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	<title>Pierluigi Castagnetti Blog &#187; Interviste</title>
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	<description>Il blog personale di Pierluigi Castagnetti</description>
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		<title>Salvare gli investimenti ma anche i diritti</title>
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		<pubDate>Wed, 16 Jun 2010 21:49:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pierluigi Castagnetti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Interviste]]></category>

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		<description><![CDATA[Intervista di Vittoria Aleandri
da Il Secolo XIX del 16 giugno 2010
ROMA. &#8220;Non si possono perdere né&#8217; un investimento al Sud, né i diritti dei lavoratori: serve un supplemento di riflessione». Pierluigi Castagnetti,esponente di spicco del Pd, cerca una mediazione tra le diverse posizioni sullo stabilimento di Pomigliano.Una mediazione necessaria anche nel Pd, dove è dovuto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-1712" title="catena_montaggio_fiat" src="http://www.pierluigicastagnetti.it/wp-content/uploads/2010/06/catena_montaggio_fiat.jpg" alt="catena_montaggio_fiat" width="158" height="119" />Intervista di <strong>Vittoria Aleandri</strong></p>
<p><em>da Il Secolo XIX del 16 giugno 2010</em></p>
<p>ROMA. &#8220;Non si possono perdere né&#8217; un investimento al Sud, né i diritti dei lavoratori: serve un supplemento di riflessione». Pierluigi Castagnetti,esponente di spicco del Pd, cerca una mediazione tra le diverse posizioni sullo stabilimento di Pomigliano.Una mediazione necessaria anche nel Pd, dove è dovuto scendere in campo il segretario Bersani per spiegare che tra Enrico Letta e Sergio Cofferati la linea ufficiale la dà lui. Ed è una linea molto simile a quella di Castagnetti, ex segretario del PPI che tiene &#8216;moltissimo alle sue radici di cristiano popolare&#8221; <em>La trattativa è durissima,chi ha ragione?</em><br />
«Il passaggio è molto delicato: non si può perdere un investimento di 700 milioni che vuol dire, tra diretti e indotto, 15000 posti di lavoro, so-prattutto al Sud. Ma non si possono violare i diritti fondamentali sanciti dalla Costituzione. Bisogna evitare che per una impuntatura possa saltare la prospettiva di un investimento ».<span id="more-1711"></span><br />
<em>C&#8217;è stato un accordo separato.</em>«Al punto in cui siamo, bloccati anche da posizioni assunte da Fiat e<br />
Fiom, servirebbe la disponibilità a passare la trattativa nelle mani delle segreterie nazionali dei sindacati, che hanno una visione più ampia di quelle di settore, e dall&#8217;altro occorrerebbe un&#8217;iniziativa del governo, che rispettando l&#8217;autonomia delle parti, dovrebbe farsi garante del rispetto<br />
dei diritti costituzionali». <em>Ormai si andrà al referendum,lei è d&#8217;accordo?</em> «La situazione è ferma su questioni di principio, tutte degne di considerazione.<br />
Capisco la durezza della competizione del mercato globale e la preoccupazione per un assenteismo<br />
che a volte è stato eccessivo, però possono esserci anche altri strumenti rispetto a quelli messi in campo.<br />
Nei momenti di difficoltà bisogna rimettere la decisione nelle mani dei lavoratori, se i sindacati non riescono a sbloccarla».<br />
<em>Dunque è rassegnato al referendum?</em> «Prima di accedere al piano b bisogna provarle tutte, la politica deve accompagnare questo passaggio delicato. E&#8217;importante per tutto il mezzogiorno,<br />
questo investimento è la premessa di altri che ne potrebbero venire. Se non ci sarà, il Sud rischia di<br />
essere condannato a non averne altri ».<br />
<em>Il sindacato è stato troppo rigido, sia quello per il si che quello per il no?</em><br />
«E&#8217; richiesta una capacità di inventare soluzioni nuove che rispondono a un quadro economico che non è quello del passato. Non si tratta solo di fare sacrifici ma di vedere se ci sono forme di elasticità».<br />
<em>Lei però chiede che anche il governo batta un colpo.</em>«Ognuno deve assumersi delle responsabilità.<br />
Serve una figura terza tra Fiat e Fiom. Serve un garante che possa aiutare a sbloccare la situazione».<br />
<em>Si può accettare tutto per il posto di lavoro?</em>«Io sono impressionato dal fatto che non ci sia la domenica di riposo nel lavoro ordinario. Certo, ci sono lavorazioni che non possono essere interrotte, ma il ministro Tremonti, che evoca l&#8217;economia sociale di mercato,non può non vedere che essa non conculca la dignità dei lavoratori».</p>
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		<title>Sì a una corrente popolare, ma va costruita</title>
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		<pubDate>Wed, 16 Jun 2010 08:16:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pierluigi Castagnetti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Interviste]]></category>

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		<description><![CDATA[Intervista di Nicola Maranesi
da La Discussione del 16 giugno 2010
Che i cattolici siano in sofferenza all’interno del Partito democratico e che questo sia diventato una sorta di monocolore Ds Pierluigi Castagnetti lo va dicendo da tempo. Tra gli ex popolari che in più di un’occasione avevano sminuito e ridimensionato le sue denunce c’era Franco Marini, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-1718" title="marini_francoWEB" src="http://www.pierluigicastagnetti.it/wp-content/uploads/2010/06/marini_francoWEB.jpg" alt="marini_francoWEB" width="139" height="96" />Intervista di <strong>Nicola Maranesi</strong></p>
<p><em>da La Discussione del 16 giugno 2010</em></p>
<p>Che i cattolici siano in sofferenza all’interno del Partito democratico e che questo sia diventato una sorta di monocolore Ds Pierluigi Castagnetti lo va dicendo da tempo. Tra gli ex popolari che in più di un’occasione avevano sminuito e ridimensionato le sue denunce c’era Franco Marini, che da ieri (con un’intervista al Corsera) ha fatto intendere di aver cambiato idea e di essere approdato agli stessi convincimenti di Castagnetti. &lt;&lt;Che ci siano dei problemi per la nostra componente all’interno del Pd non è un fatto contestabile&gt;&gt; osserva l’ex segretario del PPI parlando con La Discussione. <span id="more-1717"></span>&lt;&lt;Problemi che vanno oltre le questioni degli organigrammi e che riguardano proprio il riconoscimento del peso che la componente cattolico-democratica può avere nell’apporto alla vita culturale del partito&gt;&gt;.<br />
<em>E’ la prima volta che Marini si esprime in questi termini. Cosa gli ha fatto cambiare idea?</em><br />
&lt;&lt;Evidentemente ha registrato un problema diffuso e di un disagio che esiste in un’area vasta sia al centro che in periferia. Anche lui, come hanno fatto altri nel recente passato, si è preso l’incombenza di dare voce a questi sentimenti&gt;&gt;.<br />
<em>Perché ora e non prima, quando si è assistito a un certo defluire di esponenti cattolici dal PD?</em><br />
&lt;&lt;In questi ultimi tempi sono accadute cose importanti, l’elettorato cattolico è rimasto colpito da alcuni errori pesanti come la candidatura di Emma Bonino nel Lazio. Qualcuno aveva previsto prima le conseguenza di certe scelte e qualcun altro c’è arrivato dopo, ma non fa niente: l’importate è che adesso ci sia convergenza&gt;&gt;.<br />
<em>Cosa significa, citando Marini, che gli ex popolari devono fare fronte comune?</em><br />
&lt;&lt;Che dobbiamo trovare forme di convergenza fra quanti provengono da questa tradizione culturale&gt;&gt;.<br />
<em>Quale tipo di “forme”?</em><br />
&lt;&lt;Non necessariamente di natura correntizia, ma sicuramente sul piano culturale. Quando all’interno del partito si sollevano determinate questioni è bene che chi proviene dalla stessa storia possa valutare le ragioni di una convergenza a prescindere dalle collocazioni congressuali&gt;&gt;.<br />
<em>Potrebbe anche nascere una corrente?</em><br />
&lt;&lt;Personalmente non ho nessuna riserva in ordine alle correnti, credo partiti veramente democratici debbano garantire l’organizzazione di un confronto che passi anche attraverso l’esistenza di correnti. Il problema è quando prevalgono i personalismi, quando chi vuole giocarsi un po’ di peso politico si organizza la cordata di sostenitori a scopo congressuale&gt;&gt;.<br />
<em>Una corrente monocolore ex popolare non sarebbe un segnale preoccupante per l’unità del Pd?</em><br />
&lt;&lt;Siamo realistici, ci sono stati due congressi in cui gli ex popolari si sono divisi ed è abbastanza difficile che dalla sera alla mattina possano riunirsi in una corrente. Mi basterebbe che si potessero coordinare sulle questioni più importanti&gt;&gt;.<br />
<em>Bindi, Letta, Franceschini, Fioroni. Chi potrebbe rispondere all’appello?</em><br />
&lt;&lt;Certe cose vanno costruite con pazienza, non si procede rispondendo ad appelli. Io, invece di lanciare proclami, cerco di costruire giorno dopo giorno una base di dialogo solida finalizzata a una convergenza. Alle volte con gli appelli si ottengono solo chiusure impreviste da parte di chi non vuole essere subordinato alle iniziative degli altri&gt;&gt;.</p>
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		<title>Per Bersani siamo ospiti, ma senza i cattolici il Pd crolla</title>
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		<pubDate>Sun, 09 May 2010 14:57:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pierluigi Castagnetti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Interviste]]></category>

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		<description><![CDATA[Intervista di Antonella Coppari
da il Resto del Carlino del 09 maggio 2010
Cortona (AR) &#8211; Dice che da sette mesi – quanti ne sono praticamente trascorsi dall’incoronazione di Bersani come segretario alle primarie – si sente &#60;&#60;ospite&#62;&#62; nel Pd, e oggi Pierluigi Castagnetti ha una certezza: &#60;&#60;Se va in porto il disegno di chi vorrebbe espellere [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-1662" title="43714_bersani" src="http://www.pierluigicastagnetti.it/wp-content/uploads/2010/05/43714_bersani.jpg" alt="43714_bersani" width="153" height="114" />Intervista di <strong>Antonella Coppari</strong></p>
<p><em>da il Resto del Carlino del 09 maggio 2010</em></p>
<p>Cortona (AR) &#8211; Dice che da sette mesi – quanti ne sono praticamente trascorsi dall’incoronazione di Bersani come segretario alle primarie – si sente &lt;&lt;ospite&gt;&gt; nel Pd, e oggi Pierluigi Castagnetti ha una certezza: &lt;&lt;Se va in porto il disegno di chi vorrebbe espellere i cattolici per far restare solo la sinistra in modo da riprodurre i Ds non c’è dubbio che il partito precipiterebbe al 15% dei consensi&gt;&gt;. Un’ipotesi che l’ex segretario del PPI nemmeno vuole prendere in considerazione: per questo, spiega, venerdì al congresso della minoranza a Cortona, ha lanciato l’allarme. &lt;&lt;In un periodo tanto turbolento, dove il rischio di andare alle elezioni anticipate è reale, serve l’apporto di tutti, anche di chi ha perso le primarie, se vogliamo proporci come seria alternativa di governo per il Paese.<span id="more-1661"></span> Noi vogliamo essere coinvolti nel partito, non sentirci una minoranza da tutelare&gt;&gt;.<br />
<em>Cosa significa per voi la cogestione del Pd? Volete un vicesegretario che ponga sotto tutela Bersani?</em><br />
&lt;&lt;Si svilisce tutto se si ragiona cos’: la situazione non si risolve con l’aggiunta di un dirigente nell’attuale segreteria. Nessuno discute il segretario, ma è necessario che la maggioranza si sieda con noi attorno ad un tavolo per scegliere insieme il progetto da portare avanti e il gruppo dirigente. Lo chiediamo noi ma mi sembra che pure i nostri elettori lamentino un certo logoramento del progetto: nessuno si deve dimenticare che alle ultime regionali l’astensionismo ci ha colpito duramente&gt;&gt;.<br />
<em>Nel partito si sente il peso della diarchia Bersani-D’Alema? Quando evoca la scissione si riferisce a loro?</em><br />
&lt;&lt;Mettiamola così: c’è un grosso equivoco che trascende anche le intenzioni di Bersani. Nel Pd c’è chi ritiene che occorra ridisegnare gli equilibri del Paese e dietro questa metafora da per scontato che anche nel Pd di possa registrare una scissione per riarticolare meglio il gioco. E’ un errore&gt;&gt;.<br />
<em>Sul banco degli imputati resta dunque D’Alema?</em><br />
&lt;&lt;Tornare a un partito socialdemocratico che si liberi dalla fatica di trovare un punto di equilibrio con altre componenti è un disegno che ci fa tornare indietro. Per questo, io lo combatto: sono un cattolico e co-fondatore di un partito che vuole rappresentare la novità di una sintesi tra tradizioni diverse. Il Pd non appartiene solo a una parte&gt;&gt;.<br />
<em>Il malessere della vostra area nel Pd è equivalente a quello di Fini e dei suoi nel Pdl?</em><br />
&lt;&lt;C’è un’area che si sente esclusa dal partito ma non c’è la condizione di incomunicabilità e di disprezzo che ha registrato Fini nel Pdl. Con Bersani ho un buon rapporto anche personale: io cerco di attrezzare il Pd a un’eventualità che considero possibile, quella delle elezioni anticipate&gt;&gt;.<br />
<em>Pannella svento l’ipotesi di un governo di unità nazionale…</em><br />
&lt;&lt;Non ci sono le condizioni. C’è una maggioranza di destra numericamente forte ma che si sta dissolvendo politicamente per gli scandali che emergono: un quadro che non può portare a un governo di unità nazionale ma, ripeto, a una precipitazione degli eventi&gt;&gt;.<br />
<em>Cosa accade se il Pd non cambia musica? Lascerete il partito?</em><br />
&lt;&lt;Io mi batto per allontanare qualsiasi strategia che comporti la scissione. Combatto perché non si liquidi l’intuizione iniziale di Veltroni di un partito a vocazione maggioritaria: quel 34% di voti rimane un miraggio che noi dobbiamo riconquistare&gt;&gt;.</p>
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		<title>Puntare a formare i giovani</title>
		<link>http://www.pierluigicastagnetti.it/2010/02/puntare-a-formare-i-giovani/</link>
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		<pubDate>Wed, 10 Feb 2010 16:17:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pierluigi Castagnetti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Interviste]]></category>

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		<description><![CDATA[Intervista di Pier Luigi Fornari
da Avvenire del 10 febbraio 2010
Pierluigi Castagnetti si dichiara pienamente disponibile a raccogliere l’appello lanciato dal Cardinale Angelo Bagnasco, nella sua ultima prolusione, per la formazione di una nuova generazione di cattolici impegnati nella cosa pubblica. &#60;&#60;La mia lunga esperienza, come le mie forse e le mie energie, sono a disposizione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-1576" title="ansa_10576135_50100" src="http://www.pierluigicastagnetti.it/wp-content/uploads/2010/02/ansa_10576135_50100.jpg" alt="ansa_10576135_50100" width="122" height="151" />Intervista di <strong>Pier Luigi Fornari</strong></p>
<p><em>da Avvenire del 10 febbraio 2010</em></p>
<p>Pierluigi Castagnetti si dichiara pienamente disponibile a raccogliere l’appello lanciato dal Cardinale Angelo Bagnasco, nella sua ultima prolusione, per la formazione di una nuova generazione di cattolici impegnati nella cosa pubblica. &lt;&lt;La mia lunga esperienza, come le mie forse e le mie energie, sono a disposizione del compito – assicura l’ex segretario del PPI – di contribuire alla formazione delle giovani generazioni in questo campo. Una preparazione quanto mai urgente e necessaria, perché non è facile oggi per i credenti mantener fede alla loro ispirazione, trovando un terreno di incontro, come richiede la democrazia, con chi ha riferimenti culturali diversi. <span id="more-1575"></span>Temo, infatti, che le nuove generazioni rischino di affacciarsi all’impegno pubblico senza un’adeguata formazione alle spalle, con un pesante svantaggio rispetto a quelle di qualche decennio fa&gt;&gt;.<br />
<em>In cosa consisterebbe quest’ostacolo?</em><br />
&lt;&lt;Purtroppo riscontro la mancanza di luoghi in cui questa nuova classe dirigente possa prepararsi a sfide così importanti. Realtà che aiutino a rispondere a quella che è, come afferma al Lumen Gentium al numero 31, la vocazione propria dei laici, cioè “cercare il regno di Dio trattando le cose temporali e ordinandole secondo Dio”. Eppure ritengo che fin dal convegno ecclesiale di Palermo nel 1995 sia emersa la necessità di rispondere a questa esigenza. Oggi è divenuto un impegno ineludibile anche perché la politica spesso si presenta non come il campo dove ricercare il bene comune, ma vantaggi personali e privilegi. Perciò è necessario il massimo impegno per correggere questa immagine falsata dell’impegno pubblico&gt;&gt;.<br />
<em>Il Cardinale, però, indica una mappa antropologica.</em><br />
&lt;&lt;Non c’è dubbio che ci troviamo di fronte a problematiche radicalmente nuove. Per questo abbiamo bisogno di occasioni nelle quali i cattolici presenti in diverse formazioni possano esercitare un discernimento comunitario. Ma al tempo stesso diviene sempre più importante la formazione delle nuove generazioni&gt;&gt;.<br />
<em>Di fronte a problemi come quelli posti dalle biotecnologie la premessa antropologica non diviene discriminante?</em><br />
&lt;&lt;Certo, ma io credo che il rapido evolversi di queste scienze ci presenta una casistica sempre più differenziata. Non basta, quindi, avere alcune posizioni precostituite, serve una robusta formazione spirituale per coloro che sentono una vocazione alla politica, che li prepari a gestire situazioni sempre più nuove. Una formazione che si fondi anche sulla consuetudine ai sacramenti e sulla meditazione della Parola. Un’educazione di cui si sono giovate tante generazioni di politici cattolici e che oggi invece mi sembra carente&gt;&gt;.<br />
<em>Ma diversamente dal dopoguerra, oggi da varie parti sono messi in discussione i principi del diritto naturale.</em><br />
&lt;&lt;Sono convinto che il compito principale sia formare le coscienze, perché è proprio in quest’ambito che il politico cattolico deve coniugare i valori con la concreta capacità di attuarli. In questo senso, oltre alla formazione al discernimento, è anche centrale l’acquisizione delle virtù proprie dell’agire politico, ad esempio la virtù della fortezza, un’attitudine psicologica e spirituale della persona per fronteggiare gli ostacoli che di volta in volta si frappongono alla realizzazione del bene comune. Mi sembra che proprio di questa virtù abbiano dato prova tanti cattolici che, dalla Costituente in poi, hanno offerto il loro contributo alla vita pubblica del nostro Paese&gt;&gt;.</p>
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		<title>Bersani vada avanti, ma cambi passo</title>
		<link>http://www.pierluigicastagnetti.it/2010/01/bersani-vada-avanti-ma-cambi-passo/</link>
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		<pubDate>Wed, 27 Jan 2010 11:19:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pierluigi Castagnetti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Interviste]]></category>

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		<description><![CDATA[Intervista di Nicola Maranesi
da La Discussione del 27 gennaio 2010
Onorevole Pierluigi Castagnetti, la sorte del segretario Pd è appesa all’esito delle regionali?
&#60;&#60;Non so cosa possa succedere dopo le elezioni ma il nostro obiettivo non è quello di ricambiare il segretario, almeno non il mio. Dobbiamo puntare a una stabilizzazione del quadro dirigente e credo che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><img class="alignleft size-full wp-image-1555" title="PIERLUIGI BERSANI" src="http://www.pierluigicastagnetti.it/wp-content/uploads/2010/01/C_3_TopNews_81272_foto.jpg" alt="PIERLUIGI BERSANI" width="192" height="122" /></em>Intervista di <strong>Nicola Maranesi</strong></p>
<p><em>da La Discussione del 27 gennaio 2010</em></p>
<p><em>Onorevole Pierluigi Castagnetti, la sorte del segretario Pd è appesa all’esito delle regionali?<br />
</em>&lt;&lt;Non so cosa possa succedere dopo le elezioni ma il nostro obiettivo non è quello di ricambiare il segretario, almeno non il mio. Dobbiamo puntare a una stabilizzazione del quadro dirigente e credo che la vittoria netta al congresso legittimi Bersani a proseguire sulla sua strada&gt;&gt;.<br />
<em>Il cima nelle ultime settimane, però, è andato deteriorandosi.</em><br />
&lt;&lt;Il Pd continua a vivere uno stato di crisi profonda alla luce del quale vorrei che si superassero rapidamente le divisioni tra maggioranza e minoranza. Dirò una banalità, ma siamo tutti sulla stessa barca e abbiamo tutti l’interesse che la barca riprenda a veleggiare&gt;&gt;.<span id="more-1554"></span><br />
<em>Nell’area di minoranza la pensano tutti come lei?<br />
</em>&lt;&lt;Non so se questa posizione sia condivisa da tutta la minoranza, ma non so nemmeno se è condivisa da tutta la maggioranza. L’importante è che ne siano convinti Bersani e i suoi sostenitori: solo loro possono produrre quel cambio di passo di cui oggettivamente si sente il bisogno&gt;&gt;.<br />
 <em>Le primarie in Puglia hanno lasciato il segno?</em><br />
&lt;&lt;Dobbiamo fare tesoro della lezione pugliese e dotarci di quei sensori che tradizionalmente i partiti popolari hanno sempre avuto: quelli che permettono di sapere in anticipo quale è l’umore della base e dell’opinione pubblica. Ma c’è un secondo insegnamento che dobbiamo trarre&gt;&gt;.<br />
<em>Di cosa parla?</em><br />
&lt;&lt;Quanto accaduto in Puglia non deve mettere in discussione la strategia dell’allargamento della coalizione verso il centro, cioè verso l’Udc. Ma di “allargamento” deve trattarsi, perché se si ipotizzano delle sostituzioni, come rimpiazzare l’area della sinistra riformista con quella centrista, l’elettorato reagisce&gt;&gt;.<br />
<em>Crede che l’elettorato di sinistra non voglia accordi con i centristi?</em><br />
&lt;&lt;Non si può interpretare l’esito delle primarie pugliesi come il rifiuto della strategia dell’allargamento all’Udc, ma del metodo con cui viene perseguitata questa strategia. La politica ha il compito di creare le condizioni per raggiungere gli obiettivi: non basta enunciarli&gt;&gt;.<br />
<em>Cosa non ha funzionato in Puglia?</em><br />
&lt;&lt;Abbiamo sbagliato a non essere chiari sin da subito con Casini, a non dirgli che non c’erano le condizioni per una operazione che lui non si sentiva di condividere. Quando Casini ha detto “io non posso votare Vendola” noi gli avremmo dovuto rispondere ” ci dispiace, non vogliamo rinunciare alla tua collaborazione, ma non vogliamo prescindere da un presidente che ha lavorato bene e che ha un legame molto forte con la sua terra”. C’erano tutte le condizioni per dire subito a Casini che, con grande amarezza, non potevamo assecondare la sua richiesta di cambiare candidato&gt;&gt;.<br />
<em>In proiezione nazionale l’idiosincrasia tra Casini e la sinistra di Vendola come verrà superata?</em><br />
&lt;&lt;Non possiamo accelerare troppo, perché dobbiamo rispettare i tempi e i disegni di un partito a cui teniamo molto come l’Udc. Non credo che Casini sia nella condizione, in tempi brevi, di poter strutturare un rapporto organico nazionale con il Pd. L’intelligenza politica ci impone di partire da questo dato. Oggi l’Udc si trova a disagio all’idea di avere un’opzione di collaborazione organica con la sinistra riformista. Se un giorno il partito di Casini arriverà a maturare una convinzione diversa, non faticherà a capire che Vendola non è un estremista ma è un politico dotato di cultura ed esperienza di governo&gt;&gt;.<br />
<em>Crede che il Pd e Udc cercheranno di proporre l’alleanza a tre con l’Idv su scala nazionale, rinunciando alla sinistra movimentista?<br />
</em>&lt;&lt;Questo avviene già in alcune regioni ma su scala nazionale, come le dicevo, è ancora presto. Il giorno in cui Casini si mostrerà disponibile a un accordo generale con il Pd allora potremo valutare un’alleanza di quel genere&gt;&gt;.<br />
<em>Lei ha detto: “Temo per la tenuta del partito”. A cosa alludeva?<br />
</em>&lt;&lt;Se il Pd sottovaluta l’esigenza di conservare una interlocuzione con il mondo cattolico rischia di stravolgere la sua natura. Il nostro non è evidente un partito cattolico: è laico, anticonfessionale e pluralista, ma questo significa che anche i credenti devono trovarsi a casa loro. La scelta di Emma Bonino nel Lazio ha messo in crisi una parte del nostro elettorato e quindi Bersani deve sapere che sulle sue spalle c’è l’onere di riconquistarla. Noi ci attendiamo parole e gesti forti&gt;&gt; .</p>
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		<title>Con i radicali è certa la vittoria della Polverini</title>
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		<pubDate>Fri, 08 Jan 2010 12:07:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pierluigi Castagnetti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Interviste]]></category>

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		<description><![CDATA[Intervista di Elena G. Polidori
da Il Resto del Carlino del 08 gennaio 2010
Pierluigi Castagnetti è furibondo. L’appoggio del Pd alla Bonino sarebbe &#60;&#60;un errore gravissimo – sostiene l’ex segretario del Ppi – e per questo mi auguro che siano convocati al più presto gli organi del partito per un chiarimento. Nel Lazio si giocano diverse [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-1539" title="emma_bonino" src="http://www.pierluigicastagnetti.it/wp-content/uploads/2010/01/emma_bonino1.jpg" alt="emma_bonino" width="209" height="121" />Intervista di <strong>Elena G. Polidori</strong></p>
<p><em>da Il Resto del Carlino del 08 gennaio 2010</em></p>
<p>Pierluigi Castagnetti è furibondo. L’appoggio del Pd alla Bonino sarebbe &lt;&lt;un errore gravissimo – sostiene l’ex segretario del Ppi – e per questo mi auguro che siano convocati al più presto gli organi del partito per un chiarimento. Nel Lazio si giocano diverse partite che si riverberano nella politica nazionale; una scelta così rivelerebbe un retro pensiero angosciante: si vuole favorire la Polverini&gt;&gt;.<br />
<em>E’ una accusa grave verso i vertici del partito…</em><br />
&lt;&lt;Dico anche di più: la Bonino non è morfologicamente competitiva con la Polverini. Appoggiare la leader radicale vorrebbe dire allontanare l’elettorato cattolico del Pd in favore dell’Udc. Insomma, si giocherebbe a perdere in un momento del partito molto delicato, in cui è ancora in corso di definizione l’identità del Pd, che nasce come partito plurale e dove, invece, vediamo emergere una volontà legata a valori laicisti che lo fanno diventare un’altra cosa&gt;&gt;.<span id="more-1537"></span><br />
<em>Il sostegno alla Bonino sarebbe una strategia politica?</em><br />
&lt;&lt;Dico che una serie di scelte e di mosse che sono state fatte non possono essere casuali e tutte segno di una sprovvedutezza che comunque sarebbe colpevole. Non solo trovo che la liberazione dell’elettorato cattolico, in una città come Roma e nel Lazio, sia una visione molto miope, ma voglio sottolineare che la Bonino, notoriamente sostenitrice di politiche economiche liberiste, potrebbe incontrare resistenze anche nell’elettorato tradizionalmente di sinistra. La polverini farà senz’altro una campagna aperta mettendo al centro le questioni della famiglia, del lavoro, tutte sul filo delle politiche sociali…&gt;&gt;.<br />
<em>… e potrebbe essere votata anche a sinistra.<br />
</em>&lt;&lt;Il timore è proprio questo. Possibile che il secondo partito italiano, nella seconda regione italiana, non sia in grado di esprimere una propria candidatura? Sarebbe inquietante e doloroso&gt;&gt;.<br />
<em>Quale può essere il nome su cui trovare una sintesi?</em><br />
&lt;&lt;A parte Zingaretti, che sarebbe stato ottimo, l’altra era senz’altro Silvia Costa, un nome che ha avuto un successo strepitoso alle Europee. Nessuno, però, glielo ha chiesto&gt;&gt;.<br />
<em>Se il Pd appoggerà la Bonino, le resterà o sbatterà la porta?</em><br />
&lt;&lt;Faccio parte di una generazione di uomini politici che resta nel partito anche quando finisce in minoranza. E dall’interno continua a lottare perché cambino le cose. La mia scelta di restare nel Pd arriva alla fine di un lungo percorso politico che non considero ancora esaurito&gt;&gt;.<br />
<em>Ma il Pd dove sta andando?</em><br />
&lt;&lt;In questo momento non so rispondere, perché non lo so neppure io. Ma questo eccesso di tatticismo non mi piace e rischia di ucciderlo&gt;&gt;.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Leadership, la partita è aperta. Un guaio se Francesco ci lascia</title>
		<link>http://www.pierluigicastagnetti.it/2009/09/leadership-la-partita-e-aperta-un-guaio-se-francesco-ci-lascia/</link>
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		<pubDate>Wed, 30 Sep 2009 15:46:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pierluigi Castagnetti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Interviste]]></category>

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		<description><![CDATA[Intervista di Pierfrancesco De Robertis
da Il Resto del Carlino del 30 settembre 2009
Onorevole Castagnetti, una frase di Penati ha creato sconcerto all’interno del Pd, poi Franceschini ha chiuso il caso. Tutto come prima?
&#60;&#60;Il caso resta grave perché rivela uno stato d’animo e una concezione del partito per lo meno strana. Il congresso del Pd è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><img class="alignleft size-full wp-image-1434" title="img_515_foto_10788349_38000" src="http://www.pierluigicastagnetti.it/wp-content/uploads/2009/09/img_515_foto_10788349_38000.jpg" alt="img_515_foto_10788349_38000" width="96" height="123" /></em>Intervista di <strong>Pierfrancesco De Robertis</strong></p>
<p><em>da Il Resto del Carlino del 30 settembre 2009</em></p>
<p><em>Onorevole Castagnetti, una frase di Penati ha creato sconcerto all’interno del Pd, poi Franceschini ha chiuso il caso. Tutto come prima?</em><br />
&lt;&lt;Il caso resta grave perché rivela uno stato d’animo e una concezione del partito per lo meno strana. Il congresso del Pd è il 25 ottobre ed è li che si elegge il segretario. Non ho mai mitizzato le primarie ma non riconoscerne il valore innovativo vuol dire non riconoscere la novità stessa del Pd&gt;&gt;.<br />
<em>Potrebbe più semplicemente essere un tentativo opportunistico del fronte bersaniano, visto che tra gli iscritti l’ex ministro appare in vantaggio.</em><br />
&lt;&lt;La democrazia ha le sue regole, e la partita si gioca tutta. Non è che a fine primo tempo, se ci si trova in vantaggio, si chiede all’arbitro di fischiare la fine&gt;&gt;.<span id="more-1433"></span><br />
<em>Per restare a una metafora calcistica, nelle primarie voi aderenti alla mozione Franceschini vi sentite più in partita di quanto non avvenga adesso con le votazioni degli iscritti?</em><br />
&lt;&lt;Abbiamo buone sensazioni, siamo sicuri che il nostro discorso sia più in sintonia con il pensiero del nostro elettorato&gt;&gt;.<br />
<em>E qual è l’essenza del vostro discorso?</em><br />
&lt;&lt;In sostanza non vogliamo che il Pd sia una “Cosa-tre”, una riedizione allargata dei Ds. Tra l’altro proprio nel momento in cui la socialdemocrazia mostra ovunque in Europa tutte le sue difficoltà. Dobbiamo inventarci qualcosa di nuovo, e per questo era nato il Pd. Se finiamo per rifare un partito socialdemocratico allora vuol dire che non abbiamo capito la lezione che ci viene dagli elettori di tutti i paesi europei&gt;&gt;.<br />
<em>Rutelli pare voler gettare la spugna.</em><br />
&lt;&lt;Spero che Rutelli riveda le sue decisioni, anche se non mi sorprenderei più di tanto, almeno nel caso dal congresso uscisse uno spostamento a sinistra del partito&gt;&gt;.<br />
<em>E se uscisse sul serio?</em><br />
&lt;&lt;Per il Pd sarebbe un colpo molto grave&gt;&gt;.<br />
<em>Teme l’esodo verso il centro delle schiere rutelliane?</em><br />
&lt;&lt;Il problema non è quello. Il nodo è politico. Rutelli rappresenta una parte importante di una storia e di un pensiero non riconducibile alla socialdemocrazia, e se uscisse lui ci sarebbero problemi per diversi altri&gt;&gt;.<br />
<em>Soprattutto quelli dell’ex Margherita?</em><br />
&lt;&lt;Sicuramente l’argomento politico potrebbe intrigare diversi che vengono da quel mondo&gt;&gt;.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Ma quali scuse, la battuta è simpatica</title>
		<link>http://www.pierluigicastagnetti.it/2009/08/ma-quali-scuse-la-battuta-e-simpatica/</link>
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		<pubDate>Sat, 22 Aug 2009 14:05:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pierluigi Castagnetti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Interviste]]></category>

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		<description><![CDATA[Intervista di L.D.P.
da Il Tempo del 22 agosto2009
&#60;&#60;Ma di cosa stiamo parlando? E’ stata una battuta degli organizzatori della festa e non di un esponente politico e poi resta il fatto che è una battuta simpatica&#62;&#62;. Allora non pensate affatto a chiedere scusa? &#60;&#60;Scusa? Ma siamo matti? Che si pretenda che un partito dell’opposizione si [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-1388" title="Genova - prep festa PD" src="http://www.pierluigicastagnetti.it/wp-content/uploads/2009/09/prep_festa_pd_ge0800902013-499x285.jpg" alt="Genova - prep festa PD" width="153" height="88" />Intervista di <strong>L.D.P.</strong></p>
<p><em>da Il Tempo del 22 agosto2009</em></p>
<p>&lt;&lt;Ma di cosa stiamo parlando? E’ stata una battuta degli organizzatori della festa e non di un esponente politico e poi resta il fatto che è una battuta simpatica&gt;&gt;. Allora non pensate affatto a chiedere scusa? &lt;&lt;Scusa? Ma siamo matti? Che si pretenda che un partito dell’opposizione si inchini alle bugie del premier è troppo&gt;&gt;. Pierluigi Castagnetti, deputato del Pd, non vorrebbe parlare, &lt;&lt;suvvia ci sono problemi ben più gravi&gt;&gt;, poi sbotta, non ci sta.<span id="more-1387"></span><br />
<em>Ammetta… è stata una battuta infelice, ve la potevate risparmiare…</em><br />
&lt;&lt;Niente affatto. Tutti parlano di festini, lo stesso premier. Non si vorrà pretendere che ci si scusi per questa espressione! Quello che continua a emergere tutti i giorni sulla stampa di ogni orientamento italiana e straniera in ordine agli incontri ludici, per non dire di più, che si sono svolti nelle residenze del premier, è tale da configurare un giudizio che tutti danno degli atteggiamenti riprovevoli verso il premier&gt;&gt;.<br />
<em>Risultato: tutti gli esponenti del Pdl invitati hanno dato forfait.</em><br />
&lt;&lt;Se è per dimostrare la loro fedeltà al capo del governo che intendono agire in questo modo è grave e incomprensibile. E poi non mi pare che nei confronti di esponenti del Pd si siano mai usati garbo e bon ton; anzi, se ne sono dette di tutti i colori. Non per questo noi abbiamo reagito in modo indispettito. Quella battuta non è affatto offensiva e l’uscita di La Russa è un pretesto per non so per quale ragione. Diciamo che c’è anche un po’ di piaggeria nei confronti del capo del governo, non mi sorprendo&gt;&gt;.<br />
<em>Questa polemica non rischia di far partire con il piede sbagliato il dialogo della ripresa autunnale tra Pd e Pdl?</em><br />
&lt;&lt;Suvvia non scherziamo. Stiamo parlando di una battuta di un organizzatore della festa. Inoltre ogni italiano educato e morigerato definirebbe come festini quegli incontri del premier nelle sue residenze private. Si sta montando un caso per nulla mentre il Paese ha problemi seri, si sta sgretolando, il sud contro il nord, il nord contro il sud, le aziende che non riaprono a settembre. E la maggioranza che fa, monta una polemica su una battuta. E’ il momento della serietà. Mi sembra che stiamo perdendo tempo. Qui si punta sulla smemoratezza della gente che ha sentito le documentazioni sonore  su quello che accadeva in alcune abitazioni del premier. La parola festini è l’immagine più edulcorata che si potrebbe dire di quelle vicende molto tristi che hanno illustrato l’Italia davanti a mezzo mondo in termini poco dignitosi&gt;&gt;.<br />
<em>Ma Berlusconi ha smentito più volte, l’ultima volta nell’intervista a Chi.</em><br />
&lt;&lt;Il premier non può dimenticare che ci sono montagne di documenti mai contestati, lettere di familiari, interviste delle due signorine, testi di intercettazioni non contestate, intercettazioni telefoniche circuitate in rete non contestabili. Come si può dire che erano cenette all’insegna dell’eleganza? Lo stesso Berlusconi, a quanto ho letto, avrebbe ironizzato con i parlamentari del Pdl su questo argomento. Ora non può cavarsela dicendo che tutto questo non è esistito. E’ una linea di difesa che non regge. Ma l’Italia, ribadisco, ha ben altri problemi: la tragedia al largo di Lampedusa con stragi di innocenti, la situazione di tante piccole imprese e le famiglie che in autunno si vedranno racapitare le lettere di licenziamento. E’ arrivato il momento di pensare alle cose serie&gt;&gt;.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Ad un mese dalle elezioni</title>
		<link>http://www.pierluigicastagnetti.it/2009/07/ad-un-mese-dalle-elezioni/</link>
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		<pubDate>Tue, 28 Jul 2009 13:02:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pierluigi Castagnetti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Interviste]]></category>

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		<description><![CDATA[Intervista di Aldo Novellini
da Il Nostro Tempo del 28 luglio2008
A un mese dalle elezioni amministrative e a poche settimane dal definitivo lancio delle due candidature di Bersani e Franceschini, abbiamo voluto tastare il polso del Pd. Per farlo ci siamo rivolti a Pierluigi Castagnetti, vice-presidente della Camera, ex segretario del Ppi ed oggi uno dei [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-1367" title="bandierepd" src="http://www.pierluigicastagnetti.it/wp-content/uploads/2009/08/bandierepd.jpg" alt="bandierepd" width="139" height="92" />Intervista di <strong>Aldo Novellini</strong></p>
<p><em>da Il Nostro Tempo del 28 luglio2008</em></p>
<p>A un mese dalle elezioni amministrative e a poche settimane dal definitivo lancio delle due candidature di Bersani e Franceschini, abbiamo voluto tastare il polso del Pd. Per farlo ci siamo rivolti a Pierluigi Castagnetti, vice-presidente della Camera, ex segretario del Ppi ed oggi uno dei più autorevoli esponenti del cattolicesimo democratico nel Pd con l&#8217;ambizione di farne il crogiolo del nuovo riformismo italiano. <span id="more-1366"></span></p>
<p><em>On. Castagnetti, come valuta il risultato elettorale del Pd?</em><br />
Al secondo turno siamo riusciti a mantenere alcune importanti posizioni. Penso al risultato di Torino e di Alessandria, ma anche alla conquista di piazzeforti come Alba, Bra e Saluzzo. A Milano, Filippo Penati è arrivato ad un soffio dalla conquista della provincia. Detto questo inutile nascondere l&#8217;esistenza di un generalizzato deficit del Pd che, agli occhi degli elettori, non riesce ancora a presentarsi come una valida alternativa alla destra.</p>
<p><em>Come giudica l&#8217;attuale fase politica?</em><br />
Il quadro politico risulta come bloccato dall&#8217;indubbia fragilità del Pd cui accennavo prima. Ciò avvantaggia il Governo e persino lo stesso presidente del Consiglio, pur immerso in una serie di grottesche vicende, connesse alla sua disinvolta condotta personale, che certamente ne minano l&#8217;autorevolezza. Nella maggioranza sta poi emergendo, soprattutto negli ambienti ex An, una certa malcelata insofferenza per il preponderante ruolo assunto dalla Lega cui Berlusconi concede, o forse non può davvero porvi freno, spazi di manovra che condizionano sempre più l&#8217;azione del Governo.<br />
<em><br />
Veniamo al Pd. Le alleanze locali con l&#8217;Udc sono il preludio ad intese nazionali?</em><br />
Me lo auguro. Noi siamo pronti ad un&#8217;alleanza con l&#8217;Udc e per questo intendiamo confrontarci su un complessivo progetto di governo.</p>
<p><em>Si era parlato di cattolici in uscita dal Pd in direzione Udc.</em><br />
Per la verità l&#8217;ho sempre solo letto sui giornali senza mai registrare nulla di concreto. Si era detto di Enrico Letta ma mi pare che la sua vivace partecipazione al dibattito precongressuale non dia adito a dubbi sulla sua collocazione politica. E posso proprio escludere, per avergli parlato di recente, che Rutelli voglia abbandonare il campo. In definitiva ritengo che le fuori uscite dal Pd siano un&#8217;ipotesi molto astratta anche perchè lo spazio tra i due poli è poco ampio &#8211; dal  5 al 7% dei suffragi al massimo – e, soprattutto, poco ampliabile. Non intravedo alcun futuro politico di rilevante dimensione in quell&#8217;area. Diverso è invece orientarsi con l&#8217;Udc verso un&#8217;alleanza più organica che spero possa realizzarsi sia nelle regioni del Nord sia nel Meridione. Credo che questo tipo di intesa, qualora si consolidasse proprio con le regionali 2010, possa poi costituire un serio banco di prova  per una reale alternativa di governo in grado di mandare in soffitta il berlusconismo, autentica degenerazione della vita politica italiana. D&#8217;altra parte per l&#8217;Udc, essendosi allontanato per dissensi di fondo dal Pdl, può essere naturale interessarsi ad una prospettiva che può aprire una nuova fase politica per il nostro Paese.</p>
<p><em>Congresso Pd: meglio ad ottobre o il rinvio?</em><br />
Ho lavorato per rinviarlo perchè la mia preoccupazione era di preparare la decisiva scadenza delle regionali con una gestione unitaria del partito. Dopodichè, lasciandosi alle spalle questo importante appuntamento elettorale, si sarebbe potuto fare una campagna congressuale più distesa. Ha prevalso invece la scadenza di ottobre e allora mi auguro si sappiano evitare lacerazioni e dissensi non ben governati perchè potrebbero recare strascichi polemici sino a ridosso delle regionali 2010.</p>
<p><em>Quali i temi centrali?</em><br />
Intanto il modello istituzionale; il Pd deve avere un suo progetto inserito nella logica di una moderna democrazia parlamentare senza appiattirsi sul presidenzialismo caro alla destra. Sulla crisi economica occorre uscire dal dilemma statalismo/liberismo che è alle nostre spalle, avendo invece l&#8217;ambizione di coniugare l&#8217;economia di mercato con il governo delle grandi trasformazioni della società. Ci sono poi le  questioni etiche. Nel Pd stiamo definendo l&#8217;identità di un partito pluralista in cui convivano virtuosamente posizioni diverse lungo una linea che riconosca la legittimità di opzioni eticamente differenziate che si rispettano reciprocamente cercando per quanto è possibile di fare una sintesi. Così come avviene in molti partiti europei e soprattutto tra i Democratici americani.</p>
<p><em>Franceschini o Bersani?</em><br />
Ho deciso di sostenere Franceschini pur prestando la massima attenzione alle altre posizioni convinto come sono che, nella situazione attuale, non possiamo permetterci il lusso di governare il partito con il 51% dei consensi. Penso che Franceschini rappresenti una sinistra riformista più moderna e meno ideologizzata. Bersani mi pare stia attuando un ripiegamento verso il passato riproponendo schemi non più adeguati alle sfide attuali. C&#8217;è un dato su cui riflettere: nelle aree più produttive del Paese, molti ex comunisti, molti operai hanno votato Lega. Dobbiamo intercettare le inquietudini di questo ceto popolare che non si rivolge più a noi. Bisogna però trovare nuove risposte, diverse dal vecchio modello socialdemocratico e il Pd deve saper fornire queste nuove risposte.</p>
<p><em>Come vede il futuro del Pd?</em><br />
L&#8217;avvenire del Pd non può che essere migliore del presente, anche perchè negli ultimi otto anni, ben sei sono stati appannaggio della destra. Una destra inadeguata e priva di cultura di governo che aggrava, anziché risolvere, i problemi del Paese. Per lo più miete consensi puntando su tasti come la sicurezza o l&#8217;immigrazione e facendo leva sulle paure della gente. Accade anche negli Paesi europei. La destra nell&#8217;immediato sembra offrire soluzioni convincenti poi si scopre che si tratta di vie di uscita effimere e semplicistiche. Qualcosa di sintetizzabile nella famosa battuta “fermate il mondo, voglio scendere”. La destra vorrebbe che “scendessimo” dal mondo perchè non è in grado di guidarne i mutamenti. La sfida del Pd è dunque quella di porsi come credibile interlocutore per un progetto riformatore che sappia affontare i grandi problemi e le molteplici complessità del nostro tempo.</p>
<p><em>La destra spesso si fa paladina dei valori cattolici&#8230;</em><br />
Lo spettacolo riportato dai giornali in queste settimane evidenzia in modo inequivocabile come vengono intesi i valori cattolici dalla destra. La logica è sempre quella: una doppia morale. Sono invece persuaso che ai politici, proprio per il  ruolo pubblico che hanno, debba essere chiesto coerenza e rigore. D&#8217;altra parte mi pare difficile che stili viziosi nella vita privata possano convertirsi in condotte virtuose nella sfera pubblica. Il mondo cattolico deve guardare a questi modelli, che spesso brandiscono strumentalmente i principi cristiani, rendendosi conto di quanto, nella loro stessa essenza, siano lontani da una concezione fondata su un&#8217;etica davvero vissuta.</p>
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		<title>Noi cattolici, muti per paura. Il Pd rischiava il moralismo</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Jul 2009 10:38:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pierluigi Castagnetti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Interviste]]></category>

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		<description><![CDATA[Intervista di Daniela Preziosi
da Il Manifesto del 07 luglio 2009
«Il libertinaggio irresponsabile non è un fatto privato». Le parole, dure, di monsignor Mariano Crociata, segretario dei vescovi italiani, cadono nel quasi vuoto che in questi mesi ha accompagnato le rivelazioni sulla vita notturna, ma anche diurna, del cavaliere. Il prelato fa un&#8217;affermazione generale, ma è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-1352" title="vergogna" src="http://www.pierluigicastagnetti.it/wp-content/uploads/2009/07/vergogna.jpg" alt="vergogna" width="133" height="99" />Intervista di <strong>Daniela Preziosi</strong></p>
<p><em>da Il Manifesto del 07 luglio 2009</em></p>
<p>«Il libertinaggio irresponsabile non è un fatto privato». Le parole, dure, di monsignor Mariano Crociata, segretario dei vescovi italiani, cadono nel quasi vuoto che in questi mesi ha accompagnato le rivelazioni sulla vita notturna, ma anche diurna, del cavaliere. Il prelato fa un&#8217;affermazione generale, ma è difficile non riferirla alla vicenda dei festini e delle escort dell&#8217;inchiesta barese su Berlusconi. Pierluigi Castagnetti, cattolico, oggi parlamentare democratico, ma già segretario Ppi e ancor prima collaboratore di Dossetti, Zaccagnini e Martinazzoli, non ha dubbi. «La posizione è seria e severa. <span id="more-1351"></span>Evidentemente ha giocato un ruolo l&#8217;irritazione verso chi ha voluto adombrare un giudizio più lieve da parte della Chiesa. Ha voluto troncare la strumentalizzazione di parole apparentemente più timide espresse in precedenza».<br />
<em>Insomma, il porporato ha voluto parlare chiaro?</em><br />
Le parole usate in precedenza erano meno dure, ma ugualmente inequivocabili. Di fronte alla «durezza di cervice» con cui si è finto di non recepire quel messaggio, a me pare che la Chiesa abbia dovuto essere più esplicita.<br />
<em>A febbraio monsignor Marchetto aveva usato parole forti sulle ronde, ma una nota del Vaticano lo aveva smentito. </em><br />
Credo che stavolta non ci sarà nessuna rettifica. Un conto è attribuire alla Santa Sede le cose dette dal segretario del pontificio consiglio per i migranti. In questo caso ha parlato il segretario della Conferenza episcopale. E si può supporre che quando assume posizioni così nitide non lo faccia senza averci pensato bene. E averne parlato.<br />
<em>Monsignor Crociata parla di «libertinaggio», termine un po&#8217; da apologetica religiosa.</em><br />
Il termine è laico, non ecclesiastico. È uno spettacolo indecente, quello a cui siamo costretti in queste settimane. La cosa più seria è il silenzio della gran parte dei dirigenti del centrodestra, tranne gli avvocati d&#8217;ufficio, che cercano di difendere una situazione indifendibile. La Chiesa non può essere sospettata di un&#8217;ambiguità su temi di questo genere.<br />
<em>Ma anche dal centrosinistra sono state pochissime le parole spese sulla vicenda a delle escort di Bari, per non parlare del silenzio che ha circondato le accuse di Veronica Lario. Prima di decidere se pensa che l&#8217;affare sia privato o pubblico, il Pd ci ha messo un po&#8217;. </em><br />
È vero. Anche da parte nostra c&#8217;è stata timidezza. Era la preoccupazione, che pure io non condivido, di essere tacciati di moralismo. E invece in questi casi il giudizio etico non è moralismo. Il comportamento del ceto dirigente di questo paese ha valenza politica.Non siamo di fronte a a un presidente del consiglio che ha una crisi coniugale, come pure ha accaduto. Siamo di fronte a un comportamento smisuratamente indecente di un uomo pubblico. Persino ostentati. La Chiesa non poteva stare zitta. E la politica deve sapere che è suo compito stigmatizzare.<br />
<em>La Chiesa non è stata zitta. I politici sì. Domenica sera Massimo D&#8217;Alema, accettando la critica delle intellettuali femministe ha detto che anche nel Pd c&#8217;è stato «un eccessivo ritegno». Perché state così zitti?</em><br />
Io credo che, dopo le polemiche sulla battuta &#8216;fareste educare i vostri figli da un uomo così&#8217;, Franceschini volesse evitare altre polemiche.<br />
<em>Questo riguarda il segretario pd. Se dovesse rispondere per lei?</em><br />
Da parte mia, come da parte di altri dirigenti cattolici, c&#8217;è stata la preoccupazione di non farne una questione solo dei cattolici. Ma abbiamo sbagliato. Apprezzo il giudizio di D&#8217;Alema. Si deve esprimere un giudizio laico sull&#8217;indecenza dei comportamenti di uomini pubblici, che finiscono per fare costume, per creare un modello culturale.<br />
<em>Questo «ritegno», questo mutismo, ha che vedere con l&#8217;imbarazzo di un gruppo dirigente composto soprattutto da uomini che non hanno saputo, e voluto, affrontare una vicenda fatta di accuse di donne contro un uomo all&#8217;apparenza molto &#8216;virile&#8217;? </em><br />
Può darsi che quest&#8217;imbarazzo ci sia. Certo, anche le voci di donna in questo caso sono state poche.<br />
<em>Comunque nessuna voce di uomo.</em><br />
Non ne farei una distinzione di genere. Direi invece che avrei apprezzato una presa di posizione chiara dal fronte laico. Proprio per non trasformarla in una questione di credenti, e di credenti di una parte politica. Invece è una questione di qualità della nostra civiltà. Ora la Cei ci ha aiutato a trovare le parole giuste. E così sdoganerà molti silenzi, anche da parte cattolica.</p>
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