di Pierluigi Castagnetti
da Europa del 30 settembre 2011
I commenti e le reazioni alle parole del card. Bagnasco bastano a qualificare la sua prolusione come un punto di svolta importante nel rapporto fra la Chiesa italiana e la politica. Si chiude un ciclo, una fase anche per la Chiesa. L’investimento fatto a metà degli anni novanta su Berlusconi è giunto alla fine, proprio poco prima che esca di scena il suo protagonista per non rimanere travolta dalle sue macerie. In questo senso è possibile dire che l’intervento del Presidente della CEI è totalmente politico, non solo per le analisi e i giudizi espressi sulla situazione italiana, ma per la scelta del tempo con cui è stata “staccata la spina”. Si dirà che a questo punto era inevitabile lo facesse, ma è pur vero che non si è trattato di scelta facile poiché comportava il prezzo di una netta discontinuità con la strategia della presidenza del card. Ruini. Il card. Bagnasco aveva connotato infatti sin da subito la sua presidenza nei termini di una prevalente “pastoralità”, senza mettere in discussione la linea “politica” del predecessore. Ma la profonda crisi politica economica e morale in cui sta precipitando il paese lo ha indotto a un cambio di approccio al problema.









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