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	<title>Pierluigi Castagnetti Blog</title>
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	<description>Il blog personale di Pierluigi Castagnetti</description>
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		<title>AFFERMAZIONE GRILLO: MI SPAVENTA MA VA INTERPRETATA</title>
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		<pubDate>Wed, 09 May 2012 09:18:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pierluigi Castagnetti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Dichiarazioni]]></category>

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		<description><![CDATA[Reggio Calabria, 9 mag. (Adnkronos) &#8211; &#8216;L&#8217;affermazione di Grillo mi spaventa ma non deve essere liquidato con la risposta dell&#8217;antipolitica&#8217;. Cosi&#8217; PierluigiCastagnetti ha commentato i risultati delle elezioni amministrative partecipando all&#8217;inaugurazione della sede dei Giovani Democratici a Reggio Calabria. &#8216;Ha dato un colpo molto grosso ai partiti. L&#8217;analisi dei flussi elettorali dell&#8217;istituto Cattaneo di Bologna [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Reggio Calabria, 9 mag. (Adnkronos) &#8211; &#8216;L&#8217;affermazione di Grillo mi spaventa ma non deve essere liquidato con la risposta dell&#8217;antipolitica&#8217;. Cosi&#8217; PierluigiCastagnetti ha commentato i risultati delle elezioni amministrative partecipando all&#8217;inaugurazione della sede dei Giovani Democratici a Reggio Calabria. &#8216;Ha dato un colpo molto grosso ai partiti. L&#8217;analisi dei flussi elettorali dell&#8217;istituto Cattaneo di Bologna -ha proseguito- ci dice che Grillo ha svuotato alcuni partiti in particolare e ha messo in difficolta&#8217; tutti i partiti&#8217;.<br />
Secondo l&#8217;esponente del Pd, &#8216;il movimento 5 Stelle ha messo in campo una generazione di giovani. Io credo che i partiti non devono prendersela tanto con il movimento 5 stelle, devono capire perche&#8217; ha raccolto questo consenso. Il processo e&#8217; all&#8217;inizio&#8217;. Sul successo dei grillini, Castagnetti ha affermato che dipende dal &#8216;desiderio dei cittadini di avere una nuova generazione di uomini e donne impegnati in politica, una politica meno ideologizzata e piu&#8217; ancorata ai problemi concreti, quelli che sente la gente tutti i giorni, il desiderio di avere freschezza e capacita&#8217; di interpretare questo tempo che obiettivamente e&#8217; cambiato, non puo&#8217; essere interpretato con gli occhiali delle ideologie delle forze politiche che sono alle spalle, il desiderio di vedere una politica intesa come servizio&#8221;.<br />
&#8220;Il fatto che ci siano dei giovani che si ripropongono con questi principi -ha detto ancora il democrat- e&#8217; un segnale di speranza ma anche di provocazione per noi. Dobbiamo riscoprire una modalita&#8217; di fare politica di questo tipo&#8217;.</p>
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		<title>AMMINISTRATIVE: SOLO PD E&#8217; SOPRAVVISSUTO MENTRE PDL E IDV HANNO PERSO</title>
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		<pubDate>Wed, 09 May 2012 09:14:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pierluigi Castagnetti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Dichiarazioni]]></category>

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		<description><![CDATA[Reggio Calabria, 9 mag. (Adnkronos) &#8211; &#8216;Il Pd e&#8217; l&#8217;unico partito che e&#8217; sopravvissuto, anche se abbiamo perso qualche punto. La destra ha perso 15 punti e il risultato dell&#8217;Italia dei Valori e&#8217; nascosto dietro l&#8217;affermazione di Orlando che e&#8217; personale, ma anche loro sono in perdita senza dubbio&#8217;. E&#8217; l&#8217;interpretazione di Pierluigi Castagnettisui risultati [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Reggio Calabria, 9 mag. (Adnkronos) &#8211; &#8216;Il Pd e&#8217; l&#8217;unico partito che e&#8217; sopravvissuto, anche se abbiamo perso qualche punto. La destra ha perso 15 punti e il risultato dell&#8217;Italia dei Valori e&#8217; nascosto dietro l&#8217;affermazione di Orlando che e&#8217; personale, ma anche loro sono in perdita senza dubbio&#8217;. E&#8217; l&#8217;interpretazione di Pierluigi Castagnettisui risultati elettorali delle ultime amministrative.<br />
L&#8217;esponente democratico ha sostenuto che &#8216;il paesaggio politico da qui al 2013 si riorganizzera&#8217; inevitabilmente e il Partito democratico deve essere l&#8217;alternativa al degrado della politica&#8217;.</p>
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		<title>TERRORISMO: ANCHE OGGI C&#8217;E&#8217; CLIMA DI TENSIONI E CONFLITTUALITA&#8217; LATENTE</title>
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		<pubDate>Wed, 09 May 2012 09:13:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pierluigi Castagnetti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Dichiarazioni]]></category>

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		<description><![CDATA[Reggio Calabria, 9 mag. (Adnkronos) &#8211; &#8216;Il clima in cui e&#8217; nata la stagione del terrorismo era diverso ma anche oggi c&#8217;e&#8217; una conflittualita&#8217; latente nel Paese, una tensione molto pesante. Bisogna stare molto vigili&#8217;. Lo ha affermato l&#8217;esponente del Pd, Pierluigi Castagnetti, oggi a Reggio Calabria per due iniziative, tra cui una in ricordo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Reggio Calabria, 9 mag. (Adnkronos) &#8211; &#8216;Il clima in cui e&#8217; nata la stagione del terrorismo era diverso ma anche oggi c&#8217;e&#8217; una conflittualita&#8217; latente nel Paese, una tensione molto pesante. Bisogna stare molto vigili&#8217;. Lo ha affermato l&#8217;esponente del Pd, Pierluigi Castagnetti, oggi a Reggio Calabria per due iniziative, tra cui una in ricordo di Aldo Moro nel pomeriggio.<br />
&#8216;Nonostante le difficolta&#8217; economiche -ha aggiunto- non siamo a quel livello in cui l&#8217;inflazione superava il 20 per cento, c&#8217;era una conflittualita&#8217; tra le grandi forze politiche del Paese, erano vicini gli anni della contrapposizione dura. Pero&#8217; non dobbiamo sottovalutare la tensione che c&#8217;e&#8217; oggi e i conflitti sociali che possono esplodere&#8217;.<br />
Sulla figura dello statista, Castagnetti ha detto &#8216;io ricordo Moro volentieri in questo anniversario. Pur essendo un leader collocato nel suo tempo, una figura che non puo&#8217; essere strumentalizzata da nessuno e trascinata nell&#8217;agone politico di oggi, aveva caratteristiche che possono servire ancora oggi alla politica.<br />
In particolare la curiosita&#8217;. Moro era un uomo che voleva capire cosa stava succedendo nel Paese. Se oggi la politica -ha concluso- recuperasse una delle sue lezioni, se avesse la curiosita&#8217; di Moro, sarebbe in grado di prevenire fenomeni che oggi la allarmano. Forse saremmo riusciti a prevenire anche il fenomeno Grillo perche&#8217; avrebbe auscultato, come Moro diceva, la schiena del Paese a tempo debito&#8217;.</p>
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		<title>LUSI: LUI UNICO RESPONSABILE DELLE RUBERIE</title>
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		<pubDate>Fri, 04 May 2012 08:53:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pierluigi Castagnetti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Dichiarazioni]]></category>

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		<description><![CDATA[CONTESTAI ANOMALIE MA NON PENSAVO TALI APPROPRIAZIONI INDEBITE (ANSA) &#8211; ROMA, 4 MAG &#8211; &#8216;Per chi ha fatto parte della Margherita e&#8217; tristissimo dover registrare la rivelazione di reati assolutamente inaccettabili, scandalosi, odiosi. Rubare per il partito e&#8217; comunque odioso, ma rubare al partito avendo la responsabilita&#8217; di gestire la cassa e&#8217; doppiamente odioso&#8217;.
Lo ha [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>CONTESTAI ANOMALIE MA NON PENSAVO TALI APPROPRIAZIONI INDEBITE (ANSA) &#8211; ROMA, 4 MAG &#8211; &#8216;Per chi ha fatto parte della Margherita e&#8217; tristissimo dover registrare la rivelazione di reati assolutamente inaccettabili, scandalosi, odiosi. Rubare per il partito e&#8217; comunque odioso, ma rubare al partito avendo la responsabilita&#8217; di gestire la cassa e&#8217; doppiamente odioso&#8217;.<br />
Lo ha detto a Radio Radicale il deputato del Pd Pierluigi Castagnetti che ha ricordato di &#8216;aver segnalato in occasione dell&#8217;approvazione degli ultimi bilanci che vi erano delle cifre che mi sembravano non adeguatamente giustificate, ho partecipato al dibattito dicendo chiaramente che dovevano essere rese delle certificazioni che giustificassero dei saldi assolutamente non motivati&#8217;.<br />
&#8216;Pero&#8217; quello che sta emergendo adesso &#8211; ha osservato Castagnetti &#8211; va oltre ogni immaginazione, perche&#8217; un&#8217;appropriazione di oltre venti milioni di euro e&#8217; di una dimensione che non era immaginabile da parte di nessuno. Questa responsabilita&#8217; appartiene esclusivamente a Lusi. Io pensavo che fossero anomalie di natura contabile o che ci fosse stato qualche investimento che non si dichiarava ma di spesa comunque politica, a favore di qualche attivita&#8217; politica&#8217;.<br />
&#8216;Ma se avessi avuto la minima percezione di una appropriazione indebita non dico di queste dimensioni, ma di una semplice appropriazione personale, non mi sarei limitato a contestare in assemblea &#8211; ha concluso Castagnetti &#8211; ma sarei andato dai magistrati&#8217;.</p>
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		<title>Quell&#8217;articolo di Dossetti</title>
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		<pubDate>Tue, 01 May 2012 14:06:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pierluigi Castagnetti</dc:creator>
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		<description><![CDATA[di Pierluigi Castagnetti
da Europa dell&#8217;01 maggio 2012
Il lavoro non è soltanto un diritto garantito dalla Costituzione, ma è “il” diritto che ne ha ispirato l’impianto. Certo la centralità della persona, l’uguaglianza, la libertà, la soggettività della comunità locale che è alla base del regionalismo e del federalismo, non lo sono di meno. Ma il lavoro [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-2595" title="Firma Costituzione4202_img" src="http://www.pierluigicastagnetti.it/wp-content/uploads/2012/05/Firma-Costituzione4202_img-150x150.jpg" alt="Firma Costituzione4202_img" width="150" height="150" />di <strong>Pierluigi Castagnetti</strong></p>
<p><em>da Europa dell&#8217;01 maggio 2012</em></p>
<p>Il lavoro non è soltanto un diritto garantito dalla Costituzione, ma è “il” diritto che ne ha ispirato l’impianto. Certo la centralità della persona, l’uguaglianza, la libertà, la soggettività della comunità locale che è alla base del regionalismo e del federalismo, non lo sono di meno. Ma il lavoro in una qualche misura li riassume tutti e, in ogni caso, rappresenta il punto di convergenza fra le tradizioni culturali e politiche presenti all’Assemblea costituente. Don Giovanni Nicolini, un prete straordinario e molto noto di Bologna, racconta un episodio significativo al riguardo: un giorno fece da autista, da Bologna a Firenze, a due costituenti suoi amici, Giuseppe Dossetti e Giorgio La Pira e riferisce del colloquio fra i due che non si può dimenticare.<br />
Dossetti ricordava a La Pira quando, proprio agli inizi dei lavori dell’Assemblea, si incontrò con Palmiro Togliatti in un bar nei pressi di Piazza del Popolo per discutere di quale avrebbe dovuto essere la “cifra”, cioè il dato di sintesi dei principi costituzionali e, dopo un girare intorno al tema che non sembrava approdare in quel momento ad un esito, fu proprio lui a rompere gli indugi e a proporre a Togliatti il valore del lavoro.<span id="more-2594"></span> La reazione dell’interlocutore fu del tipo: «Ma lei lo dice per compiacere noi». «No, non mi interessa compiacere voi – fu la risposta di Dossetti – sono proprio convinto che il tema del lavoro debba essere centrale nella nuova Costituzione e possa rappresentare un punto di incontro fra posizioni culturali che per altri aspetti non sono facilmente conciliabili».<br />
In effetti Dossetti ancora un anno prima, il 31 luglio 1945, a commento della vittoria laburista in Gran Bretagna, aveva scritto un articolo dal titolo Il primato del lavoro dove cercava di andare oltre la cultura socialista. Gli stessi La Pira e Fanfani se ne erano occupati intervenendo alla Settimana sociale dei cattolici italiani del 1945 su “Costituente e Costituzione” sostenendo che la Costituzione non si sarebbe dovuta limitare a fotografare la situazione esistente ma avrebbe dovuto darsi l’ambizione di produrre una nuova condizione sociale ed economica del paese e, La Pira in particolare, richiamò il radiomessaggio pontificio del Natale 1942 in cui si diceva che il diritto al lavoro avrebbe dovuto essere condizione al diritto di proprietà (questione che in effetti alimenterà il confronto fra Basso, Fanfani, La Pira, Dossetti, Einaudi e Ruini in sede di definizione dell’articolo 41 della Costituzione). Si capisce allora come il lavoro diventerà così importante da meritare due dei dodici articoli dei “principi fondamentali”, l’1 e il 4, e ispirare buona parte del terzo titolo della Costituzione relativo ai “rapporti economici”.<br />
Non sorprenderà che i costituenti abbiano voluto che fosse proprio il primo comma del primo articolo a sancire un incipit capace di essere ricordato come la sintesi valoriale di tutto il testo: ci fu ovviamente discussione perché Togliatti avrebbe voluto definire quella italiana (come era scritto nella costituzione sovietica) una «repubblica dei lavoratori», ma alla fine prevalse la formula «repubblica democratica, fondata sul lavoro» proposta da Fanfani, proprio perché al di là dei diritti soggettivi e dei soggetti destinatari, i lavoratori appunto, è il lavoro in sé ad essere nella concezione dossettiana un valore. Nel senso che il lavoro è lo strumento attraverso cui non solo l’uomo (per i credenti) completa la Creazione come è scritto nel libro della Genesi, ma ancor più realizza se stesso, cioè diventa veramente uomo.<br />
Dice il filosofo Salvatore Natoli in proposito che l’uomo è un ente trasformatore che utilizza il lavoro come strumento: «Attraverso quello che creo, mi creo». Dunque il lavoro come mezzo ineludibile per diventare persona, per acquisire la dignità della persona, per realizzare il fine esistenziale di concorrere alla costruzione del bene comune e, di conseguenza – anche in questo caso è decisiva la formulazione congiunta Togliatti-Dossetti dell’articolo 36 – il salario sarà frutto e condizione perché il lavoro realizzi tale finalizzazione.<br />
È ancora Dossetti nel dibattito della prima sottocommissione, commentando un testo proposto da Aldo Moro e condiviso da Togliatti, a cercare di allargare il valore del lavoro anche alle attività contemplative e in particolare a quelle monastiche, non solo perché, come sottolineò La Pira, anche il poeta è un lavoratore, anche lo studente (participio passato del verbo studiare) lo è, ma perché pure l’attività contemplativa risponde a una finalità sociale, che è ciò che conta. Ovviamente Dossetti non aveva la pretesa che una simile specificazione entrasse nel testo, ma vi si intrattenne a lungo, sorprendendo e provocando varie reazioni in alcuni interlocutori come Lelio Basso e Concetto Marchesi, proprio perché riteneva fosse importante cristallizzare il valore del lavoro in sé, venendo a mancare il quale si sapesse che veniva a mancare non una condizione ma la condizione che consente agli uomini di essere e di essere considerati tali. E per affermare il principio che, essendo degradabile, il valore del lavoro dovrà essere sempre tutelato dall’ordinamento oltreché dalla e nella comunità.</p>
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		<title>PARTITI: DA EX MARGHERITA PRIMI 5 MLN A INPS PER ESODATI</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Apr 2012 08:51:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pierluigi Castagnetti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Dichiarazioni]]></category>

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		<description><![CDATA[(ANSA) &#8211; ROMA, 30 APR &#8211; I responsabili della Margherita hanno definito con l&#8217;Inps la donazione immediata di 5 milioni di euro a beneficio di lavoratori &#8216;esodati&#8217; privi di tutele, ovvero privi di reddito perche&#8217; usciti dal lavoro ma non ancora in grado di percepire la pensione, ne&#8217; altre forme di sostegno. Si tratta della [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>(ANSA) &#8211; ROMA, 30 APR &#8211; I responsabili della Margherita hanno definito con l&#8217;Inps la donazione immediata di 5 milioni di euro a beneficio di lavoratori &#8216;esodati&#8217; privi di tutele, ovvero privi di reddito perche&#8217; usciti dal lavoro ma non ancora in grado di percepire la pensione, ne&#8217; altre forme di sostegno. Si tratta della prima parte delle risorse nella disponibilita&#8217; del partito che verranno assegnate per finalita&#8217; sociali, come annunciato nelle scorse settimane. E&#8217; quanto si legge in una nota della MArgherita.<br />
Il beneficio stabilito dall&#8217;Inps e&#8217; pari a 800 euro al mese per 5 mensilita&#8217; e riguardera&#8217; 1.200 persone esodate. A tali soggetti verra&#8217; recapitata una lettera dell&#8217;Inps; i nominativi non potranno essere comunicati al partito, cui verra&#8217; trasmesso un rendiconto con le indicazioni statistiche. Alla Margherita saranno addebitati i soli costi industriali (elaborazione elettronica del pagamento, stampa della comunicazione, etc).<br />
Le ulteriori risorse saranno deliberate dall&#8217;Assemblea Federale della Margherita sulla base delle proposte del Gruppo di lavoro (formato da Francesco Rutelli, Enzo Bianco, Gianpiero Bocci, Rosy Bindi, Pierluigi Castagnetti, Giuseppe Fioroni, Dario Franceschini, Paolo Gentiloni, Enrico Letta, Donato Mosella) in occasione della riunione prevista per il prossimo 16 giugno.<br />
Tutte le risorse residue &#8211; una volta risolte le questioni riguardanti il personale, il quotidiano Europa e gli altri impegni contratti dal partito &#8211; saranno devolute per finalita&#8217; di interesse generale, e a soli soggetti pubblici. Lo stesso avverra&#8217; per le risorse che verranno recuperate dalle sottrazioni operate dall&#8217;ex-tesoriere del partito, a conclusione del lavoro della Magistratura e sulla base delle verifiche dei Revisori.</p>
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		<title>Con Hollande cambia tutto anche per noi</title>
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		<pubDate>Tue, 24 Apr 2012 08:58:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pierluigi Castagnetti</dc:creator>
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		<description><![CDATA[di Pierluigi Castagnetti
da Europa del 24 aprile 2012
Sembrava una “tirata” di Pier Luigi Bersani pro domo sua, invece mi pare che siano bastate poche ore per capire che quanto sta accadendo oltralpe avrà un riflesso sicuramente non irrilevante nel nostro paese. Nel Pd, ma non solo. Non è un caso che anche uomini intelligenti (seppur [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-2591" title="Francois-Hollande" src="http://www.pierluigicastagnetti.it/wp-content/uploads/2012/04/Francois-Hollande-150x150.jpg" alt="Francois-Hollande" width="150" height="150" />di <strong>Pierluigi Castagnetti</strong></p>
<p><em>da Europa del 24 aprile 2012</em></p>
<p>Sembrava una “tirata” di Pier Luigi Bersani pro domo sua, invece mi pare che siano bastate poche ore per capire che quanto sta accadendo oltralpe avrà un riflesso sicuramente non irrilevante nel nostro paese. Nel Pd, ma non solo. Non è un caso che anche uomini intelligenti (seppur antipatici e in contraddizione con sé stessi) della destra come Giulio Tremonti e Antonio Martino lo stiano dicendo apertamente. Il risultato francese ci dice infatti che quando sul tavolo c’è una questione forte prevalgono le risposte a quella questione, sì o no, e non le divagazioni. E la questione che si pone in Francia (e in Italia) riguarda l’assenza, in un tempo in cui sarebbe necessario, del ruolo dell’Europa. La crisi in cui siamo immersi ha infatti una dimensione mondiale ed evoca una risposta politica quantomeno continentale. Il fatto che la Merkel abbia “sequestrato” l’Europa costringendola alla strategia di manutenzione finanziaria voluta dai mercati e che il resto degli altri paesi abbia dimostrato di non essere in grado di liberarsi dall’appropriazione indebita di leadership da parte della Germania non può continuare: i francesi hanno detto questo. <span id="more-2590"></span>Hanno chiesto che su questo tema la risposta sia precisa. Perciò hanno premiato Hollande, punito Sarkozy, non apprezzato la medietà di Bayrou e fatto esplodere il consenso al radicalismo antieuropeo di Marine Le Pen.<br />
È vero che dobbiamo attendere il secondo turno, ma tutto fa pensare che il risultato appannaggio di Hollande sarà confermato. Perché già quello che è accaduto domenica scorsa dice che la sapienza degli elettori è sempre più forte delle elucubrazioni di chi dovrebbe interpretarli. I popoli mettono infatti sulla lavagna delle elezioni il loro sentimento, la loro anima, e ne escono disegni non sempre previsti dalle forze politiche. Potrà anche accadere che Hollande, una volta eletto presidente, non si riveli all’altezza della sfida, perché il suo partito tradizionalmente molto prudente sul piano europeistico gli tiene il guinzaglio piuttosto corto, o perché la vendetta dei mercati si rivela troppo forte o perché la Merkel anche senza la copertura di Sarkozy dimostra di saper resistere. Può darsi. Ma resta il messaggio inequivocabile di questo risultato. Un messaggio che necessariamente ci intriga e ci obbliga a delle scelte. Nel “monopoli” della reinvenzione del ruolo dell’Europa nella stagione della globalizzazione della finanza e dell’economia, tocca ora a noi italiani e al Pd in particolare posare la nuova tessera. Una tessera che per quanto ci riguarda ha due facce, una relativa al rapporto col governo Monti e l’altra più interna.<br />
Il Pd, nell’Europa del dopo- Merkozy, dovrà incalzare e accompagnare il governo Monti nella definizione del contributo dell’Italia nella nuova fase. Monti ha personalmente le caratteristiche per guidare questo processo, ha autorevolezza e competenza riconosciute, ha la prudenza cui lo costringe la sua “strana” maggioranza interna, ma anche l’intelligenza per capire come si possa riportare in Europa, cioè nelle istituzioni comunitarie, ciò che la Germania ha sequestrato per sé. Come ai tempi della decisione del primo governo Prodi di tentare la strada difficile dell’ingresso nell’Unione monetaria europea, anche oggi i partiti, il Pd in particolare, devono assistere il governo nella nuova sfida. Ma al Pd è richiesto anche un lavoro di definizione non ideologica del proprio ubi consistam. Ciò che hanno annunciato in questi giorni Casini ed Alfano, cioè l’intenzione di scomporre e ricomporre il paesaggio politico italiano come si poteva pensare di fare fino a qualche mese fa cambiando nome e cambiando forma ai contenitori politici, rivela una distanza dal paese e dalla consapevolezza della credibilità attuale delle forze politiche veramente grande. Se ha ragione Mannheimer quando ci ricorda che la percentuale di fiducia degli italiani nei partiti è precipitata al 2 per cento (e l’esperienza ci dice purtroppo che ha ragione), allora il problema non è quello di spostare pezzi di elettorato che non sono più interessati a questo gioco, quanto quello di ridare un senso al consenso, cioé di rimotivare gli elettori verso la politica e i partiti.<br />
Siamo tutti dentro questa difficoltà. Dimostra di esserlo Casini quando parla di un nuovo Partito della nazione in cui si ritrovino laici e cattolici (a chi interessano in questo momento tali categorie?) e lo sarebbe lo stesso Pd quando facesse un discorso tutto ideologico teso a recuperare appartenenze famigliari più o meno sopravvissute in Europa (a chi interessano in questo momento i discorsi sul legame con la socialdemocrazia o con il Pse?).<br />
Mi ha colpito l’incipit del primo discorso di Hollande dopo il risultato elettorale: «Signore e signori, miei cari concittadini…» superando, lui sicuramente socialista, i nostri imbarazzati «amici e compagni». Ci è infatti richiesta oggi veramente una sana laicità, nel senso non di un anticlericalismo d’antan, ma di una capacità di parlare delle cose concrete (ciò che vogliamo noi) e dei valori che servono alla politica (la moralità e la competenza). «L’antipolitica si combatte con la buona politica» ricorda spesso Bersani. Ecco, di cosa sia la buona politica e di chi abbia titolo e credibilità per farla e rappresentarla oggi, dovremo parlare seriamente.</p>
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		<title>LEGGE ELETTORALE: MEDIAZIONE VIOLANTE ARENATA</title>
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		<pubDate>Fri, 20 Apr 2012 08:48:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pierluigi Castagnetti</dc:creator>
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		<description><![CDATA[(ANSA) &#8211; ROMA, 20 APR &#8211; &#8220;Mi limito ad osservare che il tentativo di mediazione portato avanti da Violante in materia di riforma elettorale per il momento è arenato&#8217;. Lo ha detto a Radio Radicale il deputato del Pd Pierluigi Castagnetti.
&#8216;Le forze politiche si sono date appuntamento a dopo le amministrative e credo che il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>(ANSA) &#8211; ROMA, 20 APR &#8211; &#8220;Mi limito ad osservare che il tentativo di mediazione portato avanti da Violante in materia di riforma elettorale per il momento è arenato&#8217;. Lo ha detto a Radio Radicale il deputato del Pd Pierluigi Castagnetti.<br />
&#8216;Le forze politiche si sono date appuntamento a dopo le amministrative e credo che il destino delle riforme costituzionali e della riforma elettorale sara&#8217; molto segnato dall&#8217;esito di queste elezioni, quindi è presto per parlarne. Se dopo le amministrative il Pdl non riuscisse piú a governare le varie fazioni che oggi sono in movimento, diventa anche difficile avere un interlocutore in grado di assumere responsabilità sui questi temi. Quindi sono molto preoccupato, sono d&#8217;accordo con Franceschini, o si riesce prima dell&#8217;estate a fare buona parte del cammino o altrimenti è molto rischioso.<br />
Mentre invece &#8211; conclude Castagnetti &#8211; sulla riforma di attuazione dell&#8217;articolo 49 della Costituzione e sul finanziamento dei partiti sono fiducioso&#8221;. (ANSA).</p>
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		<title>TONIOLO: PRECURSORE DELL&#8217;ECONOMIA SOCIALE DI MERCATO</title>
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		<pubDate>Wed, 18 Apr 2012 09:11:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pierluigi Castagnetti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Dichiarazioni]]></category>

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		<description><![CDATA[(ASCA) &#8211; Roma, 18 apr &#8211; Giuseppe Toniolo, che presto sara&#8217;
beatificato da papa Ratzinger, e&#8217; il vero precursore in
Italia dell&#8217;economia sociale di mercato, che dopo di lui
sara&#8217; ripresa e sviluppata da Amintore Fanfani e da Giorgio
La Pira.
   E&#8217; quanto afferma Pierluigi Castagnetti, deputato
democratico e ultimo segretario del Ppi. Castagnetti,
intervistato dall&#8217;Asca, sottolinea anche l&#8217;importanza di
Toniolo nell&#8217;elaborazione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>(ASCA) &#8211; Roma, 18 apr &#8211; Giuseppe Toniolo, che presto sara&#8217;<br />
beatificato da papa Ratzinger, e&#8217; il vero precursore in<br />
Italia dell&#8217;economia sociale di mercato, che dopo di lui<br />
sara&#8217; ripresa e sviluppata da Amintore Fanfani e da Giorgio<br />
La Pira.<br />
   E&#8217; quanto afferma Pierluigi Castagnetti, deputato<br />
democratico e ultimo segretario del Ppi. Castagnetti,<br />
intervistato dall&#8217;Asca, sottolinea anche l&#8217;importanza di<br />
Toniolo nell&#8217;elaborazione del pensiero politico dei cattolici<br />
che uscivano dalla marginalita&#8217; dovuta al non expedit di Pio<br />
IX e all&#8217;evoluzione di una cultura che segnata da uno spirito<br />
di minoranza diventera&#8217; con gli anni una cosciente<br />
responsabilita&#8217; di guida di un intero Paese e non solo della<br />
parte cattolica.<br />
   &#8221;Toniolo inizia e caratterizza la sua opera -spiega<br />
Castagnetti- con l&#8217;intenzione di dare una missione ai<br />
cattolici che erano stati esclusi dal processo di costruzione<br />
dell&#8217;unita&#8217; del Paese e che soffrivano il non expedit. Lo ha<br />
fatto senza aprire polemiche con la chiesa, perche&#8217; Toniolo<br />
e&#8217; sempre stato un cattolico rispettoso e osservante degli<br />
insegnamenti ecclesiali, e ricordiamo che era la chiesa di<br />
Pio IX. Toniolo ha dunque pensato di dare una missione in<br />
quel quadro ai cattolici che erano stati impediti di fare<br />
politica, ritrovandosi poi ad essere l&#8217;ispirtore e<br />
l&#8217;attuatore della dottrina sociale del successore, di papa<br />
Leone XIII. Quindi Toniolo e&#8217; a cavallo di due pontificati,<br />
ma anche delle diverse condizioni dei cattolici.<br />
   Toniolo traccia un&#8217;altra via alla politica che non e&#8217;<br />
quella delle istituzioni politiche: e&#8217; la via della tessitura<br />
della societa&#8217; civile e della comunita&#8217;. Per Toniolo anche<br />
quella e&#8217; politica e finisce poi per dare una base culturale<br />
ed economica ai cattolici che anni dopo faranno politica tout<br />
court&#8221;.<br />
   D &#8211; Quale fu il suo ruolo nel pensiero economico?.<br />
   CASTAGNETTI -  &#8221;Da questo punto di vista mi pare che<br />
Toniolo lo possiamo definire come il precursore dell&#8217;economia<br />
sociale di mercato, che irrompera&#8217; a livello accademico<br />
soprattutto negli studi che vengono fatti in Germania e che<br />
troveranno una concretizzazione con il ministro dell&#8217;economia<br />
di Adenauer, Herard che poi diventera&#8217; anche cancelliere. In<br />
Italia, con Fanfani, l&#8217;economia sociale di mercato nasce<br />
proprio con questa idea di Toniolo di dare un&#8217;anima<br />
all&#8217;economia, di darle una finalizzazione umana. L&#8217;economia<br />
sociale di mercato per lui e&#8217; il tentativo di trovare appunto<br />
una finalita&#8217; all&#8217;economia di mercato tout court.<br />
   Per Toniolo, quindi, l&#8217;economia e&#8217; strettamente collegata<br />
all&#8217;etica e cosi&#8217; anche per la politica. E la persona e&#8217;<br />
assuntacome fine e come misura etica dell&#8217;economia e della<br />
politica&#8221;.<br />
   D &#8211; Questo per quanto riguarda il suo tempo. Ma il<br />
pensiero di Toniolo e&#8217; arrivato fino ad oggi? E come?.<br />
   CASTAGNETTI &#8211; &#8221;Le sue indicazioni sociologiche ed<br />
economiche dal punto di vista dell&#8217;attualita&#8217; io le vedo<br />
nell&#8217;economia di comunione dei Focolarini. Economia di<br />
comunione che adesso si alimenta dell&#8217;elaborazione<br />
dottrinaria di Luigino Bruni e di Zamagni, e che e&#8217; frutto<br />
dell&#8217;indicazione di una persona che era molto distante dalla<br />
cultura economica come Chiara Lubic, che aveva intuito la<br />
necessita&#8217; di pensare, di tentare una strada che<br />
concretizzasse questo pensiero.<br />
   Toniolo ha vissuto un tempo in cui i cattolici erano fuori<br />
e ai margini della vita pubblica e anche per questo talune<br />
delle sue indicazioni risentono di questo spirito<br />
minoritario. Non era un complesso, ma certo uno spirito di<br />
minoranza.<br />
   Furono Sturzo e De Gasperi a dare ai cattolici italiani<br />
l&#8217;ambizione di non essere solo i consilieri della storia ma i<br />
facitori della storia. Il salto avvenne con Sturzo e poi nel<br />
secondo dopoguerra con De Gasperi. Facitori della storia nel<br />
senso dell&#8217;ambizione  di guidare un&#8217;intera nazione, cioe&#8217; di<br />
essere a capo del cammino storico di un popolo tutto intero,<br />
non dei soli cattolici. Questo dimostra che c&#8217;e&#8217; stata una<br />
prosecuzione e che non ci si e&#8217; fermati a quel pensiero<br />
iniziale, che oggi con tutta evidenza non ci basterebbe. Io,<br />
quindi, colgo nel pensiero di Toniolo questa indicazione<br />
profetica e questo sviluppo ulteriore quando Sturzo da&#8217; ai<br />
cattolici la missione di pensare a tutto il Paese e non solo<br />
alla loro condizione di minoranza&#8221;.<br />
   D &#8211; Una via che portera&#8217; i cattolici ad una posizione<br />
politicamente e culturalmente adulta rispetto ad una sola<br />
trasposizione delle direttive della gerarchia ecclesiastica?.<br />
   CASTAGNETTI &#8211; &#8221;Quando i cattolici si dettero questa<br />
ambizione, e furono costruttori anche della Carta<br />
costituzionale, lo furono principalmente grazie a questa<br />
cultura. <br />
Altrimenti non avrebbero potuto esercitare questo ruolo che<br />
e&#8217; stato oggettivamente egemonico nel guidare il disegno<br />
costituzionale. Lo furono utilizzando molto dei suoi pensieri<br />
e della sua concezione economica. Tutti rapporti economici e<br />
sociali che sono stati scritti, in particolare con la penna<br />
di Fanfani e di La Pira, si alimentano proprio di questo<br />
pensiero lontano, antico. Un&#8217;alimentazione dovuta anche alla<br />
sua idea cristiana della democrazia. A Toniolo, quindi si<br />
deve anche questo contributo, di avere cioe&#8217; messo dei<br />
germogli di un pensiero che si e&#8217; sviluppato<br />
successivamente&#8221;.<br />
   Rispetto alla dimensione piu&#8217; propriamente culturale va<br />
inoltre ricordato che Toniolo e&#8217; anche l&#8217;ispiratore di una<br />
universita&#8217; cattolica, di cui sentiva e raccomandava una<br />
presenza fin dai primi anni del &#8216;900. Una indicazione in<br />
questo senso la diede in particolare al padre Agostino<br />
Gemelli che ne fu il realizzatore dopo molti ann</p>
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		<title>PARTITI: I RIMBORSI VANNO DIMEZZATI</title>
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		<pubDate>Sat, 14 Apr 2012 08:44:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pierluigi Castagnetti</dc:creator>
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		<description><![CDATA[PROVVEDIMENTO SU TRASPARENZA NON E&#8217; SUFFICIENTE (ANSA) &#8211; ROMA, 14 APR &#8211; I rimborsi elettorali ai partiti &#8216;vanno dimezzati, perche&#8217; non si puo&#8217; non tenere conto del momento di sacrifici che coinvolgono tutti gli italiani e del clima di estraneita&#8217; alla politica che sta dilagando&#8217;. E&#8217; quanto afferma in una intervista alla Stampa, Pierluigi Castagnetti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>PROVVEDIMENTO SU TRASPARENZA NON E&#8217; SUFFICIENTE (ANSA) &#8211; ROMA, 14 APR &#8211; I rimborsi elettorali ai partiti &#8216;vanno dimezzati, perche&#8217; non si puo&#8217; non tenere conto del momento di sacrifici che coinvolgono tutti gli italiani e del clima di estraneita&#8217; alla politica che sta dilagando&#8217;. E&#8217; quanto afferma in una intervista alla Stampa, Pierluigi Castagnetti che come presidente del Ppi ai tempi del governo Prodi presento&#8217; una proposta di disciplina dell&#8217;art. 49 della Costituzione sulla democrazia dei partiti.<br />
&#8216;Le vicende di Lusi e della Lega &#8211; spiega Castagnetti &#8211; hanno dimostrato che al netto delle spese elettorali c&#8217;e&#8217; un residuo sproporzionato delle risorse disponibili per i partiti&#8217;. Per quanto riguarda la proposta di legge sulla trasparenza dei partiti di Alfano, Bersani e Casini, Castagnetti osserva: &#8216;E&#8217; questa la sede appropriata e non c&#8217;e&#8217; tempo per dilazioni. Non va sottovalutato quanto e&#8217; stato deciso, cioe&#8217; il controllo esterno dei bilanci dei partiti e le sanzioni a chi non e&#8217; in regola. Ma non e&#8217; sufficiente&#8217;.</p>
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