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	<title>Pierluigi Castagnetti Blog</title>
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	<description>Il blog personale di Pierluigi Castagnetti</description>
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		<title>La scuola allo sfascio</title>
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		<pubDate>Sat, 27 Feb 2010 11:15:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pierluigi Castagnetti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Discorsi]]></category>

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		<description><![CDATA[di Pierluigi Castagnetti
Roma, Camera dei Deputati, 26 febbraio 2010
CASTAGNETTI – Al Ministro dell’istruzione pubblica, dell’università e della ricerca scientifica. Per sapere, premesso che:
-    la situazione delle scuole primarie e secondarie in Italia è drammatica, sia dal punto di vista dell’organizzazione didattica sia dal punto di vista del personale sia, ancora, sotto l’aspetto dell’edilizia e delle [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-1598" title="banchi-di-scuola" src="http://www.pierluigicastagnetti.it/wp-content/uploads/2010/02/banchi-di-scuola.jpg" alt="banchi-di-scuola" width="148" height="111" /><strong>di Pierluigi Castagnetti</strong></p>
<p><em>Roma, Camera dei Deputati, 26 febbraio 2010</em></p>
<p>CASTAGNETTI – Al Ministro dell’istruzione pubblica, dell’università e della ricerca scientifica. Per sapere, premesso che:</p>
<p>-    la situazione delle scuole primarie e secondarie in Italia è drammatica, sia dal punto di vista dell’organizzazione didattica sia dal punto di vista del personale sia, ancora, sotto l’aspetto dell’edilizia e delle strutture;<br />
-    migliaia di lavoratori precari sono inseriti provvisoriamente nelle strutture scolastiche per brevi periodi e senza garanzie di continuità né per se medesimi né per i primi ed essenziali fruitori del servizio, vale a dire le famiglie e gli alunni;<span id="more-1597"></span><br />
-    i finanziamenti per le supplenze sono stati sostanzialmente azzerati. Ne deriva che, tranne che per i casi di supplenze annuali, le sostituzioni giornaliere o settimanali non sono retribuite con fondi ministeriali ma rimesse alle valutazioni di autonoma gestione dei singoli istituti scolastici. A questi, tuttavia, non sono mai forniti i fondi necessari sicché i supplenti semplicemente non vengono chiamati. La conseguenza è che in caso di malattia o altro legittimo impedimento dell’insegnante le classi rimangono scoperte. Talora succede anche che le classi vengano smembrate temporaneamente e vari gruppi di alunni della classe smembrata siano sic et simpliciter associati ad altre classi, quale che sia l’età degli alunni della classe di destinazione e la materia che in quel momento vi viene insegnata. Sono anche episodi accertati nelle scuole medie che gruppi di alunni vaghino per i corridoi alla ricerca della classe nella quale sostare per le ore di ‘buco’. Ovviamente queste situazioni non sono di responsabilità dei dirigenti scolastici che in mancanza di finanziamenti sono totalmente privi di mezzi per far fronte alle emergenze;<br />
-    il quadro è ulteriormente peggiorato dalla situazione dell’edilizia scolastica e della manutenzione degli immobili. Pur appartenendo la materia alla competenza degli enti locali, la riduzione drastica e immotivata dei trasferimenti dallo Stato fa sì che comuni e province non riescano a svolgere i loro compiti in modo adeguato: i plessi scolastici sono fatiscenti, presentano quasi sempre porte ammaccate, con i cardini allentati, muri sbeccati, finestre rotte, servizi igienici inservibili. I tagli del Governo sono arrivati a privare i bidelli della scorta di segatura per i giorni di pioggia, sicché gli alunni entrano negli istituti bagnando completamente i pavimenti e rendendoli insicuri;<br />
-    tutto ciò appare all’interrogante totalmente in contrasto con lo spirito dell’articolo 34 della Costituzione, specialmente nei suoi commi secondo e quarto, nei quali si prescrive l’effettività del diritto allo studio;<br />
-    la situazione descritta, assolutamente conclamata, è peraltro contraria al senso stesso di una collettività, al buon andamento della vita civile e alle speranze di futuro delle giovani generazioni -:</p>
<p>quali iniziative intenda assumere per avviare a soluzione le carenze di organico nelle scuole italiane;<br />
se creda che i provvedimenti sinora assunti nei confronti dei lavoratori precari della scuola siano conformi ai principi costituzionali e comunque rispondenti alle esigenze delle famiglie italiane;<br />
se ritenga che le risorse destinate alla scuola pubblica siano sufficienti a garantire alle future generazioni l’istruzione e la formazione necessaria per una crescita e uno sviluppo pieno della loro personalità;<br />
se creda di aver conseguito sinora risultati soddisfacenti nell’affrontare le croniche carenze strutturali ed edilizie della scuola pubblica italiana.</p>
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		<title>Cristiani in Iraq</title>
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		<pubDate>Fri, 26 Feb 2010 11:02:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pierluigi Castagnetti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Discorsi]]></category>

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		<description><![CDATA[di Pierluigi Castagnetti
Roma, Camera dei Deputati, 26 febbraio 2010
Il sottoscritto chiede di interpellare il Ministro degli Affari esteri, per sapere- premesso che:
-    nella città di Mosul, in Iraq, è in atto una vera e propria strage di cristiani;
-    da ultimo, il giorno 23 febbraio scorso, un commando è entrato nella casa di Aishwa Marosi, cristiano, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-1593" title="iraq-church" src="http://www.pierluigicastagnetti.it/wp-content/uploads/2010/02/iraq-church.jpg" alt="iraq-church" width="143" height="108" /><strong>di Pierluigi Castagnetti</strong></p>
<p><em>Roma, Camera dei Deputati, 26 febbraio 2010</em></p>
<p>Il sottoscritto chiede di interpellare il Ministro degli Affari esteri, per sapere- premesso che:</p>
<p>-    nella città di Mosul, in Iraq, è in atto una vera e propria strage di cristiani;<br />
-    da ultimo, il giorno 23 febbraio scorso, un commando è entrato nella casa di Aishwa Marosi, cristiano, uccidendo lui e i suoi due figli, portando a otto il numero delle vittime negli ultimi dieci giorni;<br />
-    a causa del terrore seminato tra la popolazione siro-cristiana di Mosul è in atto un vero e proprio esodo di centinaia di famiglie, determinando una condizione di vera e propria emergenza umanitaria, come denunciato il 25 febbraio scorso dal vescovo caldeo di Mosul mons Shimoun Nona ( successore di Mons Paulos Faraj Rahho, assassinato da estremisti islamici nel 2008);<span id="more-1592"></span><br />
-    tale campagna di terrore sembra finalizzata, con la complicità del governo di Baghdad, a trasferire la residua popolazione cristiana a una sorta di confino nella piana di Ninive e, nell’immediato, a impedire loro nei fatti di poter partecipare alle elezioni politiche del prossimo 7 marzo;<br />
-    il Segretario di Stato della Santa Sede, Cardinale Tarciso Bertone, ha scritto il 2 gennaio scorso una lettera di protesta al premier irakeno Al Maliki;<br />
-    i vescovi cristiani di Mosul ( mons. Emile Shimoun Nona, arcivescovo caldeo-cattolico mons. Georges Casamoussa, arcivescovo siro-cattolico, e mons. Gergorios Salibò, arcivescovo greco-ortodosso) hanno scritto analoga lettera al governatore della regione e al premier Al Maliki;<br />
-    Mar Ignazio Giuseppe III, Patriarca della Chiesa di Antiochia dei Siri cattolici ha pure scritto una lettera di denuncia al primo ministro irakeno Nuri al Maliki in cui tra l’altro afferma:<br />
«i cristiani vengono uccisi, immolati e attaccati nelle strade, nelle scuole e anche nelle proprie case, ciò avviene solamente a causa della loro appartenenza religiosa che è differente da quella della  maggioranza che vive in quella città». Mar Ignazio manifesta poi il suo stupore per le «scuse dei responsabili del Governo che appaiono come una complicità al piano di svuotare Mosul dai cristiani che vi abitano da secoli e dove le pietre delle costruzioni spruzzano ancora oggi il sudore dei loro padri»;</p>
<p>- se non ritenga di assumere una iniziativa urgente e determinata nei confronti del governo presieduto da Nuri Al Maliki, evidentemente responsabile quantomeno di non riuscire a impedire le violenze nei confronti della popolazione cristiana di Mosul;</p>
<p>-    se non ritenga di intervenire con uguale determinazione nei confronti del governo degli Stati Uniti, che continua ad avere una consistente presenza militare in qul paese, senza riuscire ad esercitare alcuna deterrenza nei confronti di questo vero e proprio genocidio della popolazione cristiana.</p>
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		<title>Via la Binetti, non i cattolici</title>
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		<pubDate>Tue, 16 Feb 2010 12:43:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pierluigi Castagnetti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>

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		<description><![CDATA[di Pierluigi Castagnetti
da Europa del 16 febbraio 2010
L’uscita di Paola Binetti è una grave perdita per il Pd. Per alcuni, che hanno già dimenticato cos’è e cosa deve essere questo partito, può sembrare semplicemente un atto di chiarezza. Dopotutto si può ben dire che mai uscita era stata più annunciata. Chi conosce la Binetti sa [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-1581" title="binetti" src="http://www.pierluigicastagnetti.it/wp-content/uploads/2010/02/binetti1.jpg" alt="binetti" width="116" height="155" /><strong>di Pierluigi Castagnetti</strong></p>
<p><em>da Europa del 16 febbraio 2010</em></p>
<p>L’uscita di Paola Binetti è una grave perdita per il Pd. Per alcuni, che hanno già dimenticato cos’è e cosa deve essere questo partito, può sembrare semplicemente un atto di chiarezza. Dopotutto si può ben dire che mai uscita era stata più annunciata. Chi conosce la Binetti sa invece che si è trattato di una decisione faticosa e penso anche molto sofferta. Come lo sono state quelle di Enzo Carra, di Renzo Lusetti e degli altri usciti nelle ultime settimane. Un partito è anche una comunità di persone che si stimano e con il tempo costruiscono relazioni umane importanti e, in ogni caso, per ognuno è una scelta, una scommessa: dover prendere atto di essersi sbagliati comporta sempre un costo piuttosto rilevante.<br />
Do atto, dunque, a Paola Binetti della serietà della sua decisione che per tante ragioni comprendo, ma non condivido. Dirò perché.<br />
Innanzitutto perché in un partito ci si sta quando c’è il sole e quando piove, quando si è in maggioranza e quando si è in minoranza e, in quest’ultimo caso, si lavora ancor di più per affermare le proprie posizioni.<span id="more-1579"></span><br />
La scelta della rottura, quando proprio non vi è alternativa, se si vuole che sia politicamente efficace, non dovrebbe essere, se non in situazioni particolarissime, di natura individuale.<br />
Ho a suo tempo condiviso il giudizio della Binetti sull’errore, compiuto da qualcuno di noi, di avere suggerito alla Bonino l’idea della auto-candidatura alla regione Lazio per potere costruire poi l’aggancio del Pd, sottovalutandone gli effetti, a causa del significato simbolico altamente negativo, per una parte importante dell’elettorato cattolico.<br />
Ma un errore è un errore, non è, o non è ancora, un cambio irreversibile di una prospettiva.<br />
Il 29 marzo si vedrà: se la Bonino non sarà eletta il discorso finirà lì, se sarà eletta lei stessa non mancherà di porre sul tavolo il merito tutto personale di quel risultato e metterà prevedibilmente il suo maggior partito alleato, il Pd, nella condizione di dover fare scelte che potrebbero – quelle sì – cambiare la sua attuale identità di partito pluralista e riformista. A quel punto, e in quel caso, si aprirebbe nel Pd il vero congresso. E lì che occorrerà esserci e combattere per difendere le ragioni di un partito che non può diventare un partito laicista e liberista, pena la sua fine.<br />
Ma vi è un’altra ragione che non convince nella scelta di lasciare il Pd per andare nell’Udc a cercare il sogno «di rifare la Dc di De Gasperi». La Dc di De Gasperi non si può rifare, si dovrebbe dire, innanzitutto perché manca De Gasperi. Ma è la Dc che non si può proprio rifare, perché, al di là di ogni altra considerazione storica e politica, quello spazio in un certo senso è già occupato dal Pdl, parlo di spazio politico e non di identità e cultura politiche ovviamente. Cosa, come sarebbe stata infatti la Dc – pur in un contesto storico assai diverso da quello presente – se i dorotei (la corrente maggioritaria) fossero stati soli e non fossero stati invece contenuti e spesso guidati dalla componente (minoritaria) dei cattolici democratici? Esattamente quello che è oggi il Pdl, cioè la mera rappresentazione istituzionale del ventre conservatore del paese. Il bipolarismo ha costretto poi quell’area sociale e politica che nei primi decenni del dopoguerra era rappresentata nella Dc a dividersi, lungo una faglia peraltro tradizionale – potremmo dire da Sturzo in poi – del cattolicesimo politico italiano: da una parte i conservatori, dall’altra i riformisti.<br />
Questa è la spiegazione del nostro collocamento nell’area e nel partito che raccoglie, e cerca di fare sintesi, fra le forze e le tradizioni culturali riformiste del paese.</p>
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		<title>PD: AMAREZZA PER ABBANDONO DI BINETTI</title>
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		<pubDate>Sun, 14 Feb 2010 12:57:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pierluigi Castagnetti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Dichiarazioni]]></category>

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		<description><![CDATA[(ANSA) &#8211; ROMA, 14 FEB &#8211; &#8216;Credo di poter dire, anche a nome della maggioranza dei credenti che restano nel Pd, tutta l&#8217;amarezza per una scelta per una scelta personale che merita rispetto ma che non puo&#8217; essere condivisa&#8217;. Cosi&#8217; Pier Luigi Castagnetti commenta l&#8217;abbandono del Pd da parte di Paola Binetti.
&#8216;L&#8217;uscita della Binetti &#8211; [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>(ANSA) &#8211; ROMA, 14 FEB &#8211; &#8216;Credo di poter dire, anche a nome della maggioranza dei credenti che restano nel Pd, tutta l&#8217;amarezza per una scelta per una scelta personale che merita rispetto ma che non puo&#8217; essere condivisa&#8217;. Cosi&#8217; Pier Luigi Castagnetti commenta l&#8217;abbandono del Pd da parte di Paola Binetti.<br />
&#8216;L&#8217;uscita della Binetti &#8211; afferma il presidente della Giunta per le autorizzazioni della Camera &#8211; e&#8217; una grave perdita per il Pd. Lo dico a ragion veduta anche se so che probabilmente altri non condividono. Le qualita&#8217; morali e intellettuali di Paola hanno consentito in questi anni di rendere veramente importante il dialogo e il pluralismo culturale dentro il partito&#8217;.<br />
&#8216;So bene che la sua non e&#8217; una decisione improvvisata &#8211; prosegue Castagnetti &#8211; anzi e&#8217; frutto di un percorso anche di sofferenza umana, cosi&#8217; come e&#8217; stata quella di Carra e Lusetti.<br />
Comprendo ma non condivido. La presenza dei credenti in politica puo&#8217; manifestarsi infatti &#8211; spiega Castagnetti &#8211; all&#8217;interno di piccole enclave di testimonianza valoriale oppure puo&#8217; nutrire l&#8217;ambizione di rendere gli stessi valori incisivi e influenti all&#8217;interno di grandi partiti che muovono la storia&#8217;.<br />
&#8216;E&#8217; l&#8217;eterno dilemma dei cattolici &#8211; aggiunge Castagnetti &#8211; io sono convinto insieme a tantissimi altri, che nel Pd sia possibile vivere questa seconda opzione, sia possibile cioe&#8217; cercare punti di convergenza con altri filoni culturali senza compromessi insostenibili con la propria coscienza. Non si puo&#8217; certo sostenere &#8211; conclude Castagnetti &#8211; che oggi in questo partito ci sia chiusura al dialogo o peggio coartazione della propria coscienza&#8217;.</p>
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		<title>Puntare a formare i giovani</title>
		<link>http://www.pierluigicastagnetti.it/2010/02/puntare-a-formare-i-giovani/</link>
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		<pubDate>Wed, 10 Feb 2010 16:17:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pierluigi Castagnetti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Interviste]]></category>

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		<description><![CDATA[Intervista di Pier Luigi Fornari
da Avvenire del 10 febbraio 2010
Pierluigi Castagnetti si dichiara pienamente disponibile a raccogliere l’appello lanciato dal Cardinale Angelo Bagnasco, nella sua ultima prolusione, per la formazione di una nuova generazione di cattolici impegnati nella cosa pubblica. &#60;&#60;La mia lunga esperienza, come le mie forse e le mie energie, sono a disposizione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-1576" title="ansa_10576135_50100" src="http://www.pierluigicastagnetti.it/wp-content/uploads/2010/02/ansa_10576135_50100.jpg" alt="ansa_10576135_50100" width="122" height="151" />Intervista di <strong>Pier Luigi Fornari</strong></p>
<p><em>da Avvenire del 10 febbraio 2010</em></p>
<p>Pierluigi Castagnetti si dichiara pienamente disponibile a raccogliere l’appello lanciato dal Cardinale Angelo Bagnasco, nella sua ultima prolusione, per la formazione di una nuova generazione di cattolici impegnati nella cosa pubblica. &lt;&lt;La mia lunga esperienza, come le mie forse e le mie energie, sono a disposizione del compito – assicura l’ex segretario del PPI – di contribuire alla formazione delle giovani generazioni in questo campo. Una preparazione quanto mai urgente e necessaria, perché non è facile oggi per i credenti mantener fede alla loro ispirazione, trovando un terreno di incontro, come richiede la democrazia, con chi ha riferimenti culturali diversi. <span id="more-1575"></span>Temo, infatti, che le nuove generazioni rischino di affacciarsi all’impegno pubblico senza un’adeguata formazione alle spalle, con un pesante svantaggio rispetto a quelle di qualche decennio fa&gt;&gt;.<br />
<em>In cosa consisterebbe quest’ostacolo?</em><br />
&lt;&lt;Purtroppo riscontro la mancanza di luoghi in cui questa nuova classe dirigente possa prepararsi a sfide così importanti. Realtà che aiutino a rispondere a quella che è, come afferma al Lumen Gentium al numero 31, la vocazione propria dei laici, cioè “cercare il regno di Dio trattando le cose temporali e ordinandole secondo Dio”. Eppure ritengo che fin dal convegno ecclesiale di Palermo nel 1995 sia emersa la necessità di rispondere a questa esigenza. Oggi è divenuto un impegno ineludibile anche perché la politica spesso si presenta non come il campo dove ricercare il bene comune, ma vantaggi personali e privilegi. Perciò è necessario il massimo impegno per correggere questa immagine falsata dell’impegno pubblico&gt;&gt;.<br />
<em>Il Cardinale, però, indica una mappa antropologica.</em><br />
&lt;&lt;Non c’è dubbio che ci troviamo di fronte a problematiche radicalmente nuove. Per questo abbiamo bisogno di occasioni nelle quali i cattolici presenti in diverse formazioni possano esercitare un discernimento comunitario. Ma al tempo stesso diviene sempre più importante la formazione delle nuove generazioni&gt;&gt;.<br />
<em>Di fronte a problemi come quelli posti dalle biotecnologie la premessa antropologica non diviene discriminante?</em><br />
&lt;&lt;Certo, ma io credo che il rapido evolversi di queste scienze ci presenta una casistica sempre più differenziata. Non basta, quindi, avere alcune posizioni precostituite, serve una robusta formazione spirituale per coloro che sentono una vocazione alla politica, che li prepari a gestire situazioni sempre più nuove. Una formazione che si fondi anche sulla consuetudine ai sacramenti e sulla meditazione della Parola. Un’educazione di cui si sono giovate tante generazioni di politici cattolici e che oggi invece mi sembra carente&gt;&gt;.<br />
<em>Ma diversamente dal dopoguerra, oggi da varie parti sono messi in discussione i principi del diritto naturale.</em><br />
&lt;&lt;Sono convinto che il compito principale sia formare le coscienze, perché è proprio in quest’ambito che il politico cattolico deve coniugare i valori con la concreta capacità di attuarli. In questo senso, oltre alla formazione al discernimento, è anche centrale l’acquisizione delle virtù proprie dell’agire politico, ad esempio la virtù della fortezza, un’attitudine psicologica e spirituale della persona per fronteggiare gli ostacoli che di volta in volta si frappongono alla realizzazione del bene comune. Mi sembra che proprio di questa virtù abbiano dato prova tanti cattolici che, dalla Costituente in poi, hanno offerto il loro contributo alla vita pubblica del nostro Paese&gt;&gt;.</p>
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		<title>Da Haiti a favore della persona</title>
		<link>http://www.pierluigicastagnetti.it/2010/02/da-haiti-a-favore-della-persona/</link>
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		<pubDate>Tue, 09 Feb 2010 15:10:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pierluigi Castagnetti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>

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		<description><![CDATA[Roma, Camera dei Deputati, 09 febbraio 2010
Proposta di Risoluzione
CASTAGNETTI Pierluigi, BERRETTA Giuseppe, BINETTI Paola, BOBBA Luigi, BOCCI Giampiero, BOCCUZZI Antonio, BRANDOLINI Sandro, BUCCHINO Gino, CARELLA Renzo, CARRA Marco, CAUSI Marco, CAVALLARO MARIO, CECCUZZI Franco, CENNI Susanna, COLANINNO Matteo, COLOMBO Furio, D’ANTONA Olga, DE TORRE Maria Letizia, D&#8217;INCECCO Vittoria, FARINA Gianni, FARINONE Enrico, FEDI Marco, FERRARI [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-1573" title="haiti.184.4.650" src="http://www.pierluigicastagnetti.it/wp-content/uploads/2010/02/haiti.184.4.650.jpg" alt="haiti.184.4.650" width="134" height="100" /><em>Roma, Camera dei Deputati, 09 febbraio 2010</em></p>
<p>Proposta di Risoluzione</p>
<p>CASTAGNETTI Pierluigi, BERRETTA Giuseppe, BINETTI Paola, BOBBA Luigi, BOCCI Giampiero, BOCCUZZI Antonio, BRANDOLINI Sandro, BUCCHINO Gino, CARELLA Renzo, CARRA Marco, CAUSI Marco, CAVALLARO MARIO, CECCUZZI Franco, CENNI Susanna, COLANINNO Matteo, COLOMBO Furio, D’ANTONA Olga, DE TORRE Maria Letizia, D&#8217;INCECCO Vittoria, FARINA Gianni, FARINONE Enrico, FEDI Marco, FERRARI Pierangelo, FOGLIARDI Giampaolo, FRONER LAURA, GARAVINI Laura, GAROFANI Francesco Saverio, GATTI Maria Grazia, GIACHETTI Roberto, GINEFRA Dario, GNECCHI    Maria Luisa, GOZI Sandro, GRASSI Gero, IANNUZZI Tino, LARATTA Francesco, LENZI Daniela, LOSACCO Alberto, LOVELLI Mario, LUCA’ Mimmo, MADIA Maria Anna , MAINO Marchi, MARGIOTTA Salvatore, MARINI Cesare, MAZZARELLA Eugenio, MOGHERINI Federica, MOSCA Alessia, NARDUCCI Franco, PEPE Mario, PICCOLO Salvatore, POMPILI Massimo, QUARTIANNI,Ennio, RAMPI Elisabetta , REALACCI Ermete, RECCHIA Fausto, RIGONI Andrea, ROSATO Ettore, RUBINATO Simonetta, <span id="more-1572"></span>RUSSO Antonino, SAMPERI Marilena, SANGA Giovanni, SBROLLINI Daniela, SCHIRRU Amalia, SIRAGUSA Alessandra, STRIZZOLO Ivano, VANNUCCI Massimo, VELO Silvia,VELO Silvia, VENTURA Michele, ZAMPA Sandra,</p>
<p>La Camera dei Deputati,</p>
<p>premesso che:</p>
<p>- ad ogni livello istituzionale è stata espressa solidarietà al popolo di Haiti per la perdita di decine migliaia di vite umane e per i danni socioeconomici causati dal sisma del 12 gennaio 2010;<br />
- al riguardo, va apprezzato e sostenuto l’intervento delle Nazioni Unite, della Croce rossa internazionale e dei diversi Stati nel soccorrere la popolazione haitiana e, in particolare, l’intervento in corso promosso dall’Italia;<br />
- il segretariato del UNISDR (United Nations International Strategy for Disaster reduction) ha reso noto il 28 gennaio 2010  che le calamità naturali avutesi negli ultimi 10 anni hanno provocato 780.000 vittime nelle diverse aree del mondo ( ciclone Nargys Myanmar nel 2008, terremoto nella regione cinese di Sichuan nello stesso anno, tsunami oceano indiano del 2004,  terremoto in Pakistan del 2005- uragano Katrina in Lousiana del 2005);<br />
- l’articolo 61,VI, “Protezione civile”, del I Protocollo aggiuntivo alle Convenzioni di Ginevra del 12 agosto 1949 relativo alla protezione delle vittime dei conflitti armati internazionali – ha introdotto il principio della “difesa civile” tra i compiti umanitari volti a proteggere ed aiutare la popolazione non solo in caso di guerra, ma anche in caso di calamità naturali. Tale articolo ha altresì introdotto nel diritto umanitario il cosiddetto “diritto alla protezione civile” con lo scopo di organizzare il soccorso nazionale ed internazionale per le vittime delle calamità naturali o dei disastri accidentali, individuando nello specifico le azioni internazionalmente consentite ai soccorritori;<br />
- l’Assemblea delle Nazioni Unite ha adottato la risoluzione A/Res/46/182 del 19 dicembre 1991 “Strengthening of the coordination of humanitarian emergency assistance of United Nations” nella quale sono state individuate linee guida per l’assistenza umanitaria per le vittime dei disastri naturali e di altre emergenze. E’ stato inoltre riaffermato il principio della responsabilità degli Stati di prestare assistenza alle vittime e di consentire i soccorritori internazionali riconoscendo alle organizzazioni non governative e alle organizzazioni internazionali il potere di intervenire immediatamente operando nel rispetto della sovranità, dell’integrità territoriale e dell’unità nazionale degli Stati colpiti. L’Onu ha anche invitato gli Stati membri a cooperare per rafforzare le politiche di prevenzione e di pronto intervento in caso di calamità naturali istituendo a tale scopo l’OCHA- (Office for Coordination of Humanitarian Affairs) e il CERF (Central Emergency Responde Found);<br />
- le Nazioni Unite, nell’ambito della riforma della sua missione, hanno avviato un progetto di riforma, sia in campo giuridico che in campo di interventi operazionali, sulla protezione delle persone in caso di calamità naturali adottando l’Hyogo Framework for Action 2005-2015 sulla prevenzione e riduzione del rischio provocato da disastri naturali. Anche in materia di diritto umanitario è in discussione in sede ONU la proposta avanzata dalla ILC (International Law Commission) di un trattato su “La protezione delle persone in caso di disastri”;<br />
- l’Assemblea generale delle Nazioni unite il 20 gennaio 2010 ha adottato una risoluzione con la quale ha richiesto agli organi e istituzioni dell’organizzazione stessa di dare seguito ai programmi e alle strategie individuate nell’ Hyogo Framework for Action 2005-2015 per ridurre la vulnerabilità causata dai disastri naturali  soprattutto nei Paesi in via di sviluppo;<br />
- l’Unione europea ha firmato il 18 dicembre 2007 il “Consenso europeo sull’aiuto umanitario” con il quale si statuisce il dovere di aiuto umanitario quale “espressione fondamentale del valore universale della solidarietà tra i popoli e imperativo morale”, prevedendo che le crisi umanitarie comprendono le catastrofi naturali e quelle causate dall’uomo;<br />
- l’Unione Europea ha invitato altresì gli Stati a riconoscere lo “spazio umanitario” quale accesso garantito alle popolazioni vulnerabili e agli operatori umanitari al fine di consentire l’azione dell’Unione europea e dei suoi partner nell’assistenza alle vittime quale azione nell’ambito delle competenze ripartite tra gli Stati membri e la Comunità europea impegnandosi a “rendere operativi tali orientamenti nelle sue relazioni esterne” e nel rispetto dei principi del buon donatore umanitario (GHD), così come stabilito nel vertice OCSE, DAC dell’aprile 2006 che ha recepito il documento finale di Stoccolma su “ I principi e le buone prassi in materia di aiuti umanitari” del 17 giugno 2003;<br />
- l’Unione Europea ha introdotto nel Trattato di Lisbona il Titolo XXIII-Protezione Civile, articolo 196, con il quale prevede che la sicurezza dei suoi cittadini deve essere rafforzata sotto il profilo della prevenzione e della protezione dalle calamità naturali o dai disastri ambientali provocati dall’uomo con atti adottati con procedure di legislazione ordinaria del Parlamento e del Consiglio europeo;</p>
<p>Considerato che</p>
<p>- a due anni dall’adozione dell’IDRL (Guidelines for the domestic facilitation and regulation of international disasterrelief and initial recovery assistance) in seno alla Conferenza internazionale della Croce rossa e della Mezzaluna rossa (Ginevra, novembre 2007), numerosi accordi sono stati sottoscritti tra singoli Stati e organizzazioni regionali in materia di protezione della persona vittima di disastri naturali,<br />
impegna il governo:</p>
<p>- a farsi promotore in sede ONU, della convocazione di una sessione speciale della commissione ILC, al fine di giungere ad una celere adozione di proposta di trattato internazionale sulla “ Protezione delle persone e dei territori in caso di calamità e disastri naturali”;</p>
<p>- a favorire unitamente agli altri Paesi dell’Unione europea, il potenziamento del Segretariato Onu, con l’affidamento di compiti organizzativi di primo soccorso, articolandolo in Unità geografiche di intervento rapido e comprendendo nella sua struttura anche le organizzazioni non governative presenti nelle varie aree.</p>
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		<title>PATTO STABILITA&#8217;: SINDACI REGGIANI SOLLECITANO MODIFICHE</title>
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		<pubDate>Mon, 08 Feb 2010 12:55:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pierluigi Castagnetti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Dichiarazioni]]></category>

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		<description><![CDATA[(AGI) &#8211; Reggio Emilia, 8 feb. &#8211; Il sindaco di Reggio Emilia e vicepresidente nazionale dell?Anci, Graziano Delrio, e una rappresentanza dei sindaci capidistretto reggiani &#8211; Marzio Iotti, sindaco di Correggio; Alessio Mammi, sindaco di Scandiano; Paolo Colli sindaco di Montecchio e Liana Barbati vicesindaco e assessore al Bilancio del Comune di Reggio Emilia &#8211; [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>(AGI) &#8211; Reggio Emilia, 8 feb. &#8211; Il sindaco di Reggio Emilia e vicepresidente nazionale dell?Anci, Graziano Delrio, e una rappresentanza dei sindaci capidistretto reggiani &#8211; Marzio Iotti, sindaco di Correggio; Alessio Mammi, sindaco di Scandiano; Paolo Colli sindaco di Montecchio e Liana Barbati vicesindaco e assessore al Bilancio del Comune di Reggio Emilia &#8211; con Cesare Beggi di Legautonomie e il dirigente del Servizio finanziario del Comune di Reggio, Marcello Marconi hanno incontrato oggi pomeriggio nella sala Gialla del municipio i parlamentari reggiani per chiedere il loro sostegno alle proposte di modifica al Patto di stabilitÃ  interno.<br />
Fra queste l?emendamento, elaborato sulla base di documenti Anci, con cui si esclude dal calcolo finanziario 2007 dei Bilanci comunali il computo delle risorse originate dalla cessione di azioni di societÃ  operanti nel settore dei servizi pubblici, da dividendi straordinari di tali societÃ  o dalla vendita di patrimonio immobiliare.<br />
All?incontro, preannunciato dai sindaci la settimana scorsa quando fu presentata la lettera sul tema inviata al ministro dell?Economia Giulio Tremonti, erano presenti i deputati Maino Marchi e Pierluigi Castagnetti; le senatrici Albertina Soliani e Leana Pignedoli.<br />
Il sindaco Delrio ha commentato: &#8220;Abbiamo chiesto ai parlamentari di tutti gli schieramenti di partecipare a questo incontro e di sostenerci nella richiesta di modifica al Patto di stabilitÃ  interno. CosÃ¬ formulato ? prendendo a riferimento l?anno 2007 in cui i nostri Comuni registravano la vendita delle azioni EnÃ¬a &#8211; il patto di stabilitÃ  mette quasi tutti i Comuni reggiani davanti all?impossibilitÃ  di pagare le imprese e di compiere investimenti. Si tratta di circa 100 milioni che verranno a mancare all?economia del territorio provinciale. Se invece volessimo rispettare gli impegni presi con le aziende e pagarle, sforeremmo il Patto di stabilitÃ , con gravi conseguenze su tutti i cittadini: avremmo minori trasferimenti, blocco delle assunzioni, blocco della possibilitÃ  di contrarre mutui&#8221;.</p>
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		<title>PD: &#8216;AREA DEMOCRATICA&#8217; REGGE SE C&#8217;E&#8217; PROGETTO</title>
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		<pubDate>Wed, 03 Feb 2010 12:54:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pierluigi Castagnetti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Dichiarazioni]]></category>

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		<description><![CDATA[(ANSA) &#8211; ROMA, 3 FEB &#8211; &#8216;Area democratica&#8217;, la componente del Pd nata durante le primarie attorno a Franceschini, reggera&#8217; se avra&#8217; un &#8216;progetto politico&#8217;, come avveniva per le correnti della Dc. Cosi&#8217; Pierluigi Castagnetti commenta le fibrillazioni degli ultimi giorni dei veltroniani e dei popolari vicini a Marini.
&#8216;Io ricordo molto bene la Dc, che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>(ANSA) &#8211; ROMA, 3 FEB &#8211; &#8216;Area democratica&#8217;, la componente del Pd nata durante le primarie attorno a Franceschini, reggera&#8217; se avra&#8217; un &#8216;progetto politico&#8217;, come avveniva per le correnti della Dc. Cosi&#8217; Pierluigi Castagnetti commenta le fibrillazioni degli ultimi giorni dei veltroniani e dei popolari vicini a Marini.<br />
&#8216;Io ricordo molto bene la Dc, che era per eccellenza il partito con le correnti &#8211; ha detto ai cronisti il presidente della Giunta per le Autorizzazioni della Camera &#8211; ebbene subito dopo il congresso, sia in caso di vittoria che in caso di sconfitta, i leader delle correnti lanciavano un progetto politico che le tenesse insieme. Quei leader erano personalita&#8217; importanti, ma sapevano che non bastava la loro personalita&#8217;; e infatti le correnti erano luoghi in cui si discuteva e ci si confrontava e si progettava&#8217;.<br />
&#8216;La stessa cosa puo&#8217; avvenire per &#8216;Area democratica&#8217; &#8211; aggiunge Castagnetti &#8211; occorre un progetto politico, perche&#8217; il risultato delle primarie, da solo, non tiene insieme una corrente&#8217;. I cronisti, scherzando, ricordano che nel Pd si parla di &#8216;componenti&#8217; e non di &#8216;correnti&#8217;. &#8216;Non ho paura di parlare di corrente &#8211; ha replicato Castagnetti &#8211; ricordo gli anni d&#8217;oro delle correnti della Dc, dove si elaborava la politica; poi e&#8217; arrivata la decadenza&#8230;&#8217;.</p>
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		<title>GIUSTIZIA: LEGITTIMO IMPEDIMENTO INCOSTITUZIONALE</title>
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		<pubDate>Tue, 02 Feb 2010 15:50:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pierluigi Castagnetti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Dichiarazioni]]></category>

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		<description><![CDATA[Roma, 2 feb. &#8211; (Adnkronos) &#8211; &#8216;Poteva essere una prova di dialogo e invece e&#8217; un&#8217;altra prova dell&#8217;arroganza della maggioranza&#8217;.
Lo dice Pierluigi Castagnetti intervenendo in aula nella discussione sul legittimo impedimento. &#8216;Posto che l&#8217;Italia -argomenta l&#8217;esponente del Pd- si e&#8217; data un capo del governo che non vuole mettere piede in un tribunale, come fanno [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Roma, 2 feb. &#8211; (Adnkronos) &#8211; &#8216;Poteva essere una prova di dialogo e invece e&#8217; un&#8217;altra prova dell&#8217;arroganza della maggioranza&#8217;.<br />
Lo dice Pierluigi Castagnetti intervenendo in aula nella discussione sul legittimo impedimento. &#8216;Posto che l&#8217;Italia -argomenta l&#8217;esponente del Pd- si e&#8217; data un capo del governo che non vuole mettere piede in un tribunale, come fanno quando c&#8217;e&#8217; bisogno i normali cittadini&#8217;, si e&#8217; scelta la strada peggiore, presentando il legittimo impedimento e il processo breve e &#8216;addirittura oggi si affaccia l&#8217;ipotesi di una norma sui pentiti e chissa&#8217; cos&#8217;altro ci aspetta&#8230;&#8217;.<br />
Castagnetti si rivolge alla maggioranza: &#8216;Liberatevi, almeno per una volta, dall&#8217;idea che nelle opposizioni vi sia un atteggiamento giustizialista o un&#8217;ostilita&#8217; pregiudiziale al presidente del consiglio&#8217;. Se c&#8217;e&#8217; l&#8217;esigenza di far governare serenamente il premier, &#8216;qual&#8217;e&#8217; -chiede- il prezzo collettivo di questa serenita&#8217;, dove ci puo&#8217; portare la necessita&#8217; di non turbare chi ci governa?&#8217;.<br />
&#8216;State facendo -insiste Castagnetti- una legge inequivocabilmente incostituzionale, scommettendo sui tempi di dichiarazione di incostituzionalita&#8217; da parte della Corte. Le leggi le fa il Parlamento? D&#8217;accordo, ma quando le leggi sono illegittime e&#8217; possibile ed e&#8217; persino doveroso contestarle, o no?&#8217;.</p>
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		<title>CAMERA: AULA RICORDA EX PRESIDENTE FVG BIASIUTTI</title>
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		<pubDate>Tue, 02 Feb 2010 15:49:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pierluigi Castagnetti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Dichiarazioni]]></category>

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			<content:encoded><![CDATA[<p>(ANSA) &#8211; ROMA, 2 FEB &#8211; Pierluigi Castagnetti (Pd) e Roberto Antonione (Pdl) hanno ricordato oggi nell&#8217;Aula della Camera Adriano Biasutti, l&#8217;ex presidente della Regione Friuli Venezia Giulia recentemente scomparso.</p>
]]></content:encoded>
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