di Pierluigi Castagnetti
Roma, Camera dei Deputati, 05 luglio 2011
Signor Presidente, ho già illustrato nell’intervento in sede di discussione sulle linee generali le ragioni per cui sono contrario, non a questa legge, ma ad una legge sul testamento biologico e ad una legge sul fine vita (Applausi di deputati del gruppo Futuro e Libertà per il Terzo Polo). Credo che la morte non possa essere giuridicizzata. Credo che basti quello che è previsto nell’ordinamento: il «no» all’eutanasia e il «no» all’accanimento terapeutico. Sono convinto che il letto del paziente terminale diventi, a prescindere dalle ragioni di fede che possano esserci o non esserci, un luogo sacro, al quale chi vi si accosta, nel dolore o nel mistero, avverte tutto il peso e la violenza di possibili invasività della tecnica e della legge. Sì, perché anche la legge, quando pretende di prevedere ed imbrigliare tutte le circostanze che inevitabilmente le sfuggono, può diventare invasiva e ingiusta. Per questo, credo sia saggio non legiferare. Vi è, infatti, un’etica del limite anche per il legislatore (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico).







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