dom
25
dic '11

Presepio e politica

museo_del_presepio_02di Pierluigi Castagnetti

da 24emilia.com del 25 dicembre 2011

Il presepio da secoli ci racconta il senso del cristianesimo con quel linguaggio delle immagini che tanto coinvolge i bambini e interpella gli adulti. Il senso e la “differenza” della fede cristiana rispetto ad altre – pur rispettabili s’intende – fedi nell’unico Dio. Il cristiano infatti crede in un Dio che per amore dell’uomo si fa anch’Egli uomo. Anzi bambino. L’uomo-Dio infatti avrebbe potuto materializzarsi sulla terra apparendo improvvisamente tra gli uomini, da uomo adulto. Invece ha scelto di nascere come tutti gli uomini bambino, chiedendo il permesso a una donna.
L’idea che Dio chieda il permesso a una donna di venire tra noi, a me pare straordinario: non un Dio potente e prepotente, ma un Dio che chiede l’autorizzazione a essere accolto come uomo tra gli uomini. Trovo che si tratti di un atto di riconoscimento della libertà dell’uomo che non ha eguali.
Diceva Don Primo Mazzolari: “Se il mondo vorrà avere ancora uomini liberi, uomini giusti, uomini che sentono la fraternità, bisognerà che mai dimentichiamo la strada del presepio”.

mar
27
set '11

La passione della politica, la libertà della cultura

franco_boiardi-150x150di Pierluigi Castagnetti

Roma, Sala delle Colonne (Palazzo Marini), 27 settembre 2011

Alla fine del suo mandato di presidente della Commissione Europea Jacques Delors, nella primavera del 1999, volle salutare distintamente i due gruppi parlamentari del PSE e del PPE perché, diceva “in entrambi c’è un pezzo delle mie radici”. Accompagnandolo all’uscita mi confidò: “mi hanno molto gratificato gli applausi ricevuti sia dagli uni che dagli altri, anche se per tutta la vita sono stato accompagnato da una sensazione di permanente sottile diffidenza degli uni e degli altri che avrebbero preteso una appartenenza esclusiva. In effetti io sono stato sinceramente cristiano democratico al tempo dell’MRP e sinceramente socialista al tempo del PS ma, evidentemente, queste due appartenenze un po’ continuavano a convivere e all’esterno lo si avvertiva”. Franco Boiardi ha sempre evocato in me una immagine analoga, e forse anche lui avvertiva di non essere riuscito o di non aver voluto risolvere in sé questa ambivalenza. Certo è che la fine del suo rapporto con la Democrazia Cristiana gli aveva lasciato una ferita mai rimarginata se, ancora nel 1983, scriveva: “si è trattato del distacco più doloroso della mia vita: un distacco del resto, che non ha più incontrato ricuciture, neppure oggi, dopo l‘uscita dal Pci e la conclusione di un itinerario forse ancora più amaro e complesso, percorso tra entusiasmi e delusioni”.

mar
21
giu '11

Responsabilità e buon senso

presepe_beltrami_2010di Pierluigi Castagnetti

da 24emilia.com del 21 giugno 2011

“Confido in un gesto di responsabilità e di buon senso, da parte di don Ranza e di chi altri ne avesse competenza e possibilità e si rinunci al proposito di smantellare il presepe Beltrami – ha detto Castagnetti – Ci sono beni privati che per il loro valore e le loro caratteristiche debbono essere considerati di oggettivo interesse pubblico e fra essi vi è sicuramente il chiostro di S. Nicolò e il presepe Beltrami.

ven
11
feb '11

Reggio è grata e debitrice a Don Vittorio Chiari

don-chiari

di Pierluigi Castagnetti

Reggio Emilia 11 Febbraio 2010

Don Chiari è stato un grande educatore di adolescenti, di intere generazioni di adolescenti della nostra città, per questo Reggio gli è debitrice..
Fondatore dell’Oratorio Don Bosco, era un magnete, un vero incantatore di ragazzi, generoso senza misura, innovatore e inventore di metodologie educative, un poeta della vita e della parola come la su amica Alda Merini. Ha lasciato anche negli adulti che hanno avuto la fortuna di incontrarlo ricordi deliziosi e parole di fiducia e di speranza che non possono essere dimenticate. Ha vissuto la sua morte con la stessa serenità con cui è vissuto e la stessa responsabilità educativa.
Anche di ciò credo dobbiamo essergli grati.

gio
30
set '10

Germania vent’anni dopo

germaniadi Pierluigi Castagnetti

da Reggio24ore.com del 30 settembre 2010

“Allora, caro Helmut, ci rivedremo dopo le elezioni”. Fu il saluto che Mino Martinazzoli rivolse sulla soglia della sede della Cancelleria a Bonn a Helmut Kolh alla vigilia delle elezioni tedesche del 1993. Ricordo bene quel saluto perché ero presente come capo della segreteria politica della DC di allora. E ricordo in particolare la risposta. “ Sarò ben lieto di rivedervi anche per fare il punto sulla situazione italiana e su quella tedesca. Ma non so se l’incontro potrà avvenire ancora qui, in questa sede, per le ragioni che vi ho detto prima. Non sono così sicuro dell’esito delle elezioni tedesche, anche se ho la coscienza tranquillissima”.