non ha detto ne’ si’, ne’ no, pretendendo che la domanda di autorizzazione a procedere sia estesa anche ai presunti concorrenti di Lunardi, tra i quali il cardinale Crescenzio Sepe, attuale arcivescovo di Napoli. Il Tribunale per i ministri di Perugia ritiene, invece, in base alla propria interpretazione della legge, di non non dover fare alcuna integrazione e che l’autorizzazione a procedere sia necessaria solo per l’ex ministro. Cosi’ l’Aula di Montecitorio ha deciso di restituire gli atti a Perugia, che, ovviamente, al momento non puo’ procedere contro Lunardi per la mancata risposta alla domanda di autorizzazione a procedere. E’ possibile che, per superare la situazione di impasse, i magistrati perugini sollevino un conflitto di attribuzione davanti alla Corte Costituzionale.
Lunardi e’ indagato per corruzione dalla magistratura perugina: quando era ministro avrebbe emanato un provvedimento con cui – illegittimamente, secondo l’accusa – si concedeva, tramite la societa’ pubblica Arcus, un finanziamento di due milioni e mezzo di euro alla Congregazione per l’evangelizzazione dei popoli (Propaganda Fide), rappresentata all’epoca dal cardinale Crescenzio Sepe, anche lui indagato per corruzione nella stessa inchiesta. Come contropartita del presunto illecito finanziamento pubblico, il ministro avrebbe ottenuto da Propaganda Fide la vendita a un prezzo di favore di un edificio ubicato a Roma, in vicolo Valdina, acquistato tramite la societa’ immobiliare San Marco, di cui era amministratore il figlio dell’ex ministro Giuseppe Lunardi.
In base alla legge costituzionale n. 1 del 1989 e alla legge 219 del 1989 – che hanno, tra l’altro, confermato l’istituto dell’autorizzazione a procedere per i reati attribuiti ai ministri – il Tribunale dei ministri di Perugia ha trasmesso gli atti relativi a Lunardi alla Camera, chiedendo il via libera alle ulteriori indagini.
Ricevuti gli atti, il presidente della Giunta per le autorizzazioni a procedere Pierluigi Castagnetti, d’intesa con i rappresentanti dei gruppi, con una lettera del primo settembre scorso al presidente del Collegio per i reati ministeriali di Perugia, ha chiesto, in base all’articolo 5 della legge costituzionale n. 1 del 1989, che la domanda di autorizzazione a procedere fosse estesa anche ai presunti concorrenti del ministro Lunardi (e, dunque, anche al cardinale Sepe). Il giorno successivo, il Presidente del Collegio per i reati ministeriali di Perugia ha risposto dando una diversa interpretazione della stessa norma e dicendo no all’integrazione.
La Giunta per le autorizzazioni a procedere, esaminato il contenzioso, ha deciso di proporre di soprassedere a qualsiasi decisione ritenendo incompleta la domanda dei magistrati perugini e oggi l’Aula di Montecitorio ha accolto a maggioranza la proposta (292 si’, 254 no e due astenuti), restituendo gli atti al Tribunale per i ministri del capoluogo umbro.
I giudici, ora, dovranno valutare il da farsi: il ricorso alla Corte Costituzionale, per conflitto di attribuzione, sembra, allo stato – a sentire alcuni giuristi – una delle strade percorribili.
Scritto da Pierluigi Castagnetti e archiviato in Articoli
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