mar
25
ott '11

Il lascito morale e politico di Scoppola a quattro anni dalla scomparsa

agf_11487429_15530di Pieluigi Castagnetti

da Europa del 25 Ottobre 2011

Quanto manca al sistema politico italiano e in particolare al Partito democratico Pietro Scoppola? Moltissimo. Manca la sua straordinaria capacità di lettura in chiave storiografica dei processi politici, manca la sua autorevolezza morale che gli consentiva di giudicare con rispetto e con spirito di verità avvenimenti e persone, manca la passione con cui partecipava alla costruzione dei disegni che aveva contributo a delineare, manca la sua fede di “cristiano a modo suo” con cui sapeva penetrare le vicende della politica e quelle della chiesa. E’ morto quattro anni fa nello stesso giorno in cui è nato il Partito democratico. Straordinaria coincidenza. Il Partito democratico era stato infatti l’ultima esperienza politica a cui aveva offerto un contributo di pensiero assolutamente decisivo, ma è stato anche – tra le cose della politica-  ragione di una delle sue ultime amarezze.

mer
19
ott '11

CATTOLICI: BAGNASCO CI CHIAMA

(ASCA) – Roma, 19 ott – ‘Un partito che si candida a governare un passaggio tanto drammatico e difficile della storia non puo’ commettere l’errore di sottovalutare l’apporto che la Chiesa puo’ dare per ‘crescere nella crisi’, con valori diversi da quelli di un benessere meramente economico e finanziario che non potra’ essere riprodotto nella stessa misura nei prossimi anni e, comunque, rispettosi del primato e della dignita’ di ‘tutti gli uomini e tutto l’uomo”.
Ad affermarlo in riferimento al Pd e’ Pierluigi Castagnetti, ex segretario del Ppi e cofondatore del Partito Democratico, in un intervento sul quotidiano Eurtopa’ centrato su una riflessione sul convegno dei movimenti cattolici di Todi.
‘Governare la crisi e governare nella crisi comporta infatti l’esigenza di definire modelli di vita piu’ sobri e piu’ animati da valenze immateriali e finalita’ esistenziali -sottolinea Castagnetti- diverse da quelle trasmesse e assorbite negli anni del berlusconismo dilagante. In questo senso la crisi, che pur non era auspicabile per tante evidenti ragioni, puo’ trasformarsi in una opportunita’ per la trasformazione di stili di vita destinati a consumarsi, in un altro modo di vivere, alimentato anche da un rapporto virtuoso tra le fedi religiose e la politica.
Per quanto riguarda il convegno ’svolto il Forum si e’ disvelato anche il mistero, esageratamente alimentato, del reale obiettivo dell’iniziativa. Nel senso -scrive Castagnetti- che e’ stato confermato quanto gia’ detto dal cardinale Bagnasco e cioe’ che non si sarebbe dato vita a nessun nuovo partito ma piu’ semplicemente, e non meno impegnativamente, ad uno organismo situato nel prepolitico.
Personalmente penso che il contributo piu’ significativo al convegno umbro sia venuto proprio dall’intervento di apertura del presidente della Conferenza episcopale italiana, sul quale vale la pena intrattenersi, perche’ definisce in termini piu’ precisi il senso del rapporto che la Chiesa intende avere con la politica e soprattutto delle motivazioni che dovrebbero sostenere l’impegno politico dei laici credenti’.
‘Se per nessuno e’ possibile l’assenteismo sociale, per i cristiani -osserva Castagnetti- e’ un peccato di omissione’, un peccato, cioe’ una colpa da portare in confessionale.
Ricordo ancora un editoriale di Giuseppe Lazzati su Vita e Pensiero del 1983 dove, documenti del Concilio alla mano, chiedeva conto ai sacerdoti del loro atteggiamento in confessionale per questo peccato di omissione che normalmente viene rimosso. Peccato perche’, continua Bagnasco citando la Caritas in veritate di Benedetto XVI, e’ ‘dall’Eucarestia che deriva il senso profondo della presenza sociale della Chiesa”.
‘Era ora ed e’ giusto -afferma Castagnetti-, che la Chiesa assuma nuovamente il compito di educare soprattutto le nuove generazione di credenti, al rapporto fede-politica, dopo che da anni in molte parrocchie e’ stato vietato parlare di politica, ‘per non dividersi”.
Sul richiamo all’eucaristia, Castagnetti sottolinea come ‘peri credenti l’Eucaristia e’ il segno dellineludibile rapporto fra Dio e la storia’.
‘E’ ora ed e’ bene che, a questo punto, il Pd rinunci alla tentazione di una sin troppo facile utilizzazione di tali posizioni anche se e’ inevitabile rilevare che esse contribuiscono a rendere ancora piu’ drammatico l’isolamento e la solitudine del bunker governativo. Per il Pd, piuttosto, si pone l’opportunita’ di riflettere sino in fondo anche su questo nuovo intervento del cardinale Bagnasco (…) Nell’intervento del presule genovese, infatti, si fa riferimento all’esigenza di rinunciare alla tentazione di ’spigolare’ fra il messaggio della Chiesa, scegliendo i temi relativi all’etica sociale a scapito di quelli relativi all’etica della vita, come se potessero essere separati e non fossero gli uni la conseguenza degli altri. E, non di meno, il Pd deve fare i conti con la necessita’ di superare, nella relazione con la Chiesa, un’attenzione troppo rapsodica ed opportunistica, sottovalutando il contributo che essa puo’ offrire alla societa’ italiana alle prese con un cambiamento culturale, antropologico e politico probabilmente epocale.

mer
19
ott '11

Modifiche all’art. 41 della Costituzione

Costituzionedi Pierluigi Castagnetti

Roma, Camera dei Deputati, 19 ottobre 2011

Signor Presidente, vorrei interloquire con il presidente Bruno e con l’onorevole Calderisi. Non sfugge a nessuno, presidente Bruno, che l’operazione che state facendo non è un’operazione equivalente. Tutti gli articoli della Costituzione sono vincolati al rispetto dei principi fondamentali, tutti gli articoli, non è necessario prevederlo espressamente in questo caso, è pleonastico quello che avete scritto. Non è senza motivo se avete deciso di sopprimere all’articolo 41 il riferimento all’utilità sociale: c’è una ragione specifica che non osate dichiarare (Applausi dei deputati dei gruppi Partito Democratico e Unione di Centro per il Terzo Polo). È quell’utilità sociale che dà fastidio. Pertanto, consentitemi di rivolgermi al segretario, onorevole Alfano, e a tutti quelli a cui stanno a cuore i principi della dottrina sociale della chiesa, di cui tutti sono soliti parlare e a cui tutti fanno riferimento.

mer
19
ott '11

Bagnasco ci chiama

aa04833c-34e4-4bba-b7c6-f12a4ba78912di Pierluigi Castagnetti

da Europa del 19 ottobre 2011

Svolto il Forum delle associazioni cattoliche a Todi si è disvelato anche il mistero, esageratamente alimentato, del reale obiettivo dell’iniziativa. Nel senso che è stato confermato quanto già detto dal cardinale Bagnasco e cioè che non si sarebbe dato vita a nessun nuovo partito ma più semplicemente, e non meno impegnativamente, ad uno organismo situato nel prepolitico. Personalmente penso che il contributo più significativo al convegno umbro sia venuto proprio dall’intervento di apertura del presidente della Conferenza episcopale italiana, sul quale vale la pena intrattenersi, perché definisce in termini più precisi il senso del rapporto che la Chiesa intende avere con la politica e soprattutto delle motivazioni che dovrebbero sostenere l’impegno politico dei laici credenti. «Se per nessuno è possibile l’assenteismo sociale, per i cristiani è un peccato di omissione», un peccato, cioè una colpa da portare in confessionale.

mar
18
ott '11

CATTOLICI: IL PD NON SOTTOVALUTI APPORTO CHIESA

Roma, 18 ott. (Adnkronos) – “Il Pd deve fare i conti con la necessita’ di superare, nella relazione con la chiesa, un’attenzione troppo rapsodica e opportunistica, sottovalutando il contributo che essa puo’ offrire alla societa’ italiana alle prese con un cambiamento cuturale, antropologico e politico probabilmente epocale”. Lo scrive Pierluigi Castagnetti in un articolo che comparira’ domani su ‘Europa’. A partire dalla considerazione che nel Forum delle associazioni cattoliche di Todi e’ risultato chiaro che “non si sarebbe dato vita a nessun nuovo partito”, l’esponente del Pd esprime apprezzamento per le parole del cardinale Bagnasco sulle “motivazioni che dovrebbero sostenere l’impegno politico dei laici credenti”.
“Era ora ed e’ giusto -scrive Castagnetti- che la Chiesa assuma nuovamente il compito di educare soprattutto le nuove generazioni di credenti al rapporto fede-politica, dopo che da anni in molte parrocchie e’ stato vietato parlare di politica, ‘per non dividersi’”. E ancora: “Era ora ed e’ giusto poi che Todi, proprio per la responsabilita’ di un ineludibile discernimento storico, esprimesse una valutazione politica precisa sulla grave situazione in cui si trova il paese, parlando dell’inadeguatezza del governo e dell’esigenza di tornare alle elezioni con un’altra legge elettorale, per restituire ai cittadini cio’ che loro e’ stato espropriato”.
Una riflessione anche sul suo partito: “E’ ora ed e’ bene che il Pd rinunci alla tentazione di una sin troppo facile utilizzazione di tali posizioni, anche se e’ inevitabile rilevare che esse contribuiscono a rendere ancora piu’ drammatico l’isolamento e la solitudine del bunker governativo”.