(ASCA) – Roma, 30 mag – Anni fa papa Paolo VI ricevendo in udienza un folto gruppo di operatori scolastici chiese se fosse piu’ utile avere delle scuole cattoliche oppure tanti insegnanti cattolici presenti in tutte le scuole del nostro Paese.
Quella domanda che alludeva a due metodi tra loro diversi di operare ai fini di una istruzione cattolica, anche se non antitetici, si ripropone ricorrentemente nel mondo cattolico quando e’ in discussione una scelta su temi e problemi importanti. E’ il caso del convegno che si e’ tenuto oggi a Palazzo di San Macuto (del complesso della Camera dei deputati) sul tema ‘Cattolici e cattolici a confronto’.
Convegno organizzato da Paola Binetti, deputata oggi dell’Udc, con la presenza di politici cattolici di tutti i partiti.
Il confronto, pur non indicato esplicitamente nel titolo del convegno, verteva su quale debba essere la presenza politica dei cattolici. Non tanto discutere sulla necessita’ o meno del ritorno al partito dei cattolici: il convegno si poneva un obiettivo piu’ limitato, quello del ‘dialogo’, al di la’ delle appartenenze di schieramento e delle possibilita’ di collaborazioni e convergenze, per dare soluzioni condivise a problemi che investono direttamente i maggiori valori cattolici.
La presenza del segretario generale della Cei (Conferenza episcopale italiana) ha rappresentato una attenzione rinnovata da parte dell’episcopato nei confronti dei cattolici impegnati in politica. L’intervento di mons.
Crociata si e’ svolto secondo gli insegnamenti del Concilio e del ‘mandato’ che Benedetto XVI ha dato alla Cei per ‘incoraggiare’ chi gestisce la ‘complessita’ del tempo presente’ il che vuol dire le persone impegnate in politica e segnatamente i cattolici.
Mons. Crociata a chi sperava in un invito a lavorare per un partito ‘dei’ cattolici ha riservato una certa delusione perche’ piu’ laicamente di alcune voci in sala ha fatto riferimento alle ‘contingenze’ storiche che possono dettare una tale scelta. Di piu’, mons. Crociata ha ricordato che la dottrina sociale della Chiesa e’ un riferimento di principi e non un modello sociale gia’ pronto.
Rocco Buttiglione, dal canto suo, esponente dell’Udc, dopo aver sottolineato l’importanza di un agire coerente ai valori, parlando dell’opportunita’ di un ‘movimento politico’ che riunisca i cattolici come avvenne col family day, ha fatto trapelare un desiderio: ‘Un partito di cattolici? Io non lo escluderei. La crisi puo’ avere un’accelerazione tanto da spingere il movimento a trasformarsi in partito’.
Beppe Pisanu, esponente del Pdl, che pure e’ stato netto nel dire che un partito ‘dei’ cattolici non e’ riproponibile perche’ la Dc fu il frutto di un particolare momento storico, di Yalta e della guerra fredda’, si e’ poi lasciato andare ad una diversa considerazione dicendo che ‘parlare di un partito ‘di’ cattolici non e’ comunque un peccato’.
Ancora piu’ esplicita la Binetti che dopo avere sottolineato l’importanza del dialogo e della convergenza sui ‘valori non disponibili’ ha commentato: ‘Non vogliamo il partito unico dei cattolici, ma non e’ un tabu’ parlarne’.
Affermazione che ha ricevuto un sonoro applauso da parte dei partecipanti in sala.
Fioroni, del Pd, richiamando la drammaticita’ della crisi economica e politica che stiamo vivendo ha auspicato una forte azione di rinnovamento nella quale i cattolici devono essere presenti con un loro ‘progetto’ politico e sociale.
Un progetto che deve segnare ‘un ponte’ ha detto sul quale far passare un ‘percorso’ che ‘dove puo’ finire proprio non lo so’. Netto il giudizio di Pierluigi Castagnetti, ultimo segretario del Ppi:’Non credo che ci siano le condizioni storiche per tornare ad una formula del genere’.
Marco Tarquinio, direttore di ‘Avvenire’ ha sottolineato tra l’altro l’importanza di avere ‘pochi ma significativi laboratori dove si costruiscono pezzi di classe dirigente con un’idea alta dello stare insieme, del bene comune. E io sono abbastanza ottimista’. Il problema e’ che le ‘chiavi del palazzo non sono in mano ai cittadini, ma a coloro che sopno gia’ dentro il papazzo: mi riferisco al tipo di legge elettorale’.
Quanto alla possibilita’ di un partito di cattolici Tarquinio ha detto che si accontenterebbe di ‘ritrovare un linguaggio comune tra i cattolici’.
Il problema sul metodo dell’impegno dei cattolici emerso dal convegno, oltre a riportare al dilemma proposto da Paolo VI, ricorda anche i vibrati dibattiti che si svolsero anni fa sulla Civilta’ Cattolica dove si sottolineava la profonda differenza di un partito ‘dei’ cattolici da un altro ‘di’ cattolici dove in gioco era una visione integralista e clericale dei rapporti tra sfera religiosa e politica. In sostanza – si discuteva anche allora – se sia meglio la testimonianza forte di identita’ da difendere (e imporre) verso chi non la condivide oppure se seguire lo spirito della ‘Lettera a Diogneto’ dove un autorevole esponente della patristica del II o III secolo dopo Cristo rispondeva a tale Diogneto che gli chiedeva quale dovesse essere l’atteggiamento del cristiano nella societa’ di allora. E la risposta era che i cristiani in nulla si differenziano dai pagani se non per rispetto delle regole cristiane. Quindi vanno nelle scuole dei ‘pagani’ ma non sono pagani, vestono come i pagani e rispettano le leggi, vanno alle feste ma non dividono le mogli… Insomma sono nel mondo ma non del mondo.

di Pierluigi Castagnetti
Modena, Palazzo Europa, 07 marzo 2011
Si fa fatica a parlare di un amico ad un tempo così breve dalla sua scomparsa. E per altro guardando questa sala mi chiedo qual’è la ragione per cui quando ricordiamo qualche amico che è scomparso ci troviamo sempre in tanti. Evidentemente perché la politica, in un’altra stagione rispetto a quella che stiamo vivendo oggi, era un’esperienza di vita. Per molti di noi era una situazione che coinvolgeva e che tesseva relazioni di amicizie profonde. Era l’occasione, lo strumento e il luogo in cui si diventava amici e si rimaneva tali per tutta la vita, perché era animata da una passione, da una fede, da un senso del dovere, ma anche dal senso di una missione. Lo voglio dire perché mi auguro che fra molti anni chi ci sarà e ricorderà i politici di oggi possa ritrovare questo spirito. Oggi è molto difficile descrivere la politica come il luogo dell’amicizia, delle passioni calde, della fede, degli ideali, delle convinzioni, insomma di quel sentire che lega per tutta la vita.
Roma 19 maggio 2011
- la recente ondata migratoria che ha investito il nostro paese ha riguardato in particolar modo l’isola di Lampedusa trovando il governo, palesemente impreparato nella gestione dell’emergenza sia a livello politico e umanitario che semplicemente igienico-sanitario;
- qualche giorno fa il sito del giornale “Il Fatto Quotidiano” (http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/05/10/cie-santa-maria-capua-vetere/110126/#Scene_1) riportava, nell’articolo “Santa Maria Capua Vetere il Cie è una piccola Guantanamo” testimonianze circa la pesantissima situazione del centro di Santa Maria Capua Vetere trasformato il 21 aprile in CIE e che ha raccolto, all’interno degli spazi angusti di un campo di calcio, un centinaio di tunisini. Questi ultimi, considerate le condizioni sanitarie in cui sono tenuti, stando alle testimonianze dall’interno del campo, e visto la trasformazione del sito da centro di accoglienza in Centro di identificazione ed espulsione (CIE) hanno dato vita a proteste seguite da fughe di alcuni di loro.
POLITICA URLATA E RISSOSA? GIUDIZIO RIGUARDA DESTRA E BERLUSCONI
(DIRE) Reggio Emilia, 20 mag. – Caos totale oggi in Provincia a Reggio Emilia durante la seduta congiunta delle commissioni consiliari Pianificazione e Infrastrutture, che avrebbe dovuto dibattere della stazione Mediopadana della Tav e delle “opportunita’ riguardanti il territorio circostante”. La seduta, coordinata dal presidente della commissione Infrastrutture Paolo Roggero, si e’ invece risolta senza sostanziali novita’ nel merito della discussione e in una valanga di critiche politiche all’indirizzo dell’esponente del Carroccio, persino dai suoi stessi colleghi di partito.
La gestione confusa della commissione ha fatto saltare la mosca al naso non solo ai parlamentari del Pd presenti (Pierluigi Castagnetti, Maino Marchi e Albertina Soliani) che sono andati via una volta capito l’andazzo, ma anche ai consiglieri del Pd che hanno bacchettato Roggero per gli attacchi al Comune, i cui rappresentanti presenti in aula (i dirigenti e l’assessore all’Urbanistica Ugo Ferrari) sono stati definiti da Roggero “dei dilettanti” per i ritardi accumulati sulla stazione Mediopadana.
Neri di umore, infine, anche Cgil, Cisl e Uil, i cui rappresentanti, Matteo Alberini e i due segretari Margherita Salvioli e Luigi Angeletti, lamentano di non essere stati invitati alla commissione. Presenti invece fino alla fine il parlamentare del Pdl Emerenzio Barbieri e i rappresentanti di alcune associazioni di categoria.









Scritto da Pierluigi Castagnetti e archiviato in Dichiarazioni
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