gio
30
dic '10

DC: SUCCESSORI DIVISI SU EREDITA’ NOME. POLEMICA SU SENTENZA CASSAZIONE

(ASCA) – Roma, 30 dic – A 17 anni di distanza, l’eredita’ del simbolo e del nome della Dc continuano a dividere e a far discutere gli eredi della Balena bianca. A riaccendere gli animi e’ la sentenza n. 25999/10 del 9 novembre 2010, depositata il 23/12/2011, con cui la Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso del Partito della Democrazia Cristiana rappresentato da Giuseppe Pizza e Armando Lizzi, che rivendicavano in via esclusiva il nome e l’utilizzo del simbolo con la scritta Libertas. Seppur a scoppio ritardato, visto le festivita’, i successori della diaspora Dc si sono lanciati in giudizi e interpretazioni opposti, aumentando cosi’ la confusione intorno ad una questione gia’ di per se’ complessa.
Ad aprire le danze e’ stato il ministro Gianfranco Rotondi – autodefinitosi in una nota odierna l’ultimo segretario Dc – che arriva ad ipotizzare ‘la convocazione di un congresso della vecchia Dc, con una relazione del segretario d’allora Nino Martinazzoli e dei delegati’. ‘Insieme – spiega in una intervista telefonica con l’Asca – si dovrebbe quindi decidere sul da farsi’.
‘Certo e’ – commenta – che siamo di fronte ad una nemesi perfetta della storia. La Democrazia Cristiana e’ stata sciolta a causa dei magistrati ed ora sono proprio i magistrati a ricostituirla. Ancora una volta in questo Paese, sono le sentenze a dettare le linee della politica’.
Secondo l’interpretazione della Dc di Rotondi, confermata da fonti interne al partito, il nodo politico della vicenda sarebbe il fatto che ‘il sottosegretario Pizza non alcun diritto su simbolo e nome. Ma questo varrebbe per tutti gli altri successori: quindi anche per l’Udc’.
‘In pratica – si ragiona nella ex-Democrazia Cristiana per le Autonomie, ora confluito nel Pdl – la Cassazione ha reso nullo l’atto di Martinazzoli con il quale sciolse la Dc, perche’ non ha rispettato le procedure dello statuto’.
Chiamato in causa, l’Udc ha subito diffuso una nota per chiarire la propria posizione in contraddizione con quella di Rotondi: ‘La Corte di Cassazione ha sancito che l’Udc e’ l’unico soggetto che possa legittimamente usare il simbolo dello scudo crociato’.
‘La decisione – prosegue la nota di via Due Macelli – conferma quanto gia’ affermato nel 2009 dalla Corte d’Appello, ossia che il Partito della Democrazia Cristiana non e’ la storica Democrazia Cristiana, e che va esclusa, perche’ mai dimostrata, alcuna continuita’ che abbia giuridica rilevanza tra le due associazioni. A seguito di tale sentenza – conclude la nota – il partito di Pizza non puo’ quindi rivendicare l’uso del simbolo con la scritta Libertas e allo stesso tempo non puo’ essere negato all’Udc il diritto di utilizzarlo’.
A bocciare senza mezzi termini l’interpretazione di Rotondi e’ anche Pierluigi Castagnetti, ultimo segretario del PPI, oggi esponente del Pd. ‘Non penso che a 17 anni di distanza si possa dire che si ripristina la Dc. Sarebbe una cosa assurda. Occorrerebbe rifarsi agli iscritti del 1993, buona parte dei quali saranno deceduti. Non so – continua Castagnetti – quanti sarebbero interessati ad un congresso fittizio per decidere il nome di una cosa morta’.
‘Mi sembra comunque – conclude Castagnetti – che in ballo ci siano solo vecchie dispute tra ex-compagni di partito.
Quel che io so e’ che il nome era stato congelato, mentre il simbolo e il settimanale la ‘Discussione’ erano stati assegnati alla Cdu di Rocco Buttiglione. Il Partito popolare conservava il proprio nome e il quotidiano ‘il Popolo’. Il resto delle diatribe non le ho seguite’.

mer
15
dic '10

MORTE DI SANDRO CHESI

Il professor Sandro Chesi è stato una delle maggiori personalità del laicato cattolico reggino. La famiglia, la chiesa, la scuola sono stati gli interessi che hanno riempito la sua vita. Ci ha lasciato nello stesso giorno di Don Giuseppe Dossetti, uno dei suoi primi maestri insieme a Don Dino Torreggiani, come lui amava ricordare. Personalmente ho avuto modo di conoscerlo prima come Presidente dell’Istituto Psichiatrico “San Lazzaro” e poi come segretario provinciale della Democrazia cristiana e di apprezzarne lo straordinario rigore morale e intellettuale, oltreché il distacco personale.
Possiamo ben dire che ci ha lasciato uno dei più esemplari cristiani impegnati nella vita pubblica della nostra città, apprezzato per la sua vasta statura intellettuale e l’ampiezza delle opere, anche dal mondo dei non credenti.

gio
2
dic '10

PD: NON CI SI PUO’ PERMETTERE LUSSO DIVISIONE

(ANSA) – ROMA, 2 DIC – ‘Il lusso della divisione, il Pd non se lo puo’ permettere. Alcuni amici, anche qui presenti, pensano che la scommessa del Pd non avremmo dovuto farla, ma l’impresa e’ stata fatta insieme e ora abbiamo il dovere e la responsabilita’ di condurla in porto nel migliore dei modi possibili’. Lo ha detto il presidente dei Popolari, Pierluigi Castagnetti, nel suo intervento ad un’assemblea dell’associazione dei Popolari del Lazio, che oggi ha riunito a Roma parlamentari ed esponenti locali dell’area che ruota attorno all’ex presidente del Senato, Franco Marini.
Castagnetti ha criticato ‘l’iniziativa subita recentemente’ da parte di chi ha ‘rotto l’unita’ del partito’ e cosi’ ha rivelato ‘l’inconsapevolezza della gravita’ della crisi’.
L’area popolare rivolge dunque – sottolinea Castagnetti – un appello all’unita’ del partito, perche’ ‘riesca a rassicurare il Paese e si faccia carico di rappresentare anche chi non lo vota’.