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	<title>Pierluigi Castagnetti Blog &#187; Interviste</title>
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	<description>Il blog personale di Pierluigi Castagnetti</description>
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		<title>Se i soldi sono finiti all&#8217;Api mi arrabbio</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Feb 2012 17:19:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pierluigi Castagnetti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Interviste]]></category>

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		<description><![CDATA[Onorevole Castagnetti, cade dalle nuvole anche lei di fronte allo scandalo Lusi?
“Io sono sconvolto. Questa vicenda è di una gravità assoluta. Rischia di rappresentare un  colpo mortale per un sistema politico già in crisi e che deve fronteggiare un’ondata di anti-politica pari a quella dei tempi di Tangentopoli. Il pericolo è che anche la Seconda [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Onorevole Castagnetti, cade dalle nuvole anche lei di fronte allo scandalo Lusi?</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">“Io sono sconvolto. Questa vicenda è di una gravità assoluta. Rischia di rappresentare un  colpo mortale per un sistema politico già in crisi e che deve fronteggiare un’ondata di anti-politica pari a quella dei tempi di Tangentopoli. Il pericolo è che anche la Seconda Repubblica venga sepolta proprio a causa di una crisi morale, che è stata sottovalutata”.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Voi della Margherita, non battendo ciglio di fronte ai bilanci che presentava, avete sottovalutato Lusi?</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">“Io ho votato contro il consuntivo 2009 che ci fu proposto”.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Da solo?</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">“Si”.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">E come mai da solo?</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">“Non lo so. Non è che avessi riscontrato chissà che cosa. Ma vi erano delle voci troppo sintetiche e troppo riassuntive che avrebbero dovuto essere maggiormente dettagliate”.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Che sospetto le venne?</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">“Se avessi colto indizi di reato, è evidente che avrei fatto una denuncia. Semplicemente, mi aveva colpito che si erano spesi soldi per una attività politica in assenza di attività politica”.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Che cosa si nascondeva in quell’assenza di dettagli: l’imbroglio di uno o di tanti?</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">“Dopo le confessioni di Lusi, si deve parlare di appropriazione indebita soggettiva”.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Rutelli non c’entra niente?</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">“Non ho nessun elemento, per dubitare dell’onestà né di Rutelli né degli altri dirigenti della Margherita. Se per esempio sono stati spesi dei soldi per pagare un convegno dell’Api, verrebbe messo in discussione il rapporto di lealtà politica tra di noi. E prenderei una arrabbiatura politica fortissima, perché si tratta di un altro partito. Mi arrabbierei anche se fossero stati utilizzati per pagare iniziative di una corrente e non di un’altra dell’ex partito. Ma in tutto ciò il codice penale non c’entra niente. Si tratterebbe  infatti sempre di soldi destinati ad attività politiche. Diverso è il caso di appropriazione personale per finalità private”.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Lei è sicuro che questa seconda ipotesi sua limitata a Lusi?</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">“Non ho nessun motivo per pensare che non sia così. E comunque, anche questa pessima vicenda dimostra che stanno venendo al pettine tutti i nodi che la politica poteva affrontare in tempo e che solo adesso sta facendo. Uno di questi è la disciplina dell’Articolo 49 della Costituzione relativo ai partiti”.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Come si evitano nuovi casi Lusi?</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">“Tramite l’assoluta trasparenza. Ho presentato già da due legislature una proposta di legge, dove insisto per esempio sul controllo oggettivo del finanziamento dei partiti. E’ del tutto evidente, nel caso della ex Margherita, che la gestione del tesoriere, in mancanza di controlli legislativi, è avvenuta in assoluta solitudine”.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Funziona così anche nel PD?</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">“Siamo l’unico partito i cui i ilanci vengono certificati da parte di una società esterna. E poi, Bersani mi ha incaricato di elaborare, per conto del Pd, una nuova proposta nella quale si prevede, tra l’altro, l’istituzione di una sezione di controllo della Corte dei Conti sui bilanci dei partiti”.</div>
<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-2506" title="lusi-luigi-ansa-258" src="http://www.pierluigicastagnetti.it/wp-content/uploads/2012/02/lusi-luigi-ansa-258-150x150.jpg" alt="lusi-luigi-ansa-258" width="150" height="150" />intervista di <strong>Mario Ajello</strong></p>
<p><em>da Il Messaggero del 03 febbraio 2012</em></p>
<p><em>Onorevole Castagnetti, cade dalle nuvole anche lei di fronte allo scandalo Lusi?</em></p>
<p>“Io sono sconvolto. Questa vicenda è di una gravità assoluta. Rischia di rappresentare un  colpo mortale per un sistema politico già in crisi e che deve fronteggiare un’ondata di anti-politica pari a quella dei tempi di Tangentopoli. Il pericolo è che anche la Seconda Repubblica venga sepolta proprio a causa di una crisi morale, che è stata sottovalutata”.</p>
<p><em>Voi della Margherita, non battendo ciglio di fronte ai bilanci che presentava, avete sottovalutato Lusi?</em></p>
<p>“Io ho votato contro il consuntivo 2009 che ci fu proposto”.<span id="more-2505"></span></p>
<p><em>Da solo?</em></p>
<p>“Si”.</p>
<p><em>E come mai da solo?</em></p>
<p>“Non lo so. Non è che avessi riscontrato chissà che cosa. Ma vi erano delle voci troppo sintetiche e troppo riassuntive che avrebbero dovuto essere maggiormente dettagliate”.</p>
<p><em>Che sospetto le venne?</em></p>
<p>“Se avessi colto indizi di reato, è evidente che avrei fatto una denuncia. Semplicemente, mi aveva colpito che si erano spesi soldi per una attività politica in assenza di attività politica”.</p>
<p><em>Che cosa si nascondeva in quell’assenza di dettagli: l’imbroglio di uno o di tanti?</em></p>
<p>“Dopo le confessioni di Lusi, si deve parlare di appropriazione indebita soggettiva”.</p>
<p><em>Rutelli non c’entra niente?</em></p>
<p>“Non ho nessun elemento, per dubitare dell’onestà né di Rutelli né degli altri dirigenti della Margherita. Se per esempio sono stati spesi dei soldi per pagare un convegno dell’Api, verrebbe messo in discussione il rapporto di lealtà politica tra di noi. E prenderei una arrabbiatura politica fortissima, perché si tratta di un altro partito. Mi arrabbierei anche se fossero stati utilizzati per pagare iniziative di una corrente e non di un’altra dell’ex partito. Ma in tutto ciò il codice penale non c’entra niente. Si tratterebbe  infatti sempre di soldi destinati ad attività politiche. Diverso è il caso di appropriazione personale per finalità private”.</p>
<p><em>Lei è sicuro che questa seconda ipotesi sia limitata a Lusi?</em></p>
<p>“Non ho nessun motivo per pensare che non sia così. E comunque, anche questa pessima vicenda dimostra che stanno venendo al pettine tutti i nodi che la politica poteva affrontare in tempo e che solo adesso sta facendo. Uno di questi è la disciplina dell’Articolo 49 della Costituzione relativo ai partiti”.</p>
<p><em>Come si evitano nuovi casi Lusi?</em></p>
<p>“Tramite l’assoluta trasparenza. Ho presentato già da due legislature una proposta di legge, dove insisto per esempio sul controllo oggettivo del finanziamento dei partiti. E’ del tutto evidente, nel caso della ex Margherita, che la gestione del tesoriere, in mancanza di controlli legislativi, è avvenuta in assoluta solitudine”.</p>
<p><em>Funziona così anche nel PD?</em></p>
<p>“Siamo l’unico partito i cui i ilanci vengono certificati da parte di una società esterna. E poi, Bersani mi ha incaricato di elaborare, per conto del Pd, una nuova proposta nella quale si prevede, tra l’altro, l’istituzione di una sezione di controllo della Corte dei Conti sui bilanci dei partiti”.</p>
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		<title>Rivogliamo i soldi, li daremo allo Stato</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Feb 2012 11:27:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pierluigi Castagnetti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Interviste]]></category>

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		<description><![CDATA[RIVOGLIAMO I SOLDI, LI DAREMO ALLO STATO
“Vogliamo tutto ciò che ci spetta”. Premette che la decisione attiene all’assemblea del Partito, ma poi Pierluigi Castagnetti – ex esponente della Margherita, ora nel PD – davanti al patteggiamento proposto dal tesoriere Lusi, che prevede una restituzione molto parziale dei soldi “spariti” (5 milioni su 13) è netto: [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">RIVOGLIAMO I SOLDI, LI DAREMO ALLO STATO</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">“Vogliamo tutto ciò che ci spetta”. Premette che la decisione attiene all’assemblea del Partito, ma poi Pierluigi Castagnetti – ex esponente della Margherita, ora nel PD – davanti al patteggiamento proposto dal tesoriere Lusi, che prevede una restituzione molto parziale dei soldi “spariti” (5 milioni su 13) è netto: “Se il patteggiamento riguarda la pena personale (propone un anno ndr) è affar suo. Ma definita con precisione da parte della magistratura la misura dell’appropriazione indebita, quella cifra deve essere restituita”.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Gli esponenti della Margherita sono divisi in tre partiti: che fine faranno quei soldi?</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">“Una volta onorati gli impegni del sostegno al giornale Europa e agli stipendi dei dipendenti che ha ancora il partito, ciò che resta deve essere dato allo Stato”</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Riuscirà a convincere gli altri ex DL?</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">“Spero di sì. Perché dovremmo utilizzare noi quei soldi? Sono dello stato, è giusto che vi ritornino. Bisogna rendersi conto che questa vicenda aumenterà la disaffezione dei cittadini verso i partiti: c’è il rischio che il sistema esploda. Partiamo da questo gesto per ricostruire la moralità della politica.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Ammetterà che è difficile spiegare all’opinione pubblica come Lusi abbia potuto intascare tanti soldi all’insaputa di tutti.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">“è vero. Ma in tutti i partiti c’è una separazione netta fra la gestione amministrativa e quella politica. La colpa comune a tutti è quella di approvare i bilanci con una rapidità eccessiva: le riunioni durano mezz’ora, c’è una breve relazione del tesoriere che dà conto dei saldi finali e poi si vota”</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Nessun controllo esterno?</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">“No. I bilanci si depositano alla presidenza della Camera e la Camera li archivia.”</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Di qui l’esigenza di una legge che regoli la vita dei partiti e la trasparenza dei finanziamenti?</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">“Infatti. Ho presentato la scorsa legislatura una disciplina dell’articolo 49 della Costituzione e ora, per conto di Bersani, ho predisposto un’altra bozza in cui si prevede l’istituzione di una sezione di controllo della Corte dei Conti sui partiti con il compito di controllare i bilanci e i rendiconti delle spese elettorali e, qualora l’esame dia esito negativo, come si legge nell’articolo 7 “il partito cessa di ricevere finanziamenti, rimborsi, agevolazioni, esenzioni, e qualsiasi altro tipo di provvidenza pubblica” “</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Non crede sia il caso di intervenire pure sul finanziamento pubblico?</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">“Io credo che nel clima dei sacrifici imposti ai cittadini, il finanziamento si possa diminuire”</div>
<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-2522" title="Lusi_1" src="http://www.pierluigicastagnetti.it/wp-content/uploads/2012/02/Lusi_1-150x150.jpg" alt="Lusi_1" width="150" height="150" />intervista di <strong>Antonella Coppari</strong></p>
<p><em>da Il Resto del Carlino del 03 febbraio 2012</em></p>
<p>“Vogliamo tutto ciò che ci spetta”. Premette che la decisione attiene all’assemblea del Partito, ma poi Pierluigi Castagnetti – ex esponente della Margherita, ora nel PD – davanti al patteggiamento proposto dal tesoriere Lusi, che prevede una restituzione molto parziale dei soldi “spariti” (5 milioni su 13) è netto: “Se il patteggiamento riguarda la pena personale (propone un anno ndr) è affar suo. Ma definita con precisione da parte della magistratura la misura dell’appropriazione indebita, quella cifra deve essere restituita”.</p>
<p><em>Gli esponenti della Margherita sono divisi in tre partiti: che fine faranno quei soldi?</em></p>
<p>“Una volta onorati gli impegni del sostegno al giornale Europa e agli stipendi dei dipendenti che ha ancora il partito, ciò che resta deve essere dato allo Stato”</p>
<p><em>Riuscirà a convincere gli altri ex DL?</em></p>
<p>“Spero di sì. Perché dovremmo utilizzare noi quei soldi? Sono dello stato, è giusto che vi ritornino. Bisogna rendersi conto che questa vicenda aumenterà la disaffezione dei cittadini verso i partiti: c’è il rischio che il sistema esploda. Partiamo da questo gesto per ricostruire la moralità della politica.<span id="more-2521"></span></p>
<p><em>Ammetterà che è difficile spiegare all’opinione pubblica come Lusi abbia potuto intascare tanti soldi all’insaputa di tutti.</em></p>
<p>“è vero. Ma in tutti i partiti c’è una separazione netta fra la gestione amministrativa e quella politica. La colpa comune a tutti è quella di approvare i bilanci con una rapidità eccessiva: le riunioni durano mezz’ora, c’è una breve relazione del tesoriere che dà conto dei saldi finali e poi si vota”</p>
<p><em>Nessun controllo esterno?</em></p>
<p>“No. I bilanci si depositano alla presidenza della Camera e la Camera li archivia.”</p>
<p><em>Di qui l’esigenza di una legge che regoli la vita dei partiti e la trasparenza dei finanziamenti?</em></p>
<p>“Infatti. Ho presentato la scorsa legislatura una disciplina dell’articolo 49 della Costituzione e ora, per conto di Bersani, ho predisposto un’altra bozza in cui si prevede l’istituzione di una sezione di controllo della Corte dei Conti sui partiti con il compito di controllare i bilanci e i rendiconti delle spese elettorali e, qualora l’esame dia esito negativo, come si legge nell’articolo 7 “il partito cessa di ricevere finanziamenti, rimborsi, agevolazioni, esenzioni, e qualsiasi altro tipo di provvidenza pubblica” “</p>
<p><em>Non crede sia il caso di intervenire pure sul finanziamento pubblico?</em></p>
<p>“Io credo che nel clima dei sacrifici imposti ai cittadini, il finanziamento si possa diminuire”</p>
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		<title>Tante Todi oltre Todi</title>
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		<pubDate>Thu, 24 Nov 2011 10:38:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pierluigi Castagnetti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Interviste]]></category>

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		<description><![CDATA[di Pierluigi Castagnetti
da Europa del 24 Novembre 2011
E vabbè, riparliamo di Todi.
È vero che l’Italia ha altri temi che urgono, ma in controluce si intuisce, ad esempio, che dietro il governo Monti può mettersi in moto una qualche forma di aggiustamento se non di riorganizzazione del paesaggio politico in cui i cattolici potrebbero avere qualche [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-2438" title="Pierluigi_Castagnetti" src="http://www.pierluigicastagnetti.it/wp-content/uploads/2011/11/Pierluigi_Castagnetti-150x150.jpg" alt="Pierluigi_Castagnetti" width="150" height="150" />di <strong>Pierluigi Castagnetti</strong></p>
<p><strong></strong><em>da Europa del 24 Novembre 2011</em></p>
<p><em></em>E vabbè, riparliamo di Todi.</p>
<p>È vero che l’Italia ha altri temi che urgono, ma in controluce si intuisce, ad esempio, che dietro il governo Monti può mettersi in moto una qualche forma di aggiustamento se non di riorganizzazione del paesaggio politico in cui i cattolici potrebbero avere qualche ruolo. Per cui parliamone. Todi è  assunto come metafora di questa possibilità. Si elencano i ministri che sono passati da là, accadrà la stessa cosa quando conosceremo i sottosegretari, si organizzano convegni apparentemente per capire sostanzialmente per influire sul dopo Todi, come è accaduto due giorni fa dalle parti dell’ UDC e del terzo polo. Mi sbaglierò ma  penso che se si vuole strappare in tempi troppo rapidi Todi dal “prepolitico”, dove l’ha collocato con chiarezza il Card. Bagnasco, per trascinarlo nel politico, si commette un grave errore. Precisiamo allora. Nel governo Monti è vero che ci sono alcuni relatori di Todi, che peraltro sono stati scelti per la loro competenza e non per la loro appartenenza. Forzare questo dato significa ferire la verità e creare difficoltà al governo e a quei ministri in particolare. Non deve sorprendere,  per ragioni storiche oggettive (che abbiamo ricordato proprio nei giorni scorsi, durante la mostra “Quando si faceva l’Italia” che ha ricordato il contributo della Democrazia Cristiana alla costruzione dell’unità e unificazione del paese), che un governo che si propone un grande sforzo per uscire da una crisi economica straordinaria e per riprodurre coesione sociale, si sia rivolto alle eccellenze del paese e in particolare a quelle persone competenti che hanno nel loro DNA una concezione della politica inclusiva e non divisiva, come è sicuramente, ma non esclusivamente, per i credenti.<span id="more-2437"></span></p>
<p>Ma torniamo a Todi. La fretta di qualche zelante protagonista di quell’evento contribuisce oggettivamente a evidenziarne alcune ambivalenze, che vorrei richiamare senza alcuno spirito polemico, quali la già citata ambiguità fra prepolitico e politico, la non piena rappresentatività della ricchezza del mondo cattolico italiano, la discutibile esclusione dei credenti già impegnati in politica, come se fosse possibile per i cattolici italiani partire da un punto zero. C’è un simpatico aneddoto irlandese : “ scusi signore, partendo da qui qual è la strada per andare a Dublino?” , “per andare a Dublino non mi sembra che sia la cosa migliore partire da qui”. Ma ,soprattutto, c’è un limite che sembra aver determinato l’esclusione pregiudiziale di una parte dei cattolici, cioè quella “progressista” perché, si è detto, visto che la maggior parte degli elettori credenti si colloca nell’area moderata del centrodestra noi dobbiamo seguirla. È senz’altro fuori discussione che l’orientamento elettorale dei cattolici sia prevalentemente quello, lo è sempre stato, ma ciò non può rappresentare la ragione per cui un nuovo protagonismo politico debba semplicemente fotografare una tale propensione elettorale. Se si fossero mossi con questo spirito, né Sturzo né De Gasperi avrebbero dato vita a un movimento politico ispirato ai principi del cristianesimo, ma si sarebbero limitati a costituire un partito semplicemente moderato. Nella Democrazia Cristiana neppure la parte più conservatrice, quella rappresentata dalla corrente dorotea,  ha mai pensato di seguire semplicemente le pulsioni e le propensioni della cosiddetta base. Il “profondo nord est” era tale anche cinquanta anni fa ma, diversamente dalla Lega di oggi, i vari Rumor, Piccoli e Bisaglia , non seguivano gli umori elettorali, ma cercavano di trasformarli in intelligenza politica. I capi non seguono, ma guidano. E queste personalità non trovavano disdicevole, anzi ! , convivere e collaborare in un partito con le forze progressiste della sinistra DC, a cui spesso riconoscevano una maggiore intelligenza della storia. Che l’elettorato cattolico sia tendenzialmente, ma non esclusivamente, moderato (basta leggere i sondaggi elettorali che dicono che una buona parte di cattolici da tempo vota i partiti della sinistra riformista) ripeto, non è dunque in discussione, ma ciò non dovrebbe impedire a un laicato cattolico che annuncia l’impegno a rimettersi in cammino di dilatare le sue prospettive e soprattutto la sua rappresentanza. Sabato 19 e domenica 20 alla Domus Pacis si sono riuniti altri credenti che si stanno a loro volta “mettendo in rete” , non gli anti-Todi,  ma quelli che da molto tempo coltivano una certa frequentazione con la realtà e le difficoltà delle scelte della politica, credenti non meno di altri , fedeli alla chiesa non meno di altri, e nello stesso tempo fedeli alla responsabilità dell’autonomia nei termini sorprendentemente ma felicemente illustrati da Francesco D’Agostino nell’editoriale apparso ieri su Avvenire quando cerca di definire l’etichetta dei cosiddetti “cattolici adulti”. Sia chiaro, alla Domus Pacis nessuno si è definito in questo modo e nessuno ha polemizzato con Todi, anzi, se si leggessero le relazioni dei professori Guido Formigoni e Michele Nicoletti si coglierebbe la ricchezza di chi di fatto sente di dover andare oltre Todi,  ma non contro Todi cioè, di misurarsi con le sfide concrete e terribili che la realtà pone oggi alla politica e, dunque, anche ai politici cattolici. In questo senso si può dire che se, per scelta propria, Todi rappresenta solo una parte dell’universo cattolico italiano di oggi e se l’impegno indicato da Natale Forlani di  voler continuare il cammino poiché “Todi è stato solo l’antipasto”, c’è da augurarsi che il resto del tragitto dei “tanti Todi” che animano il dibattito intra e para ecclesiale di oggi realizzi un di più di apertura e inclusione di tutti, verso tutti.</p>
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		<title>Il Pd è in campo ma guai se chiude la porta a Renzi</title>
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		<pubDate>Mon, 07 Nov 2011 23:31:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pierluigi Castagnetti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Interviste]]></category>

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		<description><![CDATA[Intervista a Pierluigi Castagnetti
da l&#8217;Unità del 07 novembre 2011
&#8220;Siamo alle battute finali&#8221; dice Pierluigi Castagnetti riferendosi al governo.
Cosa glielo fa pensare?
Finalmente anche all&#8217;interno della maggioranza si sono resi conto che così non può andare avanti.
Berlusconi dice di avere i numeri.
Berlusconi ha trasformato Palazzo Chigi in un bunker. Ne uscirà solo con un voto parlamentare.
Presenterete una [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-2407" title="castagnetti_2" src="http://www.pierluigicastagnetti.it/wp-content/uploads/2011/11/castagnetti_2-150x150.jpg" alt="castagnetti_2" width="150" height="150" />Intervista a <strong>Pierluigi Castagnetti</strong></p>
<p><em>da l&#8217;Unità del 07 novembre 2011</em></p>
<p>&#8220;Siamo alle battute finali&#8221; dice Pierluigi Castagnetti riferendosi al governo.<br />
<em>Cosa glielo fa pensare?<br />
</em>Finalmente anche all&#8217;interno della maggioranza si sono resi conto che così non può andare avanti.<br />
<em>Berlusconi dice di avere i numeri.<br />
</em>Berlusconi ha trasformato Palazzo Chigi in un bunker. Ne uscirà solo con un voto parlamentare.<br />
<em>Presenterete una mozione di sfiducia?<br />
</em>Non sarebbe neppure necessaria se ci fosse un numero cospicuo di parlamentari che sottoscriva un documento tale da indurre il presidente del Consiglio a prendere atto che non ha più la maggioranza.Altrimenti servirà una mozione di sfiducia,non c&#8217;è dubbio.<br />
<em>Ammettiamo si apra la crisi:e poi?<br />
</em>C&#8217;è bisogno di un governo sostenuto  da tutte le maggiori forze del Paese,che coinvolga le migliori energie perchè solo così può essere recuperata la credibilità sul piano internazionale.E poi nel 2013 ognuno giocherà la propria parte,e noi con le nostre proposte andremo in competizione con la destra. <span id="more-2401"></span><br />
<em>C&#8217;è chi sostiene che non siano ancora chiare le vostre proposte.<br />
</em>Lo può dire solo chi non ha seguito il lavoro che abbiamo compiuto fino a qui,e comunque Bersani a San Giovanni ha risposto alle accuse stucchevoli di assenza di un alternativa e ha delineato i nostri contributi molto solidi per una praticabile alternativa di governo.<br />
<em>Non è che le vostre proposte non arrivano perchè c&#8217;è un coro di voci che non sempre sono in sintonia?<br />
</em>Il problema è semmai che va riconquistata una unità vera.Oggi diamo per scontata una unità che in effetti non c&#8217;è e questo mi fa paura,sia per quando avremo responsabilità di governo sia per quando dovremo affrontare le elezioni.<br />
<em>Cosa intende dire?<br />
</em>Ho l&#8217;impressione che il processo di costruzione del partito sia come arrestato.La vicenda di Renzi può essere assunta come paradigma della possibilità che nel partito si realizzi una pluralismo  interno vero.Non condivido il discorso di Renzi,rabbrividisco quando gli sento dire che berlusconismo e antiberlusconismo sono la stessa cosa perchè non coglie il male rappresentato per il Paese da questa stagione berlusconiana.Però sta ponendo la questione di un dibattito più largo,vero e tollerante.<br />
<em>Cuperlo in un intervento sull&#8217;unità,ha fatto notare che non è normale tentare di scalare un partito dall&#8217;esterno.<br />
</em>Ho apprezzato l&#8217;intervento,anche perchè Cuperlo non ha demonizzato Renzi.Però il punto non è il tentativo di scalata alla leadership del Pd per vie esterne.La vera domanda che il Pd ha di fronte è un altra:è scalabile solo per vie interne da uno che può avere anche le migliori idee ma che non viene da una storia di sinistra?<br />
<em>Lei dice di no?</em><br />
Tanti dirigenti del Pd sui territori mi parlano di cose che vanno aggiustate,sono preoccupati perchè come cattoici si sentono nei fatti regrediti allo stadio di ospiti e non di padroni di casa. Non si tratta solo della carrira di qualcuno,ma di capire che il Pd deve essere intriso di colture diverse,che devono avere tutte lo spazio che loro compete.Stiamo attrezzandoci per una campagna elettorale ed è bene che non sottovalutiamo problemi che hanno una loro consistenza.<br />
<em>A quella campagna elettorale andrete dopo aver scelto con le primarie il candidato del centrosinistra e con il Pd che sostiene Bersani?<br />
</em>E&#8217; prematuro oggi un discorso su primarie e candidati premier se dovremo allargarci anche al Terzo polo.Non precluderei la possibilità di alleanze larghe facendo prima del tempo delle scelte che devono invece essere condivise da tutti i protagonisti.</p>
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		<title>L&#8217;onore dei deputati</title>
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		<pubDate>Tue, 02 Aug 2011 13:50:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pierluigi Castagnetti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Interviste]]></category>

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		<description><![CDATA[di Pierluigi Castagnetti 
da Europa del 02/08/2011
Il clima esterno in cui oggi la Camera approverà il proprio bilancio è particolarmente vigile e critico, sia per la generale condizione economica in cui si trova il paese, sia per una diffusa sensazione che le istituzioni e la politica in generale siano divenute il luogo dello spreco, dell’abuso [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!-- p.p1 {margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; text-align: justify; line-height: 30.0px; font: 14.0px Times New Roman} p.p2 {margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; text-align: justify; line-height: 30.0px; font: 14.0px Times New Roman; min-height: 16.0px} --><!-- p.p1 {margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; text-align: justify; line-height: 30.0px; font: 14.0px Times New Roman} p.p2 {margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; text-align: justify; line-height: 30.0px; font: 14.0px Times New Roman; min-height: 16.0px} --><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-2204" title="camera_deputati" src="http://www.pierluigicastagnetti.it/wp-content/uploads/2011/08/camera_deputati-150x150.jpg" alt="camera_deputati" width="150" height="150" />di <strong>Pierluigi Castagnetti </strong></p>
<p><em>da Europa<strong> </strong>del 02/08/2011</em></p>
<p>Il clima esterno in cui oggi la Camera approverà il proprio bilancio è particolarmente vigile e critico, sia per la generale condizione economica in cui si trova il paese, sia per una diffusa sensazione che le istituzioni e la politica in generale siano divenute il luogo dello spreco, dell’abuso e dei privilegi personali.</p>
<p>A me paiono apprezzabili le proposte fatte dall’Ufficio di Presidenza della Camera, perché cercano di ridurre le spese in varie direzioni, imponendo sacrifici al lavoro della camera e ai parlamentari forme di doverosa solidarietà allo sforzo dell’intero paese per contenere la spesa pubblica. E’ assai probabile che tutto ciò venga giudicato dall’opinione pubblica insufficiente, anche per una aspettativa punitiva nei confronti del ceto politico, sulle cui ragioni occorrerà riflettere, piuttosto che respingerle come un fenomeno storicamente ricorrente e, dunque, prevedibilmente riassorbibile.<span id="more-2202"></span></p>
<p>No, la cosa è seria, molto seria, e il parlamento farà bene a non archiviarla frettolosamente.</p>
<p>La nota di variazione al bilancio interno 2011-2013 prevede una economia consistente di oltre 150 milioni di euro. E’ stata disposta giustamente l’immediata applicazione ai vitalizi degli ex deputati del contributo di solidarietà previsto dalla legge 98, unitamente al blocco di tutti i meccanismi di adeguamento dei trattamenti economici.</p>
<p>Il superamento del vitalizio pure è misura giusta e  necessaria.</p>
<p>A mio avviso, si dovrebbero azzerare anche le indennità di carica – per presidenti, vice presidenti, segretari – di Assemblea e di Commissione, bastando per queste figure la maggiore dotazione di uffici di segreteria oltreché il prestigio del ruolo, come avviene  nel parlamento europeo.</p>
<p>A fronte di tanta disinformazione non sempre adeguatamente contrastata, è giusto richiamare qui l’attenzione sul dato comparativo del trattamento economico complessivo lordo di ciascun deputato nei parlamenti dei paesi europei di dimensione analoga al nostro:</p>
<p>Italia: 20.486,68 euro</p>
<p>Gran Bretagna: 21.089, 83 euro</p>
<p>Francia: 23.066,75 euro</p>
<p>Germania: 27.364,00 euro</p>
<p>Parlamento Europeo: 34.750,87 euro.</p>
<p>Questi dati consentono di chiarire almeno a quella parte di informatori e di cittadini disponibili a una interlocuzione sul tema, che l’Italia non rappresenta una anomalia scandalosa e neppure una anomalia. Anzi.</p>
<p>Se si vuole invece alimentare una polemica impropria paragonando questi trattamenti con i salari dei lavoratori più marginali, non si può che riconoscere il peso di una disuguaglianza oggettivamente insopportabile, così come si ha se si paragonano questi ultimi con il trattamento di altri lavoratori più fortunati: dai dirigenti privati e pubblici ai giornalisti, senza voler parlare degli operatori economici e finanziari.</p>
<p>Ma i parlamentari non possono, sfuggire alle polemiche e talvolta alle provocazioni di gran parte dei loro concittadini su questi temi. Altri possono permetterselo, loro no, non fosse altro perché il loro non è un mestiere ma è una funzione, quella più onorevole e delicata, della rappresentanza della sovranità popolare. Solo un processo di continuata svalutazione e snaturamento di tale funzione può avere indotto la durezza di tante polemiche. Certo da parte dei parlamentari ci sono stati abusi, talora la trasformazione delle  prerogative in privilegi, c’è stato sinanco il più grave dei reati democratici immaginabili, quello della sottrazione al popolo della libertà di scegliere i suoi rappresentanti, a causa di una legge elettorale semplicemente vergognosa, dimenticando il dato che solo al popolo “appartiene” la sovranità. Non ne è infatti un astratto titolare, né un soggetto da cui promana come in un primo tempo il costituente era intenzionato a scrivere ma, la sovranità è proprio sua, gli appartiene, e nessuno può rubargliela nè impedirgli di farsela rappresentare e gestire in suo nome da chi esso intende liberamente scegliere.</p>
<p>Rappresentare la sovranità non è dunque un mestiere, non è un lavoro dipendente, è una funzione come abbiamo detto.</p>
<p>Se non è vi è più rappresentanza non vi è più parlamento, e se non vi è più parlamento non vi è più democrazia.</p>
<p>I deputati per primi dovrebbero recuperare la consapevolezza del loro ruolo,  della “disciplina e onore” con cui debbono adempierlo come prescrive l’art. 54 della costituzione, l’onore che è la paga, la vera indennità di carica.  L’onore non solo di rappresentare quel potere sovrano, ma di trasformarlo attraverso le loro persone in Stato.</p>
<p>Questo è il loro ruolo, non una semplice e pur prestigiosa professione che ognuno di essi svolgeva prima di entrare in Parlamento.</p>
<p>Sappiamo bene che oggi la gran parte dei cittadini fatica a riconoscere questo ruolo e questo status, soprattutto i giovani che credono sempre meno nell’utilità delle istituzioni politiche.</p>
<p>“E qualcosa di più di una crisi economica e persino politica – ha scritto solo due giorni fa Alain Toaraine – siamo in presenza di una crisi più generale, di perdita di senso, non di una politica, ma della politica stessa”.</p>
<p>Ecco perché, i parlamentari debbono oggi confermare l’impegno ad assolvere la funzione che è loro temporaneamente assegnata in modo ancora più sobrio e rigoroso, con disciplina e onore, rinunciando a perseguire arricchimenti indebiti e ingiuriosi, e, nello stesso tempo, cercando di “ riscoprire” e valorizzare il senso del loro mandato, per farlo riconoscere e riscoprire anche a chi li manda a rappresentarli.</p>
<p>PLC</p>
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		<title>Riscriviamo la legge elettorale</title>
		<link>http://www.pierluigicastagnetti.it/2011/07/intervista-da-lunita-del-26-luglio-2011/</link>
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		<pubDate>Tue, 26 Jul 2011 15:21:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pierluigi Castagnetti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Interviste]]></category>

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		<description><![CDATA[Intervista di Simone Collini
da L&#8217;Unità del 26 luglio 2011
&#8220;E&#8217; in atto una grande campagna per dimostrare che saremmo tutti uguali&#8221;,dice Pierluigi Castagnetti guardando al modo in cui &#8220;anche i grandi organi di informazione&#8221; trattano da un lato la vicenda Penati e dall&#8217;altro un governo che non c&#8217;è.
E&#8217; preoccupato che campagna vada a buon fine Onorevole [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-2198" title="248954078" src="http://www.pierluigicastagnetti.it/wp-content/uploads/2011/07/248954078-150x150.jpg" alt="248954078" width="150" height="150" />Intervista di <strong>Simone Collini</strong></p>
<p><em>da L&#8217;Unità del 26 luglio 2011</em></p>
<p>&#8220;E&#8217; in atto una grande campagna per dimostrare che saremmo tutti uguali&#8221;,dice Pierluigi Castagnetti guardando al modo in cui &#8220;anche i grandi organi di informazione&#8221; trattano da un lato la vicenda Penati e dall&#8217;altro un governo che non c&#8217;è.<br />
<em>E&#8217; preoccupato che campagna vada a buon fine Onorevole Castagnetti?</em><br />
&#8220;Non si può dimostrare ciò che non è. Ma anche se siamo di fronte ad un &#8216;enorme menzogna,mi preoccupa l&#8217;obiettivo che ha questa campagna&#8221;.<br />
<em>Che secondo lei quale sarebbe?<br />
</em>&#8220;Posso ipotizzare: deligittimare tutto il sistema. E dopo cosa si propone? La terza repubblica senza partiti?&#8221;<br />
<em>Non sarebbe la soluzione ai problemi che abbiamo?<br />
</em>&#8220;Guardi che se siamo arrivati a questo punto è proprio perchè la politica è troppo debole. In questi anni non c&#8217;è stato un eccesso di politica,c&#8217;è stata assenza di politica,di responsabilità,di guida,di governo&#8221;.<br />
<em>Partiamo dalle indagini che riguardano alcuni esponenti del Pd:dice Chiamparino che &#8220;la diversità va conquistata&#8221;. <span id="more-2192"></span><br />
</em>&#8220;Giusto,ma è quello che ha fatto il Pd. La diversità che si vuole nascondere sta nell&#8217;atteggiamento avuto dal partito di fronte a vicende gravissime ma pur sempre personali,nel fatto che Bersani non abbia gridato al complotto e abbia anzi detto la magistratura vada avanti,nello stesso tempo in cui ha chiesto alle persone coinvolte di fare un passo indietro&#8221;.<br />
<em>C&#8217;è il rischio che queste vicende giudiziarie allontanino la possibilità di un cambio di governo?<br />
</em>&#8220;Non se continueremo a dimostrare la nostra diversità ogni giorno. Che questo paese sia senza governo è sotto gli occhi di tutti. Chiedo agli esponenti della maggioranza se si rendono conto dei danni provocati dal&#8217;assenza di una guida.L&#8217;immagine dell&#8217;Italia sta nel ritardo di tre ore di Berlusconi al vertice dei capi di governo Europei senza che nessuno se ne accorga,nel fatto che da mesi manchi il ministro per le Politiche Comunitarie,nel fatto che sul decreto rifiuti il ministro dell&#8217;Ambiente dia un parere a nome del governo che poi in sede di voto viene contestato dagli stessi ministri. Può un paese con i problemi che tutti conosciamo,essere guidato da un governo così? Nelle settimane della manovra, sicuramente le più importanti e impegnative degli ultimi tempi,nessuno sapeva non solo cosa pensasse ma neanche dove si fosse nascosto Berlusconi. E&#8217; un problema solo dell&#8217;opposizione?&#8221; <br />
<em>L&#8217;obiezione è che hanno i numeri in Parlamento.</em><br />
&#8220;Ma se questi numeri non servono a governare a cosa servono?  Noi chiediamo nuove elezioni perchè il Parlamento è stato espresso in una stagione distantissima da quella di oggi. Non c&#8217;era questa campagna di antipolitica e la riassunzione di responsabilità da parte dei cittadini che si è dimostrata col voto amministrativo e col referendum. Resistere a questa Italia diversa che sta emergendo,rifiutarsi di fare i conti con questo nuovo Paese no può che aumentare i danni. Noi vogliamo bene al Paese e chiediamo che anche loro gliene vogliano un pò.&#8221;<br />
<em>Non c&#8217;è il rischio di nuovi attacchi da parte della speculazione internazionale,con i conti che abbiamo e le forze politiche impegnate in una campagna elettorale?<br />
</em>&#8220;Fermo restando che per noi le elezioni sono la soluzione più chiara,il Pd è disponibile a una fase intermedia in cui un governo del Presidente,sostenuto da un ampia maggioranza in Parlamento,adotti finalmente una strategia per la crescita e approvi anche una nuova legge elettorale. Bisogna prendere atto che una delle ragioni della delegittimazione del ceto parlamentare che monta ha a che fare con l&#8217;origine di questo Parlamento.<br />
I cittadini non si sentono rappresentati dai parlamentari che loro non hanno potuto eleggere. Ostinarsi a non vedere che il paese si ribella, come fa la maggioranza,continuare a non permettere al popolo di esercitare l unico potere che ha,quello di scegliere i propri rappresentanti,mette a rischio l&#8217;intera architettura istituzionale&#8221;.<br />
<em>Ammettiamo che Berlusconi non se ne voglia andare e che nessuno nella maggioranza abbia la forza per aprire una crisi:la sua proposta?<br />
</em>&#8220;Intanto mettiamoci tutti,maggioranza ed opposizione,attorno ad un tavolo per discutere una nuova legge elettorale e una riforma che porti alla riduzione del numero dei parlamentari&#8221;.<br />
<em>Ritiene sia possibile?<br />
</em>&#8220;C&#8217;è già stato un accordo,sulla manovra,con il Presidente della Repubblica come garante. Allo stesso modo,ferma retando la differenza di posizione tra maggioranza ed opposizione,dovremmo discutere una riforma che punti soltanto alla riduzione del numero dei parlamentari,su cui tutti a parole si dicono d&#8217;accordo. Se si trova un&#8217;intesa e la si approva in tempi rapidissimi sarebbe un servizio reso al Paese. Se viceversa la maggioranza insiste per inserirla in un testo più ampio che non può essere condiviso da noi,si capirà qual è la verità&#8221;.<br />
<em>Se invece ci fosse il voto con chi ci andreste?<br />
</em>&#8220;Dovremo cercare la coalizione più ampia possibile,sapendo che per affrontare l&#8217;eredità lasciata da questo governo servirà il consenso più ampio possibile.Ma dovessimo andare al votoil problema vero non sarà la coalizione&#8221;.<br />
<em>E quale allora?<br />
</em>&#8220;Dobbiamo trasmettere un netto profilo di alterità rispetto a questo governo,altrimenti rischiamo di essere omologati a responsabilità che non abbiamo. Dobbiamo trasmettere un idea di Italia molto diversa,una concezione della politica come missione. E dovremo rimettere in circolazione valori che no appartengono al solo passato,valori come l&#8217;uguaglianza,la solidarietà,la coesione sociale,l&#8217;unità del Paese. Dovremo saperlo fare,altrimenti saremo travolti tutti.</p>
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		</item>
		<item>
		<title>I territori gelatinosi del vero potere</title>
		<link>http://www.pierluigicastagnetti.it/2011/07/i-territori-gelatinosi-del-vero-potere/</link>
		<comments>http://www.pierluigicastagnetti.it/2011/07/i-territori-gelatinosi-del-vero-potere/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 23 Jul 2011 12:41:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pierluigi Castagnetti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Interviste]]></category>

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		<description><![CDATA[Intervista di Corrado Castiglione
da Il Mattino del 23 luglio 2011
«Peggio che nel ’92»: non ha dubbi Pierluigi Castagnetti, Pd, presidente della Giunta per le autorizzazioni a procedere che sull’arresto di Papa aveva anticipato il sì dell’aula. «Allora c’era una generazione di politici che andava sostituita. Oggi è la politica che deve ripensare se stessa». E [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-2200" title="jpg_2156565" src="http://www.pierluigicastagnetti.it/wp-content/uploads/2011/07/jpg_2156565-150x150.jpg" alt="jpg_2156565" width="154" height="150" />Intervista di <strong>Corrado Castiglione</strong></p>
<p><em>da Il Mattino del 23 luglio 2011</em></p>
<p>«Peggio che nel ’92»: non ha dubbi Pierluigi Castagnetti, Pd, presidente della Giunta per le autorizzazioni a procedere che sull’arresto di Papa aveva anticipato il sì dell’aula. «Allora c’era una generazione di politici che andava sostituita. Oggi è la politica che deve ripensare se stessa». E sui poteri occulti intravede un pericolo.<br />
<em>Onorevole, si sprecano i paragoni col ’92: il tempo è passato invano?<br />
</em>«C’è qualcosa di simile: oggi si avverte la stessa percezione di quegli anni, cioè che la politica abbia smarrito il senso della propria missione. Mi sovviene un ricordo personale».<br />
<em>Dica pure.<br />
</em>«Ricordo una conversazione con Benigno Zaccagnini, a due giorni dalla sua morte. Era l’89: Tangentopoli era alle porte. Riflettevamo: ormai il ceto politico si occupava solo della propria sopravvivenza. Lui diceva: con la Resistenza io e i miei compagni abbiamo rischiato la vita, ma non certo perché un giorno il Paese fosse affidato a chi si curasse solo della carriera e del proprio futuro». <span id="more-2186"></span><br />
<em>Ceto politico inadeguato allora come oggi?<br />
</em>«La gente lo percepisce: è una classe dirigente non all’altezza delle sfide, che a sua volta non ha consapevolezza della reazione dell’opinione pubblica. È un corto circuito. E in questa debolezza del ceto politico si insinua un rischio grave per il Paese».<br />
<em>Quale?<br />
</em>«Nel ’92 il tema era quello della corruzione, della concussione, dell’abuso di un potere utilizzato per l’arricchimento personale. Oggi emerge invece il trasferimento del potere dai luoghi istituzionali a territori &#8211; per usare un termine dei pm di Firenze &#8211; ”gelatinosi”, in cui si nascondono le responsabilità di uomini che non sono investiti di un mandato popolare e che però prendono decisioni per creare vantaggi per se stessi o a gruppi estranei alle istituzioni».<br />
<em>A cosa si riferisce in particolare?<br />
</em>«Penso a Bisignani. A leggere gli atti giudiziari diffusi dai giornali emerge il profilo di un uomo che non ha un mandato, non ha deleghe, eppure ha una stanza a Palazzo Chigi, è uno che conta, che decide, che orienta».<br />
<em>Lei vuole dire che a differenza del ’92 si è rafforzato il sistema di alcuni poteri occulti?<br />
</em>«Sì. Ci sono aggregazioni, consorterie, gruppi che dall’esterno condizionano le scelte della politica. D’altro canto la debolezza di una classe dirigente si riflette sulla crisi della democrazia».<br />
<em>Quindi una differenza c’è.<br />
</em>«Non è la sola, né la più grave».<br />
<em>Qual è la più grave?<br />
</em>«Allora la crisi della politica non incrociava, come invece oggi, una crisi sociale così forte come quella attuale, in cui i giovani non solo non hanno lavoro, ma non hanno neppure la prospettiva di averne uno nel futuro. Ecco, gli anni di Tangentopoli non erano così drammatici. Oggi c’è il rischio che, se non si ricorre ai ripari, quella crisi sociale esploda in maniera pericolosa. Poi c’è un’altra cosa».<br />
<em>Prego.<br />
</em>«La politica in questi vent’anni ha perso credibilità in termini di sostrato culturale e identitario. La politica conosce una debolezza ideologica per la quale nella società non ci si identifica più con chi la rappresenta. Il risultato finale è che mentre nel ’92 avemmo la percezione che sarebbe bastato cambiare una generazione di politici per uscirne, oggi avvertiamo l’esigenza che la politica trovi nuove forme di aggregazione per rimettersi in sintonia con la gente». Il suo partito non è immune dalla questione morale. Che ne pensa? «Lì non vedo una crisi così devastante come c’è dall’altra parte, ma singoli episodi che spero siano chiariti al più presto. E poi scorgo nelle parole del leader Bersani una correttezza esemplare: ai giudici ha chiesto di andare avanti e ai politici di fare un passo indietro».<br />
<em>Papa ha chiesto di poter esercitare il suo diritto di deputato durante la carcerazione. Il gip gliel’ha negato. Lei che ne dice?<br />
</em>«È legittima la richiesta del deputato, ma bisogna prendere atto della decisione del giudice. A Papa posso dire che il Parlamento non ha preso questa decisione a cuor leggero e gli auguro che il periodo di custodia cautelare non si protragga a lungo».</p>
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		<title>Gli elettori si sentano espropriati, il Mattarellum ridà loro il potere</title>
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		<pubDate>Thu, 07 Jul 2011 16:57:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pierluigi Castagnetti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Interviste]]></category>

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		<description><![CDATA[Intervista di Giovanna Casadio
da Repubblica del 07 luglio 2011
 
ROMA &#8211; Onorevole Castagnetti,farete passi indietro rinunciando al vostro “contro-referendum”oppure farete i disobbedienti? 
“Non si tratta di essere disobbedienti,con Parisi,Veltroni e gli altri condividiamo la preoccupazione di non spaccare il gruppo dirigente.E un passo indietro lo abbiamo deciso:il comitato promotore del referendum pro Mattarellum sarà composto da [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-2164" title="untitled" src="http://www.pierluigicastagnetti.it/wp-content/uploads/2011/07/untitled.bmp" alt="untitled" width="157" height="83" />Intervista di <strong>Giovanna Casadio</strong></p>
<p><em>da Repubblica del 07 luglio 2011</em></p>
<p><span><strong> </strong></span></p>
<p><span><em>ROMA &#8211; Onorevole Castagnetti,farete passi indietro rinunciando al vostro “contro-referendum”</em></span><span><em>oppure farete i disobbedienti?</em> </span></p>
<p><span>“Non si tratta di essere disobbedienti,con Parisi,Veltroni e gli altri condividiamo la </span><span>preoccupazione di non spaccare il gruppo dirigente.E un passo indietro lo abbiamo deciso:il comitato promotore del referendum pro Mattarellum sarà composto da costituzionalisti,intellettuali,società civile.Noi dirigenti politici non ci saremo.E stiamo cercando adesioni oltre gli schieramenti”.<span id="more-2151"></span></span></p>
<p><span><em>Però andate avanti:lunedì depositate i quesiti in Cassazione?</em> </span></p>
<p><span>“A meno che Passigli non ritiri il suo referendum. I nostri quesiti nascono per cercare di bloccare un ritorno al proporzionale puro,alla situazione pre-1993.Noi siamo favorevoli alla iniziativa annunciata da Bersani di presentare in Parlamento la proposta del Pd,la sosteniamo senz’altro. </span><span>Ma sappiamo che alle Camere oggi per indisponibilità della maggioranza,la calendarizzazione della revisione del Porcellum non si fa. Allora bisogna fare il possibile e l’impossibile,anche per mostrare la nostra determinazione agli elettori che non ne possono più di essere espropriati del voto. E il danno non è solo questo”.</span></p>
<p><span><em>Quale altro?</em></span></p>
<p><span>“L’antipolitica,persino le polemiche sui costi della politica sono in parte motivate dalla delegittimazione che per molti cittadini ha un Parlamento non eletto dai cittadini ma scelte dalle segreterie dei partiti.Ripeto: nn si può tornare a votare con una legge che confisca il diritto di scelt degli elettori. Il referendum proposto da Passigli non solo non risolve il problema ma toglie il premio di maggioranza,le liste resteranno bloccate e aumenta l’ingovernabilità”.</span></p>
<p><span><em>A questo referendum lei pensa da alcuni anni. </em></span></p>
<p><span>“Lo avevo proposto nel 2007. Avevo presentato una proposta di legge con ,o stesso cotenuto finalizzata a ripristinare il Mattarellum e contestualmente avevo studiato la possibilità del referendum che con interventi chirurgici sul testo del Porcellum facesse rivivere il Mattarellum. Avevo parlato dei quesiti con Elia e Bassanini aveva raccolto il parere di un gruppo di costituzionalisti”.</span></p>
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		<title>Porcellum da abrogare senza se e senza ma</title>
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		<pubDate>Thu, 07 Jul 2011 15:47:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pierluigi Castagnetti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Interviste]]></category>

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		<description><![CDATA[Intervista di di Francesco Palladino
Roma, 07 luglio 2011
 
 
I referendum in cantiere per abrogare l’attuale legge elettorale ‘Porcellum’ sono adesso due. L’uno, quello del politologo Passigli ( HYPERLINK &#8220;http://www.libertaegiustizia.it/2011/06/27/passigli-meglio-il-referendum-del-mattarellum/&#8221; vedi intervista del 27 giugno) e di altri esponenti della società civile ( HYPERLINK &#8220;http://www.libertaegiustizia.it/2011/07/04/onida-il-referendum-passigli-ottimo-stimolo-contro-il-porcellum/&#8221; Valerio Onida), si propone di ritornare ad un sistema proporzionale, con sbarramento [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!-- p.p1 {margin: 0.0px 0.0px 3.8px 0.0px; font: 12.0px Verdana} p.p2 {margin: 0.0px 0.0px 7.5px 0.0px; font: 9.0px Verdana; min-height: 11.0px} p.p3 {margin: 0.0px 0.0px 7.5px 0.0px; font: 9.0px Verdana} p.p4 {margin: 0.0px 0.0px 5.0px 0.0px; font: 9.0px Verdana; min-height: 11.0px} p.p5 {margin: 0.0px 0.0px 5.0px 0.0px; font: 10.0px Times New Roman; min-height: 11.0px} p.p6 {margin: 0.0px 0.0px 5.0px 0.0px; font: 10.0px Times New Roman} span.s1 {letter-spacing: 0.0px} span.s2 {text-decoration: underline ; letter-spacing: 0.0px} span.s3 {font: 10.0px Times New Roman; text-decoration: underline ; letter-spacing: 0.0px color: #000099} span.s4 {text-decoration: underline ; letter-spacing: 0.0px color: #0000ff} --><span><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-2161" title="referendum-porcellum-300x225" src="http://www.pierluigicastagnetti.it/wp-content/uploads/2011/07/referendum-porcellum-300x225-150x150.jpg" alt="referendum-porcellum-300x225" width="150" height="150" />Intervista di di </span><span><strong>Francesco Palladino</strong></span></p>
<p><span><em>Roma, 07 luglio 2011</em></span></p>
<p><span> </span></p>
<p><span> </span></p>
<p><span>I referendum in cantiere per abrogare l’attuale legge elettorale ‘Porcellum’ sono adesso due. L’uno, quello del politologo <strong>Passigli</strong> ( HYPERLINK &#8220;<a href="http://www.libertaegiustizia.it/2011/06/27/passigli-meglio-il-referendum-del-mattarellum/"><span>http://www.libertaegiustizia.it/2011/06/27/passigli-meglio-il-referendum-del-mattarellum/</span></a>&#8221; </span><span>vedi intervista del 27 giugno</span><span>) e di altri esponenti della società civile (<strong> HYPERLINK &#8220;</strong><a href="http://www.libertaegiustizia.it/2011/07/04/onida-il-referendum-passigli-ottimo-stimolo-contro-il-porcellum/"><span><strong>http://www.libertaegiustizia.it/2011/07/04/onida-il-referendum-passigli-ottimo-stimolo-contro-il-porcellum/</strong></span></a><strong>&#8221; </strong></span><span><strong>Valerio Onida</strong></span><span>), si propone di ritornare ad un sistema proporzionale, con sbarramento al 4% (ed eliminazione delle liste bloccate e del premio di maggioranza); l’altro è sostenuto da intellettuali, costituzionalisti e da esponenti del Pd (Castagnetti, Parisi) ed intende tornare alla legge ‘Mattarellum’ (maggioritario ad un turno, con recupero proporzionale del 25%) attraverso due quesiti abrogativi della Calderoli attuale ( HYPERLINK &#8220;<a href="http://www.libertaegiustizia.it/2011/07/04/parisi-no-alla-porcata-si-al-mattarellum/"><span>http://www.libertaegiustizia.it/2011/07/04/parisi-no-alla-porcata-si-al-mattarellum/</span></a>&#8221; </span><span>intervista a Parisi del 4 luglio</span><span>).</span></p>
<p><span><span id="more-2138"></span><br />
Ma due referendum, con obiettivi diversi, sostenuti da uomini del Pd, non sono troppi? Il segretario Bersani non sembra soddisfatto di questa forma di concorrenza e assicura che il Pd presenterà presto al Senato la proposta del partito di riforma del voto (maggioritario a doppio turno, recupero proporzionale, diritto di tribuna) perché “una legge elettorale fatta bene si fa in Parlamento.” dice. “Incontrerò i direttivi dei gruppi parlamentari e poi depositeremo la nostra proposta che è buona e giusta”. E’ un vero richiamo all’ordine rivolto a tutto il gruppo dirigente democratico.<br />
<em>E allora, presidente Castagnetti, la vostra iniziativa referendaria va avanti lo stesso oppure pensate di fare un passo indietro?</em><br />
Il presidente della Giunta per le autorizzazioni (66 anni, di Reggio Emilia, Pd, è stato collaboratore di Zaccagnini e Martinazzoli, vice presidente della Camera nella scorsa legislatura) mi risponde:<br />
” Condivido la valutazione di Bersani che il luogo ideale per fare una nuova legge elettorale sia il Parlamento, perché in questa sede è possibile confrontarsi tra maggioranza e opposizione, e perché le regole vanno scritte insieme; lo abbiamo detto ieri, quando la maggioranza, nel 2005, approvò il ‘Porcellum’ e anche oggi la pensiamo allo stesso modo. Ma il Parlamento su questo tema è paralizzato a causa della indisponibilità della maggioranza: a palazzo Madama si discute, si discute da mesi, si fanno audizioni sulla legge elettorale, ma non si riesce ad inserire l’argomento all’odg per il dibattito. Ormai non c’è troppo tempo a disposizione, dato che è plausibile che si vada a votare l’anno prossimo. Il segretario Bersani si è impegnato a presentare il progetto Pd in Parlamento in tempi rapidi e raccorciati. Deve assumere un’iniziativa forte e pretendere dalla maggioranza una disponibilità non ambigua sulla legge elettorale. Ci vogliono risposte entro settimane, non mesi. Ma ciò non significa che la richiesta di referendum si blocca: i nostri quesiti saranno presentati in Cassazione all’inizio della prossima settimana. Bersani invita adesso chi ha ruoli dirigenti nel partito a non partecipare al comitato promotore del referendum: è un appello che credo debba essere ascoltato. I referendum però ormai sono in campo: la nostra decisione per la reviviscenza del ‘Mattarellum’ è successiva, questo deve essere chiaro, al progetto Passigli, che ha l’obiettivo esplicito del ritorno al proporzionale puro, al sistema pre-1993, senza che sia concesso agli elettori di selezionare i candidati, perché resterebbero le liste precompilate dalle segreterie dei partiti. Noi non possiamo accettarlo. Col proporzionale che deriverebbe dal referendum Passigli non si governa questo paese. Ma se il professore accantona la sua proposta, esamineremo la nuova situazione.”<br />
<em>Lei però sa bene che il Pdl ostacolerà la ricerca di una soluzione parlamentare per riformare la Calderoli: il capogruppo al Senato Gasparri, per esempio, dice che sulla legge elettorale si può “ragionare”, ma non per restaurare norme del passato e vecchi riti: bisogna invece dar luogo ad ampie riforme costituzionali e a “concrete aperture” al presidenzialismo. Se questa è la disponibilità della maggioranza c’è poco da illudersi…<br />
</em>“Noi adesso dobbiamo fare il possibile e l’impossibile per evitare di tornare dai cittadini con l’attuale legge elettorale….ci rincorrerebbero coi forconi! il ‘Porcellum’ ha alimentato il clima di antipolitica esploso in modo clamoroso negli ultimi tempi.<br />
I cittadini capiscono di essere rappresentati in Parlamento da un ceto politico che non hanno potuto scegliere. Adesso il Pd ha l’occasione di segnare una pagina nuova nella storia del paese, adoperandosi per cambiare la legge sul voto. Ripeto che la proposta di riforma in sede parlamentare deve essere avanzata nel giro di poche settimane: non possiamo lasciar passare l’estate. Il  referendum può esercitare una pressione importante e pesante sul Parlamento, se continuerà ad essere sordo.  D’altronde il ciclo di Berlusconi sta finendo, è sotto gli occhi di tutti. E il Pd non può essere travolto dalle macerie della stagione berlusconiana.”<br />
<em>Lei non teme che l’elettore, davanti a due referendum organizzati dal centro- sinistra possa entrare in confusione ed avere un comprensibile disorientamento? Fra qualche settimana nelle piazze potrebbero esserci due banchetti diversi, e in concorrenza, per la raccolta delle firme necessarie per la cancellazione della legge Calderoli. Il cittadino capirà qualcosa?<br />
</em>” Certo, è una preoccupazione che abbiamo. Ma i due referendum vogliono raggiungere obiettivi davvero diversi sulla legge elettorale. Le differenze non sono componibili. La mobilitazione dei cittadini ci sarà, perché basta mettere un banchetto con lo slogan ‘vota per abolire il Porcellum’, per raccogliere consensi. Il mese cruciale per la sottoscrizione sarà settembre.”<br />
<em>E se il centrodestra, proprio per evitare la celebrazione dei referendum nella primavera prossima, decidesse di provocare le elezioni anticipate nel 2012, confidando ancora una volta nella vittoria?<br />
</em>” La possibilità che la legislatura finisca nel 2012 è nelle cose, davvero non è legata all’iniziativa referendaria. Il….’tacchino’ governo ha il destino segnato e non credo che qualcuno nel centrodestra abbia la convinzione, e meno che mai la certezza, di avere la maggioranza dei voti nel paese. Parliamoci chiaro: Berlusconi non incanta più gli italiani.”<br />
<em>Se è vero che i sondaggi, in questa fase politica, mostrano che il centrosinistra è in vantaggio sulla coalizione avversa, non potrebbe addirittura accadere che proprio nel Pd si manifesti una tendenza ad andare a votare col ‘Porcellum’ per lucrare il premio di maggioranza?</em><br />
” Anche per questo, abbiamo il dovere di promuovere tutte le iniziative che possono sollevarci dal sospetto di avere qualche tolleranza verso una legge elettorale che come centrosinistra abbiamo combattuto con forza nel 2005. Fu una durissima battaglia di opposizione parlamentare che non dobbiamo dimenticare. Il Pd nelle recenti consultazioni amministrative ha ottenuto ancora una volta una manifestazione di fiducia da parte dei suoi elettori, nonostante i travagli interni e le polemiche. Ma non dobbiamo abusare di questa fiducia e non ci possiamo consentire nessun calcolo opportunistico sulla legge ‘Porcellum’, che va abrogata senza se e senza ma, in Parlamento o nelle urne referendarie.”</span></p>
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		<title>La cultura del rancore</title>
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		<pubDate>Fri, 04 Feb 2011 09:44:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pierluigi Castagnetti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Interviste]]></category>

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		<description><![CDATA[ di Pierluigi Castagnetti
da Europa del 04 Febbraio 2011
Aldo Bonomi fotografa la crisi del paese e dà una sveglia alla politica
Basterebbero i titoli degli articoli e delle interviste apparsi sulla stampa quotidiana nel solo mese di gennaio 2011 di Aldo Bonomi, lo straordinario fotografo dello spaccato economico, sociale e antropologico dell’Italia di oggi, per cogliere [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-1977" title="aldo_bonomi-b" src="http://www.pierluigicastagnetti.it/wp-content/uploads/2011/02/aldo_bonomi-b.jpg" alt="aldo_bonomi-b" width="180" height="112" /> <strong>di Pierluigi Castagnetti</strong></p>
<p><em>da Europa del 04 Febbraio 2011</em></p>
<p>Aldo Bonomi fotografa la crisi del paese e dà una sveglia alla politica</p>
<p>Basterebbero i titoli degli articoli e delle interviste apparsi sulla stampa quotidiana nel solo mese di gennaio 2011 di Aldo Bonomi, lo straordinario fotografo dello spaccato economico, sociale e antropologico dell’Italia di oggi, per cogliere il senso della missione che si è dato – sulla scia del suo maestro Giuseppe De Rita – di richiamare la classe dirigente, in particolare quella politica, alla responsabilità di governare un cambiamento a cui non basta più la spinta autopropulsiva. Infatti: “L’impresa alla sfida dei nuovi sistemi di rappresentanza” (2 gennaio); “Non lasciamo sola la «piccola Italia »”(16 gennaio); “Ripartire dal senso del sacrificio. Mentre l’abbondanza può essere scarsa” (26 gennaio); “Una spallata a moralismi e rivalità” (27 gennaio); “C’è il pericolo che dalla disillusione si cada nel rancore”(30 gennaio).<span id="more-1976"></span><br />
Guardare sotto la pelle dello Stato italiano è sempre stato e lo è ancora più oggi impresa non da poco. Da Cavour a D’Azeglio, a Toniolo, a Gramsci forse il problema di cosa ci sia sotto la pelle dello Stato italiano è da considerarsi alla radice del processo unitario. Ma questo ci porterebbe lontano. Aldo Bonomi ha analizzato cosa si muova “sottopelle” del nostro sistema- paese, nel suo ultimo saggio Sotto la pelle dello Stato uscito da Feltrinelli qualche tempo fa che è stato presentato l’altro ieri a Roma all’Istituto Sturzo.<br />
Uno degli aspetti fondamentali che l’autore mette in rilievo è come la parcellizzazione produttiva frutto della fine di gran parte dei paradigmi del Novecento a partire dal fordismo abbia prodotto l’esplosione di forme nuove di imprenditorialità autonoma, in un clima psicologico e sociale che lui definisce di «economia del desiderio senza limite». Situazione di per sé insostenibile, spezzata e spazzata via dalla globalizzazione e dalla crisi «L’essenza della crisi è il fallimento dell’illusione che fosse possibile creare inclusione individualistica per tutti, dando a ognuno l’opportunità di diventare individuo proprietario». La conseguenza non imprevedibile è rappresentata dal sentimento caratterizzante della nostra epoca, il rancore: «Il rancore è una saetta», un vero filo rosso della riorganizzazione economica, sociale e politica determinata anche dalla fine delle ideologie del novecento. A livello filosofico Nietzsche lo attribuirà indirettamente al cristianesimo che ha preteso di “liberare” gli uomini e di farli tutti uguali, a fronte di una tendenza alla disuguaglianza che è naturale (Stefano Tomelleri, La società del risentimento, edizioni Molteni, Bergamo 2004).<br />
Oltre che dall’individualismo il rancore è alimentato da fenomeni inevitabilmente connessi a questa fase storica quali l’insicurezza, la paura, la mancanza di un senso di comunità in grado di fornire quei legamenti sociali di cui non a caso si sente la mancanza. Il rancore è un sentimento utilizzato politicamente in tutto il mondo soprattutto dai partiti della destra che a loro volta, anziché contribuire a risolvere i problemi, diventano imprenditori della paura come prodotto capace di conquistare il mercato del consenso. In Italia il fenomeno, se possibile, oltreché evidente, è particolarmente esaltato. Bonomi, acuto conoscitore del paesaggio sociale e politico del Nord e, in particolare, del fenomeno leghista scrive che: «La Lega ha sempre praticato un doppio registro di imprenditorialità politica: non si è mai limitata a riflettere i conflitti territoriali, ma ne ha accompagnato l’evoluzione, utilizzando sempre due registri retorici, che potremmo definire dei sussurri e grida». Spiegando molto bene come la Lega non abbia soltanto in alcune occasioni “fomentato” il rancore del Nord, ma come prima ancora lo abbia percepito, intercettato e alla fine dato forma politica.<br />
Il suo sguardo si posa anche sul fenomeno berlusconiano, spiegando come la risoluzione del semplice conflitto d’interessi non basti per “liberarsi” del Cavaliere, poiché esso è il simbolo di un segmento sociale ed economico ben definito ed esteso nell’Italia di oggi: «Basterebbe aver percorso qualche volta l’autostrada Torino-Trieste per cogliere il vero punto di riferimento del berlusconismo: quel mondo fatto da capannoni attorniati da villette con i nanetti nel giardino e la Bmw nel garage sotto casa (&#8230;)Il vero simbolo e la vera base del berlusconismo non è mai stata (solo) la televisione, ma quel mondo. Ecco la sua anima profonda. Non averlo capito significa aver ignorato le radici profonde del fenomeno dell’attuale composizione sociale del sistema-paese».<br />
Bonomi chiede, dunque, di elaborare il lutto della fine del mondo del Novecento, cioè la fine di quel welfare, la «coriandolarizzazione » della società (secondo una definizione di De Rita), il nuovo capitalismo delle reti. Tutto ciò pone sfide nuove al lavoro, alla società, alla sua organizzazione e rappresentanza.<br />
Interessante nelle ultime pagine il salto che Bonomi fa indicando come nuova frontiera dell’analisi quella della bio-politica, e cioè del corpo (della somatocrazia) che diviene soggetto d’interesse del potere e sul quale a molteplici livelli si combatte una battaglia assolutamente nuova. Forse anche perché il corpo è rimasto l’unico “bene” su cui la persona può ancora decidere autonomamente, poiché le appartiene, di cui insomma può disporre (interessante il riferimento che egli fa al convento, come luogo da cui può partire una nuova iniziativa “nel” e sull’“anima” del mondo). E qui penso che di nuovo l’analisi di Bonomi finisca per intrecciare inevitabilmente il pensiero cristiano, la sua cultura del limite in particolare, necessaria non tanto a condizionare, ma a dare una cifra e un senso alla disponibilità che l’uomo ha di sé, della propria vita a partire proprio dal corpo.<br />
Le conclusioni a cui Bonomi perviene sono vagamente apocalittiche, nel senso etimologico della parola. Scrive infatti che: «In tutto questo discorso emerge la vera comunità assente: la comunità politica. Ed è proprio questa mancanza di comunità politica adeguata ai tempi a far pendere l’inerzia dell’operosità verso il polo del rancore. Esposta al rischio di farsi comunità maledetta. Affido quindi queste pagine alla comunità politica che verrà, sempre che verrà».<br />
In effetti le affida alla comunità che c’è. Non ce ne sarà un’altra, più consapevole e responsabile, nel futuro se non si fanno i conti con quella che c’è. Per quanto disperante essa possa essere e apparire.</p>
]]></content:encoded>
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