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	<title>Pierluigi Castagnetti Blog</title>
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	<description>Il blog personale di Pierluigi Castagnetti</description>
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		<title>CASO LUSI: SE SOLDI A API MI ARRABBIO</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Feb 2012 17:34:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pierluigi Castagnetti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Dichiarazioni]]></category>

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		<description><![CDATA[SOLO IO VOTAI CONTRO BILANCIO;STRANE USCITE PER PARTITO MORTO (ANSA) &#8211; ROMA, 03 FEB &#8211; &#8216;Non ho nessun elemento per dubitare dell&#8217;onesta&#8217; ne&#8217; di Rutelli ne&#8217; degli altri dirigenti della Margherita&#8217;. Ma &#8217;se per esempio sono stati spesi dei soldi per pagare un convegno dell&#8217;Api verrebbe messo in discussione il rapporto di lealta&#8217; politica tra [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">SOLO IO VOTAI CONTRO BILANCIO;STRANE USCITE PER PARTITO MORTO (ANSA) &#8211; ROMA, 03 FEB &#8211; &#8216;Non ho nessun elemento per dubitare dell&#8217;onesta&#8217; ne&#8217; di Rutelli ne&#8217; degli altri dirigenti della Margherita&#8217;. Ma &#8217;se per esempio sono stati spesi dei soldi per pagare un convegno dell&#8217;Api verrebbe messo in discussione il rapporto di lealta&#8217; politica tra di noi. E prenderei un&#8217;arrabbiatura politica fortissima perche&#8217; si tratta di un altro partito&#8217;. Cosi&#8217;, in una intervista al Messaggero, Pier Luigi Castagnetti che si dice &#8217;sconvolto&#8217; per il &#8216;caso Lusi&#8217;.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">&#8216;Mi arrabbierei &#8211; aggiunge &#8211; anche se fossero stati usati per pagare una iniziativa di una corrente e non di un&#8217;altra dell&#8217;ex partito. Ma tutto cio&#8217; non c&#8217;entra col codice penale, perche&#8217; si tratterebbe di attivita&#8217; politica. Diverso il caso di appropriazione personale indebita&#8217;.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Lui ricorda, fu &#8216;l&#8217;unico&#8217; a non votare il bilancio perche&#8217; &#8216;c&#8217;erano delle voci troppo sintetiche che andavano spiegate&#8217; e perche&#8217; era rimasto colpito dal fatto che &#8217;si erano spesi soldi per un&#8217;attivita&#8217; politica in assenza di attivita&#8217; politica&#8217;.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Ora pero&#8217; il timore e&#8217; che &#8216;questa vicenda&#8217; rappresenti &#8216;un colpo mortale per un sistema politico gia&#8217; in crisi&#8217; pari a Tangentopoli.</div>
<p>SOLO IO VOTAI CONTRO BILANCIO;STRANE USCITE PER PARTITO MORTO (ANSA) &#8211; ROMA, 03 FEB &#8211; &#8216;Non ho nessun elemento per dubitare dell&#8217;onesta&#8217; ne&#8217; di Rutelli ne&#8217; degli altri dirigenti della Margherita&#8217;. Ma &#8217;se per esempio sono stati spesi dei soldi per pagare un convegno dell&#8217;Api verrebbe messo in discussione il rapporto di lealta&#8217; politica tra di noi. E prenderei un&#8217;arrabbiatura politica fortissima perche&#8217; si tratta di un altro partito&#8217;. Cosi&#8217;, in una intervista al Messaggero, Pier Luigi Castagnetti che si dice &#8217;sconvolto&#8217; per il &#8216;caso Lusi&#8217;. &#8217;Mi arrabbierei &#8211; aggiunge &#8211; anche se fossero stati usati per pagare una iniziativa di una corrente e non di un&#8217;altra dell&#8217;ex partito. Ma tutto cio&#8217; non c&#8217;entra col codice penale, perche&#8217; si tratterebbe di attivita&#8217; politica. Diverso il caso di appropriazione personale indebita&#8217;.Lui ricorda, fu &#8216;l&#8217;unico&#8217; a non votare il bilancio perche&#8217; &#8216;c&#8217;erano delle voci troppo sintetiche che andavano spiegate&#8217; e perche&#8217; era rimasto colpito dal fatto che &#8217;si erano spesi soldi per un&#8217;attivita&#8217; politica in assenza di attivita&#8217; politica&#8217;.Ora pero&#8217; il timore e&#8217; che &#8216;questa vicenda&#8217; rappresenti &#8216;un colpo mortale per un sistema politico gia&#8217; in crisi&#8217; pari a Tangentopoli.</p>
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		<title>Se i soldi sono finiti all&#8217;Api mi arrabbio</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Feb 2012 17:19:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pierluigi Castagnetti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Interviste]]></category>

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		<description><![CDATA[Onorevole Castagnetti, cade dalle nuvole anche lei di fronte allo scandalo Lusi?
“Io sono sconvolto. Questa vicenda è di una gravità assoluta. Rischia di rappresentare un  colpo mortale per un sistema politico già in crisi e che deve fronteggiare un’ondata di anti-politica pari a quella dei tempi di Tangentopoli. Il pericolo è che anche la Seconda [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Onorevole Castagnetti, cade dalle nuvole anche lei di fronte allo scandalo Lusi?</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">“Io sono sconvolto. Questa vicenda è di una gravità assoluta. Rischia di rappresentare un  colpo mortale per un sistema politico già in crisi e che deve fronteggiare un’ondata di anti-politica pari a quella dei tempi di Tangentopoli. Il pericolo è che anche la Seconda Repubblica venga sepolta proprio a causa di una crisi morale, che è stata sottovalutata”.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Voi della Margherita, non battendo ciglio di fronte ai bilanci che presentava, avete sottovalutato Lusi?</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">“Io ho votato contro il consuntivo 2009 che ci fu proposto”.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Da solo?</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">“Si”.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">E come mai da solo?</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">“Non lo so. Non è che avessi riscontrato chissà che cosa. Ma vi erano delle voci troppo sintetiche e troppo riassuntive che avrebbero dovuto essere maggiormente dettagliate”.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Che sospetto le venne?</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">“Se avessi colto indizi di reato, è evidente che avrei fatto una denuncia. Semplicemente, mi aveva colpito che si erano spesi soldi per una attività politica in assenza di attività politica”.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Che cosa si nascondeva in quell’assenza di dettagli: l’imbroglio di uno o di tanti?</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">“Dopo le confessioni di Lusi, si deve parlare di appropriazione indebita soggettiva”.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Rutelli non c’entra niente?</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">“Non ho nessun elemento, per dubitare dell’onestà né di Rutelli né degli altri dirigenti della Margherita. Se per esempio sono stati spesi dei soldi per pagare un convegno dell’Api, verrebbe messo in discussione il rapporto di lealtà politica tra di noi. E prenderei una arrabbiatura politica fortissima, perché si tratta di un altro partito. Mi arrabbierei anche se fossero stati utilizzati per pagare iniziative di una corrente e non di un’altra dell’ex partito. Ma in tutto ciò il codice penale non c’entra niente. Si tratterebbe  infatti sempre di soldi destinati ad attività politiche. Diverso è il caso di appropriazione personale per finalità private”.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Lei è sicuro che questa seconda ipotesi sua limitata a Lusi?</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">“Non ho nessun motivo per pensare che non sia così. E comunque, anche questa pessima vicenda dimostra che stanno venendo al pettine tutti i nodi che la politica poteva affrontare in tempo e che solo adesso sta facendo. Uno di questi è la disciplina dell’Articolo 49 della Costituzione relativo ai partiti”.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Come si evitano nuovi casi Lusi?</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">“Tramite l’assoluta trasparenza. Ho presentato già da due legislature una proposta di legge, dove insisto per esempio sul controllo oggettivo del finanziamento dei partiti. E’ del tutto evidente, nel caso della ex Margherita, che la gestione del tesoriere, in mancanza di controlli legislativi, è avvenuta in assoluta solitudine”.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Funziona così anche nel PD?</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">“Siamo l’unico partito i cui i ilanci vengono certificati da parte di una società esterna. E poi, Bersani mi ha incaricato di elaborare, per conto del Pd, una nuova proposta nella quale si prevede, tra l’altro, l’istituzione di una sezione di controllo della Corte dei Conti sui bilanci dei partiti”.</div>
<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-2506" title="lusi-luigi-ansa-258" src="http://www.pierluigicastagnetti.it/wp-content/uploads/2012/02/lusi-luigi-ansa-258-150x150.jpg" alt="lusi-luigi-ansa-258" width="150" height="150" />intervista di <strong>Mario Ajello</strong></p>
<p><em>da Il Messaggero del 03 febbraio 2012</em></p>
<p><em>Onorevole Castagnetti, cade dalle nuvole anche lei di fronte allo scandalo Lusi?</em></p>
<p>“Io sono sconvolto. Questa vicenda è di una gravità assoluta. Rischia di rappresentare un  colpo mortale per un sistema politico già in crisi e che deve fronteggiare un’ondata di anti-politica pari a quella dei tempi di Tangentopoli. Il pericolo è che anche la Seconda Repubblica venga sepolta proprio a causa di una crisi morale, che è stata sottovalutata”.</p>
<p><em>Voi della Margherita, non battendo ciglio di fronte ai bilanci che presentava, avete sottovalutato Lusi?</em></p>
<p>“Io ho votato contro il consuntivo 2009 che ci fu proposto”.<span id="more-2505"></span></p>
<p><em>Da solo?</em></p>
<p>“Si”.</p>
<p><em>E come mai da solo?</em></p>
<p>“Non lo so. Non è che avessi riscontrato chissà che cosa. Ma vi erano delle voci troppo sintetiche e troppo riassuntive che avrebbero dovuto essere maggiormente dettagliate”.</p>
<p><em>Che sospetto le venne?</em></p>
<p>“Se avessi colto indizi di reato, è evidente che avrei fatto una denuncia. Semplicemente, mi aveva colpito che si erano spesi soldi per una attività politica in assenza di attività politica”.</p>
<p><em>Che cosa si nascondeva in quell’assenza di dettagli: l’imbroglio di uno o di tanti?</em></p>
<p>“Dopo le confessioni di Lusi, si deve parlare di appropriazione indebita soggettiva”.</p>
<p><em>Rutelli non c’entra niente?</em></p>
<p>“Non ho nessun elemento, per dubitare dell’onestà né di Rutelli né degli altri dirigenti della Margherita. Se per esempio sono stati spesi dei soldi per pagare un convegno dell’Api, verrebbe messo in discussione il rapporto di lealtà politica tra di noi. E prenderei una arrabbiatura politica fortissima, perché si tratta di un altro partito. Mi arrabbierei anche se fossero stati utilizzati per pagare iniziative di una corrente e non di un’altra dell’ex partito. Ma in tutto ciò il codice penale non c’entra niente. Si tratterebbe  infatti sempre di soldi destinati ad attività politiche. Diverso è il caso di appropriazione personale per finalità private”.</p>
<p><em>Lei è sicuro che questa seconda ipotesi sia limitata a Lusi?</em></p>
<p>“Non ho nessun motivo per pensare che non sia così. E comunque, anche questa pessima vicenda dimostra che stanno venendo al pettine tutti i nodi che la politica poteva affrontare in tempo e che solo adesso sta facendo. Uno di questi è la disciplina dell’Articolo 49 della Costituzione relativo ai partiti”.</p>
<p><em>Come si evitano nuovi casi Lusi?</em></p>
<p>“Tramite l’assoluta trasparenza. Ho presentato già da due legislature una proposta di legge, dove insisto per esempio sul controllo oggettivo del finanziamento dei partiti. E’ del tutto evidente, nel caso della ex Margherita, che la gestione del tesoriere, in mancanza di controlli legislativi, è avvenuta in assoluta solitudine”.</p>
<p><em>Funziona così anche nel PD?</em></p>
<p>“Siamo l’unico partito i cui i ilanci vengono certificati da parte di una società esterna. E poi, Bersani mi ha incaricato di elaborare, per conto del Pd, una nuova proposta nella quale si prevede, tra l’altro, l’istituzione di una sezione di controllo della Corte dei Conti sui bilanci dei partiti”.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Rivogliamo i soldi, li daremo allo Stato</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Feb 2012 11:27:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pierluigi Castagnetti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Interviste]]></category>

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		<description><![CDATA[RIVOGLIAMO I SOLDI, LI DAREMO ALLO STATO
“Vogliamo tutto ciò che ci spetta”. Premette che la decisione attiene all’assemblea del Partito, ma poi Pierluigi Castagnetti – ex esponente della Margherita, ora nel PD – davanti al patteggiamento proposto dal tesoriere Lusi, che prevede una restituzione molto parziale dei soldi “spariti” (5 milioni su 13) è netto: [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">RIVOGLIAMO I SOLDI, LI DAREMO ALLO STATO</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">“Vogliamo tutto ciò che ci spetta”. Premette che la decisione attiene all’assemblea del Partito, ma poi Pierluigi Castagnetti – ex esponente della Margherita, ora nel PD – davanti al patteggiamento proposto dal tesoriere Lusi, che prevede una restituzione molto parziale dei soldi “spariti” (5 milioni su 13) è netto: “Se il patteggiamento riguarda la pena personale (propone un anno ndr) è affar suo. Ma definita con precisione da parte della magistratura la misura dell’appropriazione indebita, quella cifra deve essere restituita”.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Gli esponenti della Margherita sono divisi in tre partiti: che fine faranno quei soldi?</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">“Una volta onorati gli impegni del sostegno al giornale Europa e agli stipendi dei dipendenti che ha ancora il partito, ciò che resta deve essere dato allo Stato”</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Riuscirà a convincere gli altri ex DL?</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">“Spero di sì. Perché dovremmo utilizzare noi quei soldi? Sono dello stato, è giusto che vi ritornino. Bisogna rendersi conto che questa vicenda aumenterà la disaffezione dei cittadini verso i partiti: c’è il rischio che il sistema esploda. Partiamo da questo gesto per ricostruire la moralità della politica.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Ammetterà che è difficile spiegare all’opinione pubblica come Lusi abbia potuto intascare tanti soldi all’insaputa di tutti.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">“è vero. Ma in tutti i partiti c’è una separazione netta fra la gestione amministrativa e quella politica. La colpa comune a tutti è quella di approvare i bilanci con una rapidità eccessiva: le riunioni durano mezz’ora, c’è una breve relazione del tesoriere che dà conto dei saldi finali e poi si vota”</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Nessun controllo esterno?</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">“No. I bilanci si depositano alla presidenza della Camera e la Camera li archivia.”</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Di qui l’esigenza di una legge che regoli la vita dei partiti e la trasparenza dei finanziamenti?</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">“Infatti. Ho presentato la scorsa legislatura una disciplina dell’articolo 49 della Costituzione e ora, per conto di Bersani, ho predisposto un’altra bozza in cui si prevede l’istituzione di una sezione di controllo della Corte dei Conti sui partiti con il compito di controllare i bilanci e i rendiconti delle spese elettorali e, qualora l’esame dia esito negativo, come si legge nell’articolo 7 “il partito cessa di ricevere finanziamenti, rimborsi, agevolazioni, esenzioni, e qualsiasi altro tipo di provvidenza pubblica” “</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Non crede sia il caso di intervenire pure sul finanziamento pubblico?</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">“Io credo che nel clima dei sacrifici imposti ai cittadini, il finanziamento si possa diminuire”</div>
<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-2522" title="Lusi_1" src="http://www.pierluigicastagnetti.it/wp-content/uploads/2012/02/Lusi_1-150x150.jpg" alt="Lusi_1" width="150" height="150" />intervista di <strong>Antonella Coppari</strong></p>
<p><em>da Il Resto del Carlino del 03 febbraio 2012</em></p>
<p>“Vogliamo tutto ciò che ci spetta”. Premette che la decisione attiene all’assemblea del Partito, ma poi Pierluigi Castagnetti – ex esponente della Margherita, ora nel PD – davanti al patteggiamento proposto dal tesoriere Lusi, che prevede una restituzione molto parziale dei soldi “spariti” (5 milioni su 13) è netto: “Se il patteggiamento riguarda la pena personale (propone un anno ndr) è affar suo. Ma definita con precisione da parte della magistratura la misura dell’appropriazione indebita, quella cifra deve essere restituita”.</p>
<p><em>Gli esponenti della Margherita sono divisi in tre partiti: che fine faranno quei soldi?</em></p>
<p>“Una volta onorati gli impegni del sostegno al giornale Europa e agli stipendi dei dipendenti che ha ancora il partito, ciò che resta deve essere dato allo Stato”</p>
<p><em>Riuscirà a convincere gli altri ex DL?</em></p>
<p>“Spero di sì. Perché dovremmo utilizzare noi quei soldi? Sono dello stato, è giusto che vi ritornino. Bisogna rendersi conto che questa vicenda aumenterà la disaffezione dei cittadini verso i partiti: c’è il rischio che il sistema esploda. Partiamo da questo gesto per ricostruire la moralità della politica.<span id="more-2521"></span></p>
<p><em>Ammetterà che è difficile spiegare all’opinione pubblica come Lusi abbia potuto intascare tanti soldi all’insaputa di tutti.</em></p>
<p>“è vero. Ma in tutti i partiti c’è una separazione netta fra la gestione amministrativa e quella politica. La colpa comune a tutti è quella di approvare i bilanci con una rapidità eccessiva: le riunioni durano mezz’ora, c’è una breve relazione del tesoriere che dà conto dei saldi finali e poi si vota”</p>
<p><em>Nessun controllo esterno?</em></p>
<p>“No. I bilanci si depositano alla presidenza della Camera e la Camera li archivia.”</p>
<p><em>Di qui l’esigenza di una legge che regoli la vita dei partiti e la trasparenza dei finanziamenti?</em></p>
<p>“Infatti. Ho presentato la scorsa legislatura una disciplina dell’articolo 49 della Costituzione e ora, per conto di Bersani, ho predisposto un’altra bozza in cui si prevede l’istituzione di una sezione di controllo della Corte dei Conti sui partiti con il compito di controllare i bilanci e i rendiconti delle spese elettorali e, qualora l’esame dia esito negativo, come si legge nell’articolo 7 “il partito cessa di ricevere finanziamenti, rimborsi, agevolazioni, esenzioni, e qualsiasi altro tipo di provvidenza pubblica” “</p>
<p><em>Non crede sia il caso di intervenire pure sul finanziamento pubblico?</em></p>
<p>“Io credo che nel clima dei sacrifici imposti ai cittadini, il finanziamento si possa diminuire”</p>
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		<title>CASO LUSI: NERI, RUTELLI E BIANCO DIMISSIONARI ASSEMBLEA DL</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Feb 2012 17:31:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pierluigi Castagnetti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Dichiarazioni]]></category>

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		<description><![CDATA[(ANSA) &#8211; ROMA, 2 FEB &#8211; &#8216;Feci in quell&#8217;occasione un intervento molto duro &#8211; ricorda Neri &#8211; contestando sia il metodo, che non consentiva ai 400 componenti dell&#8217;assemblea di conoscere alcunche&#8217; sulla gestione delle risorse, sia il merito, in quanto il residuo attivo della ex Margherita, la cui entita&#8217; e&#8217; a tutt&#8217;oggi sconosciuta, (15, 18, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">(ANSA) &#8211; ROMA, 2 FEB &#8211; &#8216;Feci in quell&#8217;occasione un intervento molto duro &#8211; ricorda Neri &#8211; contestando sia il metodo, che non consentiva ai 400 componenti dell&#8217;assemblea di conoscere alcunche&#8217; sulla gestione delle risorse, sia il merito, in quanto il residuo attivo della ex Margherita, la cui entita&#8217; e&#8217; a tutt&#8217;oggi sconosciuta, (15, 18, 20 milioni di euro?), semplicemente a nostro avviso doveva, e deve, essere &#8216;restituito&#8217; alla societa&#8217; civile alla quale apparteneva e appartiene: abbiamo proposto la destinazione del 50% del residuo della ex Margherita per opere di ricostruzione a L&#8217;Aquila, da concordare con le istituzioni locali. L&#8217;altro 50% da distribuire tra associazioni attive in opere di protezione umana, sociale e sanitaria e nell&#8217;affermazione dei diritti umani (Medicine sans Frontiere, Emergency, Caritas Nazionale, Fondazione Don Di Liegro, Amnesty International )&#8217;.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">&#8216;La reazione &#8211; ricostruisce l&#8217;ex esponente Dl &#8211; fu violenta e la chiusura totale, anche se alcuni interventi, di Arturo Parisi e di Pierluigi Castagnetti in particolare, sollecitarono responsabilmente l&#8217;avvio di procedure trasparenti e di scelte condivise. Alla fine solo il sottoscritto voto&#8217; contro, mentre Parisi non partecipo&#8217; al voto. In Italia, quando non vuoi far niente, nomini una commissione. E cosi&#8217; fu fatto, fu nominata una commissione che, come noto, non si e&#8217; mai riunita. Alla luce dei fatti oggi si comprende meglio il perche&#8217; di quella chiusura, perche&#8217;, forse, quelle risorse erano gia&#8217; state impegnate, o perche&#8217;, forse, qualcuno aveva pensato non ad una soluzione &#8216;restitutiva&#8217;, come quella da noi avanzata, ma ad una &#8216;distributiva&#8217;, magari utilizzando le diverse Fondazioni di riferimento dei diversi maggiorenti dell&#8217;ex Dl&#8217;. Oggi &#8216;di fronte alla nuova situazione, la nostra proposta &#8216;restitutiva&#8217; acquisisce una forza politica e morale straordinaria e diventa l&#8217;unica strada percorribile. E noi continueremo a proporla con determinazione&#8217;.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Neri chiede di convocare &#8216;immediatamente l&#8217;Assemblea Federale, alla quale Rutelli ed Enzo Bianco devono arrivare dimissionari perche&#8217; stampa ed opinione pubblica dimostrano di non credere allo scenario di un tesoriere che in solitaria si appropria di 13 milioni di euro &#8216;all&#8217;insaputa&#8217; di tutti gli altri. Ci si chiede dove fossero i revisori dei conti, l&#8217;ufficio di tesoreria e tutti gli altri che cogestivano la struttura&#8217;. &#8216;Chi e&#8217; stato parte del problema &#8211; conclude Neri &#8211; non puo&#8217; rappresentare anche la soluzione. Per questo abbiamo proposto la costituzione di un Comitato di Gestione, diviso in due gruppi : -uno finalizzato ad una ricognizione puntuale delle voci di bilancio da consegnare alla discussione di tutti i componenti dell&#8217;Assemblea; un altro per la individuazione dei soggetti associativi ed istituzionali ai quali devolvere il residuo attivo. E per questo abbiamo anche avanzato alcuni nomi di personalita&#8217; di alto profilo politico e morale componenti dell&#8217;Assemblea Federale che dovrebbero assolutamente far parte del Comitato di Gestione&#8217;. (ANSA).</div>
<p>(ANSA) &#8211; ROMA, 2 FEB &#8211; &#8216;Feci in quell&#8217;occasione un intervento molto duro &#8211; ricorda Neri &#8211; contestando sia il metodo, che non consentiva ai 400 componenti dell&#8217;assemblea di conoscere alcunche&#8217; sulla gestione delle risorse, sia il merito, in quanto il residuo attivo della ex Margherita, la cui entita&#8217; e&#8217; a tutt&#8217;oggi sconosciuta, (15, 18, 20 milioni di euro?), semplicemente a nostro avviso doveva, e deve, essere &#8216;restituito&#8217; alla societa&#8217; civile alla quale apparteneva e appartiene: abbiamo proposto la destinazione del 50% del residuo della ex Margherita per opere di ricostruzione a L&#8217;Aquila, da concordare con le istituzioni locali. L&#8217;altro 50% da distribuire tra associazioni attive in opere di protezione umana, sociale e sanitaria e nell&#8217;affermazione dei diritti umani (Medicine sans Frontiere, Emergency, Caritas Nazionale, Fondazione Don Di Liegro, Amnesty International )&#8217;.</p>
<p>&#8216;La reazione &#8211; ricostruisce l&#8217;ex esponente Dl &#8211; fu violenta e la chiusura totale, anche se alcuni interventi, di Arturo Parisi e di Pierluigi Castagnetti in particolare, sollecitarono responsabilmente l&#8217;avvio di procedure trasparenti e di scelte condivise. Alla fine solo il sottoscritto voto&#8217; contro, mentre Parisi non partecipo&#8217; al voto. In Italia, quando non vuoi far niente, nomini una commissione. E cosi&#8217; fu fatto, fu nominata una commissione che, come noto, non si e&#8217; mai riunita. Alla luce dei fatti oggi si comprende meglio il perche&#8217; di quella chiusura, perche&#8217;, forse, quelle risorse erano gia&#8217; state impegnate, o perche&#8217;, forse, qualcuno aveva pensato non ad una soluzione &#8216;restitutiva&#8217;, come quella da noi avanzata, ma ad una &#8216;distributiva&#8217;, magari utilizzando le diverse Fondazioni di riferimento dei diversi maggiorenti dell&#8217;ex Dl&#8217;. Oggi &#8216;di fronte alla nuova situazione, la nostra proposta &#8216;restitutiva&#8217; acquisisce una forza politica e morale straordinaria e diventa l&#8217;unica strada percorribile. E noi continueremo a proporla con determinazione&#8217;.</p>
<p>Neri chiede di convocare &#8216;immediatamente l&#8217;Assemblea Federale, alla quale Rutelli ed Enzo Bianco devono arrivare dimissionari perche&#8217; stampa ed opinione pubblica dimostrano di non credere allo scenario di un tesoriere che in solitaria si appropria di 13 milioni di euro &#8216;all&#8217;insaputa&#8217; di tutti gli altri. Ci si chiede dove fossero i revisori dei conti, l&#8217;ufficio di tesoreria e tutti gli altri che cogestivano la struttura&#8217;. &#8216;Chi e&#8217; stato parte del problema &#8211; conclude Neri &#8211; non puo&#8217; rappresentare anche la soluzione. Per questo abbiamo proposto la costituzione di un Comitato di Gestione, diviso in due gruppi : -uno finalizzato ad una ricognizione puntuale delle voci di bilancio da consegnare alla discussione di tutti i componenti dell&#8217;Assemblea; un altro per la individuazione dei soggetti associativi ed istituzionali ai quali devolvere il residuo attivo. E per questo abbiamo anche avanzato alcuni nomi di personalita&#8217; di alto profilo politico e morale componenti dell&#8217;Assemblea Federale che dovrebbero assolutamente far parte del Comitato di Gestione&#8217;. (ANSA).</p>
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		<title>CASO LUSI: VOCI BILANCIO ERANO TROPPO RIASSUNTIVE</title>
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		<pubDate>Tue, 31 Jan 2012 17:28:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pierluigi Castagnetti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Dichiarazioni]]></category>

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		<description><![CDATA[IN ASSEMBLEA CI FU DISCUSSIONE E PREVENTIVO 2011 MAI VOTATO (ANSA) &#8211; ROMA, 31 GEN &#8211; &#8216;Le voci del bilancio erano troppo riassuntive e anch&#8217; io chiesi chiarimenti. Infatti l&#8217;assemblea di fine giugno ando&#8217; per le lunghe e alla fine il bilancio preventivo 2011 non fu votato e il chiarimento rinviato a un organismo ad [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>IN ASSEMBLEA CI FU DISCUSSIONE E PREVENTIVO 2011 MAI VOTATO (ANSA) &#8211; ROMA, 31 GEN &#8211; &#8216;Le voci del bilancio erano troppo riassuntive e anch&#8217; io chiesi chiarimenti. Infatti l&#8217;assemblea di fine giugno ando&#8217; per le lunghe e alla fine il bilancio preventivo 2011 non fu votato e il chiarimento rinviato a un organismo ad hoc&#8217;. Pier Luigi Castagnetti ricorda cosi&#8217; i dubbi che piu&#8217; di uno pose all&#8217;ultima assemblea della Margherita convocata per approvare il bilancio. &#8216;Sono molto turbato &#8211; ammette &#8211; il tesoriere e&#8217; la figura che gode della fiducia di tutti e l&#8217;accusa di appropriazione indebita addolora&#8217;.(ANSA</p>
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		<title>Quei &#8220;no&#8221; anche alla DC</title>
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		<pubDate>Tue, 31 Jan 2012 11:20:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pierluigi Castagnetti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>

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		<description><![CDATA[Sarà ricordato come il Presidente che, collocato sul crinale tra la prima e la seconda repubblica, ha saputo evitare all’Italia una deriva anticostituzionale e antidemocratica, rivelando una tempra politica da molti prima non conosciuta. Oscar Luigi Scalfaro, infatti, prima di salire al Quirinale nel 1992 nel mezzo di una stagione drammatica della vita repubblicana per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Sarà ricordato come il Presidente che, collocato sul crinale tra la prima e la seconda repubblica, ha saputo evitare all’Italia una deriva anticostituzionale e antidemocratica, rivelando una tempra politica da molti prima non conosciuta. Oscar Luigi Scalfaro, infatti, prima di salire al Quirinale nel 1992 nel mezzo di una stagione drammatica della vita repubblicana per gli attentati della mafia a Falcone e Borsellino e per l’emersione non meno traumatica degli effetti della crisi morale che investiva il sistema politico, pur avendo ricoperto diversi incarichi istituzionali e governativi di rilievo, non era considerato un “cavallo di razza”, a conferma che nei grandi partiti politici, oltre alle ledership più forti e popolari, era disponibile una riserva di dirigenti di altissimo profilo, dotati cioè di grande spessore culturale, spirituale e politico.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Nella Dc, anche nel suo tempo, Scalfaro era rispettato come un “uomo di un altro tempo”, per la sua integrità morale che a volte mostrava il volto della rigidità, per l’ostentazione dell’ ispirazione cristiana e per l’oratoria calda, rotonda e raffinata.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">In effetti questo suo apparire ed essere un “uomo di un altro tempo” è stata la sua virtù, la forza che gli ha consentito di resistere e sfidare i venti a volte anche impetuosi di cambiamenti tanto effimeri quanto inutilmente fragorosi. Mentre ad altri è capitato di abbassare la testa di fronte ai nuovi stili di una sedicente modernità politica, Scalfaro ha fortemente ancorato il Quirinale sulla roccia della Carta Costituzionale, scelta non facile dopo il discusso epilogo del settennato cossighiano. I suoi successori, Ciampi e Napolitano, non sono stati da meno nel confermare questa fedeltà alla Carta, ma è giusto riconoscere che il rischio maggiore dell’assalto alla medesima si è registrato proprio negli anni convulsi della nascente cosiddetta seconda repubblica. Perciò quei “no” e quei “non ci sto” di Scalfaro, sono apparsi subito come una nuova “gettata” di cemento costituzionale che ha reso più forti le fondamenta della nostra democrazia, mettendole in sicurezza anche rispetto ai previsti assalti successivi.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">La gestione così originale della funzione di massimo garante della Carta gli costò sofferenze anche sotto il profilo umano, oltre a quello politico. Venne sacrificata l’amicizia di tanti uomini del suo stesso partito, la Democrazia Cristiana, che non compresero tanta severità nel giudicare comportamenti soggettivi e scelte politiche che a molti di loro non sembravano meritarla, nè compresero talune scelte presidenziali giudicate troppo aperte alle aspettative delle allora opposizioni, come lo scioglimento anticipato della XI legislatura.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">In effetti furono proprio la rigorosa correttezza costituzionale  e l’assoluta assenza di calcoli politici di parte, che connotarono alcune delle sue più importanti decisioni, così come la rigorosa difesa del carattere parlamentare della nostra democrazia, a costituire i presupposti di quella forza morale e politica che illuminò e resse l’intero difficile settennato di Scalfaro.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Papa Benedetto XVI ha giustamente reso onore al grande uomo politico cristiano,  le cui battaglie, in difesa della Costituzione, della libertà, della laicità, della pace e della moralità della classe dirigente non furono peraltro sempre accompagnate da analoghi riconoscimenti, perché Scalfaro – sarebbe ingiusto non ricordarlo – era una persona scomoda e un cristiano scomodo.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Ma in questo momento non serve ricordare incomprensioni, polemiche e amarezze che la vita non gli ha risparmiato.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">A me pare più interessante rilevare come, e ciò lo si coglie in modo netto nel magistero scalfariano degli ultimi ventanni, la fedeltà alla ispirazione cristiana di quella generazione che sotto la guida di De Gasperi rese protagonisti i cattolici nella costruzione della democrazia del paese, si sia manifestata e si continui a manifestare in una sorta di difesa “ideologica” della Costituzione. C’è infatti una fermezza e una intransigenza – come si fa a non ricordare la battaglia in difesa della Carta in quegli stessi anni del monaco Giuseppe Dossetti, padre costituente come Scalfaro?- in questi uomini dovuta proprio a una sorta di investimento religioso sui principi della Costituzione,  come se il valore della persona, della vita, della libertà, della pace, del bene comune, non possa essere scritto che nell’unico modo in cui è stato fatto, appunto, nella Carta. La quale, proprio per ciò, è stata ed è vissuta come il punto di convergenza fra l’umanesimo cristiano e l’umanesimo laico, e la sua sacralità consiste appunto in questa miracolosa convergenza, che doveva e deve essere difesa da ogni insidia. Non è un caso che “dall’altra parte”, quella laica,  lo stesso atteggiamento abbiano mostrato e mostrino i presidenti Ciampi e Napolitano. E non è pure un caso che Scalfaro non sia mai riuscito (forse non l’ha neanche cercato) a realizzare un feeling con l’onorevole Berlusconi, che considerava “estraneo” alla cultura e a gran parte della stessa architettura del nostro modello di democrazia costituzionale, non solo per ragioni anagrafiche ma proprio per ragioni profondamente etiche e culturali.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Si capisce, dunque, la goffaggine di alcune interpretazioni superficiali e stucchevoli della supposta discontinuità degli atteggiamenti politici di Scalfaro, prima scelbiano, poi forlaniano e infine progressista, o prima cattolico integralista e poi cattolico dialogante, letture che non colgono la verità del nucleo solido del suo modo di intendere e di vivere la coerenza morale e politica, come coerenza al Vangelo e ineludibilmente alla Costituzione.</div>
<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-2503" title="scalfaro1" src="http://www.pierluigicastagnetti.it/wp-content/uploads/2012/01/scalfaro1-150x150.jpg" alt="scalfaro1" width="150" height="150" />di <strong>Pierluigi Castagnetti</strong></p>
<p><em>da Europa del 31 gennaio 2012</em></p>
<p>Sarà ricordato come il Presidente che, collocato sul crinale tra la prima e la seconda repubblica, ha saputo evitare all’Italia una deriva anticostituzionale e antidemocratica, rivelando una tempra politica da molti prima non conosciuta. Oscar Luigi Scalfaro, infatti, prima di salire al Quirinale nel 1992 nel mezzo di una stagione drammatica della vita repubblicana per gli attentati della mafia a Falcone e Borsellino e per l’emersione non meno traumatica degli effetti della crisi morale che investiva il sistema politico, pur avendo ricoperto diversi incarichi istituzionali e governativi di rilievo, non era considerato un “cavallo di razza”, a conferma che nei grandi partiti politici, oltre alle ledership più forti e popolari, era disponibile una riserva di dirigenti di altissimo profilo, dotati cioè di grande spessore culturale, spirituale e politico. Nella Dc, anche nel suo tempo, Scalfaro era rispettato come un “uomo di un altro tempo”, per la sua integrità morale che a volte mostrava il volto della rigidità, per l’ostentazione dell’ ispirazione cristiana e per l’oratoria calda, rotonda e raffinata. In effetti questo suo apparire ed essere un “uomo di un altro tempo” è stata la sua virtù, la forza che gli ha consentito di resistere e sfidare i venti a volte anche impetuosi di cambiamenti tanto effimeri quanto inutilmente fragorosi. <span id="more-2502"></span>Mentre ad altri è capitato di abbassare la testa di fronte ai nuovi stili di una sedicente modernità politica, Scalfaro ha fortemente ancorato il Quirinale sulla roccia della Carta Costituzionale, scelta non facile dopo il discusso epilogo del settennato cossighiano. I suoi successori, Ciampi e Napolitano, non sono stati da meno nel confermare questa fedeltà alla Carta, ma è giusto riconoscere che il rischio maggiore dell’assalto alla medesima si è registrato proprio negli anni convulsi della nascente cosiddetta seconda repubblica. Perciò quei “no” e quei “non ci sto” di Scalfaro, sono apparsi subito come una nuova “gettata” di cemento costituzionale che ha reso più forti le fondamenta della nostra democrazia, mettendole in sicurezza anche rispetto ai previsti assalti successivi. La gestione così originale della funzione di massimo garante della Carta gli costò sofferenze anche sotto il profilo umano, oltre a quello politico. Venne sacrificata l’amicizia di tanti uomini del suo stesso partito, la Democrazia Cristiana, che non compresero tanta severità nel giudicare comportamenti soggettivi e scelte politiche che a molti di loro non sembravano meritarla, nè compresero talune scelte presidenziali giudicate troppo aperte alle aspettative delle allora opposizioni, come lo scioglimento anticipato della XI legislatura.  In effetti furono proprio la rigorosa correttezza costituzionale  e l’assoluta assenza di calcoli politici di parte, che connotarono alcune delle sue più importanti decisioni, così come la rigorosa difesa del carattere parlamentare della nostra democrazia, a costituire i presupposti di quella forza morale e politica che illuminò e resse l’intero difficile settennato di Scalfaro. Papa Benedetto XVI ha giustamente reso onore al grande uomo politico cristiano,  le cui battaglie, in difesa della Costituzione, della libertà, della laicità, della pace e della moralità della classe dirigente non furono peraltro sempre accompagnate da analoghi riconoscimenti, perché Scalfaro – sarebbe ingiusto non ricordarlo – era una persona scomoda e un cristiano scomodo.Ma in questo momento non serve ricordare incomprensioni, polemiche e amarezze che la vita non gli ha risparmiato. A me pare più interessante rilevare come, e ciò lo si coglie in modo netto nel magistero scalfariano degli ultimi ventanni, la fedeltà alla ispirazione cristiana di quella generazione che sotto la guida di De Gasperi rese protagonisti i cattolici nella costruzione della democrazia del paese, si sia manifestata e si continui a manifestare in una sorta di difesa “ideologica” della Costituzione. C’è infatti una fermezza e una intransigenza – come si fa a non ricordare la battaglia in difesa della Carta in quegli stessi anni del monaco Giuseppe Dossetti, padre costituente come Scalfaro?- in questi uomini dovuta proprio a una sorta di investimento religioso sui principi della Costituzione,  come se il valore della persona, della vita, della libertà, della pace, del bene comune, non possa essere scritto che nell’unico modo in cui è stato fatto, appunto, nella Carta. La quale, proprio per ciò, è stata ed è vissuta come il punto di convergenza fra l’umanesimo cristiano e l’umanesimo laico, e la sua sacralità consiste appunto in questa miracolosa convergenza, che doveva e deve essere difesa da ogni insidia. Non è un caso che “dall’altra parte”, quella laica,  lo stesso atteggiamento abbiano mostrato e mostrino i presidenti Ciampi e Napolitano. E non è pure un caso che Scalfaro non sia mai riuscito (forse non l’ha neanche cercato) a realizzare un feeling con l’onorevole Berlusconi, che considerava “estraneo” alla cultura e a gran parte della stessa architettura del nostro modello di democrazia costituzionale, non solo per ragioni anagrafiche ma proprio per ragioni profondamente etiche e culturali. Si capisce, dunque, la goffaggine di alcune interpretazioni superficiali e stucchevoli della supposta discontinuità degli atteggiamenti politici di Scalfaro, prima scelbiano, poi forlaniano e infine progressista, o prima cattolico integralista e poi cattolico dialogante, letture che non colgono la verità del nucleo solido del suo modo di intendere e di vivere la coerenza morale e politica, come coerenza al Vangelo e ineludibilmente alla Costituzione.</p>
<div></div>
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		<title>SCALFARO: HA ONORATO COSTITUZIONE SINO ALLA FINE DELLA SUA VITA</title>
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		<pubDate>Sun, 29 Jan 2012 17:26:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pierluigi Castagnetti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Dichiarazioni]]></category>

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		<description><![CDATA[Roma, 29 gen. (Adnkronos) &#8211; &#8220;Oscar Luigi Scalfaro e&#8217; stato un grande e coerente protagonista dell&#8217;impegno politico &#8216;da crstiani&#8217;.
Capo dello Stato in una stagione politica difficilissima che ha visto il passaggio dalla prima alla cosiddetta seconda repubblica e&#8217; riuscito a garantire sempre il rispetto dei principi costituzionali che aveva contribuito a scrivere e che ha [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Roma, 29 gen. (Adnkronos) &#8211; &#8220;Oscar Luigi Scalfaro e&#8217; stato un grande e coerente protagonista dell&#8217;impegno politico &#8216;da crstiani&#8217;.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Capo dello Stato in una stagione politica difficilissima che ha visto il passaggio dalla prima alla cosiddetta seconda repubblica e&#8217; riuscito a garantire sempre il rispetto dei principi costituzionali che aveva contribuito a scrivere e che ha onorato sino alla fine delle sua vita&#8221;. Lo scrive Pierluigi Castagnetti del Pd.</div>
<p>Roma, 29 gen. (Adnkronos) &#8211; &#8220;Oscar Luigi Scalfaro e&#8217; stato un grande e coerente protagonista dell&#8217;impegno politico &#8216;da crstiani&#8217;. Capo dello Stato in una stagione politica difficilissima che ha visto il passaggio dalla prima alla cosiddetta seconda repubblica e&#8217; riuscito a garantire sempre il rispetto dei principi costituzionali che aveva contribuito a scrivere e che ha onorato sino alla fine delle sua vita&#8221;. Lo scrive Pierluigi Castagnetti del Pd.</p>
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		<title>Collegamento tra nord e sud</title>
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		<pubDate>Thu, 19 Jan 2012 17:12:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pierluigi Castagnetti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Discorsi]]></category>

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		<description><![CDATA[Al Ministro  dello Sviluppo Economico, delle infrastrutture e dei trasporti, al Ministro per la coesione territoriale, al Ministro per gli affari regionali, il turismo e lo sport
Per sapere, premesso che
le infrastrutture di trasporto &#8211; e ancor più &#8211; il «sistema» di trasporto è condizione necessaria allo sviluppo e alla crescita equilibrata dei territori meridionali, e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Al Ministro  dello Sviluppo Economico, delle infrastrutture e dei trasporti, al Ministro per la coesione territoriale, al Ministro per gli affari regionali, il turismo e lo sport</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Per sapere, premesso che</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">le infrastrutture di trasporto &#8211; e ancor più &#8211; il «sistema» di trasporto è condizione necessaria allo sviluppo e alla crescita equilibrata dei territori meridionali, e in particolare delle regioni, come la Calabria, che per condizioni geomorfologiche, ma soprattutto per disponibilità e accessibilità di infrastrutture di trasporto si trova in una condizione di elevata perifericità territoriale;</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">la Calabria e, in particolare, città come Cutro, in provincia di Crotone, non ha collegamenti efficienti tra comuni, anche contermini, e soprattutto con il Nord del paese e con importanti nodi ferroviari come Bologna; i residenti di questa vitale e popolosa località dell&#8217;entroterra ionico calabrese, sono emigrati, nella seconda metà del novecento, in Germania e nell&#8217;Italia settentrionale, in particolare in Emilia-Romagna e in Lombardia, dove  attualmente risiedono circa 10 000 persone d&#8217;origine cutrese; la più folta comunità d&#8217;origine cutrese si trova a Reggio Emilia (le due città, tra l&#8217;altro, sono anche gemellate) dove è presente da più generazioni ed è integrata nel tessuto sociale, anche imprenditoriale;</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">nonostante l&#8217;insufficiente dotazione ferroviaria, per la Calabria le prospettive di adeguamento delle reti nelle tecnologie e negli standard di servizio restano orientate nel lunghissimo termine e impostate su logiche incomprensibili anche nella programmazione degli orari e del servizio con soppressione senza preavviso delle corse, carenza di informazione e guasti tecnici che affliggono l&#8217;ormai obsoleto materiale rotabile delle linee ancora in servizio;</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">le politiche “anticicliche”  adottate dal precedente Governo, “neutrali” sotto il profilo dell’equilibrio di bilancio, si sono rivelate molto onerose per il sistema Paese, soprattutto perché in aperta competizione con le politiche di sviluppo delle aree sottoutilizzate già concordate con l’Unione europea; in particolare, hanno ridotto in misura rilevante le risorse per i servizi di trasporto e per le infrastrutture connesse,  con il taglio dei trasferimenti operata con  le varie manovre finanziarie e, in particolare, con il decreto legge 78/2010, che ha ridotto del 15% le risorse destinate al trasporto pubblico locale, penalizzando in particolare il trasporto ferroviario regionale;</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">a partire dal decreto-legge 112/2008 e con i successivi provvedimenti anticrisi il Governo ha avviato un’incisiva riprogrammazione, riallocazione e rimodulazione delle risorse del Fondo Aree sottoutilizzate del Quadro Strategico Nazionale (QSN) 2007-2013 , anche per la quota di competenza regionale; le risorse assegnate per tale periodo di programmazione erano riservate, per una quota non inferiore al 30 per cento, al finanziamento di infrastrutture e servizi di trasporto di rilievo strategico nelle regioni meridionali; non si è realizzata, di contro, nemmeno l’annunciata concentrazione delle suddette risorse FAS su interventi di rilevanza strategica nazionale, quali i corridoi transeuropei intermodali di trasporto;</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">nel trasporto ferroviario, in particolare,  si registra un grave taglio dell’offerta dei servizi a fronte di un rincaro delle tariffe e della riduzione degli addetti; il trasporto pubblico locale si trova in una situazione di vera emergenza; il decreto 78/2010, ha sostanzialmente “azzerato” i trasferimenti alle Regioni per il  trasporto pubblico locale, per complessivi 1635 milioni, di cui  1181 milioni destinati al servizio ferroviario svolto da Trenitalia;</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">il taglio complessivo dei trasferimenti destinati al Trasporto pubblico locale è di 1665 milioni di euro, al netto dei 400 milioni di dotazione del nuovo fondo per il finanziamento del trasporto pubblico locale, anche ferroviario; gran parte dei tagli ricadono sui contratti relativi al servizio ferroviario, con una decurtazione pari a 1200 milioni; le Regioni denunciano di non poter sostenere tale riduzione, anche contenendo le risorse destinate agli altri servizi di trasporto locale (ferrovie regionali e autolinee);</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">le conseguenze di tali tagli sono insostenibili e minacciano il diritto universale alla mobilità: si prospetta un forte ridimensionamento del servizio; l’azzeramento degli investimenti in materiale rotabile; l’aumento delle tariffe, oltre a quelli già intervenuti nel corso del 2011 e in misura socialmente insostenibile; l’esubero di migliaia di dipendenti del comparto, con gravi ricadute sul sistema sociale ed economico del territorio, sugli utenti, sulla congestione e sull’inquinamento; si prevedono effetti significativi anche sull&#8217;indotto, e in particolare sulle imprese di fornitura del materiale rotabile e su quelle di manutenzione del servizio; si prospettano ulteriori costi anche in termini di contenzioso con le aziende ferroviarie e di trasporto pubblico locale,  per il mancato rispetto dei  contratti sottoscritti;</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">il diritto universale alla mobilità appare minacciato anche dalla totale assenza di risorse per la sicurezza e la manutenzione delle infrastrutture ferroviarie;</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">considerato che</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">risulta che dall’11 dicembre 2011 Trenitalia abbia disposto la riorganizzazione dei servizi a contratto e, in particolare, di sopprimere il servizio cuccette e vagoni letto nei treni notturni che garantiscono il collegamento tra il Nord e il Sud del Paese, nonostante il servizio sia tuttora attivo e ampiamente fruito da oltre un milione e mezzo di viaggiatori all’anno, con un incremento della domanda del 12% nel 2010; la decisione di Trenitalia implica la perdita del posto di lavoro per oltre 800 lavoratori, tra addetti al servizio e lavoratori dell’indotto;</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Trenitalia, oltre alla soppressione dei treni a lunga percorrenza, ha disposto la soppressione di numerose fermate per i treni ES e Intercity, mentre vi è totale incertezza sulla futura programmazione delle linee e degli orari dei treni IC;</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">nel territorio nazionale i servizi a lunga percorrenza, IC ed ES City, si integrano e fanno sistema con i servizi di trasporto regionale; pertanto la riclassificazione e la soppressione di molti Intercity (IC) ed Eurostar (ES City) penalizzano i collegamenti regionali e determinano inevitabili pressioni per servizi ferroviari e su gomma sostitutivi, sulle regioni, già in grave difficoltà per i tagli al trasporto pubblico locale, in particolare ferroviario;</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">le conseguenze della soppressione dei treni notturni e di treni a lunga percorrenza IC ed ES City hanno gravi ricadute sui collegamenti nord-sud, sul trasporto merci –prevalentemente notturno &#8211; sui flussi legati al lavoro e al turismo;</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">nel mese di ottobre alcuni lavoratori Servirail del Gruppo Newrest-Wagon Lits  che gestisce per Trenitalia il servizio notturno sulle vetture con cuccette e letti, hanno ricevuto preavviso di licenziamento; a partire dal mese di dicembre 2011 sono stati disposti licenziamenti per 480 persone; il taglio dell’occupazione nel servizio ferroviario notturno ricade anche sull’indotto &#8211; imprese di pulizie e servizi connessi – che impiega circa 350-400 lavoratori in Italia; tagliati inevitabilmente anche i posti di lavoro di macchinisti, manovratori, capotreni, e dipendenti delle stazioni;</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">il servizio ferroviario di trasporto notturno ha un ruolo essenziale nel collegamento tra il Nord e il Sud del Paese, anche per i ricongiungimenti familiari, e interessa in particolare relazioni di pendolarismo non giornaliero; peraltro, il trasporto notturno implica costi elevati, sia in termini di personale che di materiale, che, per la valenza sociale del servizio, non possono essere compensati da tariffe elevate;</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">la soppressione del servizio ferroviario notturno di lunga percorrenza non sembra poter essere sostituito dal trasporto aereo “low-cost” sulle medesime tratte; le rilevanti innovazioni normative nel sistema di regolazione economica e sui diritti aeroportuali rischiano peraltro di determinare concrete difficoltà di esercizio del servizio di voli low cost nel nostro paese;</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">molti dei principali collegamenti tra il Nord e il Sud del Paese, sono stati concentrati nella fascia notturna a causa della lunghezza del tempo di percorrenza, e per le caratteristiche del servizio sono stati i primi ad essere inseriti nell’ambito dei servizi di interesse collettivo dopo la liberalizzazione del mercato avviata nel 2001;</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">tali servizi sono tuttora inclusi nel perimetro dei servizi di utilità sociale e, come tali, rientrano nell’ambito dei servizi “contribuiti”: sono questi i servizi con un livello di capillarità elevato, volti a soddisfare la domanda di mobilità più “debole”, dislocata e frammentata sul territorio, con una limitata capacità a pagare;</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">nonostante le risorse scarse – e lo squilibrio tra costi e ricavi (inclusi tra questi, i contributi pubblici)- restano servizi essenziali, anche in ragione delle alternative modali esistenti; l’insufficiente livello della domanda e la velocità commerciale più limitata (anche a motivo della caratteristiche dell&#8217;infrastruttura), il gap strutturale tra costi e ricavi non giustificano ulteriori riduzioni o tagli al servizio;</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">sottolineato che,</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">l’intero mezzogiorno d’Italia e la Regione Calabria in particolare, riscontrano un elevato deficit di infrastrutture di trasporto che rendono assai gravose le condizioni di perifericità geografica, logistica ed economica di tali territori; in Calabria le infrastrutture di trasporto – soprattutto del comparto ferroviario &#8211; non sono in grado di fornire un servizio adeguato alla vita civile e produttiva, in termini di accessibilità, di potenzialità di collegamenti regionali e interregionali tra province e a sostegno della logistica dei Sistemi produttivi locali;</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">la Calabria  si presenta come caso esemplare, nel mezzogiorno,  di  «non sistema» nei trasporti: la considerazione del solo indice sintetico relativo alle “reti” (strade, ferrovie) non integrato con quello relativo ai “nodi di scambio” (porti, aeroporti, centri intermodali) presenta la Calabria in una situazione apparentemente migliore rispetto ad altre regioni italiane e meridionali; ma se all’analisi della dotazione “fisica” (espressa, ad esempio, dalla lunghezza delle strade di interesse nazionale o delle reti ferroviarie in rapporto alla popolazione) si affianca la valutazione di “maglie” essenziali del reticolo del trasporti come i nodi di interscambio merci o le reti di trasporto su rotaia in aree urbane, nonché la considerazione dei “vuoti” nella filiera delle infrastrutture fisiche e della bassa produttività dei servizi appare evidente che la Calabria non riesce ad attivare scambi ed interazioni efficienti con le Regioni del Centro-Nord e tra le diverse aree dello stesso territorio regionale per l’insufficienza  di vincoli strategici tra gli assi portanti di collegamento e per l’assenza di nodi di scambio tra le principali modalità di trasporto;</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">viene così preclusa all’economia calabrese ogni ragionevole prospettiva di sviluppo, soprattutto se si pensa al Mezzogiorno, e alla Calabria in particolare, come «porta di accesso» ai mercati europei dei traffici commerciali dell’Est asiatico, attraverso la rotta del Canale di Suez ed il Mediterraneo; la Calabria è infatti in una posizione centrale che si configura come nodo di transito privilegiato fra tre continenti;</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">con la soppressione del servizio ferroviario notturno viene di fatto, interrotta o ridotta in modo drastico ogni possibilità di collegamento tra nord e sud, aggravata   anche dall’insufficienza di efficaci sistemi di trasporto tra i capoluoghi di regione, in Calabria e in tutte le regioni del sud;</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">nel Sud non esistono distretti   (industriali, tecnologici, di servizio)  con adeguati sistemi di trasporto e di collegamento  in grado di configurarsi come  un assetto geografico-economico efficiente; un sistema di trasporto inefficiente conferma e ricrea il  circolo vizioso del sottosviluppo: sistemi di comunicazione inadeguati scoraggiano l’utenza (soprattutto l’iniziativa economica che ha bisogno di contare su un servizio regolare ed affidabile) sicché – considerato il basso livello di domanda, scoraggiata dall’inefficienza, dalla precarietà e dall’insicurezza del servizio  - tendono ad essere sempre più sacrificati dai soggetti – quali ANAS, Ferrovie – che danno impulso alla realizzazione di infrastrutture solo se stimolati da una forte domanda dei potenziali utilizzatori di quell’opera;</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">domanda e offerta di infrastrutture sono infatti legate da una forte interdipendenza: da un lato, l’assenza, la scarsità o l’inaccessibilità delle infrastrutture di trasporto e per la logistica (si pensi agli interporti o ai terminali intermodali) sono un vincolo rilevante allo sviluppo economico e alla domanda di infrastrutturazione; dall’altro, sono le stesse dinamiche di sviluppo che agiscono da stimolo ad ulteriore crescita che genera domanda di infrastrutturazione; mancano interventi e politiche pubbliche industriali e di trasporto che diano impulso alla crescita dei territori sottoutilizzati e creino le condizioni essenziali al benessere economico, sociale e civile delle popolazioni;</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">valutato che</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">sia per i territori meridionali che per le aree sviluppate occorre programmare gli interventi infrastrutturali necessari a colmare il deficit esistente e a  superare, per rafforzare la competitività della produzione nazionale, gli svantaggi di contesto, primo fra tutti l’inefficienza delle comunicazioni;</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">la soppressione dei treni notturni a lunga percorrenza contrasta con l’esigenza di creare un effettivo “sistema” di trasporti che supporti le logiche di rete e di integrazione e interconnessione tra le reti alle diverse scale territoriali: europea, nazionale, regionale e locale;  la capacità di “fare sistema” tra i diversi ambiti territoriali è infatti non solo un vantaggio competitivo, ma può essere considerato un fattore di produzione al pari di altri, soprattutto tra territori che presentino caratteristiche complementari per risorse naturali, capitale umano, capacità di interscambio;</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">le conseguenze economiche, sociali e civili del non-sistema dei trasporti per la popolazione del mezzogiorno, in particolare della Calabria fa emergere l’esigenza di “mettere in rete” prioritariamente i territori meridionali, creando un tessuto locale di interconnessioni che consenta di far circolare in tempi compatibili uomini e merci, una condizione che consenta di migliorare subito la dipendenza economica delle regioni del sud e di attrarre nuove iniziative produttive anche per lo stimolo offerto dalla domanda interna; la stessa geografia del mezzogiorno- soprattutto se considerata all’interno del più ampio “sistema mediterraneo”- sollecita la creazione di un sistema fortemente integrato con le grandi reti di trasporto nazionali, che consenta di superare le profonde discontinuità territoriali, la dispersione delle risorse, la fragilità dei sistemi locali;</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">si chiede di sapere:</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">quali le ragioni del drastico ridimensionamento di un servizio essenziale, quale quello dei treni notturni a lunga percorrenza;</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">quali iniziative urgenti il Governo intenda assumere:</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">per continuare a mantenere i servizi di collegamento notturno tra Nord e Sud del Paese di «utilità sociale» e per garantire una sufficiente copertura del territorio, in particolare per le località come Cutro, che soffrono per una elevata perifericità, a ragione della configurazione geografica e degli insufficienti servizi di trasporto;</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">per assicurare un congruo sostegno pubblico al trasporto ferroviario notturno di lunga percorrenza, in misura sufficiente anche al finanziamento dei contratti dei lavoratori che operano nell’ambito del trasporto ferroviario notturno e nell’indotto e in modo da garantire pieno rispetto degli standard qualitativi “europei” in merito a puntualità, affidabilità, affollamento, pulizia, comfort, decoro e informazione.</div>
<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-2479" title="70_2002" src="http://www.pierluigicastagnetti.it/wp-content/uploads/2012/01/70_2002-150x150.jpg" alt="70_2002" width="150" height="150" />di <strong>Pierluigi Castagnetti</strong> e <strong>Oliverio Nicodemo</strong></p>
<p><em>Roma, Camera dei Deputati, 19 gennaio 2012</em></p>
<p>Al Ministro  dello Sviluppo Economico, delle infrastrutture e dei trasporti, al Ministro per la coesione territoriale, al Ministro per gli affari regionali, il turismo e lo sport</p>
<p>Per sapere, premesso che</p>
<p>le infrastrutture di trasporto &#8211; e ancor più &#8211; il «sistema» di trasporto è condizione necessaria allo sviluppo e alla crescita equilibrata dei territori meridionali, e in particolare delle regioni, come la Calabria, che per condizioni geomorfologiche, ma soprattutto per disponibilità e accessibilità di infrastrutture di trasporto si trova in una condizione di elevata perifericità territoriale;  la Calabria e, in particolare, città come Cutro, in provincia di Crotone, non ha collegamenti efficienti tra comuni, anche contermini, e soprattutto con il Nord del paese e con importanti nodi ferroviari come Bologna; i residenti di questa vitale e popolosa località dell&#8217;entroterra ionico calabrese, sono emigrati, nella seconda metà del novecento, in Germania e nell&#8217;Italia settentrionale, in particolare in Emilia-Romagna e in Lombardia, dove  attualmente risiedono circa 10 000 persone d&#8217;origine cutrese; <span id="more-2478"></span>la più folta comunità d&#8217;origine cutrese si trova a Reggio Emilia (le due città, tra l&#8217;altro, sono anche gemellate) dove è presente da più generazioni ed è integrata nel tessuto sociale, anche imprenditoriale;nonostante l&#8217;insufficiente dotazione ferroviaria, per la Calabria le prospettive di adeguamento delle reti nelle tecnologie e negli standard di servizio restano orientate nel lunghissimo termine e impostate su logiche incomprensibili anche nella programmazione degli orari e del servizio con soppressione senza preavviso delle corse, carenza di informazione e guasti tecnici che affliggono l&#8217;ormai obsoleto materiale rotabile delle linee ancora in servizio; le politiche “anticicliche”  adottate dal precedente Governo, “neutrali” sotto il profilo dell’equilibrio di bilancio, si sono rivelate molto onerose per il sistema Paese, soprattutto perché in aperta competizione con le politiche di sviluppo delle aree sottoutilizzate già concordate con l’Unione europea; in particolare, hanno ridotto in misura rilevante le risorse per i servizi di trasporto e per le infrastrutture connesse,  con il taglio dei trasferimenti operata con  le varie manovre finanziarie e, in particolare, con il decreto legge 78/2010, che ha ridotto del 15% le risorse destinate al trasporto pubblico locale, penalizzando in particolare il trasporto ferroviario regionale; a partire dal decreto-legge 112/2008 e con i successivi provvedimenti anticrisi il Governo ha avviato un’incisiva riprogrammazione, riallocazione e rimodulazione delle risorse del Fondo Aree sottoutilizzate del Quadro Strategico Nazionale (QSN) 2007-2013 , anche per la quota di competenza regionale; le risorse assegnate per tale periodo di programmazione erano riservate, per una quota non inferiore al 30 per cento, al finanziamento di infrastrutture e servizi di trasporto di rilievo strategico nelle regioni meridionali; non si è realizzata, di contro, nemmeno l’annunciata concentrazione delle suddette risorse FAS su interventi di rilevanza strategica nazionale, quali i corridoi transeuropei intermodali di trasporto; nel trasporto ferroviario, in particolare,  si registra un grave taglio dell’offerta dei servizi a fronte di un rincaro delle tariffe e della riduzione degli addetti; il trasporto pubblico locale si trova in una situazione di vera emergenza; il decreto 78/2010, ha sostanzialmente “azzerato” i trasferimenti alle Regioni per il  trasporto pubblico locale, per complessivi 1635 milioni, di cui  1181 milioni destinati al servizio ferroviario svolto da Trenitalia; il taglio complessivo dei trasferimenti destinati al Trasporto pubblico locale è di 1665 milioni di euro, al netto dei 400 milioni di dotazione del nuovo fondo per il finanziamento del trasporto pubblico locale, anche ferroviario; gran parte dei tagli ricadono sui contratti relativi al servizio ferroviario, con una decurtazione pari a 1200 milioni; le Regioni denunciano di non poter sostenere tale riduzione, anche contenendo le risorse destinate agli altri servizi di trasporto locale (ferrovie regionali e autolinee);</p>
<p>le conseguenze di tali tagli sono insostenibili e minacciano il diritto universale alla mobilità: si prospetta un forte ridimensionamento del servizio; l’azzeramento degli investimenti in materiale rotabile; l’aumento delle tariffe, oltre a quelli già intervenuti nel corso del 2011 e in misura socialmente insostenibile; l’esubero di migliaia di dipendenti del comparto, con gravi ricadute sul sistema sociale ed economico del territorio, sugli utenti, sulla congestione e sull’inquinamento; si prevedono effetti significativi anche sull&#8217;indotto, e in particolare sulle imprese di fornitura del materiale rotabile e su quelle di manutenzione del servizio; si prospettano ulteriori costi anche in termini di contenzioso con le aziende ferroviarie e di trasporto pubblico locale,  per il mancato rispetto dei  contratti sottoscritti;</p>
<p>il diritto universale alla mobilità appare minacciato anche dalla totale assenza di risorse per la sicurezza e la manutenzione delle infrastrutture ferroviarie;</p>
<p>considerato che</p>
<p>risulta che dall’11 dicembre 2011 Trenitalia abbia disposto la riorganizzazione dei servizi a contratto e, in particolare, di sopprimere il servizio cuccette e vagoni letto nei treni notturni che garantiscono il collegamento tra il Nord e il Sud del Paese, nonostante il servizio sia tuttora attivo e ampiamente fruito da oltre un milione e mezzo di viaggiatori all’anno, con un incremento della domanda del 12% nel 2010; la decisione di Trenitalia implica la perdita del posto di lavoro per oltre 800 lavoratori, tra addetti al servizio e lavoratori dell’indotto;Trenitalia, oltre alla soppressione dei treni a lunga percorrenza, ha disposto la soppressione di numerose fermate per i treni ES e Intercity, mentre vi è totale incertezza sulla futura programmazione delle linee e degli orari dei treni IC; nel territorio nazionale i servizi a lunga percorrenza, IC ed ES City, si integrano e fanno sistema con i servizi di trasporto regionale; pertanto la riclassificazione e la soppressione di molti Intercity (IC) ed Eurostar (ES City) penalizzano i collegamenti regionali e determinano inevitabili pressioni per servizi ferroviari e su gomma sostitutivi, sulle regioni, già in grave difficoltà per i tagli al trasporto pubblico locale, in particolare ferroviario; le conseguenze della soppressione dei treni notturni e di treni a lunga percorrenza IC ed ES City hanno gravi ricadute sui collegamenti nord-sud, sul trasporto merci –prevalentemente notturno &#8211; sui flussi legati al lavoro e al turismo; nel mese di ottobre alcuni lavoratori Servirail del Gruppo Newrest-Wagon Lits  che gestisce per Trenitalia il servizio notturno sulle vetture con cuccette e letti, hanno ricevuto preavviso di licenziamento; a partire dal mese di dicembre 2011 sono stati disposti licenziamenti per 480 persone; il taglio dell’occupazione nel servizio ferroviario notturno ricade anche sull’indotto &#8211; imprese di pulizie e servizi connessi – che impiega circa 350-400 lavoratori in Italia; tagliati inevitabilmente anche i posti di lavoro di macchinisti, manovratori, capotreni, e dipendenti delle stazioni;  il servizio ferroviario di trasporto notturno ha un ruolo essenziale nel collegamento tra il Nord e il Sud del Paese, anche per i ricongiungimenti familiari, e interessa in particolare relazioni di pendolarismo non giornaliero; peraltro, il trasporto notturno implica costi elevati, sia in termini di personale che di materiale, che, per la valenza sociale del servizio, non possono essere compensati da tariffe elevate; la soppressione del servizio ferroviario notturno di lunga percorrenza non sembra poter essere sostituito dal trasporto aereo “low-cost” sulle medesime tratte; le rilevanti innovazioni normative nel sistema di regolazione economica e sui diritti aeroportuali rischiano peraltro di determinare concrete difficoltà di esercizio del servizio di voli low cost nel nostro paese; molti dei principali collegamenti tra il Nord e il Sud del Paese, sono stati concentrati nella fascia notturna a causa della lunghezza del tempo di percorrenza, e per le caratteristiche del servizio sono stati i primi ad essere inseriti nell’ambito dei servizi di interesse collettivo dopo la liberalizzazione del mercato avviata nel 2001;    tali servizi sono tuttora inclusi nel perimetro dei servizi di utilità sociale e, come tali, rientrano nell’ambito dei servizi “contribuiti”: sono questi i servizi con un livello di capillarità elevato, volti a soddisfare la domanda di mobilità più “debole”, dislocata e frammentata sul territorio, con una limitata capacità a pagare; nonostante le risorse scarse – e lo squilibrio tra costi e ricavi (inclusi tra questi, i contributi pubblici)- restano servizi essenziali, anche in ragione delle alternative modali esistenti; l’insufficiente livello della domanda e la velocità commerciale più limitata (anche a motivo della caratteristiche dell&#8217;infrastruttura), il gap strutturale tra costi e ricavi non giustificano ulteriori riduzioni o tagli al servizio;</p>
<p>sottolineato che,</p>
<p>l’intero mezzogiorno d’Italia e la Regione Calabria in particolare, riscontrano un elevato deficit di infrastrutture di trasporto che rendono assai gravose le condizioni di perifericità geografica, logistica ed economica di tali territori; in Calabria le infrastrutture di trasporto – soprattutto del comparto ferroviario &#8211; non sono in grado di fornire un servizio adeguato alla vita civile e produttiva, in termini di accessibilità, di potenzialità di collegamenti regionali e interregionali tra province e a sostegno della logistica dei Sistemi produttivi locali; la Calabria  si presenta come caso esemplare, nel mezzogiorno,  di  «non sistema» nei trasporti: la considerazione del solo indice sintetico relativo alle “reti” (strade, ferrovie) non integrato con quello relativo ai “nodi di scambio” (porti, aeroporti, centri intermodali) presenta la Calabria in una situazione apparentemente migliore rispetto ad altre regioni italiane e meridionali; ma se all’analisi della dotazione “fisica” (espressa, ad esempio, dalla lunghezza delle strade di interesse nazionale o delle reti ferroviarie in rapporto alla popolazione) si affianca la valutazione di “maglie” essenziali del reticolo del trasporti come i nodi di interscambio merci o le reti di trasporto su rotaia in aree urbane, nonché la considerazione dei “vuoti” nella filiera delle infrastrutture fisiche e della bassa produttività dei servizi appare evidente che la Calabria non riesce ad attivare scambi ed interazioni efficienti con le Regioni del Centro-Nord e tra le diverse aree dello stesso territorio regionale per l’insufficienza  di vincoli strategici tra gli assi portanti di collegamento e per l’assenza di nodi di scambio tra le principali modalità di trasporto; viene così preclusa all’economia calabrese ogni ragionevole prospettiva di sviluppo, soprattutto se si pensa al Mezzogiorno, e alla Calabria in particolare, come «porta di accesso» ai mercati europei dei traffici commerciali dell’Est asiatico, attraverso la rotta del Canale di Suez ed il Mediterraneo; la Calabria è infatti in una posizione centrale che si configura come nodo di transito privilegiato fra tre continenti; con la soppressione del servizio ferroviario notturno viene di fatto, interrotta o ridotta in modo drastico ogni possibilità di collegamento tra nord e sud, aggravata   anche dall’insufficienza di efficaci sistemi di trasporto tra i capoluoghi di regione, in Calabria e in tutte le regioni del sud;  nel Sud non esistono distretti   (industriali, tecnologici, di servizio)  con adeguati sistemi di trasporto e di collegamento  in grado di configurarsi come  un assetto geografico-economico efficiente; un sistema di trasporto inefficiente conferma e ricrea il  circolo vizioso del sottosviluppo: sistemi di comunicazione inadeguati scoraggiano l’utenza (soprattutto l’iniziativa economica che ha bisogno di contare su un servizio regolare ed affidabile) sicché – considerato il basso livello di domanda, scoraggiata dall’inefficienza, dalla precarietà e dall’insicurezza del servizio  - tendono ad essere sempre più sacrificati dai soggetti – quali ANAS, Ferrovie – che danno impulso alla realizzazione di infrastrutture solo se stimolati da una forte domanda dei potenziali utilizzatori di quell’opera; domanda e offerta di infrastrutture sono infatti legate da una forte interdipendenza: da un lato, l’assenza, la scarsità o l’inaccessibilità delle infrastrutture di trasporto e per la logistica (si pensi agli interporti o ai terminali intermodali) sono un vincolo rilevante allo sviluppo economico e alla domanda di infrastrutturazione; dall’altro, sono le stesse dinamiche di sviluppo che agiscono da stimolo ad ulteriore crescita che genera domanda di infrastrutturazione; mancano interventi e politiche pubbliche industriali e di trasporto che diano impulso alla crescita dei territori sottoutilizzati e creino le condizioni essenziali al benessere economico, sociale e civile delle popolazioni;</p>
<p>valutato che</p>
<p>sia per i territori meridionali che per le aree sviluppate occorre programmare gli interventi infrastrutturali necessari a colmare il deficit esistente e a  superare, per rafforzare la competitività della produzione nazionale, gli svantaggi di contesto, primo fra tutti l’inefficienza delle comunicazioni; la soppressione dei treni notturni a lunga percorrenza contrasta con l’esigenza di creare un effettivo “sistema” di trasporti che supporti le logiche di rete e di integrazione e interconnessione tra le reti alle diverse scale territoriali: europea, nazionale, regionale e locale;  la capacità di “fare sistema” tra i diversi ambiti territoriali è infatti non solo un vantaggio competitivo, ma può essere considerato un fattore di produzione al pari di altri, soprattutto tra territori che presentino caratteristiche complementari per risorse naturali, capitale umano, capacità di interscambio; le conseguenze economiche, sociali e civili del non-sistema dei trasporti per la popolazione del mezzogiorno, in particolare della Calabria fa emergere l’esigenza di “mettere in rete” prioritariamente i territori meridionali, creando un tessuto locale di interconnessioni che consenta di far circolare in tempi compatibili uomini e merci, una condizione che consenta di migliorare subito la dipendenza economica delle regioni del sud e di attrarre nuove iniziative produttive anche per lo stimolo offerto dalla domanda interna; la stessa geografia del mezzogiorno- soprattutto se considerata all’interno del più ampio “sistema mediterraneo”- sollecita la creazione di un sistema fortemente integrato con le grandi reti di trasporto nazionali, che consenta di superare le profonde discontinuità territoriali, la dispersione delle risorse, la fragilità dei sistemi locali;</p>
<p>si chiede di sapere:</p>
<p>quali le ragioni del drastico ridimensionamento di un servizio essenziale, quale quello dei treni notturni a lunga percorrenza;</p>
<p>quali iniziative urgenti il Governo intenda assumere: per continuare a mantenere i servizi di collegamento notturno tra Nord e Sud del Paese di «utilità sociale» e per garantire una sufficiente copertura del territorio, in particolare per le località come Cutro, che soffrono per una elevata perifericità, a ragione della configurazione geografica e degli insufficienti servizi di trasporto; per assicurare un congruo sostegno pubblico al trasporto ferroviario notturno di lunga percorrenza, in misura sufficiente anche al finanziamento dei contratti dei lavoratori che operano nell’ambito del trasporto ferroviario notturno e nell’indotto e in modo da garantire pieno rispetto degli standard qualitativi “europei” in merito a puntualità, affidabilità, affollamento, pulizia, comfort, decoro e informazione.</p>
<div></div>
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		<title>MORTO GIORGIO FRANCESCHINI: VELTRONI E BERSANI AI FUNERALI</title>
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		<pubDate>Mon, 16 Jan 2012 14:08:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pierluigi Castagnetti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Dichiarazioni]]></category>

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		<description><![CDATA[FOLLA COMPOSTA HA RESO L&#8217;ESTREMO SALUTO A PADRE CAPOGRUPPO PD (ANSA) &#8211; FERRARA, 16 GEN &#8211; In tanti hanno reso omaggio Giorgio Franceschini, morto tre giorni fa all&#8217;eta&#8217; di 90 anni, deputato della Dc nella II Legislatura per la circoscrizione Ferrara-Bologna-Forli&#8217;-Ravenna, oltre che padre dell&#8217;attuale capogruppo del Pd a Montecitorio Dario Franceschini.
Oggi a Ferrara, numerosi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">FOLLA COMPOSTA HA RESO L&#8217;ESTREMO SALUTO A PADRE CAPOGRUPPO PD (ANSA) &#8211; FERRARA, 16 GEN &#8211; In tanti hanno reso omaggio Giorgio Franceschini, morto tre giorni fa all&#8217;eta&#8217; di 90 anni, deputato della Dc nella II Legislatura per la circoscrizione Ferrara-Bologna-Forli&#8217;-Ravenna, oltre che padre dell&#8217;attuale capogruppo del Pd a Montecitorio Dario Franceschini.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Oggi a Ferrara, numerosi esponenti politici, dal segretario del Pd Pier Luigi Bersani, a Walter Veltroni, da Pierluigi Castagnetti alla parlamentare europea Debora Serracchiani, hanno partecipato ai funerali dell&#8217;uomo politico e rappresentante del mondo culturale ferrarese stringendosi attorno alla moglie Gardenia, alla figlia Flavia e, appunto, a Dario. Una folla composta ha partecipato questa mattina ai funerali, prima in camera ardente dove la salma e&#8217; stata esposta poi alle esequie in Certosa. Tra i tanti il ricordo commosso dell&#8217;architetto Carlo Bassi, che ha definito l&#8217;amico scomparso &#8216;un punto di riferimento, l&#8217;ho sempre trovato davanti a me fin da quando nel 1945 e&#8217; nato il giornale &#8216;Iuniorismo&#8221;. Bassi ha letto due poesie che gli erano state spedite dallo stesso Franceschini.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">L&#8217;omelia e&#8217; stata pronunciata da don Enrico Peverada, direttore dell&#8217;archivio storico diocesano. L&#8217;arcivescovo Paolo Rabitti ha ricordato la vita e il percorso di fede dell&#8217;esponente ferrarese. &#8216;I suoi primi anni &#8211; ha detto &#8211; hanno coinciso con un ventennio molto problematico. Sul finire di quel periodo e&#8217; maturata in Italia una grande sete di giustizia e liberta&#8217;. L&#8217;avvocato Giorgio Franceschini e&#8217; stato un frutto speciale della fucina educativa dell&#8217;Azione cattolica&#8217;.</div>
<div>FOLLA COMPOSTA HA RESO L&#8217;ESTREMO SALUTO A PADRE CAPOGRUPPO PD (ANSA) &#8211; FERRARA, 16 GEN &#8211; In tanti hanno reso omaggio Giorgio Franceschini, morto tre giorni fa all&#8217;eta&#8217; di 90 anni, deputato della Dc nella II Legislatura per la circoscrizione Ferrara-Bologna-Forli&#8217;-Ravenna, oltre che padre dell&#8217;attuale capogruppo del Pd a Montecitorio Dario Franceschini.</div>
<div>Oggi a Ferrara, numerosi esponenti politici, dal segretario del Pd Pier Luigi Bersani, a Walter Veltroni, da Pierluigi Castagnetti alla parlamentare europea Debora Serracchiani, hanno partecipato ai funerali dell&#8217;uomo politico e rappresentante del mondo culturale ferrarese stringendosi attorno alla moglie Gardenia, alla figlia Flavia e, appunto, a Dario. Una folla composta ha partecipato questa mattina ai funerali, prima in camera ardente dove la salma e&#8217; stata esposta poi alle esequie in Certosa. Tra i tanti il ricordo commosso dell&#8217;architetto Carlo Bassi, che ha definito l&#8217;amico scomparso &#8216;un punto di riferimento, l&#8217;ho sempre trovato davanti a me fin da quando nel 1945 e&#8217; nato il giornale &#8216;Iuniorismo&#8221;. Bassi ha letto due poesie che gli erano state spedite dallo stesso Franceschini.</div>
<div>L&#8217;omelia e&#8217; stata pronunciata da don Enrico Peverada, direttore dell&#8217;archivio storico diocesano. L&#8217;arcivescovo Paolo Rabitti ha ricordato la vita e il percorso di fede dell&#8217;esponente ferrarese. &#8216;I suoi primi anni &#8211; ha detto &#8211; hanno coinciso con un ventennio molto problematico. Sul finire di quel periodo e&#8217; maturata in Italia una grande sete di giustizia e liberta&#8217;. L&#8217;avvocato Giorgio Franceschini e&#8217; stato un frutto speciale della fucina educativa dell&#8217;Azione cattolica&#8217;.</div>
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		<title>Ai “liberi e forti”, il valore della communitas</title>
		<link>http://www.pierluigicastagnetti.it/2012/01/ai-%e2%80%9cliberi-e-forti%e2%80%9d-il-valore-della-communitas/</link>
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		<pubDate>Sat, 14 Jan 2012 11:45:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pierluigi Castagnetti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>

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		<description><![CDATA[Come tutti gli anni, domani a Caltagirone, nel 93esimo anniversario dell’appello “ai liberi e forti”, sarà ricordato sotto il profilo storico e politico il valore del messaggio di Luigi Sturzo. Il convegno promosso dal Partito democratico e dall’Associazione “I Popolari” quest’anno avrà come titolo “La Repubblica delle città”, allo scopo evidente di conciliare l’autonomismo sturziano [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Come tutti gli anni, domani a Caltagirone, nel 93esimo anniversario dell’appello “ai liberi e forti”, sarà ricordato sotto il profilo storico e politico il valore del messaggio di Luigi Sturzo. Il convegno promosso dal Partito democratico e dall’Associazione “I Popolari” quest’anno avrà come titolo “La Repubblica delle città”, allo scopo evidente di conciliare l’autonomismo sturziano con l’idea di stato repubblicano.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Com’è noto per Sturzo il valore delle autonomie locali coincide con l’esigenza di riconoscere (viene alla mente l’articolo 5 della nostra Costituzione) la soggettività primaria della comunità: si parte dall’uomo, poi si passa alle sue relazioni primarie e, dunque, alla famiglia e alla comunità locale, cioè a quell’insieme di persone relazionate “naturalmente” l’una con l’altra, partendo dai rapporti “al di qua della legge” per proiettarsi a quelli disciplinati dalla legge.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Così al soggetto primario “uomo” si aggiunge il soggetto primario “comunità”, cioè l’autonomia locale, la città. Il consorzio delle città darà vita alla dimensione provinciale, quello delle province alla regione, quello delle regioni allo stato nazionale, quello degli stati nazionali alla comunità sopranazionale.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Non si può comprendere il pensiero di Sturzo se non partendo da questa sua idea di uno stato che segue la società, al punto da definire «lo stato come forma organizzativa della società». Pensavo a Sturzo ascoltando il presidente Mario Monti il 7 gennaio scorso a Reggio Emilia quando diceva, a proposito dell’Europa, che personalmente avrebbe preferito la conservazione della denominazione precedente, Comunità anziché Unione. Il processo di globalizzazione comporta infatti l’esigenza di riscoprire la dimensione comunitaria, non solo a livello istituzionale, ma prima ancora a livello sociale.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Non è un caso che nel dibattito filosofico e politologico nord americano sia stato riscoperto il valore del comunitarismo, proprio perché la communitas rende l’idea di un luogo concreto, naturale e perciò “caldo”, fatto di relazioni corte, che sanno veicolare sentimenti di solidarietà, di condivisione e di reciproca protezione, di “scambio di sguardi” come diceva Martin Buber. Sturzo all’inizio del Novecento quando proponeva il suo pensiero sociologico e politico fortemente intriso di personalismo e comunitarismo aveva conosciuto l’apporto di Tönnies (Comunità e società, 1887), di Durkheim (La divisione del lavoro, 1893), di Proudhon (Soluzione del problema sociale, 1848), ed era entrato in un dialogo ideale che coltiverà in tutta la prima metà del secolo con Weber (Economia e società, 1922), Plessner (I limiti della comunità, 1924), Kelsen (Socialismo e stato, 1923), Buber (Il principio dialogico ed altri saggi, 1935 e Il problema dell’uomo 1942), Maritain (Umanesimo integrale, 1936) e Mounier (Rivoluzione personalista e comunitaria, 1934).</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">È importante conoscere gli autori che hanno contribuito a formare il pensiero di Sturzo perché sono gli stessi che formeranno la cultura democratica di buona parte dei nostri padri costituenti. Il loro merito non consistette solo nell’“importare” quel pensiero ma nel trasformarlo e adeguarlo alle esigenze storiche del nostro paese. Erano soprattutto i costituenti cattolici, più liberi di altri nell’aprirsi al nuovo e più capaci di altri nel trasformarlo in fatti, istituzioni, costume civile, senso comune.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">La importante attualità del pensiero sturziano è accentuata dalla necessità che oggi abbiamo di riscoprire il valore della comunità. Sappiamo che il sostantivo latino communitas ha come corrispondente greco koinonia (comunanza, partecipazione) e la aristotelica koinonia politikè, tradotta in latino societas politica, diventa infatti in italiano società politica, ma ancor meglio comunità.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Secondo Roberto Esposito (Communitas, 1998), communitas deriva dall’unione della preposizione cum col sostantivo munus (che significa al tempo stesso dono e dovere), e la communitas risulta quindi dall’insieme di persone vincolate da obbligazioni reciproche, dal debito di riconoscenza che unisce l’una con l’altra. Per Esposito il contrario della communitas è l’immunitas cioè l’emancipazione dall’obbligo di gratitudine derivato dall’accettazione di un dono, e legge non a caso la modernità in chiave di “progetto immunitario”, un progetto che «non si rivolge soltanto contro gli specifici munera – oneri, vincoli, prestazioni gratuite – che gravano sugli uomini&#8230;ma contro la stessa legge della loro convivenza associata.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">La gratitudine che sollecita il dono non è più sostenibile dall’individuo moderno che assegna ad ogni prestazione il suo specifico prezzo». A partire da Hobbes poi, al dono subentra il contratto e la comunità cede il posto allo stato. Potremmo dire che lo sforzo di Sturzo è stato quello di evitare l’alternativa comunità-stato, dono-contratto, e di trovare anzi un punto di sintesi: ecco cos’è “la Repubblica delle città”.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">L’intuizione fondamentale di Buber (il filosofo, teologo, esegeta ebreo, noto soprattutto per i suoi studi sul chassidismo) sarà quello di individuare la comunità come il luogo in cui si incontrano l’io e il tu, «la vera comunità non nasce dal semplice fatto che le persone nutrono sentimenti reciproci ma dal fatto che tutti siano in reciproca relazione vivente con un centro vivente, e che siano tra loro in una vivente relazione reciproca».</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">È evidente che l’inserimento del “centro vivente” introduce nella comunità un elemento religioso importante, che non la limita, ma la rafforza e le dà senso. Questo principio viene di fatto ripreso da Maritain e da Mounier, sia pure con accentuazioni diverse, ma entrambi preoccupati di precisare che tale dimensione religiosa non contraddice il principio di laicità e di riconoscimento del valore ontologico delle realtà terrene.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Per Mounier in particolare «è impossibile arrivare alla comunità senza la persona», anzi, «se è vero che solo le persone creano comunità è anche vero che solo attraverso la comunità – la relazione di amore che, svelando il volto dell’altro, aiuta a capire il nostro – si diventa persone».</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">E, aggiunge ancora Mounier, «il noi segue sempre dall’io, o per meglio dire, poiché non si costituiscono uno indipendentemente dall’altro, il noi deriva dall’io e non potrebbe precederlo».</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Non è difficile cogliere in questo gioco di precedenze fra l’io e il noi una precisa cultura democratica e più in generale dello stato. Quella appunto che ci ha lasciato Sturzo.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">(illustrazione di Giancarlo Montelli)</div>
<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-2474" title="Luigi Sturzo3403_img" src="http://www.pierluigicastagnetti.it/wp-content/uploads/2012/01/Luigi-Sturzo3403_img-150x150.jpg" alt="Luigi Sturzo3403_img" width="150" height="150" />di <strong>Perluigi Castagnetti</strong></p>
<p><em>da Europa del 14 gennaio 2012</em></p>
<p>Come tutti gli anni, domani a Caltagirone, nel 93esimo anniversario dell’appello “ai liberi e forti”, sarà ricordato sotto il profilo storico e politico il valore del messaggio di Luigi Sturzo. Il convegno promosso dal Partito democratico e dall’Associazione “I Popolari” quest’anno avrà come titolo “La Repubblica delle città”, allo scopo evidente di conciliare l’autonomismo sturziano con l’idea di stato repubblicano. Com’è noto per Sturzo il valore delle autonomie locali coincide con l’esigenza di riconoscere (viene alla mente l’articolo 5 della nostra Costituzione) la soggettività primaria della comunità: si parte dall’uomo, poi si passa alle sue relazioni primarie e, dunque, alla famiglia e alla comunità locale, cioè a quell’insieme di persone relazionate “naturalmente” l’una con l’altra, partendo dai rapporti “al di qua della legge” per proiettarsi a quelli disciplinati dalla legge. Così al soggetto primario “uomo” si aggiunge il soggetto primario “comunità”, cioè l’autonomia locale, la città. <span id="more-2473"></span>Il consorzio delle città darà vita alla dimensione provinciale, quello delle province alla regione, quello delle regioni allo stato nazionale, quello degli stati nazionali alla comunità sopranazionale. Non si può comprendere il pensiero di Sturzo se non partendo da questa sua idea di uno stato che segue la società, al punto da definire «lo stato come forma organizzativa della società». Pensavo a Sturzo ascoltando il presidente Mario Monti il 7 gennaio scorso a Reggio Emilia quando diceva, a proposito dell’Europa, che personalmente avrebbe preferito la conservazione della denominazione precedente, Comunità anziché Unione.Il processo di globalizzazione comporta infatti l’esigenza di riscoprire la dimensione comunitaria, non solo a livello istituzionale, ma prima ancora a livello sociale. Non è un caso che nel dibattito filosofico e politologico nord americano sia stato riscoperto il valore del comunitarismo, proprio perché la communitas rende l’idea di un luogo concreto, naturale e perciò “caldo”, fatto di relazioni corte, che sanno veicolare sentimenti di solidarietà, di condivisione e di reciproca protezione, di “scambio di sguardi” come diceva Martin Buber.Sturzo all’inizio del Novecento quando proponeva il suo pensiero sociologico e politico fortemente intriso di personalismo e comunitarismo aveva conosciuto l’apporto di Tönnies (Comunità e società, 1887), di Durkheim (La divisione del lavoro, 1893), di Proudhon (Soluzione del problema sociale, 1848), ed era entrato in un dialogo ideale che coltiverà in tutta la prima metà del secolo con Weber (Economia e società, 1922), Plessner (I limiti della comunità, 1924), Kelsen (Socialismo e stato, 1923), Buber (Il principio dialogico ed altri saggi, 1935 e Il problema dell’uomo 1942), Maritain (Umanesimo integrale, 1936) e Mounier (Rivoluzione personalista e comunitaria, 1934). È importante conoscere gli autori che hanno contribuito a formare il pensiero di Sturzo perché sono gli stessi che formeranno la cultura democratica di buona parte dei nostri padri costituenti. Il loro merito non consistette solo nell’“importare” quel pensiero ma nel trasformarlo e adeguarlo alle esigenze storiche del nostro paese. Erano soprattutto i costituenti cattolici, più liberi di altri nell’aprirsi al nuovo e più capaci di altri nel trasformarlo in fatti, istituzioni, costume civile, senso comune. La importante attualità del pensiero sturziano è accentuata dalla necessità che oggi abbiamo di riscoprire il valore della comunità. Sappiamo che il sostantivo latino communitas ha come corrispondente greco koinonia (comunanza, partecipazione) e la aristotelica koinonia politikè, tradotta in latino societas politica, diventa infatti in italiano società politica, ma ancor meglio comunità. Secondo Roberto Esposito (Communitas, 1998), communitas deriva dall’unione della preposizione cum col sostantivo munus (che significa al tempo stesso dono e dovere), e lacommunitas risulta quindi dall’insieme di persone vincolate da obbligazioni reciproche, dal debito di riconoscenza che unisce l’una con l’altra. Per Esposito il contrario della communitas è l’immunitas cioè l’emancipazione dall’obbligo di gratitudine derivato dall’accettazione di un dono, e legge non a caso la modernità in chiave di “progetto immunitario”, un progetto che «non si rivolge soltanto contro gli specifici munera – oneri, vincoli, prestazioni gratuite – che gravano sugli uomini&#8230;ma contro la stessa legge della loro convivenza associata. La gratitudine che sollecita il dono non è più sostenibile dall’individuo moderno che assegna ad ogni prestazione il suo specifico prezzo». A partire da Hobbes poi, al dono subentra il contratto e la comunità cede il posto allo stato. Potremmo dire che lo sforzo di Sturzo è stato quello di evitare l’alternativa comunità-stato, dono-contratto, e di trovare anzi un punto di sintesi: ecco cos’è “la Repubblica delle città”. L’intuizione fondamentale di Buber (il filosofo, teologo, esegeta ebreo, noto soprattutto per i suoi studi sul chassidismo) sarà quello di individuare la comunità come il luogo in cui si incontrano l’io e il tu, «la vera comunità non nasce dal semplice fatto che le persone nutrono sentimenti reciproci ma dal fatto che tutti siano in reciproca relazione vivente con un centro vivente, e che siano tra loro in una vivente relazione reciproca». È evidente che l’inserimento del “centro vivente” introduce nella comunità un elemento religioso importante, che non la limita, ma la rafforza e le dà senso. Questo principio viene di fatto ripreso da Maritain e da Mounier, sia pure con accentuazioni diverse, ma entrambi preoccupati di precisare che tale dimensione religiosa non contraddice il principio di laicità e di riconoscimento del valore ontologico delle realtà terrene. Per Mounier in particolare «è impossibile arrivare alla comunità senza la persona», anzi, «se è vero che solo le persone creano comunità è anche vero che solo attraverso la comunità – la relazione di amore che, svelando il volto dell’altro, aiuta a capire il nostro – si diventa persone». E, aggiunge ancora Mounier, «il noi segue sempre dall’io, o per meglio dire, poiché non si costituiscono uno indipendentemente dall’altro, il noi deriva dall’io e non potrebbe precederlo». Non è difficile cogliere in questo gioco di precedenze fra l’io e il noi una precisa cultura democratica e più in generale dello stato. Quella appunto che ci ha lasciato Sturzo.</p>
<p>(illustrazione di Giancarlo Montelli)</p>
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